Assemblea Pd
L’assemblea del Pd ha votato per eleggere oggi un segretario: è l’esito dello scrutinio per alzata di mano dei delegati. Alle dimissioni di Walter Veltroni, quindi, fa seguito la scelta di eleggere un nuovo segretario: non passa dunque l’opzione di chi voleva andare entro un mese alle primarie. L’Assemblea passa ora alla presentazione delle candidature alla segreteria e all’elezione del nuovo segretario dalle 15. “Non posso nascondere la crisi in cui siamo, ma abbiamo costruito non solo un contenitore ma una nuova appartenenza ed è questa che crea dolore, delusioni perché è dettata dal sentimento di essere in una casa nuova, in una casa comune” ha dichiarato Dario Franceschini, vice di Veltroni e favorito per la reggenza. ”Non ci saranno crisi” ha aggiunto “che ci possano far rinunciare all’idea che il nostro è un futuro comune”. L’altro candidato alla segreteria è Vincenzo Parisi: “Bisogna ricominciare dalla politica” afferma il politico sardo “non solo dai personalismi ma ricominciare dalla democrazia perché in questo momento serve una forza e un’autorevolezza che solo una guida legittima possono assicurare”. Parisi, inoltre, giudica “sbagliate per momento e per modo” le dimissioni di Veltroni e critica anche la sua assenza nell’assemblea di oggi. Commenta Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei valori: “È come essere al fronte, non posso preoccuparmi dell’alleato che ho al mio fianco ma del nemico che ho davanti”.
Ma all’interno del Pd il dibattito è acceso. Sottolinea Massimo D’Alema: “Io faccio il presidente di una fondazione culturale che spero il Pd voglia usare di più. Non credo sarebbe giusto tornare a far parte del gruppo dirigente e il problema non è la collocazione ma un’azione politica da cui emerga un profilo chiaro e coerente che finora non e’ emerso a sufficienza”. E Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, commenta così il discorso di Franceschini: “Il problema è mal posto, Dario ha affermato una responsabile condivisione della segreteria Veltroni e ha cercato di indicare una via di uscita ai problemi segnalati da Veltroni che con le sue dimissioni ha dato una scossa”.
- Sabato 21 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 21 Febbraio 2009 alle 17:26 fercas ha scritto:
Il PD continuja a decidere di non decidere! Franceschini non è in grado di risolvere nulla!!! Rispetto a Veltroni è stato fatto un balzo all’indietro!!! Di Pietro dice che in guerra non si guarda all’alleato ma al nemico? Ma lui di chi mai è stato alleato? Forse con gli altri PM di mani pulite? Responsabili del PD, se avete un minimo di coraggio, fate le primarie e scrollatevi di dosso la zavorra Di Pietro!!!
Il 21 Febbraio 2009 alle 21:00 Il Pd ha scelto: Franceschini leader. Moriranno democristiani? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È il nuovo segretario del Partito democratico. Dopo esserne stato il numero due, affiancando Veltroni, anche nel momento dell’addio (e Walter lo ha ringraziato così: “Dario è uno leale”). Quindi sa bene quale compito improbo lo aspetta, Franceschini: dall’Assemblea nazionale del partito ha preso 1047 voti, battendo Arturo Parisi (fermo a 92), e il compito di rifondare la casa dei Democratici, proteggendola dai venti della crisi. Dice, però, di non essere spaventato. Anzi, vede davanti a sé un futuro rosa: non gli fa difetto l’ottimismo a questo ex dc, allievo di Zaccagnini, poi margheritino, ora alla guida del partito in cui sono confluiti gli ex Pci. E infatti: “Siamo entrati con uno stato d’animo e ne usciamo con uno diverso. È tornato l’ottimismo, la fiducia, la voglia di combattere”. Ma ha anche chiarito nel discorso per la candidatura: “Non posso nascondere la crisi in cui siamo, ma abbiamo costruito non solo un contenitore ma una nuova appartenenza ed è questa che crea dolore, delusioni perché è dettata dal sentimento di essere in una casa nuova, in una casa comune”. E ancora: “Oggi abbiamo dimostrato che stiamo lavorando per un giorno nuovo. Ho puntato i piedi per farla oggi l’Assemblea proprio perché ho visto quello che hanno scritto in questi giorni i giornali, non potevamo fare altri sette giorni così. È stato un bene rimettersi a questa assemblea costituente che ha tanta voglia di costruire. Ha avuto ragione Walter Veltroni”. Prima di lasciare l’Assemblea sulle note della Canzone Popolare di Ivano Fossati, il neo segretario ha indicato i quattro valori sui quali costruirà la sua azione: la Costituzione, la Resistenza, la laicità dello Stato, l’unità sindacale. Già, l’unità. In questo segno, il neo eletto ha voluto incontrare, dietro le quinte, il suo predecessore. Che così lo ha battezzato: ‘’Dario è la persona giusta per guidare il Pd”, commenta, da amico. “La prima persona alla quale parlai delle mie dimissioni è stato lui” afferma il segretario uscente, che , come previsto, non ha partecipato all’assemblea. [...]
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