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- Un commento

Con la conferma, poche settimane fa del commissario Mario Virano alla presidenza dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, il governo italiano ha voluto ribadire che “intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5″, (la cosiddetta Torino Lione, ndr). Parola di premier, durante un’intervista al quotidiano francese Le Figarò.
“L’Alta Velocità” sottolinea Berlusconi “era nel nostro programma elettorale, c’è pieno accordo nel governo, quindi la Torino-Lione si farà”.
Anzi, Berlusconi attribuisce “un’importanza strategica allo sviluppo delle infrastrutture. Abbiamo riaperto tanti cantieri chiusi dal precedente governo” sottolinea il premier “tenuto sotto ricatto dal fanatismo ambientalista, e mi fa piacere che anche a livello europeo stia prevalendo un’idea nata con la presidenza italiana della Ue nel 2003, cioè l’emissione di eurobond per finanziare le grandi infrastrutture continentali, idea che ha avuto la sua traduzione politica nelle conclusioni della presidenza francese”.
Ma non solo di Alta velocità ha parlato il Cavaliere con Le Figaro. Altri temi affrontati la crisi economica, il G8 di luglio, la successione.
Sul primo tema Berlusconi ha assicurato: “Noi ci siamo attivati tempestivamente. Sono stato il primo in Europa a dichiarare che non avremmo permesso il fallimento di alcuna banca, con conseguente perdita dei risparmi per i cittadini. Il nostro sistema bancario ha retto all’urto, grazie alla sua solidità”. Poi il premier ha ricordato che Palazzo Chigi si è “preoccupato immediatamente degli effetti della crisi sulle fasce più deboli della popolazione, attuando misure concrete”. Per questo, “l’Italia sta riconquistando le posizioni perdute negli ultimi anni”. Quanto all’Europa, Berlusconi crede che “stia affrontando la crisi nel modo giusto”. “Dopo il primo momento d’incertezza, è passato il principio che i governi si devono preoccupare del destino delle grandi banche e delle grandi aziende nazionali, così come devono sostenere i consumi e alleviare le difficoltà delle fasce più deboli”. La situazione è difficile, ha ammesso. “Nessuno nega lagravità della crisi, però a differenza degli anni Trenta, la risposta è stata tempestiva e corale”, ha detto Berlusconi spiegando che “molti osservatori considerano l’Italia un Paese sotto certi aspetti meno a rischio di altri, perché la nostra economia non si basa sugli investimenti finanziari, nè dobbiamo temere la bolla immobiliare”. Quindi, ha assicurato: “Certo, noi abbiamo altri problemi, ma anche la possibilità, la capacità e la volontà di venirne fuori”.
Il confronto con gli altri Paesi ha spinto il premier ha puntualizzare una qustione importante, quella del G8: “L’Italia non vuole la fine del G8, non vuole il suo scioglimento. Al contrario, vuole un G8 più forte e più concreto”, ha detto il presidente del Consiglio. “L’Italia vuole che il G8 sia sempre più rappresentativo ed efficace” e per esserlo “deve essere inclusivo, deve aprirsi alle economie emergenti e dialogare con la parte di pianeta più povera. Noi proponiamo una più stabile e strutturata associazione al G8 dei Paesi del G5 (Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa) oltre all’Egitto, in rappresentanza del mondo arabo, musulmano e africano”, ha ricordato il premier. “E’ cruciale il confronto su temi specifici con singoli gruppi di Paesi, per esempio quelli africani, secondo il principio delle ‘geometrie variabili’. Non è questione di nomi o formule vuote, ma di governance internazionale, di democrazia - ha concluso Berlusconi -. Non sarà facile organizzare un G8 con queste ambizioni, ma sono sicuro che ci riusciremo”.
A decidere chi dovrà sucedere al premier, saranno gli italiani. Così, infine, Silvio Berlusconi, ha affronatto il tema della leadership del centrodestra. Aggiungendo comunque di non prevedere di presiedere un altro G8. “Io” dice il presidente del Consiglio “ho interpretato e interpreto il mio impegno politico come un servizio al mio Paese. Ero il più invidiato imprenditore italiano. Ho deciso di impegnare tutto me stesso per preservare il mio Paese da un’ipotesi comunista e da un futuro incerto e confuso. Ho messo a disposizione degli italiani le mie capacità e le mie esperienze. Sto presiedendo il mio terzo G8, come lei ha ricordato. Non credo che ne presiederò un quarto, ma l’Italia è una democrazia, non una monarchia, quindi le date dei passaggi di potere non le decido io. Sono gli italiani a deciderle, ogni cinque anni, con il voto”. Berlusconi alla richiesta di indicare i momenti più felici dei suoi 14 anni di politica risponde: “Credo di aver dato contributi importanti in politica estera, per esempio con l’associazione della Federazione Russa alla Nato che si è celebrata a Pratica di Mare nel 2002, sancendo la fine della guerra fredda. In politica interna, credo di aver contribuito a far rialzare l’Italia all’indomani della stagione di Mani Pulite, quando i partiti che avevano governato per decenni erano stati spazzati via dalla rivoluzione giudiziaria di stampo comunista. Il pericolo era che il Paese finisse in mano alla sinistra comunista. successo nel 1994. Sono tornato a Palazzo Chigi nel 2001, sono fiero di aver guidato il governo più longevo nella storia della Repubblica fino al 2006, quando la sinistra è tornata al potere in modo rocambolesco. Me ne dispiace ancora, perché in quel momento l’Italia ha perso l’occasione di profittare della congiuntura economica favorevole”.
- Lunedì 23 Febbraio 2009
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Il 24 Febbraio 2009 alle 12:06 Vertice Italia-Francia e l’intesa sul nucleare: 4 centrali entro il 2020 » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tra i temi sul tavolo c’è anche il dossier trasporti, con il progetto di Alta Velocità Torino-Lione, che Berlusconi in un’intervista al quotidiano francese Le Figarò ha già indicato tra le priorità. “Poche settimane fa il mio governo ha confermato il commissario Mario Virano alla presidenza dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione” ha detto il premier italiano. “Intendiamo accelerare il lavoro per completare il corridoio 5. L’alta Velocità era nel nostro programma elettorale, c’è pieno accordo nel governo, quindi la Torino- Lione si farà. Noi attribuiamo una importanza strategica allo sviluppo delle infrastrutture”. Nell’agenda del summit di oggi ci sono anche i temi di attualità politica internazionale: da una riflessione comune sulla crisi finanziaria globale e sui comuni passi decisi per dare risposte globali e condivise, anche in vista del G20 di Londra e del G8 di luglio, ai temi del conflitto israelo-palestinese, della stabilizzazione di Afghanistan e Libano, fino all’escalation nucleare dell’Iran. [...]
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