Allarme procure: sono al collasso, non ci sono più pm

Procura di Napoli

Ci sono ormai procure, come quelle per i minorenni di Caltanissetta e Reggio Calabria in cui non c’è nemmeno un sostituto,ma solo il capo dell’ufficio. E altre, come quella di Gela, dove l’unico sostituto presente su un un organico di cinque persone, sta per andar via, assieme a due colleghi “prestati” temporaneamente da altri uffici giudiziari.
Annunciato da tempo dall’Associazione magistrati, il rischio chiusura per diversi uffici requirenti sta diventando realtà, e non solo nel Mezzogiorno, visto che le procure di Pavia e Alba sono nella stessa situazione che si registra ad Enna: su 4 sostituti previsti ce n’è uno solo in servizio. E i prevedibili effetti saranno devastanti. “Non solo sarà impossibile indagare e fare i processi alle grosse organizzazioni criminali” spiega il presidente dell’Anm Luca Palamara “ma anche ai responsabili di reati comuni di allarme sociale, dalla pedofilia alla violenza sessuale. E dunque se si va avanti così, si arriverà allo sfascio totale”.
Che ormai si stia arrivando alla paralisi lo dice l’elenco dei posti senza titolare negli uffici requirenti pubblicato dal Csm e aggiornato al 10 febbraio.

Dati impietosi: se la scopertura è già del 100% nelle procure per i minorenni di Caltanissetta e Reggio, alla procura di Gela (che ha vacanze pari all’80% per ora mitigate dalle due applicazioni) si sta arrivando allo stesso risultato. Percentuali da brivido anche per le procure di Enna e Patti (75%, mancano in ogni ufficio 3 sostituti su 4), Nicosia, Ragusa e Nuoro (67%). E in tutta Italia sono oltre una ventina le procure nelle quali manca almeno la metà dei sostituti previsti.

Tanti gli uffici del Nord con scoperture da allarme rosso: se Pavia e Alba sono al 75%, Gorizia è al 60%; mentre Vercelli, Aosta, Crema, Casale Monferrato, e Brescia (procura per i minori) sono tutte al 50%. . Spesso i numeri nascondono realtà ancora più gravi, visto che non tengono conto delle toghe in aspettativa o in permesso per maternità. A Tempio Pausania la scopertura, secondo i dati del Csm, è del 50 %, ma in realtà in servizio “c’è solo il procuratore capo” riferisce Paolo Auriemma, presidente della sezione romana dell’Anm.E anche alla procura ordinaria di Caltanissetta la situazione sarebbe più tragica di quello che dicono le cifre ufficiali (44% i posti vacanti).
La ragione del problema è che sinora le carenze nelle procure venivano colmate con l’invio dei magistrati di prima nomina, ora impossibile, visto il divieto di assegnare le toghe che hanno appena superato il concorso a funzioni monocratiche, come quelle di pm o di giudice fuori da un organo collegiale.” è incredibile che sia stato impedito ai magistrati di prima nomina di svolgere funzioni monocratiche penali” dice Auriemma che segnala il paradosso per cui una toga a inizio carriera può invece nel settore civile decidere da sola su questioni delicate e disporre persino il sequestro di un’azienda. “Questa bomba ad orologeria ben programmata sta creando le condizioni di un reclutamento straordinario”.
Il problema, secondo i magistrati che chiedono di mitigare il divieto e che ora pensano anche a forme di protesta per far sentire la loro voce, non si risolve nè con gli incentivi previsti per chi va nelle sedi disagiate, nè con i trasferimenti d’ufficio, cioè ‘d’autorità .
“è immaginabile una valanga di ricorsi al Tar” prevede a proposito degli spostamenti forzati Fiorella Pilato, presidente della Terza Commissione del Csm, che segnala come la norma sui giovani magistrati stia creando “disfunzioni” anche nei tribunali, costretti a ‘rimozioni di massa dei giudici civili più esperti , da riconvertire al settore penale, per far posto ai magistrati a inizio carriera”.

Commenti

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Il 17 Febbraio 2009 alle 11:16 nhico ha scritto:

Ogniqualvolta si parla di riformare la giustizia, dalle procure partono segnali di allarmi.

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