
“Non ci sto”. Il copyright non è suo. Ma ricorre a questo concetto Francesco Rutelli per rimandare al mittente (quasi tutti i giornali, soprattuto quelli di sinistra) la critica di chi lo dipinge come intenzionato a spaccare il Pd o sottomesso alle posizioni del Vaticano sul testamento biologico. È “intollerabile”, “inaccettabile” e “indecente”. Questi gli aggettivi usati da Rutelli nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo San Macuto, a Roma, “presentare la mia posizione in modo distorto, strumentale e fazioso”.
L’ex leader della Margherita ha presentato ieri un emendamento al disegno di legge della maggioranza sul cosiddetto testamento biologico che si distingue da un altro emendamento del Pd e che, escludendo la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione nelle dichiarazioni anticipate di trattamento (i cosiddetti Dat), lascia “l’ultima parola” al medico.
“Scusate lo sfogo, ma sono incavolato, molto incavolato”. Rutelli ce l’ha in particolare con l’Unità e dice: “Io non sono eteroguidato da nessuno nè voglio creare una scissione nel Pd”. “Secondo me il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare. Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione” chiede Rutelli “deve essere legittima”.
A dire il vero, la prima a smarcarsi dal documento unitario del Pd firmato dalla capogruppo Anna Finocchiaro è stata ieri Dorina Bianchi, che da poco ha ricevuto da Ignazio Marino il testimone della guida dei senatori democratici della commissione Sanità .
Poi è arrivata la “terza via” proposta da Francesco Rutelli, che pur non firmando l’emendamento del Pd, ha proposto una mediazione presentando a sua volta quattro emendamenti in cui si apre uno spiraglio alla valutazione del medico e della famiglia nei casi particolarmente gravi.
Una mossa interpretata da molti come un tentativo di smarcamento dell’ex vice premier dal Pd del neo eletto Dario Franceschini. Che dopo 48 ore di tregua si è così trovato di fronte alla prima grana e all’ennesima divisione interna.
Secondo l’ex leader diellino, l’ultima parola “se assistere una persona con nutrizione e idratazione artificiale o altri tipi di cure non può spettare né al giudice, né al sacerdote, né al parlamentare ma al medico, sentiti i familiari e il fiduciario”. “Quando si firmano le dichiarazioni anticipate di trattamento” ha spiegato Rutelli “colui che stabilisce se le condizioni mediche, scientifiche e tecnologiche presenti al momento possono alleviare le sofferenze e tenere in vita una persona o avviarla verso la morte, è solo il medico. A lui deve spettare l’ultima parola in virtù della sua autorità scientifica e morale”.
Rutelli ha voluto precisare che, contrariamente a quanto riportato da alcuni mezzi di informazione, non vuole “costringere nessuna persona morente ad avere sondini naso-gastrici, nè a torturali. Quello che ho scritto nell’emendamento” ha, quindi, concluso “l’ho elaborato dopo aver parlato con diversi medici e operatori del settore”.
Sui rapporti con Dario Franceschini e con il partito democratico chiarisce: “Franceschini ha detto che è fuori discussione la libertà di coscienza e io la sto esercitando. Ne abbiamo parlato per mesi e sono chiarissime le nostre posizioni. Ieri, facendo il mio dovere di parlamentare, ho presentato in commissione in Senato i miei emendamenti sulla Dat e, vi confesso, non mi aspettavo questo casino”. Bufera, scatenata, secondo il presidente del Copasir, soprattutto da l’Unità che, dice: “Dovrebbe essere il giornale del Pd e riconoscere pari dignità a tutte le posizioni non distorcendo in modo fazioso le mie”.
Stamani Franceschini ha incontrato nella sede del partito i capigruppo di Camera e Senato, Anna Finocchiaro e Antonello Soro. E nel pomeriggio parteciperà a Palazzo Madama alla riunione con i componenti del gruppo Pd in commissione Sanità . Al segretario spetterà il difficile compito di individuare una linea unitaria sul nodo dell’alimentazione e idratazione artificiale, contenuto in un emendamento non condiviso da alcuni senatori. Tra cui, appunto, Rutelli.
- Martedì 24 Febbraio 2009
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Commenti
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Il 24 Febbraio 2009 alle 23:33 augusto di benedetto ha scritto:
La “libertà di coscienza”: bisognerebbe spiegare come sarebbe anche solo possibile impedirla. Quel che conta sono i comportamenti e le azioni visibili, pubbliche. Contrariamente al talebanismo teodem e rutelliano, io sono per la libertà e la responsabilità individuali. Rutelli, sebbene con i suoi emendamenti illiberali miri a diminuire se non ad annullare la mia libertà di autodeterminazione, è giusto, a mio avviso, che faccia e porti avanti le scelte politiche che crede. Per quanto mi riguarda, potrò incominciare a pensare di dare un minimo di credito al PD quando lui e i suoi affini saranno una buona volta migrati nell’UDC o nel PDL. Utinam!
Il 26 Febbraio 2009 alle 11:04 vincenzoaliascontadino ha scritto:
DI PIETRO E IL SUO FISSATO BOLLATO DEL REFERENDUM!
E SE INVECE, ARRIVASSE UN ESPOSTO AL TRIBUNALE DEI DIRIRTTI DELL’UOMO?
Se ne parlato molto ed a sproposito di Eluana e del testamento biologico, dell’Art. 78, ma vi siete chiesti, se un qualcuno avesse presentato un esposto ala Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo: sbaglio che il Governo non avrebbe avuto una condanna? Io credo che un Tribunale non può e non deve emettere editti od emanare Leggi, quindi sussogare il Potere Legislativo non spetta ad un Giudice visto che è eletto Democraticamente un Parlamento, poiché membri eletti dal Popolo. Io mi chiedo se quel provvedimento di Protocollo non sia sanzionabile,visto che ancora nessun “ testamento biologico “ è stato disciplinato. In poche parole L’EUTANASIA È REATO, sia pure con tutte le scappatoie più o meno umane, ma resta reato, anche per chi ORDINA, senza averne il diritto di Legge di Stato: un Giudice deve solo applicare le Leggi non farle? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.
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