Il gran ritorno di Mastella: alle Europee in corsa con il Pdl

Clemente Mastella, leader Udeur

Tornato alla ribalta politica, Clemente Mastella corre di nuovo per le elezioni. Quelle europee, per andare Strasburgo, dopo aver rinunciato a quelle nazionali dell’aprile 2008. Dopo la bufera giudiziaria che l’ha coinvolto. Dopo aver abbandonato l’incarico di ministro della Giustizia. Dopo aver passato mesi a studiare le carte, a fare “l’investigatore privato” e a tessere la sua tela, inevitabilmente, politica.

L’ultimo nodo, quello decisivo, il segretario dell’Udeur l’ha stretto con il Pdl: verrà candidato alle europee nelle liste del centrodestra . Ma, guai ai “farabutti e ipocriti sul piano morale” che sostettarranno che con questo accordo Silvio Berlusconi abbia pagato il “debito” contratto con il leader del Campanile per aver fatto cadere, un anno fa, il governo Prodi . Il riferimento è all’Idv: ”Dini” attacca il partito di Di Pietro con Felice Belisario “lo candidarono subito. Mastella era indagato e non poterono mantenere la promessa alle politiche, ora con la candidatura alle europee l’accordo per le prossime amministrative è chiuso.
Quindi non sbarca al centro, questa volta, il politico di Ceppaloni, con l’Udc di Casini. Né va da solo: il rischio di cozzare contro la barra del 4% sarebbe troppo alto. E allora, ecco l’accordo con la maggioranza di Berlusconi. Vero, solo qualche giorno fa, Mastella diceva: “Non c’è alcun accordo con il Pdl”. In effetti l’ultima parola non era ancora stata pronunciata ma l’intesa era nell’aria. Ora però la notizia è ufficiale: il segretario dell’Udeur ha spuntato la candidatura dopo un accordo più ampio (non legato solo al suo nome) siglato tra i coordinatori regionali della Campania di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udeur. La candidatura dell’ex Guardasigilli prevede un’intesa strategica in vista delle prossime elezioni amministrative: “I segretari regionali di FI-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl Mario Landolfi e dell’Udeur Antonio Fantini, al termine di un incontro che si è svolto giovedì scorso a Roma, hanno raggiunto un’intesa ritenuta strategica e che parte dalle prossime elezioni comunali e provinciali che si terranno a giugno, per proseguire poi”, si legge nel comunicato, “in un cammino fatto di programmi e scelte condivise, con l’obiettivo di imprimere, nel solco di una rinnovata cultura bipolare, una svolta vera alle imminenti consultazioni elettorali.

E adesso: “Spero in una campagna elettorale senza veleni e cattiverie, senza cose come quelle successe contro di me nel recente passato dalle parti di Catanzaro”, si augura ora del leader Udeur, che si definisce “più motivato che mai. Mi auguro non ci siano più atti proditori, nemmeno di tipo giudiziario”, auspica l’ex guardasigilli che - rispondendo all’Ansa - sottolinea: “Mi batterò per le cose per le quali mi sono sempre battuto”. Come la giustizia? “Certo, sulle intercettazioni continuo a pensare che ripartire dal mio ddl sarebbe la cosa migliore per tutti”.

Nel giorno dell’ufficializzazione dell’addio al Pd, Mastella non intende rivolgere nessun messaggio politico ai suoi ex partner del centrosinistra: “Non ho nulla da dire, a Veltroni o ad altri. Ringrazio invece il gruppo dirigente del Pdl: potevano avere molti motivi per dire no all’intesa, invece ho riscontrato piena sintonia sia dai livelli nazionali che da quelli locali”. “Riparto” conclude Mastella “con umiltà e determinazione, dopo un periodo di umiliazioni e amarezze di ogni tipo. Riparto con la coscienza dell’uomo libero, con la serenità di chi riprende a vedere un po’ di luce”.

Una settimana fa, archiviata la protesta dei piccoli partiti contro lo sbarramento del 4% alle europee, Mastella aveva detto: “Vado nella casa di chi mi ospita. Una casa che mi consenta di poter esprimere liberamente le mie opinioni”. Non aveva dato per scontato l’accordo con il Pdl ma, per certi versi, aveva fatto sapere che non gli sarebbe dispiaciuto: “Nel Pdl sono presenti quelle forze che si richiamano ai valori e all’esperienza politica della Dc”. E infatti, a giocare un ruolo importante per la firma dell’accordo pare sia stata anche l’appartenenza allo stesso gruppo parlamentare europeo (uno scoglio che il Pd deve invece ancora superare): “La stessa collocazione all’interno del Partito popolare europeo” si legge nella nota “comporta la candidatura del segretario nazionale dell’Udeur alle prossime elezioni europee, nelle liste del Pdl. Oggi” concludono i segretari regionali “si apre una rinnovata stagione politica, foriera di importanti novità, che ricadranno positivamente sui cittadini della Campania”.

Commenti

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Il 15 Febbraio 2009 alle 15:40 fercas ha scritto:

E’ semplicemente vergognoso che Mastella, dopo i suoi trascorsi da ministro della giustizia, torni in campo per la solita poltrona del potere! Ed è ancor più vergognoso che ci siano forze politiche che lo accolgono nel loro seno!!! Se la cosa si concluderà positivamente, come non mi auguro, sicuramente quelle forze politiche non avranno il mio voto!!! Cordialità.

Il 19 Febbraio 2009 alle 2:51 pietro berti ha scritto:

ELEZIONI EUROPEE – LISTA CDL PROPOSTA DI CANDIDATURA ON. LE CLEMENTE MASTELLA: RIFLESSIONI
Dedicato al popolo degli Azzurri: in merito al tam-tam che si sta verificando da parte dei soliti incompetenti della politica, è giusto rilevare, ad onor del vero quanto segue:
L’On.le Clemente Mastella è nato democristiano ed ha svolto politica attiva in questo grande partito democratico che ha salvato insieme al pentapartito l’Italia dai bolscevichi, fino a quando è stato peraltro con un accanimento feroce, praticamente annientato insieme al partito repubblicano, al partito liberale e al partito socialista. Partiti con una storia degna di nota, visto che hanno dato la democrazia all’Italia repubblicana e che hanno fatto in modo che l’Italia non finisse sotto la dittatura sovietica.
Una volta distrutta la Democrazia Cristiana, Clemente Mastella e Pierferdinando Casini hanno dato luce al CCD che insieme al partito di Fini, di Berlusconi e di Bossi ha costituito il Popolo delle libertà. Nel momento in cui le strade di Pierferdinando (che ha fondato l’Unione Di Centro) e di Clemente Mastella (che ha fondato l’UDEUR) si sono divise, Mastella scelse di stare nella coalizione del centro-sinistra.
Durante il malgoverno formato dall’accozzaglia brancaleoniana composta dall’estrema sinistra, rif.com, pdci, verdi, etc oltre che dai centristi dell’UDEUR di Mastella si è verificata una crisi di governo che ha portato alle dimissioni da Ministro della Giustizia l’On.le Mastella.
La cosa grave è che in un momento in cui Mastella era ministro gli è stata arrestata la moglie, la cosa grave è che nel momento in cui era ministro ha ricevuto un avviso di garanzia nel quale gli venivano contestati reati insensati che però hanno fatto in modo che il Ministro , sentendosi tradito e direttamente colpito nella sua famiglia, si dimettesse dalla sua carica in maniera irrevocabile.
Con il passare del tempo, le accuse contro il ministro si sono rilevate prive di fondamento e il tutto si è risolto in un nulla di fatto. Stesso dicasi per la sua signora.
Tutto quanto sopra premesso, ritengo che
A) Il Ministro Mastella abbia dimostrato un notevole atto di coraggio a dimettersi dalla sua carica per poter difendere al meglio se stesso e la sua famiglia;
B) Mastella è stato fondamentale alla caduta del governo Prodi.
C) E’ una persona che si è comportata correttamente ed ha agìto correttamente.
D) Il Sig. Presidente del Consiglio On. Le Dott. Silvio Berlusconi ha deciso di candidare l’On.le Clemente Mastella alle elezioni europee 2009 nelle fila della CDL.

Trovo quantomeno stupido da parte di tutti coloro che si oppongono alla candidatura dell’Onle Mastella alla carica di deputato europeo per una notevole serie di ragioni, prima fra tutte che è una candidatura che è voluta dal premier e sappiamo tutti che quando Berlusconi sceglie una linea politica sulla candidatura di qualcuno lo fa con cognizione di causa. Sappiamo tutti che l’On.le Mastella è una persona politicamente estremamente preparata; sappiamo tutti che la sua candidatura non solo è dovuta ma è una gratificazione per tutto quello che lui ha fatto nel corso dei suoi mandati e per il fatto che è stato tradito da quelli che lui reputava essere i suoi alleati, ed è stato denigrato con accuse infamanti. Ebbene, concludendo, noi non possiamo che apprezzare la linea del Sig. Presidente che ha scelto di premiare una persona corretta. Conseguentemente, invitiamo i novellini della politica a ragionare meglio sulle prese di posizione in ordine ai candidati per ricordarsi che il leader di Centro-Destra è Berlusconi, e se Berlusconi decide di candidare qualcuno lo fa con cognizione di causa, lo fa per la sua esperienza, lo fa perché costui lo merita. Inoltre, va tenuto sempre presente che il nuovo ruolo del centro-destra in Italia è dovuto proprio alla leadership di Berlusconi, alle sue proposte ed idee e soprattutto alla sua capacità di dimostrare all’elettorato come l’alleanza di centro-destra potesse essere un gruppo di governo. Dunque, ora non può sconfessarsi una intera visione politica che ha portato al successo elettorale e di immagine.
Pietro Berti

Il 17 Marzo 2009 alle 14:41 Mastella-Prodi, un anno dopo: Un caffè con lui? Mai, mi ha lasciato solo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E pensare che ha detto di aver chiuso con la politica. Romano Prodi torna, a 14 mesi dalla cadita del suo governo, alla ribalta politico televisiva e riesce a innervosire tutti: dal Pd (impaurito dall’operazione nostalgia del Professore) a Clemente Mastella (che vuole precisare l’aneddoto riportato dal Professore nel salotto tv di Fazio). Quindi, Mastella: ospite di Radio24, non gliele manda a dire. “Prodi? non l’ho mai più sentito. Berci un caffè? Assolutamente no. Se Prodi fosse stato presente quando mi sono dimesso dal Parlamento anzichè lasciarmi solo…”. Toni duri quelli dell’ex ministro della Giustizia, che ha ricordato così le vicende di un anno fa: “Si dimette il ministro della Giustizia e si mette lì, in Aula, mica il sottosegretario alle Partecipazioni comunali della provincia della Namibia… Ma Prodi non c’era, e io a chiedermi dove stava…”. Il leader dell’Udeur ha poi attaccato Veltroni: “La crisi politica scoppia quando Veltroni decide di andare da solo” ha detto ai microfoni di Radio24. “La sua autoreferenzialità ha ammazzato il centrosinistra. Io dissi a Prodi che fregavano lui e dunque tutti noi. Tutti i partiti, anche i piccoli, erano sconcertati per questa logica veltroniana”. Mastella ha replicato anche al veltroniano Giorgio Tonini, che ha detto di non avere nostalgia di governi ostaggio di Mastella: “Il problema è loro, non mio. Immagini se ho nostalgia di Tonini che ho conosciuto appena. è strano, quando si facevano i governi con me ero apprezzato, diversamente no”. Ora la candidatura alle europee con il Pdl: “E con chi mi candidavo, scusi?” ha risposto Mastella “Con lo sbarramento al 4% mi candidavo con quelli che erano comunisti e si mettono insieme? Io faccio parte del Ppe dove ci sono anche altri ed è più familiare per me. Avendo il Pd invocato a tutti i costi questa legge, evidentemente ognuno fa delle scelte” Di fatto, l’uscita dell’ex premier a Che Tempo che fa ha smobilitato tutto il Pd e non solo Mastella. Anche se Prodi ribadisce che la sua corsa politica è finita, il suo breve ritorno sulla scena nazionale ha lasciato segni in un Partito che a fatica cerca di risalire la china del consenso. Il “patto di non belligeranza”, stretto dai big dopo le dimissioni di Walter Veltroni, impone di tenere bassi i toni ma c’è amarezza tra i veltroniani per la ricostruzione “parziale” del Professore sulla fine del suo governo e per il fatto che oggi molti tra coloro che appoggiarono entusiasti la scelta del “correre da soli” ne parlano come la madre degli errori veltroniani. Il segretario Dario Franceschini evita con cura qualsiasi valutazione sulle parole dell’ex premier, limitandosi a smentire, come fa Arturo Parisi, l’accordo per “candidature concorrenti ma non avversarie” all’assemblea del Pd che ha portato alla sua elezione dopo l’addio di Veltroni. E la tregua interna porta al silenzio quasi tutti i big del partito, fatta eccezione per Massimo D’Alema che, evitando di parlare del passato (”altrimenti vengo aggredito”, dice) evidenzia il “valore di messaggio politico” nel fatto che Romano Prodi abbia preso la tessera del Pd. O Livia Turco che parla della vocazione maggioritaria come “una scelta tattica e non strategica” da lasciare alle spalle mentre la sinistra radicale spera che la lezione sa stata imparata. In molti nel partito vedono nelle parole di Prodi un sostegno a Franceschini e un messaggio del Professore ai suoi a mettere fine alla linea di opposizione interna tenuta durante la segreteria Veltroni. A scalpitare per le parole dell’ ex premier sono soprattutto i veltroniani, impegnati su richiesta dell’ex segretario del Pd ad evitare polemiche interne che mettano in difficoltà Franceschini. “Però se tregua deve essere, tutti la devono rispettare”, è l’altolà di un fedelissimo di Veltroni che ritiene poco opportuno l’intervento del Professore in un momento in cui il Pd è impegnato sulla crisi economica e a recuperare consensi. Ma è soprattutto l’affondo sulla scelta di Veltroni di “correre da solo” e le conseguenze sul governo ad amareggiare consiglieri e collaboratori dell’ex segretario. “Ricordo che la decisione di eleggere un segretario del Pd - ricostruisce un veltroniano - per salvare il partito dalle difficoltà del governo fu presa in modo collettivo dal comitato dei 45 mentre solo due votarono contro: Rosy Bindi e Walter Veltroni, che poi fu sollecitato da tutti a candidarsi alle primarie”. Così come, aggiunge un altro esponente del partito, “tutto lo stato maggiore del Pd applaudì alla decisione di ‘correre da solì che, come abbiamo sempre ripetuto, non era solitudine ma volontà di mettere fine alle coalizioni-ammucchiata che portarono alla fine del governo Prodi”. [...]

Il 17 Marzo 2009 alle 14:47 Mastella-Prodi, un anno dopo: Un caffè con lui? Mai, mi ha lasciato solo - GREG NOTIZIE ha scritto:

[...] E pensare che ha detto di aver chiuso con la politica. Romano Prodi torna, a 14 mesi dalla cadita del suo governo, alla ribalta politico televisiva e riesce a innervosire tutti: dal Pd (impaurito dall’operazione nostalgia del Professore) a Clemente Mastella (che vuole precisare l’aneddoto riportato dal Professore nel salotto tv di Fazio). Quindi, Mastella: ospite di Radio24, non gliele manda a dire. “Prodi? non l’ho mai più sentito. Berci un caffè? Assolutamente no. Se Prodi fosse stato presente quando mi sono dimesso dal Parlamento anzichè lasciarmi solo…”. Toni duri quelli dell’ex ministro della Giustizia, che ha ricordato così le vicende di un anno fa: “Si dimette il ministro della Giustizia e si mette lì, in Aula, mica il sottosegretario alle Partecipazioni comunali della provincia della Namibia… Ma Prodi non c’era, e io a chiedermi dove stava…”. Il leader dell’Udeur ha poi attaccato Veltroni: “La crisi politica scoppia quando Veltroni decide di andare da solo” ha detto ai microfoni di Radio24. “La sua autoreferenzialità ha ammazzato il centrosinistra. Io dissi a Prodi che fregavano lui e dunque tutti noi. Tutti i partiti, anche i piccoli, erano sconcertati per questa logica veltroniana”. Mastella ha replicato anche al veltroniano Giorgio Tonini, che ha detto di non avere nostalgia di governi ostaggio di Mastella: “Il problema è loro, non mio. Immagini se ho nostalgia di Tonini che ho conosciuto appena. è strano, quando si facevano i governi con me ero apprezzato, diversamente no”. Ora la candidatura alle europee con il Pdl: “E con chi mi candidavo, scusi?” ha risposto Mastella “Con lo sbarramento al 4% mi candidavo con quelli che erano comunisti e si mettono insieme? Io faccio parte del Ppe dove ci sono anche altri ed è più familiare per me. Avendo il Pd invocato a tutti i costi questa legge, evidentemente ognuno fa delle scelte” Di fatto, l’uscita dell’ex premier a Che Tempo che fa ha smobilitato tutto il Pd e non solo Mastella. Anche se Prodi ribadisce che la sua corsa politica [continua...] Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale [...]

Il 17 Marzo 2009 alle 14:57 Mastella-Prodi, un anno dopo: Un caffè con lui? Mai, mi ha lasciato solo - GREG NOTIZIE ha scritto:

[...] E pensare che ha detto di aver chiuso con la politica. Romano Prodi torna, a 14 mesi dalla cadita del suo governo, alla ribalta politico televisiva e riesce a innervosire tutti: dal Pd (impaurito dall’operazione nostalgia del Professore) a Clemente Mastella (che vuole precisare l’aneddoto riportato dal Professore nel salotto tv di Fazio). Quindi, Mastella: ospite di Radio24, non gliele manda a dire. “Prodi? non l’ho mai più sentito. Berci un caffè? Assolutamente no. Se Prodi fosse stato presente quando mi sono dimesso dal Parlamento anzichè lasciarmi solo…”. Toni duri quelli dell’ex ministro della Giustizia, che ha ricordato così le vicende di un anno fa: “Si dimette il ministro della Giustizia e si mette lì, in Aula, mica il sottosegretario alle Partecipazioni comunali della provincia della Namibia… Ma Prodi non c’era, e io a chiedermi dove stava…”. Il leader dell’Udeur ha poi attaccato Veltroni: “La crisi politica scoppia quando Veltroni decide di andare da solo” ha detto ai microfoni di Radio24. “La sua autoreferenzialità ha ammazzato il centrosinistra. Io dissi a Prodi che fregavano lui e dunque tutti noi. Tutti i partiti, anche i piccoli, erano sconcertati per questa logica veltroniana”. Mastella ha replicato anche al veltroniano Giorgio Tonini, che ha detto di non avere nostalgia di governi ostaggio di Mastella: “Il problema è loro, non mio. Immagini se ho nostalgia di Tonini che ho conosciuto appena. è strano, quando si facevano i governi con me ero apprezzato, diversamente no”. Ora la candidatura alle europee con il Pdl: “E con chi mi candidavo, scusi?” ha risposto Mastella “Con lo sbarramento al 4% mi candidavo con quelli che erano comunisti e si mettono insieme? Io faccio parte del Ppe dove ci sono anche altri ed è più familiare per me. Avendo il Pd invocato a tutti i costi questa legge, evidentemente ognuno fa delle scelte” Di fatto, l’uscita dell’ex premier a Che Tempo che fa ha smobilitato tutto il Pd e non solo Mastella. Anche se Prodi ribadisce che la sua corsa politica è [continua...] Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale [...]

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