
La Sardegna ha deciso di cambiare e “tornare a sorridere” risponde il nuovo governatore Ugo Cappellacci, che usa ancora una volta le parole dello slogan elettorale del Pdl per affermare la sua vittoria. Con 1.658 sezioni scrutinate (liste regionali) su 1.812 è infatti lui il presidente della Regione. La forbice è di 9,1 punti. Per le liste circoscrizionale sono invece 1.477 le sezioni scrutinate (il 92 per cento). L’8 per cento dei seggi mancanti è dovuto al fatto che molte sezioni hanno chiuso in ritardo (dopo le 15 del pomeriggi di ieri) prima di iniziare lo scrutinio delle schede. La proclamazione ufficiale sarà quindi entro 15 giorni. Ma nonostante i dati mancanti, è netta la sconfitta per Renato Soru che già a metà spoglio era stato staccato dal suo principale avversario di sette punti.
Con il 51,9 per cento e 457.676 voti Cappellacci manda a casa il governatore uscente che si ferma al 42,8 per cento (378.246 preferenze). Supera lo sbarramento del 3 per cento Gavino Sale, che con Irs (Indipendèntzia repùbrica de Sardigna) prende ben 27.118 voti; si ferma invece all’1,5 per cento il socialista Peppino Balia (13.812) e allo 0,5 per cento Gianfranco Sollai (4.887 voti) con Unidade indipendentista.
Dopo l’una di notte è Soru a confermare la sconfitta davanti alle telecamere: “è stata una bella campagna elettorale, fatta con impegno. Ringrazio tutti quelli che ci hanno sostenuto” commenta, e ammette “sono deluso dal risultato delle elezioni. I sardi hanno deciso diversamente”, ma nonostante l’amarezza è lui a chiamare Cappellacci, “l’ho chiamato per fargli gli auguri di buon lavoro e faccio gli auguri a questa bellissima e amatissima regione”. È ormai lontano quel 12 giugno del 2004 quando il patron di Tiscali diventò presidente della regione con il 50, 2 per cento dei voti, a discapito del candidato di Forza Italia Mauro Pili.
La sconfitta oggi è anche per la coalizione: le liste si sono fermate al 38,6 per cento a favore di Soru (24,42 Per cento il Pd) e hanno invece registrato un 56,7 per Cappellacci (30,53 per cento il Pdl). Non ha funzionato quindi lo spauracchio del “Cavaliere colonizzatore” e allo slogan “Meglio Soru”, i sardi hanno preferito una presidenza filo-governativa: “Io e Berlusconi siamo soddisfatti” ha commentato il neo presidente, “non mi aspettavo un successo di queste proporzioni” e prima di rivelare i suoi primi passi da governatore aggiunge: “Ha vinto la Sardegna reale contro una Sardegna virtuale che qualcuno voleva imporci. Ora il mio primo pensiero va alle misure per le emergenze come il provvedimento per la disoccupazione” commenta.
La disaffezione dei sardi verso la politica è comunque evidente: sono 15 mila le schede annullate, 5 mila quelle bianche, 4.746 le nulle, circa 3 mila quelle annullate volontariamente. Su 1.473.180 elettori e un’affluenza alle urne del 67,58 per cento, la Sardegna registra un calo rispetto alle precedenti elezioni regionali che era stato del 71 per cento.
Un risultato che se conferma la luna di miele tra Berlusconi e il Paese, mette in discussione ancora una volta la leadership di Walter Veltroni e la crisi del Pd a livello regionale e nazionale.
La soddisfazione del centrodestra e del suo leader trapela anche dalle parole del portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone: “Soru e il Pd hanno sbagliato due volte: prima a demonizzare Berlusconi, sgradevolmente descritto come ‘colonizzatore’, e poi a sottovalutare Cappellacci”. Soddisfatti per il risultato anche i centristi dell’Udc, che hanno appoggiato il candidato di Berlusconi. “Le elezioni sarde”, sottolinea il segretario Lorenzo Cesa, “dimostrano che l’Udc cresce, che è determinante e che senza l’Udc non si vince”. La decisione di aderire allo schieramento di centrodestra, è stata presa, spiega Cesa, “in coerenza con l’opposizione condotta alla giunta Soru”. Fortunata anche l’alleanza del Psd’az che per la prima volta si è candidato a fianco del centro destra registrando all’interno della coalizione un 4,39 per cento e 28.949 voti, contro i Rosso mori (l’ala secessionista) che staccandosi dal partito hanno preferito la coalizione di Soru. Che però non si è rivelata propizia: 2,31 per cento, 815.215 preferenze.
Brucia invece la sconfitta del Psi, “quando il centro sinistra si presenta diviso perde” commenta il candidato socialista Balia.
Il VIDEO servizio:
- Martedì 17 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 17 Febbraio 2009 alle 11:19 prat_pratico ha scritto:
IL NOSTRO AGENTE A CAGLIARI,NOME IN CODICE UOLTERINE.
L’ENIGMA DEL CASO ICHNUSA
RISPONDETE ALLE 5 DOMANDE PER SCIOGLIERE L’ENIGMA:
CHI AVEVA VENTILATO COME SICURA LA CESSIONE DI “PROFONDO ROSSO TISCALI “A VODAFONE,VANTANDO LA FEDELTA’ DI VITTORIO COLAO?
CHI HA IMPOSTO L’ACQUISIZIONE DELL’UNITA’ A RENATO SORU ?
CHI HA IMPOSTO LA RICANDIDATURA A RENATO SORU,FRESCO DIMISSIONATO?
CHI HA SEGUITO DAL COMODO DEL LOFT L’ANDAMENTO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE ?
CHI HA SCELTO LA SIGNORA CONCITA DE GREGORI COME DIRETTORE DELL’UNITA’?
IN ONORE DI GRAHAM GREENE
Prat Pratico
http://pratico.splinder.com
Il 17 Febbraio 2009 alle 11:53 cini ha scritto:
Il risultato del voto in Sardegna conferma una piena soddisfazione per quanto il Governo sta cercando di fare in un momento globalmente così difficile.
Congratulazioni al popolo sardo per una scelta politica intelligente e nell´interesse della regione.
Complimenti a Cappellacci per la sua abile campagna elettorale che lo ha portato alla schiacciante vittoria su Soru.
Complimenti a Berlusconi per aver ancora una volta dato un valido contributo al Paese prestando parte del suo prezioso tempo con la sua carismatica presenza e i suoi convincenti discorsi per l´attento elettorato sardo.
Complimenti a tutto il Centro Destra per il grande e difficile lavoro che sta coerentemente conducendo per riformare il Paese.
Un monito per l´opposizione che fino ad oggi è solo stata capace di criticare o meglio denigrare insultando ogni sforzo che il Governo sta facendo senza aver mai dato un contributo costruttivo per risolvere il difficile lavoro di riformismo in un momento straordinariamente difficile del mondo finanziario.
Infine un consiglio per Soru a cambiare rotta politica dato che oggi non è più possibile pretendere da capitalisti di essere filo comunisti.
Gli italiani oggi sono politicamente maturi ed anche bene aggiornati.
Il 17 Febbraio 2009 alle 12:21 La Sardegna va al centrodestra: Cappellacci esulta, Soru si congratula » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ugo Cappellacci ha scelto di vivere l’attesa per il risultato finale sin dal primo pomeriggio nel quartiere generale di Palazzo Doglio, nel centro di Cagliari, circondato dagli esponenti del Pdl e tantissimi amici. Renato Soru, invece, a Palazzo Chapel è arrivato poco prima delle 23: “Bisogna attendere la fine dello scrutinio” ha sottolineato, quando la vittoria sembrava ormai sfumare. “Qualunque cosa i sardi hanno deciso a me andrà bene e faccio gli auguri al nuovo presidente della Regione, chiunque esso sia”. Due atmosfere completamente opposte, perché a parte le titubanze iniziali dovute ai primi dati che davano in vantaggio l’ex presidente della Regione, si è capito subito che in casa Pdl c’era aria di festa. Bastava guardare il sorriso del sindaco di Cagliari, Emilio Floris, che ha trascorso tutto il pomeriggio ad attendere i dati con la figlia Rosanna, candidata nel listino di Cappellacci. Intorno tantissima gente, con molti rimasti fuori, dove è stato allestito un maxi schermo. Sono arrivate, ad un certo punto, anche le zeppole (frittura dolce tipica del carnevale cagliaritano), per mangiare e brindare. Nel quartier generale di Soru, intanto, ci si aggrappava al “testa a testa” dei primi dati. “Occorrerà attendere le prossime ore per capire cosa succede” ha commentato Achille Passoni, l’ex sindacalista e commissario del Pd mandato da Veltroni dopo i contrasti scoppiati l’anno scorso. “Dalle prime indicazioni mi pare che ci si stia incanalando verso una situazione in cui vi è Sassari e Nuoro da una parte e il Cagliaritano dall’altra”. [...]
Il 17 Febbraio 2009 alle 12:52 Corrado Buccieri ha scritto:
Sono del Continente,quindi non ho votato in Sardegna,
ma sono soddisfatto del risultato che era nelle mie
previsioni.
Il 17 Febbraio 2009 alle 12:55 lapolide ha scritto:
Cos’è successo Redazione. Vi siete pentiti di essere stati politically-correct e mi avete tolto ?
Padova, 16bis febbraio 009.
” Da Sardinia con Amore”.
La Sinistra se ne va,
non si sa se tornerà
Ma da Chi dipenderà ?
Non da Soru il comunista,
non dal Sardo che è Sardista.
La mia Zia, di là nativa,
senza essere fascista,
mi ha insegnato alcuni detti,
fra cui questo; >,
perchè dell’Asinara
ti fa mordere dai barracuda i pesci.
Ma io aggiungo il mio però;
Finchè a Roma ci sarà
il Biscione contestato Berlusconi,
i Sinistri…da Sardinia e dintorni,
staranno sempre fuori dai….”mufloni”.
lapolide
Il 17 Febbraio 2009 alle 12:59 artisticamente ha scritto:
Berlusconi ha fatto campagna elettorale in Sardegna con le risorse dello Stato.
Ha usato lo Stato per fare campagna elettorale come se fosse di sua proprietà!
Non si era mai visto un capo di governo fare il “piazzista dei suoi dipendenti” invece di occuparsi dei gravi problemi del Paese per cui è pagato. Era più in Sardegna che a Roma….
Il 17 Febbraio 2009 alle 13:40 Corrado Buccieri ha scritto:
Per artisticamente,Berlusconi ormai è un politico e non
un imprenditore,e come presidente del consiglio,anche
se va in vacanza,rappresenta lo Stato.
Quindi se si fa vedere in una Regione che va alle urne,
fa parte della sua missione.Stop.
Il 17 Febbraio 2009 alle 14:58 Veltroni al Pd: “Pronto a dimettermi”. No dei vertici: “Resti leader” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Che sia per forma o per convinzione. Perché stanco del logorìo nei suoi confronti o abbattuto per un’altra bruciante sconfitta (più del suo partito che del candidato Soru) raccolta in Sardegna. Di fatto Walter Veltroni ha detto stop. Ha convocato una riunione con i big dei Democratici e, dopo aver analizzato il risultato delle elezioni li in Sardegna, ha rassegnato il suo mandato di segretario. Cioè, ha più o meno detto: se volete mi faccio da parte. Ad ascoltarlo, intorno al tavolo Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi, Piero Fassino e i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro. Risposta: il Pd gli chiede di restare. Con un secco no il vertice ha però respinto le dimissioni, spiegando che non è in discussione la leadership. Insomma, per adesso il segretario, resta al suo posto. Per adesso. A spiegare la posizione dei vertici democratici rispetto al segretario è Francesco Rutelli, che in una nota inserita su Facebook assicura: “L’esperienza di Margherita e DS è conclusa. Ora Veltroni faccia quello che non è riuscito a fare finora. Ha il pieno rinnovo della mia fiducia per fare un partito nuovo. Non si torna indietro”. E allora si guarda avanti, anche se non si può non considerare la débâcle sarda, dove il Pd è incappato in un insuccesso pesante (il candidato del centrosinistra e governatore uscente Renato Soru è indietro di nove punti percentuali rispetto al candidato del Pdl Ugo Cappellacci). [...]
Il 17 Febbraio 2009 alle 17:27 » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Veltroni al Pd: “Pronto a dimettermi”. No dei vertici: “Resti leader” » Panorama.it - Italia su Abruzzo: il boom dell’Idv apre il processo a Veltronivincenzoaliascontadino su Veltroni al Pd: “Pronto a dimettermi”. No dei vertici: “Resti leader”Veltroni al Pd: “Pronto a dimettermi”. No dei vertici: “Resti leader” » Panorama.it - Italia su Voto sardo, terremoto nel Pd: più di Soru, perde VeltroniVeltroni al Pd: “Pronto a dimettermi”. No dei vertici: “Resti leader” » Panorama.it - Italia su Giovane e antisistema: Renzi corre da sindaco Pd a FirenzeVeltroni al Pd: “Pronto a dimettermi”. No dei vertici: “Resti leader” » Panorama.it - Italia su Sardegna: Soru sconfitto, Cappellacci nuovo presidente [...]
Il 17 Febbraio 2009 alle 17:31 Sardegna, Cappellacci il vincitore: la squadra in una settimana » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Non so se Renato Soru vorrà adesso dedicare le sue energie al Pd nazionale. Posso solo augurarmelo, per il bene del Pdl”. Ecco l’unica battuta “cattiva” riservata dal neopresidente della Regione Autonoma della Sardegna all’avversario sconfitto. Pronunciata col sorriso e con l’aria di voler finalmente cedere agli stimoli a “essere cattivo” che arrivavano dalle domande dei giornalisti presenti la frase è stata subito dopo stemperata dal rinnovato monito, soprattutto ai suoi sostenitori rumoreggianti, a mettere da parte le polemiche e cominciare a lavorare e a confrontarsi lealmente con gli avversari. A proposito di lavoro: sarà una Giunta itinerante, che verrà costituita entro una settimana, ad occuparsi subito delle emergenze della Sardegna con provvedimenti immediati per arginare la disoccupazione e contrastare la povertà. È questa in sintesi è la linea d’azione del nuovo governatore Ugo Cappellacci che stamane, in una conferenza stampa, ha anticipato le priorità dei primi cento giorni di governo. “Ho in mente una Giunta, fatta di teste pensanti e competenti, presente nei territori”, ha spiegato il nuovo presidente della Regione manifestando l’esigenza di assicurare più concertazione e maggior coinvolgimento degli amministratori locali nel tentativo di invertire la rotta rispetto al precedente esecutivo Soru soprattutto sul metodo. Già nelle prossime ore Cappellacci incontrerà gli alleati per costruire il nuovo esecutivo. “Sono convinto che ci siano ampi margini per gare ragionamenti costruttivi con gli alleati che hanno sostenuto lealmente questo progetto e che con il dialogo faremo un ottimo lavoro perchè la nostra coalizione ha dato un ottimo risultato in termini di coesione e unità”, ha aggiunto l’esponente dl PdL elogiando, in più passaggi della conferenza stampa, il “lavoro di squadra portato avanti insieme e non, invece, da un uomo solo”. Riguardo i rapporti con il Governo, Cappellacci ha ribadito la volontà di richiamare l’attenzione del premier Berlusconi per un “confronto costante e quotidiano sui problemi dell’isola”. Dal centrosinistra, invece, il nuovo governatore si aspetta “un’opposizione seria, anche dura, a garanzia della democrazia”. Sul piano, invece dei rapporti con l’Udc, che nell’isola ha stretto un’alleanza programmatica con il Popolo delle Libertà diversamente dal quadro nazionale, raggiungendo quasi il 10% dei consensi, Cappellacci ha assicurato nella composizione della Giunta “un risultato equilibrato sul peso di ciascun componente della coalizione”. [...]
Il 17 Febbraio 2009 alle 20:35 Il dopo Walter è un vicolo cieco. Quel che resta del Pd è da “resettare” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Le dimissioni di Walter Veltroni dopo la disfatta elettorale in Sardegna possono essere interpretate in due modi: o come tentativo di bruciare sul tempo gli avversari interni, Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani su tutti, anticipando i tempi del congresso; oppure come una vera presa d’atto di un fallimento personale e politico. Cioè come il primo – e per molti indispensabile - passo verso una rifondazione ex novo del Partito democratico, della sinistra e dell’opposizone in generale. Nel primo caso saremmo di fronte alla classica operazione di palazzo: un regolamento di conti interno ad una classe dirigente sempre più logora; una sorta di “crisi controllata”, ammesso che sia ancora possibile. Nel secondo caso Veltroni, abbandonando definitivamente la scena, provocherebbe l’azzeramento anche dei vertici a lui ostili, aprendo ad una dirigenza e ad una formula di partito tutti da inventare. Crisi al buio, insomma. [...]
Il 24 Febbraio 2009 alle 17:10 Berlusconi-Sarkozy: l’accordo è totale. E a prova di atomo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy sono d’accordo su tutto: sul nucleare, sulle infrastrutture, sulla politica europea (che va cambiata), sulla politica internazionale e perfino sulla vittoria di Ugo Cappellacci in Sardegna. Ma resta una grande e indissolubile frattura… culinaria. Tanto che Sarkozy durante la conferenza stampa con “l’amico Silviò” ha esclamato: “Il vero problema in Italia è che vi sedete a tavola dopo le 14.30”. A parte la tavola, che da sempre divide il nostro Paese dai cugini transalpini, dunque la sintonia è pressochè totale tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy sugli argomenti affrontati oggi dal vertice bilaterale italo-francese a Villa Madama. Durante i colloqui Sarko ha fatto i complimenti al Cavaliere: “E’ una fortuna che tu sia in politica da 15 anni. Ed è un bene che tu sia amico di Putin, perché non so cosa vi siate detti, ma avete frenato l’escalation della crisi tra Georgia e Russia”. Prima di mangiare insieme, nella splendia Villa Madama, i due hanno svolto una conferenza stampa con l’atomo come aperitivo: “Dobbiamo svegliarci – ha detto Berlusconi – e costruire le centrali nucleari anche noi. E grazie al know how degli amici francesi risparmieremo anni e soldi”. Insieme – e la cosa non potrà che fare rumore - i due leader europei hanno anche concordato sulla critica alle regole di funzionamento della Ue. “Le regole della Ue sono da cambiare perché, ha sottolineato il premier italiano in privato, sono del secolo scorso e inadatte ad affrontare la crisi economica”. Parlando della crisi Berlusconi ha ribadito che le banche italiane non necessitano di alcuna nazionalizzazione “visto che sono solide”, ma nel mondo ci sono paesi “dove l’ipotesi della nazionalizzazione delle banche ha delle ragioni, delle frecce al proprio arco, dove le banche non fanno il loro dovere ovvero quello di non finanziare le imprese”. Sarkozy ha anche proposto al premier “la creazione di battaglioni navali italo-francesi da tenere di stanza nel Mediterraneo”. E dopo l’ennesimo complimento sulla bravura di Berlusconi: “E poi i media dicono che non sei un professionista… Hai pure vinto le elezioni in Sardegna!”, il Cavaliere ricambia: “Caro Sarko, la guida del tuo semestre europeo è stata determinata e intelligente”. Ma a quel punto si fanno le 14.30. La conferenza stampa finisce e il povero Nicolas, per di più senza Carla Bruni, deve scappare per andare al Quirinale all’incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A digiuno… [...]
Il 2 Marzo 2009 alle 14:33 Amministrative 2009: il Pdl all’assalto alle fortezze rosse » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E di far saltare il banco, come è successo in Sardegna? L’obiettivo non dichiarato del centrodestra è infatti quello di testare, a Firenze, ma anche a Bologna, quel metodo che, secondo Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo dei senatori del Pdl, “si è dimostrato vincente con Ugo Cappellacci in Sardegna e con Gianni Chiodi in Abruzzo”. Che sarebbe? “Coniugare il carisma del leader nazionale con le facce nuove di una classe dirigente che non viene dai partiti fondatori del Pdl. Chiodi e Cappellacci sono giovani, sono nuovi, non hanno una storia vecchia di partito alle spalle. E hanno vinto alla grande. Ora le città rosse si dimostreranno il vero banco di prova. Vedremo se il metodo regge”. [...]
Il 3 Marzo 2009 alle 13:30 Rosso all’Unità: annunciati tagli e chiusure, la redazione in sciopero » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Una situazione precipitata in poco tempo, anche se - dopo l’esito delle elezioni sarde - qualcuno l’aveva temuto. L’editore Renato Soru, chiede una “cura drastica” per il quotidiano, rilanciato con la nuova direzione di Concita De Gregorio pochi mesi fa, con esiti soddisfacenti dal punto di vista della credibilità del progetto e delle vendite. A quanto scrive il quotidiano Italia Oggi, nel 2008 la perdita è stata di quasi 8 mln di euro, nel 2007 il rosso di 5 mln di euro, e poi -1,4 mln nel 2006, -1,1 mln nel 2005 e -248 mila euro nel 2004. E Soru non sarebbe pronto a ricapitalizzare l’azienda con 4 milioni di euro, come dovrebbe avvenire entro l’ormai prossimo 23 marzo. [...]
Il 6 Marzo 2009 alle 14:30 Storia di un declino: così finisce un Soru » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Doveva brillare come la stella del firmamento della sinistra, rischia di trasformarsi in un buco nero. La parabola di Renato Soru è di quelle che richiedono le cinture di sicurezza ben allacciate. Sparato come un missile nello spazio lunare della politica, s’è ritrovato senza carburante (i voti), sconfitto da una nave avversaria armata di raggio laser (Silvio Berlusconi) e senza neppure un vecchio Lem per fare l’atterraggio morbido. Risultato: un ritorno sulla Terra (ironia della sorte, nella sua Sardegna) segnato dal clangore della ferraglia. Crash. E ora?, si chiedevano a urne ancora calde i suoi adepti, interrogandosi sulla sorte dei mirabolanti piani del tycoon della Tiscali che avrebbe dovuto scalare la vetta del Pd e fare dell’Unità un grande giornale. Immerso nelle rovine fumanti della caduta, Soru sulle prime aveva conservato l’aureola dell’imprenditore illuminato, ma già pochi giorni dopo il suo groppo in gola, gli occhi lucidi la sera della sconfitta e il suo silenzio sono divenuti un incubo per L’Unità e la Tiscali. Il Cavaliere aveva detto: “Soru è un fallito in tutto”. Di certo non naviga in buone acque. Il 19 marzo la Tiscali riunisce il suo consiglio d’amministrazione per approvare un bilancio annuale zavorrato dai debiti. Il 23 marzo L’Unità, se non trova nuovi capitali (e capitani), potrebbe cessare le pubblicazioni e portare i libri contabili in tribunale. Due date, pochi soldi da mettere sul piatto. [...]
Il 6 Marzo 2009 alle 14:40 Storia di un declino: così finisce un Soru ha scritto:
[...] Doveva brillare come la stella del firmamento della sinistra, rischia di trasformarsi in un buco nero. La parabola di Renato Soru è di quelle che richiedono le cinture di sicurezza ben allacciate. Sparato come un missile nello spazio lunare della politica, s’è ritrovato senza carburante (i voti), sconfitto da una nave avversaria armata di raggio laser (Silvio Berlusconi) e senza neppure un vecchio Lem per fare l’atterraggio morbido. Risultato: un ritorno sulla Terra (ironia della sorte, nella sua Sardegna) segnato dal clangore della ferraglia. Crash. E ora?, si chiedevano a urne ancora calde i suoi adepti, interrogandosi sulla sorte dei mirabolanti piani del tycoon della Tiscali che avrebbe dovuto scalare la vetta del Pd e fare dell’Unità un grande giornale. Immerso nelle rovine fumanti della caduta, Soru sulle prime aveva conservato l’aureola dell’imprenditore illuminato, ma già pochi giorni dopo il suo groppo in gola, gli occhi lucidi la sera della sconfitta e il suo silenzio sono divenuti un incubo per L’Unità e la Tiscali. Il Cavaliere aveva detto: “Soru è un fallito in tutto”. Di certo non naviga in buone acque. Il 19 marzo la Tiscali riunisce il suo consiglio d’amministrazione per approvare un bilancio annuale zavorrato dai debiti. Il 23 marzo L’Unità, se non trova nuovi capitali (e capitani), potrebbe cessare le pubblicazioni e portare i libri contabili in tribunale. Due date, pochi soldi da mettere sul piatto. [...]
Il 7 Marzo 2009 alle 15:29 Così finisce un Soru | mariosechi.net ha scritto:
[...] Doveva brillare come la stella del firmamento della sinistra, rischia di trasformarsi in un buco nero. La parabola di Renato Soru è di quelle che richiedono le cinture di sicurezza ben allacciate. Sparato come un missile nello spazio lunare della politica, s’è ritrovato senza carburante (i voti), sconfitto da una nave avversaria armata di raggio laser (Silvio Berlusconi) e senza neppure un vecchio Lem per fare l’atterraggio morbido. Risultato: un ritorno sulla Terra (ironia della sorte, nella sua Sardegna) segnato dal clangore della ferraglia. Crash. E ora?, si chiedevano a urne ancora calde i suoi adepti, interrogandosi sulla sorte dei mirabolanti piani del tycoon della Tiscali che avrebbe dovuto scalare la vetta del Pd e fare dell’Unità un grande giornale. Immerso nelle rovine fumanti della caduta, Soru sulle prime aveva conservato l’aureola dell’imprenditore illuminato, ma già pochi giorni dopo il suo groppo in gola, gli occhi lucidi la sera della sconfitta e il suo silenzio sono divenuti un incubo per l’Unità e Tiscali. Il Cavaliere aveva detto: “Soru è un fallito in tutto”. Di certo non naviga in buone acque. Il 19 marzo Tiscali riunisce il suo consiglio d’amministrazione per approvare un bilancio annuale zavorrato dai debiti. Il 23 marzo l’Unità, se non trova nuovi capitali (e capitani), potrebbe cessare le pubblicazioni e portare i libri contabili in tribunale. Due date, pochi soldi da mettere sul piatto. [...]
Il 21 Gennaio 2010 alle 18:57 Amministrative 2010: il Pd riprova la scalata alla Sardegna (dalle province) - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] il centrosinistra cerca una rivincita alla batosta delle regionali del 2009, quando dovette cedere la poltrona occupata da Renato Soru al Pdl (che incoronò Ugo Cappellacci [...]
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