
Un chiodo non più sterile, ma che costa 455 euro più iva e che quindi può essere tranquillamente impiantato in un paziente novantenne. Un ragazzo con la tubercolosi operato come un malato di tumore, che tra l’altro rischia di contagiare le persone che incontra. La cruda contabilità delle migliaia di euro guadagnate per ogni operazione effettuata. Le telefonate intercettate degli indagati e delle persone coinvolte nell’inchiesta sugli interventi inutili o dannosi fatti alla clinica Santa Rita di Milano fanno capire meglio di ogni altra prova su cosa si basano le accuse della procura.
Le intercettazioni sono state fatte sentire ieri nell’aula bunker di piazza Filangeri a Milano durante il processo. I pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano hanno ottenuto l’ascolto delle registrazioni effettuate dalla Guardia di finanza e senza le quali, probabilmente, l’indagine partita da un sospetto di truffa al sistema sanitario nazionale non avrebbe portato alle accuse più gravi, fino all’omicidio. Ecco gli audio più significativi.
Il dottor Renato Scarponi (che ha patteggiato 21 mesi) parla di un chiodo da 455 euro che non è più sterile, perché la confezione è stata aperta per errore. Ma non è necessario buttarlo, spiega, lo impianterà lui in un paziente di 90-95 anni, con un’aspettativa di vita breve:
La dottoressa Arabella Galasso si lamenta del fatto di dover rispondere in prima persona delle irregolarità della clinica e spiega che il proprietario, Francesco Paolo Pipitone (che ha patteggiato 4 anni e 4 mesi) assume “i più delinquenti” come medici. Quelli pronti a gonfiare i drg e a fare operazioni non necessarie, per fargli guadagnare più soldi possibile coi rimborsi:
Sempre la dottoressa Galasso racconta di un ragazzo malato di tubercolosi che invece è stato operato per un tumore nel reparto di Chirurgia toracica (quello di Pier Paolo Brega Massone), con un guadagno per la clinica di 20 mila euro. Il paziente ha tra l’altro rischiato di contagiare il personale dell’ospedale. Anche per questo episodio l’Asl ha sospeso l’accreditamento del reparto:
Il notaio Pipitone ascolta le valutazioni di un suo consulente dopo la revoca della convenzione al reparto di Brega Massone. L’esperto spiega che in quel reparto sono successe cose “incredibili”, “disastrose”, “sconcertanti”, “terribili”, con interventi non giustificati e fatti senza anamnesi. “Non si può fare a tutti la toracotomia…”, dice tra l’altro lo specialista:
Una dottoressa del San Raffaele telefona a Brega Massone per protestare per un proprio ex paziente inviato alla Santa Rita e qui operato, a suo parere, senza che ce ne fosse bisogno. Ora il paziente ha un forte dolore al braccio. I due medici discutono sulle linee guida in materia e Brega dichiara: “Se cerchi il mio cognome, vedi cosa ho pubblicato…” (i nomi dei pazienti e della dottoressa sono stati tagliati):
Brega Massone riflette sui buoni risultati ottenuti nel mese in corso. In termini di guadagni: “Ho fatto quattro polmoni, che per loro sono 44 mila euro. Questi soldi qui non li vedono neanche…”:
- Giovedì 19 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 20 Febbraio 2009 alle 10:59 cini ha scritto:
Trovo sconcertante, deprimente e inammissibile che una corte di giustizia possa ammettere un patteggiamento di pena per certi loschi individui, macellai di esseri umani, criminali assassini dal livello del dottore nazista Mengele e privi di ogni possibile scrupolo.
Una sentenza giusta avrebbe dovuto essere la massima possibile, ossia l´ergastolo senza possibilità di sconti, per ogni individuo consapevolmente immischiato nella lugubre orrifica faccenda della clinica Santa Rita, che avrebbe dovuto essere piuttosto chiamata “la clinica degli orrori”.
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