Testamento biologico: il Pd si spacca, Rutelli cerca la terza via (di fuga)

Francesco Rutelli con Dario Franceschini

Lo hanno lasciato tranquillo per 48 ore: sabato è diventato il secondo segretario del Pd, domenica a Ferarra ha giurato sulla Costituzione e pranzato dalla mamma.
Lunedì sono cominciati i guai, per Dario Franceschini. I primi, anzi i soliti.

Il tema? Un classico per le “divisioni” democratiche: quello (bio)etico del testamento biologico. Mentre la commissione Sanità del Senato esamina il disegno di legge presentato da Raffaele Calabrò (Pdl), il partito del fu Veltroni si spacca, in cerca di una linea comune. E si apre già un orizzonte di accese polemiche. La linea ufficiale del gruppo sul ddl è quella espressa nell’emendamento a prima firma il capogruppo a Palazzo Madama Anna Finocchiaro (e sottoscritta dai vice Luigi Zanda e Nicola Latorre). Il testo prevede che “L’idratazione e la nutrizione, indicate nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono da considerarsi sostegno vitale e sono comunque e sempre assicurate al paziente in qualunque fase della vita. Nell’ambito del principio di autodeterminazione, nel rispetto dell’articolo 32, secondo comma, della Costituzione, è ammessa l’eccezionalità del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento”.
Ma Dorina Bianchi, da poco nominata capogruppo del Pd in commissione, dopo il contestato avvicendamento con Ignazio Marino, non ha firmato l’emendamento del suo partito che stabilisce che idratazione e alimentazione artificiali siano oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento, prevedendone la sospensione in casi eccezionali, in linea con quanto previsto dalla mozione del Pd votata all’indomani della morte di Eluana Englaro. Una scelta, quella della Bianchi, che prospetta un fiume di polemiche: “In attesa di un confronto domani alle 11 e del prosieguo del lavoro della commissione” spiega la Bianchi “io non ho sottoscritto nessuno di questi emendamenti perché voglio restare neutra cercando, fin dove è possibile, di arrivare a un’ulteriore mediazione”.
Nemmeno Francesco Rutelli ci sta e fa sentire la sua voce. La alza ma non la posiziona, né di qua né di là. Come se fosse un senatore indipendente, fra le posizioni del governo e quella del suo partito. L’ex leader della Margherita ha presentato quattro emendamenti, di cui tre a sua firma e uno con Luigi Lusi, che segnano una “terza via” sul nodo dell’idratazione e nutrizione artificiale. Tra chi la ritiene obbligatoria e basta, e chi chiede possano essere rifiutate solo in modo esplicito, l’ex della Margherita affida la soluzione del problema al confronto tra medico curante e fiduciario. Per la precisione l’emendamento definisce che “Alimentazione e idratazione sono forme di sostegno vitale e sono fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono quindi essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”. “Nelle fasi terminali della vita o qualora il soggetto sia minore o incapace di intendere e di volere, la loro modulazione e la via di somministrazione, da commisurarsi alle aspettative di sopravvivenza, alle condizioni del paziente e alla necessità di non dar corso ad accanimento terapeutico, debbono essere il frutto di una interazione e comune di valutazione tra il medico curante, cui spetta la decisione finale, l’eventuale fiduciario ed i familiari”. Rutelli fa sapere che sta lavorando “per cercare di avvicinare le posizioni tra le parti e favorire un accordo tra gli schieramenti”. Andrebbe in questo senso la sua firma agli emendamenti del Pd sulle “cure palliative” (prima firma quella di Ignazio Marino) e sulla rete per organizzarle.

Diversa invece posizione di Massimo D’Alema, che invece ricalca l’emendamento Finocchiaro: “L’idea che la legge obblighi il cittadino a subire determinati trattamenti, perché la nutrizione forzata attraverso sondini o tubi gastrici rappresentano un trattamento, o l’idea che una persona possa essere obbligata dalla legge a subire trattamenti che non desidera, è un’idea che non ha eguali in nessun Paese civile, e speriamo che possa essere evitata ai cittadini italiani”.

Nel Pd, insomma, l’accordo non c’è ancora. Chi vincerà? A Franceschini l’ardua sentenza. Il segretario, che ben sapeva di dover frenare fin da subito l’irruenza delle correnti del partito, avrebbe dovuto incontrare il gruppo dei suoi in Senato, martedì, per cercare una posizione unitaria. Ma una nota del Partito democratico smentisce: “Non è prevista nessuna assemblea dei senatori democratici”. Di fatto ci vorrebbe più di un incontro, per un partito che, mancando di un vertice stabile e a “tempo indeterminato”, è alla costante ricerca di un’anima.

Commenti

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Il 23 Febbraio 2009 alle 21:17 vincenzoaliascontadino ha scritto:

D’ALEMA IL SUO TESTAMENTO BIOLOGICO “PRINCIPIO DI LIBERTÀ”
Certo che Baffino ne ha di fantasia sul testamento biologico più o meno come il suo pensiero che un terrorista una volta eletto ad Onorevole (Gaza) sia diventato magicamente Democratico! Beh, abbiamo visto quale era la Democrazia esisteva sotto la sua Presidenza nel nuovo PD. Baffino da cuoco sopraffino dichiara: “ Che non può essere cancellato da una Legge! “ In quale capitolo sta scritto che l’eutanasia sia Legge? Anche se questi buttavano molotov c’e scritto? Capisco che i Kompagnuzzi, hanno le fobie, quando sentono USA, Bush J., Cattolicesimo e Cristiani: Gesù Cristo serve solo portarlo al collo con catenina d’oro o tempestato di diamanti? Oppure, come fa qualcuno chiama Cristiano il figlio, ma devia sul rispetto per gli avversari. Questi non Valori? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 24 Febbraio 2009 alle 12:15 Corrado Buccieri ha scritto:

Pensa che ti ripensa Rutelli…i capelli inbiancano.

Il 24 Febbraio 2009 alle 13:30 melloni ha scritto:

Più modestamente, il PD potrebbe fare il solo, classico … testamento olografo ! ( Chi lo firma ? … Nuova spaccatura ! ).
Le Feste dell’Unità potrebbero essere lasciate alle parrocchie.
Il mitico tesseramento all’ARCI ( ArciGay, Arci caccia, Arci bestie …).
La diffusione domenicale dell’Unità agli extracomunitari.
Il porta a porta con il garofano del 1° maggio a InterFlora.
Il tricolore di carta velina - anch’esso diffuso porta a porta il 25 aprile - direi di lasciarlo a Fini post-Fiuggi e al Grande Oriente d’Italia.
La festa del Partigiano all’ANPI di Ferrara.

Il 24 Febbraio 2009 alle 13:46 melloni ha scritto:

“Sono democratico e non torno indietro” è ricalcata da: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!” ( “Quinto potere” di Sidney Lumet ).
Uolter avrebbe dovuto sorvegliare meglio le scopiazzature dai cult-movie !

Il 24 Febbraio 2009 alle 17:51 Biotestamento: Rutelli non ci sta e chiede pari dignità per la terza via » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Non ci sto”. Il copyright non è suo. Ma ricorre a questo concetto Francesco Rutelli per rimandare al mittente (quasi tutti i giornali, soprattuto quelli di sinistra) la critica di chi lo dipinge come intenzionato a spaccare il Pd o sottomesso alle posizioni del Vaticano sul testamento biologico. È “intollerabile”, “inaccettabile” e “indecente”. Questi gli aggettivi usati da Rutelli nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo San Macuto, a Roma, “presentare la mia posizione in modo distorto, strumentale e fazioso”. L’ex leader della Margherita ha presentato ieri un emendamento al disegno di legge della maggioranza sul cosiddetto testamento biologico che si distingue da un altro emendamento del Pd e che, escludendo la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione nelle dichiarazioni anticipate di trattamento (i cosiddetti Dat), lascia “l’ultima parola” al medico. “Scusate lo sfogo, ma sono incavolato, molto incavolato”. Rutelli ce l’ha in particolare con l’Unità e dice: “Io non sono eteroguidato da nessuno nè voglio creare una scissione nel Pd”. “Secondo me il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare. Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione” chiede Rutelli “deve essere legittima”. [...]

Il 20 Ottobre 2009 alle 19:26 Intervista a Francesco Rutelli « Sottoosservazione’s Blog ha scritto:

[...] vige la libertà di coscienza, finora il Pdl è stato più pluralista del Pd. Nelle votazioni sul testamento biologico, o sull’omofobia, si sono registrati più voti in dissenso nel gruppo del Pdl che nel nostro. [...]

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