
Un decreto “corposo”, di almeno una dozzina di articoli: è lo strumento con il quale il governo invia un segnale forte, sotto il profilo della prevenzione e del contrasto, dopo la serie di stupri verificatisi nelle scorse settimane in diverse città italiane, da Bologna, Roma e Milano e Guidonia. Il testo è stato elaborato in questi giorni e limato con i continui contatti tra gli uffici legislativi dei ministeri interessati.
Tra i punti qualificanti del provvedimento, innanzitutto la previsione della custodia cautelare e quindi l’esclusione dai “domiciliari” per chi è accusato di violenza sessuale. Previsto anche il gratuito patrocinio per assicurare un’adeguata assistenza legale alle vittime di stupro. Il decreto legge anticipa così alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza in discussione in Parlamento, l’ultima parte del “pacchetto” del governo ancora da approvare. Tra le altre misure contenute nel decreto, l’estensione fino a 6 mesi del periodo di massima permanenza dei clandestini nei centri di identificazione ed espulsione (il limite attuale è di due mesi).
Sempre in tema di stupri, si prevede la pena dell’ergastolo se alla violenza sessuale segua la morte della vittima. Specifiche aggravanti sono previste poi se il fatto e’ commesso ai danni di minori di 16 anni, in ambito famigliare o anche in ambito professionale.
Nel provvedimento anche la previsione di un incremento numerico delle forze di polizia con il rinvio ad un successivo decreto ministeriale per l’assunzione in organico di altri 1.800-2.000 operatori delle forze dell’ordine. Ci sarà anche uno stanziamento di risorse aggiuntive per la sicurezza, per un importo complessivo che dovrebbe oscillare tra i 60 e i 100 mln di euro.
Uno dei nodi sui quali si è incentrato il dibattito all’interno della maggioranza nell’elaborazione del testo è quello costituito dalla possibilità di impiegare gruppi di cittadini per la sorveglianza delle aree a rischio. Un aspetto, questo, che ha fatto paventare l’eventualità di un ricorso a pericolose ronde di giustizieri “fai-da-te”. In realtà , il testo del decreto prevede l’eventuale utilizzo di cittadini iscritti ad apposite associazioni, rigorosamente non armati e, soprattutto, attivati e coordinati dai comitati provinciali dell’ordine pubblico, dai prefetti e dai sindaci.
Si tratta, ha spiegato il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervenendo mercoledì al question time alla Camera, di un argomento che è comunque bene sottoporre a regolamentazione legislativa. Dal momento che, sul territorio, si sono costituite in quest’ultimo periodo, associazioni spontanee di cittadini che in varie realtà locali contribuiscono alla prevenzione dei reati, è opportuno che alla materia venga data una cornice normativa, anche per evitare eventuali abusi.
Al Viminale confidano sul fatto che, con questa formulazione “soft”, chi nella maggioranza ha espresso perplessità sull’argomento possa invece valutare l’utilità di questo strumento aggiuntivo per il controllo del territorio e, quindi, per la prevenzione dei reati.
Nel decreto sono infine contenute, in modo da dare loro immediata attuazione, le norme previste dal ddl anti-stalking contro le molestie, approvato alla Camera ed attualmente in discussione al Senato.
Al decreto voluto ed emanato dall’esecutivo ha invece posto l’altolà il Vaticano, mentre dal Colle è venuta una presa di distanza. Il decreto ha infatti provocato la reazione negativa della Santa Sede. E anche una nota del Quirinale puntualizza come “i contenuti del decreto siano di esclusiva responsabilità del governo”. Frase che sembra una riposta alle parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni che aveva negato contrasti con il Colle: “Non c’è stato alcun veto del Quirinale. Ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione”.
Dura la posizione della Santa Sede. “L’istituzione delle ronde rappresenta” per il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, monsignor Agostino Marchetto “una abdicazione dello Stato di diritto. Non è la strada da percorrere”. Dopo aver ricordato le perplessità del capo dello Stato e criticato l’ostinazione del governo, Marchetto ha ribadito che “è bene dare ai cittadini la possibilità di dare un contributo ad aumentare la sicurezza delle loro città , ma se questo serve ad alimentare un clima di criminalizzazione dei migranti, certamente questo non trova il consenso della Chiesa”.
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Commenti
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Il 20 Febbraio 2009 alle 15:51 pietroancona ha scritto:
la milizia dei partiti al governo
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trattasi del primo passo verso la milizia dei partiti al governo e della legalizzazione della guardia padana che sarà assorbita dalle regioni a parte quelli che si sono già imboscati tra le guardie municipali. La milizia costituisce un di più aggressivo e di potere che schiaccia la cittadinanza.
Si sarebbe potuto limitare il danno pretendendo che i rondisti fossero presi ad un elenco di tutti i cittadini disponibili. Ma non sarà cosi. Saranno ronde della destra prive di armi per il momento ma con nodosi bastoni ed altro dislocati opportunamento lungo l’itinerario della ronda stessa. Lo Stato perde il monopolio della violenza e diventa di parte. Non saremo alla somalia o all’afghanistan ma in un regime che sarà unico in europa. Spero che il Presidente della Repubblica bocci il decreto ma dubito molto che si sia ammorbidito parecchio dopo l’incontro con Maroni.
pietroancona
http://medioevosociale-pietro......gspot.com/
http://www.spazioamico.it
Pietro Ancona
Il 21 Febbraio 2009 alle 18:21 shift ha scritto:
GIRO GIRO RONDA
CASCA IL MONDO
CASCA LA TERRA
TUTTI GIU’ PER TERRA!
Il 22 Febbraio 2009 alle 18:13 Disiscriviti ha scritto:
[...] E allora, per i soliti maligni che accusano il governo di fare solo leggi che servono al Premier(si, mi sento in colpa), il governo vara il decreto anti-stupri che dovrebbe bloccare o almeno attenuare questo fenomeno che pare così dilagante nelle ultime settimane. [...]
Il 22 Febbraio 2009 alle 20:15 Sicurezza fai da te: l’Italia delle Ronde » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il mercato torinese di piazza Madama Cristina è deserto, ma Francesco Picciotto, emigrato settantunenne, arranca già tra le bancarelle assieme a qualche pensionato. Ha il volto chiazzato di rosso, due bypass al cuore e un fischietto appeso al collo. Guarda l’orologio: le otto. È ancora presto, i borseggiatori di colore, normalmente, si vedono a metà mattina. Quando intuisce un movimento strano, Picciotto prende fiato e soffia dentro il fischietto a pieni polmoni. I suoi compagni lo seguono: il sibilo assordante fa dileguare i rapinatori. Quest’uomo malconcio e corpulento è il primo rondista d’Italia: cominciò nel 1989 a San Salvario, popolosa zona di Torino alle spalle della stazione di Porta Nuova. E per vent’anni non ha mai smesso, nonostante risse, minacce e un lungo taglio all’avambraccio. Ora il governo discute se riconoscere per legge l’inusuale mattinata di questo pensionato siciliano. E non solo la sua: in Italia ci sono già decine di gruppi di volontari organizzati per pattugliare il territorio. Le ronde sono ormai un modo immediato per cercare autotutela. A Parma ex carabinieri presidiano i parchi. In alcuni paesi abruzzesi gli abitanti sono scesi per strada dopo un’ondata di furti. Lo stesso succede in provincia di Frosinone. [...]
Il 23 Febbraio 2009 alle 18:34 Maroni: legalizziamo le ronde per evitare la sicurezza fai da te » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nel decreto sulla sicurezza sono previsti anche due fondi straordinari, aggiunge Maroni. “I soldi provengono dai sequestri fatti alla mafia, finora rimasti inutilizzati nei caveau delle banche”. Il primo stanziamento, da 100 milioni di euro, sarà destinato appunto alle forze dell’ordine e all’intensificazione del controllo del territorio. “In particolare”, precisa il ministro, “per le esigenze più urgenti, a partire dalla manutenzione ordinaria e alla riparazione dei mezzi di polizia e carabinieri”. Il secondo fondo, della stessa entità , servirà per l’assunzione di 2.500 nuovi appartenenti alle forze dell’ordine. La distribuzione territoriale verrà discussa nei prossimi giorni, ma Maroni anticipa: “Sono lombardo e la Lombardia avrà quello che deve avere”. I tempi di queste misure straordinarie saranno brevissimi, assicura ancora il titolare del Viminale. [...]
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