Cibi etnici, truffe agli italiani: 1 reato alimentare su 4 in Italia è straniero

kebab

Kebab avariato, pollo con salmonella, ravioli cinesi contaminati e panini con feci di ratto. Mangi cucina etnica e rischi di essere truffato, se non avvelenato: un reato su quattro in Italia per frode alimentare e sofisticazione alimentare è stato commesso infatti da titolari di esercizi, bar e ristoranti stranieri. Tutti condannati, ma le multe che dovranno pagare non saranno certo salatissime, da 500 a 3000 euro. In testa alle segnalazioni all’autorità giudiziaria ci sono i ristoratori cinesi, soprattutto per la presenza di prodotti alimentari irregolari e contaminati. L’allarme è lanciato dalla Coldiretti, che ha analizzato l’elenco delle 81 sentenze penali passate in giudicato durante il 2008 per il reato di frode alimentare e sofisticazione alimentare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio. E dal 2000 allo scorso anno sono state 360 le sentenze penali passate in giudicato relative a frodi e sofisticazioni alimentari commesse in Italia. “Tra i tipi di reato segnalati si possono evidenziare la vendita di kebab in cattivo stato di conservazione, di spiedini di pollo nocivi per la presenza di salmonella, di ravioli cinesi farciti con imballaggi inidonei per gli alimenti, di panini insudiciati perché contenenti feci di ratto, di mitili e cozze con una presenza di coliformi fecali superiore ai limiti consentiti”, segnala la Coldiretti.

Nel 2008 sono stati condannati per frode e sofisticazione alimentare 61 imprenditori italiani, 13 cinesi, due pakistani, un egiziano, un peruviano, uno dello Sri Lanka, uno di Singapore e un marocchino. E i gestori stranieri di ristoranti e bar, oltre a violare le leggi per la tutela della salute, spesso non rispettano anche le norme di tutela del lavoro, assumendo in nero lavoratori privi del permesso di soggiorno. “In Italia assistiamo a una crescita e a un incontrollato utilizzo di ingredienti da importazione che non garantiscono gli stessi standard di quelli nazionali”, spiega la Coldiretti. Caso esemplare è quello della Cina. “È il paese che ha ricevuto dall’Unione europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari, perché contaminati da tossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge” conclude la Coldiretti che chiede controlli più stringenti e l’estensione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti. Per quanto riguarda le varie tipologie di frodi alimentari l’associazione Adoc ha stilato un piccolo glossario utile a tutti i consumatori.

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