
Francia battuta. E senza andare ai rigori. L’Italia vince sui cugini d’Oltralpe, grazie alla… Lega.
È stata una battaglia del Carroccio, infatti, a porre un muro “all’invasione francese” nel cuore delle istituzioni: la buvette della Camera. Dal bar degli onorevoli è sparito il burro francese. Dopo “la segnalazione della Lega alla buvette della Camera è finalmente sbarcato il burro made in Italy”,. ha sottolineato in una nota il deputato Maurizio Fugatti (collegio del Trentino e capogruppo nella commissione Finanze). Che esulta: “Italia batte Francia 1-0″. Da oggi quindi via libera quindi alle tartine “patriottiche”.
“Negli ultimi giorni infatti” fa sapere l’onorevole leghista “chi intende consumare del burro si ritrova a disposizione burro rigorosamente italiano. Di questo saranno contenti i tanti produttori lattiero-caseari, che non stanno certo passando un momento felice sotto l’aspetto della redditivita’ del loro settore. Era quindi inaccettabile pensare che dentro la Camera dei Deputati venissero consumati prodotti lattierocaseari, come per esempio il burro, non italiani. I cugini d’Oltralpe, che si sono visti sostituire il loro burro francese col nostro locale, certo non saranno contenti. Ma ci pare che per quanto riguarda le auto, il governo di Sarkozy non si faccia tanti problemi a finanziare esclusivamente le case automobilistiche francesi, in barba a quelle italiane. Almeno sul burro” conclude Fugatti “alla Camera si sono fatti furbi e vale il principio della reciprocità”.
Ma la questione “non riguarda soltanto il burro” ha rilanciato il collega di partito Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano “quanto invece tutte le produzioni agroalimentari. Dai formaggi ai prosciutti… Alla Camera e al Senato devono essere serviti prodotti delle nostre terre che non hanno nulla da invidiare a quelli attualmente presenti sul banco”.
A ironizzare sulla conquista leghista è il Pd. Che bacchetta i Lumbard proprio sulle auto: “Forse la Lega dovrebbe conservare lo stesso spirito polemico che riserva al burro della buvette per il parco macchine blu dei politici italiani”, ha commentato Roberto Giachetti. “Considerata la grave crisi che sta vivendo il nostro mercato automobilistico, il governo potrebbe fare qualcosa di più rispetto al farsi fotografare solo in occasione della promozione della nuova auto nazionale di turno”, ha aggiunto, “potrebbe spingersi più in là e scegliere di utilizzare auto blu delle nostre case automobilistiche”.
- Mercoledì 18 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 18 Febbraio 2009 alle 19:53 dinmau ha scritto:
Mi tocca dar ragione (cosa mai successa) ad un’onorevole del PD. Non solo le auto blu dovrebbero essere di meno e italiane; i nostri parlamentari non dovrebbero sperperare i nostri p soldi e se vogliono abbuffarsi paghino quanto dovuto senza gli sconti indecenti di cui approfittano. Tutti noi poveri mortali, dobbiamo rassegnarci a future “vacche magre”; comincino loro a dare il buon esempio rinunciando a qualche privilegio dei tanti di cui godono, dimostrando così che il loro non è solo “chiacchericcio”!
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