Subì una rapina e uccise due ladri, gioielliere si impicca

Pistola

Un gioielliere romano di 65 anni, Massimo Mastrolorenzi, si è tolto la vita oggi nella sua abitazione di via Casalotti, alla periferia di Roma. L’uomo nel maggio del 2003 uccise due rapinatori che stavano tentando il colpo nella sua gioielliera di via Marmorata, nel quartiere Testaccio. Il 20 febbraio scorso il pm riformulò l’accusa nei confronti del gioielliere: non più eccesso di legittima difesa ma duplice omicidio volontario. E con questa accusa Mastrolorenzi sarebbe dovuto comparire davanti al gup.

Sul balcone dell’appartamento dove si è suicidato Mastrolorenzi i vigili del fuoco hanno trovato la convivente dell’uomo ferita. La donna ai pompieri ha detto che l’uomo l’aveva picchiata con un bastone. Le ferite e le frattute riportate dalla donna, secondo i sanitari del 118, sono compatibili con un pestaggio. Una volta dentro i vigili hanno trovato il corpo di Mastrolorenzi privo di vita: si era impiccato.

Il 20 febbraio scorso la Procura di Roma, sollecitata dal giudice monocratico Roberto Ranalli, cambiò il capo di imputazione nei confronti di Mastrolorenzi: non più eccesso di legittima difesa ma omicidio volontario. Con questa accusa Mastrolorenzi sarebbe dovuto comparire davanti al gup. La formulazione del nuovo reato fu sollecitata all’inizio dell’anno dal giudice monocratico di Roma, Roberto Ranalli, che restituì al pm Erminio Amelio gli atti relativi alla posizione di Massimo Mastrolorenzi.

Secondo la ricostruzione accusatoria i due ladri, Giampaolo Giampaoli e Roberto Marai, entrarono nella gioielleria di Mastrolorenzi con il pretesto di esaminare alcuni orologi. Poi minacciarono l’uomo, lo immobilizzarono, gli legarono i polsi lo rinchiusero nel retrobottega. Mastrolorenzi riuscì a liberarsi, impugnò la pistola e sparò uccidendo i due. Il giudice restituì gli atti al pm perché fu accertato che Mastrolorenzi avrebbe sparato mentre i ladri erano di spalle e disarmati. Inoltre per il giudice, il gioielliere, al momento degli spari, non era sottoposto ad alcun rischio ma avrebbe sparato solo per difendere il proprio patrimonio. Il pm Amelio, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna di Mastrolorenzi a 8 anni di reclusione.

Commenti

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Il 27 Febbraio 2009 alle 18:40 nhico ha scritto:

Ora il pm può archiviare il caso per avvenuto decesso dell’imputato. Ma a chi tocca aprire un dossier per istigazione al suicidio nei confronti di quel magistrato? Possibile che non si riesce a far capire a questa gente che la percezione del pericolo è diversa da come la può avvertire chi comodamente se ne sta in un ampio studio ben arredato e nella totale sicurezza , da chi invece si trova in guerra tutti i santi giorni della settimana. Questo non è più modo di amministrare la giustizia in nome del popolo italiano, ma è una cocciutaggine ideologica bella e buona. Portata avanti con cinismo e nell’indifferenza totale di chi dal Quirinale, una volta per tutte, dovrebbe far sentire la sua voce tonante. E’ ora che Napolitano scenda dal Monte Olimpo e si impegni con tutte le sue forze per risolvere questo dramma italico! Se non si sente il coraggio di affrontare una volta per tutte il CSM e l’ Anm, che si dimetta. Noi italiani ce ne faremo una ragione.

Il 28 Febbraio 2009 alle 22:51 carlo.tosi ha scritto:

La cosa giusta da fare era di dargli subito un encomio ufficiale, per aver fatto quello che le istituzioni non sanno e non vogliono fare. Possibile che si debba accogliere il delinquente in casa o in negozio, con tutto il rispetto anzi, badando bene che non scivoli e si faccia male, poverino!!! Ormai sono più tutelati e trattati con i guanti bianchi loro dell’onesto cittadino. Poi chiedono fiducia nelle istituzioni??? E’ così che danno l’esempio??? La responsabilità della morte di questo signore è tutta da attribuire al vergognoso stato della nostra giustizia, dagli avvocati azzeccagarbugli che lavorano per la loro tasca e non per la giustizia, alla lentezza millenaria dei procedimenti, ai giudici che a volte sembrano andare contro ogni logica di buon senso, fino ai politici che da decenni ormai hanno perso il contatto con la realtà, e badano solo alla loro ricchissima sedia. Il punto è uno solo, la proprietà privata e la persona devono essere tutelate dallo stato! Se questo è incapace di farlo, il cittadino DEVE avere il diritto di difendere da solo, se stesso, la sua famiglia ed i suoi beni. Ed il delinquente che si accinge a compiere qualche atto illegale DEVE sapere che rischia grosso.

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