Giallo di Garlasco, rinviata l’udienza con Stasi protagonista

Alberto Stasi

C’è Alberto Stasi, l’unico imputato per il delitto della fidanzata, Chiara. C’è la famiglia Poggi, (che oggi è tornata a vivere nella villetta di via Pascoli, a Garlasco). La prima udienza per il delitto di Chiara, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, è iniziata ed è stata subito rinviata al 7 marzo, dal gup di Vigevano Stefano Vitelli. L’unica decisione emersa è che i capi d’accusa contro Stasi, indagato anche per la detenzione di materiale pedo-pornografico, rimangono divisi in due procedimenti paralleli e separati.
L’ex studente modello è arrivato al tribunale di Vigevano a bordo di un’auto scura su cui c’era anche l’avvocato Angelo Giarda. Poco prima, dallo stesso portone principale del Tribunale, erano entrati i familiari della vittima: mamma Rita, papà Giuseppe e il fratello Marco. Le porte di accesso al chiostro su cui si affaccia l’aula magna in cui si terrà l’udienza sono presidiate dai carabinieri.

Ma tutto è durato poco: solo il tempo per la scontata richiesta di costituzione di parte civile della famiglia Poggi e per il deposito della corposa relazione della difesa con la conseguente richiesta di termini per esaminarla. Durante l’udienza non è stata dunque esaminata nel merito alcuna eccezione. L’udienza si è svolta in un clima sereno di rispetto reciproco tra le parti, nonostante l’iniziale inevitabile tensione. Il gup ha inoltre tenuto una breve introduzione nella quale ha invitato difesa e accusa a fare la propria parte nel rispetto delle regole in modo che ognuno possa lavorare con tranquillità e serenità tenendo conto sia degli interessi di Stasi, che fino a prova contraria è innocente, sia di quelli della famiglia Poggi.
Per loro, l’udienza di oggi è stata “una prova durissima, ma come abbiamo affrontato questa, affronteremo anche le altre”. I coniugi, al termine dell’udienza, hanno ignorato Alberto Stasi, unico indagato, e salutato solo i suoi difensori, ma non hanno rivolto neanche uno sguardo al 25enne.

Era difficile che oggi si potesse arrivare a una decisione. I legali del giovane hanno preannunciato una sfilza di eccezioni, oltre ad aver depositato una nuova consulenza sul computer di Alberto. Una relazione che mette in discussione le conclusioni dell’accusa e che punta il dito contro chi, in sede di indagine, non avrebbe rispettato i diritti della difesa.
La nuova memoria difensiva contiene la “Quinta Relazione” del professor Francesco Maria Avato, con la quale, in un centinaio di pagine, oltre a ribadire quanto già sostenuto nella consulenza depositata lo scorso agosto, cerca di smontare la tesi dell’esperto nominato dai Poggi, il professor Marzio Capra. Il professor Avato confuta, in particolare, i punti della recente consulenza di parte civile relativi al Dna di Chiara, ritrovato sul dispenser del sapone in bagno insieme alle impronte di Alberto e alla bicicletta sequestrata a Stasi e ripulita. La memoria difensiva, inoltre, contiene una relazione informatica che mira, a differenza degli accertamenti della Procura, a dimostrare che Alberto la mattina dell’omicidio di Chiara lavorò alla tesi.
Infine, le nuove carte depositate confutano, pare sotto il profilo metodologico, lo studio effettuato per conto del pm dal professor Piero Boccardo, docente del Politecnico di Torino, nel quale si ritiene impossibile che Stasi, la mattina in cui ha ritrovato il corpo della fidanzata, non si sia macchiato le scarpe di sangue.

Quella di oggi doveva essere una prima “tappa” per capire i tempi di un possibile rinvio a giudizio in vista di un processo. Alberto è pronto a dimostrare, senza scorciatoie, di essere innocente. Prima, però, il pm Rosa Muscio dovrà convincere il gup Vitelli che l’ex fidanzato è colpevole. Solo così potrà evitare l’archiviazione o la richiesta di ulteriori indagini in un delitto in cui, al momento, mancano l’arma e il movente.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 24 Febbraio 2009 alle 22:48 shift ha scritto:

Non si riesce nemmeno a capire perche’ mai sia stato portato in giudizio senza movente, senza arma del delitto, senza prove di nessun genere che chiacchiere delle comari e attribuzioni fantasiose.

L’unico motivo e’ che conosceva la vittima, un po’ pochino mi sembra!

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