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Storie di ordinaria violenza. Perpetrata su bambini. Quattro persone sono state arrestate questa mattina per due differenti casi di abusi sessuali su minori nel napoletano. Un uomo, Aniello Gradito, 28 anni, è stato fermato dai carabinieri a San Gennaro Vesuviano: avrebbe abusato di un bimbo romeno di 8 anni. La vicenda, secondo la ricostruzione degli investigatori coordinati dalla Procura di Nola, sarebbe avvenuta lunedì. Il 28enne avrebbe approfittato che i genitori del piccolo, suoi vicini di casa, si erano allontanati per andare al lavoro. La coppia di solito affidava sia la vittima sia una sorellina poco più grande alla cura dei loro vicini. Sempre la Procura di Nola ha dato l’ordine di arrestare tre uomini a Massa di Somma. I tre sono accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una quattordicenne. Secondo gli investigatori il fatto sarebbe avvenuto fra il mese di ottobre e di novembre del 2007 e le indagini hanno preso il via grazie alla denuncia presentata dalla vittima.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, uno degli indagati accompagnava la minorenne con la propria moto in una località distante dal centro abitato, dove sarebbero state consumate le violenze. Scene riprese anche da un telefono cellulare per minacciare la vittima: se avesse parlato quelle immagini sarebbero finite sulla rete internet. Oltre agli arrestati, alle violenze avrebbero preso parte anche altre persone. In un’occasione la ragazza sarebbe stata anche minacciata con una pistola.
Ieri invece è finito in manette Michele Riccio, 55 anni e un lavoro saltuario come custode in alcune autorimesse del quartiere Barra-San Giovanni di Napoli. Arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una minorenne di 11 anni. La giovane vittima è una vicina di casa dell’uomo e le ultime violenze risalirebbero risalirebbero al settembre scorso: l’uomo le avrebbe legato le mani con delle manette ed avrebbe abusato di lei in più di un’occasione: la storia sarebbe andata avanti per circa 3 anni, poi la piccola ha raccontato tutto ad un’amica della madre facendo scattare la denuncia.
Intanto, otto minori imparentati con Pasquale Modestino,(l’uomo accusato di aver violentato lunedì scorso un dodicenne a Napoli e il cui fermo è stato convalidato oggi), sono stati trasferiti per cautela in luoghi sicuri, ovvero in alcune case famiglia in attesa di ulteriori provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Il provvedimento è stato deciso a seguito delle attivita’ di controllo svolte, negli ultimi giorni, dagli agenti dell’ufficio minori della squadra mobile della Questura di Napoli, insieme al personale dei servizi sociali del Comune di Napoli e dell’ufficio minori della polizia municipale.
E Telefono Arcobaleno, l’associazione che si occupa della lotta alla pedofilia, lancia un allarme al ministro Alfano per i tempi dei processi: “Ci vogliono mediamente cinque anni per avere una sentenza di primo grado per fatti di pedofilia in Italia e l’imputato nel frattempo resta a piede libero e continua a svolgere regolarmente il proprio lavoro, anche se questo lo porta a operare a stretto contatto con bambini e adolescenti” denuncia Telefono Arcobaleno. Per la sentenza definitiva occorrono mediamente nove anni. Per ottenere un indennizzo, finalizzato al supporto del percorso di recupero del bambino e del suo reinserimento sociale, la vittima deve attendere più di dieci anni.
“Un indebito ritardo - secondo Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno – un tempo incompatibile con i più elementari principi di civiltà giuridica e inconciliabile con la doverosa affermazione dell’assoluta centralità dei diritti dell’infanzia”
- Sabato 28 Febbraio 2009
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