Archivio di Febbraio, 2009

Scioperi, via libera alla riforma

voli cancellati e ritardati per lo sciopero

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al ddl delega di riforma degli scioperi nel settore dei trasporti. Lo riferiscono fonti governative. Il provvedimento è stato approvato “all’unanimità, in un clima di grande accordo”. Secondo le prime anticipazioni le nuove norme prevedono il referendum consultivo preventivo obbligatorio prima dello sciopero, a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di organizzazioni sindacali complessivamente dotate di un grado di rappresentatività superiore al 50 per cento dei lavoratori.

Per alcune categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale, arriva lo sciopero virtuale. Lo sciopero virtuale prevede che un lavoratore dichiari l’astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque la sua attività, perdendo però la retribuzione. Questa, insieme alla somma che deve erogare l’azienda, viene poi destinata a fini sociali.

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Beppino Englaro indagato per omicidio volontario

Fiaccolate e preghiere per l'ultima notte di Eluana Englaro

Una denuncia a carico di Beppino Englaro, per omicidio volontario, e una presa di posizione del presidente del Senato Renato Schifani sulla legge per il testamento biologico. Renato Schifani ritiene che l’esame del testo previsto in Aula per giovedì prossimo 5 marzo possa slittare.

La denuncia per omicidio volontario è stata inviata dall’associazione “Scienza e vita” alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo “La Quiete” del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente.
In seguito alla denuncia il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di quattordici persone, fra le quali il papà di Eluana, Beppino Englaro, l’anestesista Amato De Monte che ha guidato l’équipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e dodici componenti dell’associazione “Per Eluana”. I quattordici indagati sono stati ricevuti oggi dai carabinieri a Udine. Non sono stati interrogati, hanno dovuto nominare i difensori e di eleggere il proprio domicilio per gli atti dell’inchiesta, e sono stati informati di essere sottoposti a indagine. Il primo a presentarsi è stato l’anestesista De Monte. “Sono tranquillo, ma anche dispiaciuto perché avrei preferito investire in altro modo le mie energie e il mio tempo” ha detto Beppino Englaro. L’associazione aveva preso in carico la donna dalla clinica privata di Lecco, la notte del 2 febbraio scorso, per portarla alla casa di riposto “La Quiete” di Udine dove, sulla base del decreto della Corte d’appello di Milano, è stato attuato il protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione.
“Era un atto atteso solo che, forse, doveva giungere il giorno stesso della morte della donna” così Giuseppe Campeis, legale della famiglia Englaro, ha commentato l’imputazione di omicidio volontario aggravato. “Per noi non cambia nulla ora avremo modo di chiarire tutto in contraddittorio”. Secondo l’avvocato udinese, tuttavia, la Procura della Repubblica di Udine non ha ancora risolto il dubbio “se quanto avvenuto alla Quiete sia stato legittimo oppure no. Per questo che il procuratore sta lavorando su due fronti”.

Schifani invece ha dichiarato a proposito della legge sul testamento biologico che l’esame in aula potrebbe slittare. “Se si tratta”, afferma il presidente del Senato, “di dover lavorare qualche settimana in più in commissione per garantire ampiezza di dibattito e di confronto per l’elaborazione di un testo il più largamente condiviso, che approdi in Aula con il relatore, sarà fatto un bel lavoro”.

“Vi è stata un’intesa in Parlamento tra maggioranza e opposizione. L’opposizione si è impegnata perchè arrivi in Aula il testo base. Credo alla parola della presidente Finocchiaro, è una persona che mantiene gli impegni”, dice Schifani che apre alla possibilità di un maggior lavoro in Commissione per rasserenare il clima del confronto sul testamento biologico. “Non ci dobbiamo per forza fermare alla perentorietà del termine. Il tema è delicato, tocca le coscienze di tanti parlamentari e credo che si tratti di una materia che naturalmente sfugga alla logica delle coalizioni. Sono temi”, conclude il presidente del Senato, “che toccano le singole sensibilità dei vari parlamentari. Quindi daremo il massimo contributo perchè si lavori bene, in maniera composta e con ampio confronto”.

“Non dobbiamo avere paura dei temi difficili come la bioetica e non dobbiamo infilarci in fondamentalismi che la gente non capisce. Dobbiamo ascoltare il Paese perchè non sempre lo facciamo”, aggiunge il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta parlando del ddl sul testamento biologico. “Quello che serve”, prosegue, “è una legge flessibile, come si direbbe nel mondo anglosassone una ’soft law’, una legge che poi si può declinare intercettando gli umori della gente”.

Intanto ieri c’è stato lo stop al sequestro delle foto scattate a Eluana Englaro nella casa di riposo “La Quiete” di Udine il giorno prima della morte, il 9 febbraio scorso. Le immagini - poco più di una settantina - erano state acquisite dai Carabinieri del Reparto Investigativo di Udine con un provvedimento di sequestro probatorio d’iniziativa della Polizia Giudiziaria nell’ambito di indagini avviate dagli stessi Carabinieri relative alla presunta violazione del protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione di Eluana. Il pm Frezza ha ritenuto “inesistente in radice” l’ipotesi di reato formulata dai Carabinieri (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità; art. 650 del Codice Penale) dal momento che, per lui, non esiste alcun provvedimento dell’autorità e il protocollo per l’interruzione di alimentazione e idratazione di Eluana è una scrittura privata.
Tutte le foto erano state scattate, con l’autorizzazione di Beppino Englaro il pomeriggio dell’8 febbraio quando nella stanza di Eluana sono entrati, su richiesta dello stesso padre, la giornalista della Rai Marinella Chirico e il fotogiornalista Francesco Bruni, accompagnati dall’anestesista Amato de Monte, dall’infermiera Cinzia Gori e dallo zio di Eluana, Armando Englaro.

Il video di Englaro ospite, a gennaio scorso, di Fabio Fazio

Maroni: “No alle ronde fai-da-te”. Pioggia di misure per la sicurezza nei comuni

Roberto Maroni
“Preoccupazioni infondate”. Così risponde il ministro dell’Interno ai dubbi sull’ipotesi che le ronde di cittadini per la sicurezza, previste nel decreto “anti-stupri”, possano essere finanziate da privati. Ma Maroni vuole evitare gli spontaneismi e il rischio di creare bande di vigilantes impreparate, tanto che da Bruxelles, dove si trova per una riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione, puntualizza: “non appena il parlamento approverà il decreto il ministero sarà in grado di stabilire regole ferree”. “Da quel giorno, con il decreto di attuazione - ha aggiunto Maroni - non saranno più consentite le ronde fai da te, e ce ne sono a centinaia. Tutto verrà regolato, controllato e sarà sicuro per i volontari e per i cittadini”.
A Bruxelles Maroni ha incontrato anche il collega romeno Dan Nica, che l’ha invitato a visitare la Romania: “Ci andrò presto” ha risposto l’italiano, che poi ha discusso di collaborazione tra le polizie dei due paesi e della posibilità che i romeni arrestati in Italia scontino la pena nella loro patria. Mentre si discute sulle ronde, un altro decreto voluto fortemente dal titolare del Viminale ha sortito i suoi effetti soprattutto nei piccoli comuni: uno studio condotto da Anci e dalla fondazione Cittaitalia  ha esaminato le oltre 600 ordinanze emanate da 318 sindaci su tutto il territorio nazionale, dopo il decreto sicurezza che ha ampliato i poteri dei primi cittadini.
Il 66,4% delle ordinanze è stata emesso da Sindaci del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 39,9% e 26,5%). Il 6,7% delle ordinanze viene dai Sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze emesse sono rispettivamente l’11,8% e il 15,1% del totale. In particolare, è la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze emesse: in 81 comuni (il 5,2% dei comuni presenti nella Regione) sono stati emessi 141 provvedimenti.
Rispetto agli ambiti di intervento, il tema maggiormente trattato è quello della prostituzione (19%). Seguono l’abuso di alcol (15%), in termini di consumo e somministrazione di bevande alcoliche e di abbandono di bottiglie e bicchieri di vetro, lattine, e contenitori vari, il vandalismo (10,6%) e l’accattonaggio considerato molesto (utilizzando animali, minori o esibendo malformazioni e imputazioni). Percentuali più basse invece per schiamazzi, abusivismo commerciale e bivacchi. Sono soprattutto i sindaci dei comuni medi ad aver assunto provvedimenti sul tema della sicurezza urbana: il 24% del totale è stato emanato in comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti, il 27% tra 15mila e 50mila e 11% tra 50mila e 100mila. I comuni di grandi dimensioni, quelli con oltre 250 mila abitanti hanno emesso solo l’11% del totale delle ordinanze considerate.
“I cittadini si aspettano interventi più ampi, non su un solo punto” ha commentato i risultati dell’indagine il sindaco di Padova Zanonato, “Serve altro: dalle iniziative di integrazione alle iniziative culturali, alle iniziative educative e alle iniziative repressive. Si attendono tutti gli interventi, siano essi di competenza del Sindaco che di altre istituzioni. Ecco perché, per esempio, ritengono che le ordinanze non siano sufficienti. Hanno ragione, non sono sufficienti. Per risolvere i problemi bisogna intervenire – e su questo mi pare che trovino piena consonanza con i loro Sindaci - in ogni singolo settore: educativo, di prevenzione, di inclusione e repressivo”.  

Fini detta nuove regole, alla Camera orario rigido come a scuola

La Camera dei deputati

Nuove regole, più rigide, in arrivo per i deputati. Che avranno una tabella di marcia da seguire nei lavori alla Camera, come impiegati e operai. O quasi. Il presidente dell’assemblea di Montecitorio Gianfranco Fini ha messo a punto per la prima volta un orario fisso, con tanto di pause prestabilite. Le votazioni inizieranno il martedì, dalle 14 alle 20.30 con un’ora di stop dalle 17 alle 18. Il mercoledì si voterà dalle 9 alle 21, con due pause: una dalle 11 alle 12 e l’altra dalle 18 alle 19. I lavori della Camera termineranno il giovedì, quando si voterà tra le 9 e le 14.30, con un break dalle 11.30 alle 12.30.

In arrivo anche la misura “anti pianisti” delle impronte digitali necessarie per votare. La sperimentazione comincia il 9 marzo, ma il rilevamento procede lentamente. Solo 200 deputati su 630 hanno finora lasciato le proprie impronte. Fini ha comunque assicurato alla conferenza dei capigruppo che entro il 9 marzo tutti i dati saranno depositati.

Ma a Montecitorio potrebbe arrivare un’altra novità all’insegna dell’ottimizzazione. La Lega Nord ha chiesto a Fini di passare da Cai (Alitalia) ai voli low cost per i viaggi dei deputati. Con evidente risparmio. “Le chiedo”, ha scritto in una lettera al presidente della Camera il vicepresidente della Lega Nord a Montecitorio, Marco Reguzzoni, “di intervenire in tempi rapidi affinché sia possibile prenotare presso la nostra agenzia di viaggi biglietti della compagnia di volo EasyJet. Tale compagnia, infatti, prevede per i collegamenti Malpensa-Fiumicino costi più bassi con conseguente notevole risparmio per il bilancio della Camera. Ad oggi i deputati prenotano voli Cai per comodità in quanto per i voli EasyJet devono chiedere il rimborso, con un ulteriore aggravio di costi significativi per l’Amministrazione della Camera”.

Il deputato leghista ha anche fatto una stima dei risparmi che si avrebbero con questo cambio di compagnia aerea. “In tempi in cui si parla tanto e giustamente di limitare i costi della politica”, scrive ancora Reguzzoni, “talvolta basterebbero solo alcuni semplici accorgimenti per risparmiare molto denaro pubblico. Non si capisce, infatti, perché deputati e senatori non possano prenotare presso le agenzie viaggio di Camera e Senato biglietti aerei di compagnie low cost, ma solo voli di compagnie di bandiera che notoriamente praticano prezzi molto più alti. Non solo potremmo risparmiare una decina di milioni di euro all’anno”, conclude, “ma sarebbe anche un’iniziativa a favore della concorrenza e del libero mercato, perché devono essere i cittadini, parlamentari inclusi, a scegliere con chi viaggiare. La Camera dovrebbe aiutare a viaggiare a più basso costo”.

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Madre e figlia sgozzate, l’ex della donna fermato in Slovenia

marocchino

È finita nella rete della polizia slovena, poco dopo il confine con l’Italia, la fuga del giovane marocchino ricercato per l’omicidio della compagna Elisabetta Leder, operatrice sanitaria, e della sua figlioletta Arianna di due anni, uccise a colpi di coltello.
Fahd Boichou, 26 anni, è stato arrestato, a Cosina, vicino al confine ma in territorio sloveno: era a piedi e da solo quando è stato fermato. Bouichou è stato individuato dai poliziotti sloveni sulla base delle immagini e delle descrizioni che erano state trasmesse dalle Questure di Treviso e di Trieste.
Il questore di Treviso, Carmine Damiano, è sicuro: a carico del marocchino, arrestato per l’omicidio della compagna e della figlia a Castagnole di Paese, c’è ormai un quadro indiziario molto grave che lo fa ritenere “l’unico responsabile del duplice delitto”.
Per giungere alla cattura dell’uomo la questura di Treviso, che ha coordinato tutte le indagini, aveva messo sotto intercettazione già dalla notte del fatto una quarantina di utenze telefoniche. Numeri di telefono di parenti di Bouichou tra la Francia, l’Olanda e il Marocco.
E proprio una telefonata dell’indagato, secondo quanto riportato il quotidiano Il Piccolo, fatta ieri sera da una cabina della stazione ferroviaria di Trieste alla sorella in Marocco ha consentito alla polizia di individuare la zona in cui si trovava l’uomo e di conoscere in anticipo la sua volontà di rifugiarsi oltre confine. Precedentemente gli investigatori trevigiani avevano già individuato l’automobile con cui Bouichou era fuggito, la Skoda di Elisabetta Leder, abbandonata a Jesolo (Venezia).
Il marocchino aveva con sé due cellulari, uno dei quali appartenente alla vittima, che però aveva spento subito dopo essere fuggito dal trevigiano proprio per evitare di essere intercettato dalle forze dell’ordine.

La mattanza di madre e figlia, trovate in un lago di sangue nella stanza da letto della loro casa - la piccola, pare, nel fasciatorio - sarebbe stata compiuta con due coltelli da cucina. Le due lame sono state trovate, sporche di sangue, sotto il corpo di Elisabetta Leder. Non è escluso che la donna possa aver usato uno dei due coltelli per tentare di difendersi.
Il fatto è stato scoperto dal fratello della donna, Alessandro, 27 anni, allarmato dalla madre, Raffaella, che non aveva visto arrivare la figlia e la nipotina per cena. Resta oscuro al momento il movente del duplice omicidio, che sembra essere avvenuto nel corso di un raptus.
Elisabetta Leder, infermiera in una casa di cura, aveva conosciuto il compagno, più giovane di lei di alcuni anni, in un viaggio in Marocco. L’uomo si recava saltuariamente in Italia, ma non aveva un lavoro. La famiglia di Elisabetta aveva accettato il rapporto della coppia, culminato nell’aprile del 2007 nella nascita della piccola Arianna. I genitori della vittima, Antonio e Raffaella Leder, hanno descritto l’immigrato come un ragazzo gentile, premuroso, legato alla figlia. Il rapporto tra il marocchino ed Elisabetta, pur caratterizzato dalle frequenti assenze del giovane, sembrava tranquillo, senza contrasti. Dopo aver conosciuto Elisabetta, il magrebino era giunto in Italia nei mesi scorsi con il proprio passaporto. Ma non avendo lavoro, e quindi senza permesso di soggiorno, era stato espulso. Secondo quanto si è appreso, il giovane era rientrato clandestinamente a Treviso nei giorni scorsi.
Sarà lutto cittadino a Paese (Treviso) il giorno dei funerali di Elisabetta e della figlioletta Arianna. La decisione sarà ratificata oggi pomeriggio da un’apposita riunione della giunta comunale convocata dal sindaco Valerio Mardegan.

È morta la sorella di Berlusconi

maria_antonietta berlusconi

Rosa e Maria Antonietta Berlusconi in una foto d’archivio

L’ultima apparizione pubblica Maria Antonietta Berlusconi, meglio conosciuta come Etta, l’aveva fatta, il 20 gennaio scorso, in occasione dell’inaugurazione di un reparto al Pio Albergo Trivulzio intitolato alla mamma Rosa, alla quale era intervenuto anche il premier. Discreta e riservata, la si notava soprattutto in occasione delle elezioni quando accompagnava al seggio la madre, di solito pochi minuti prima che arrivasse il fratello Silvio.

Sposata Beretta, madre di tre figli (una femmina e due maschi), 65 anni, per tutta la vita ha avuto una grande passione: la danza e a Milano aveva fondato anche una scuola. Ogni anno al Teatro Manzoni il saggio della sua scuola diventava un evento e lo scorso 7 giugno era intervenuto anche Silvio Berlusconi, nonostante il malore che lo aveva colpito a Santa Margherita Ligure. “Sono contenta che Silvio sia qui” aveva detto Etta, “è una bella serata ma siamo tristi perché quest’anno non c’è la nostra mamma”. La scuola di danza Principessa è nata nove anni fa per iniziativa di Etta Berlusconi, che ha trasmesso la sua passione anche alla figlia Sabrina. L’amore per la danza Etta Berlusconi lo aveva lo ha spiegato nella brochure di presentazione di quella serata: “Mai” aveva scritto “avrei pensato quando ancora ragazzina studiavo ballo sotto l’amorevole guida della mia insegnante Luciana Bianchi Cottini, che la mia passione per la danza un giorno si sarebbe trasformata in questo meraviglioso sogno che si chiama Principessa”. Da pochi mesi era morta mamma Rosa e Etta Berlusconi aveva aggiunto: “L’amore che provo per la mia creatura è immenso, così immenso da avermi aiutata a superare un anno difficile come quello che ho appena vissuto per motivi familiari”.

Il decesso si è appreso dal 118 di Milano, ”allertato questa notte alle ore 1,19 per un evento medico acuto in via San Gimigniano 12 a Milano. Sono state inviate ambulanza e automedica” si legge in una nota, “ma purtroppo non c’era più nulla da fare per la paziente, una donna di anni 65, che è risultata essere la sorella del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi”.
Il premier farà rientro nel pomeriggio a Milano.

Nel 2008, 2.195 scioperi proclamati. E Fini chiede nuove regole.

Gianfranco Fini, neo presidente della Camera

Ne è convinto il presidente della Camera Gianfranco Fini: il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali “non può compromettere oltremisura il godimento di altri diritti della persona ugualmente garantiti in Costituzione. Non si tratta ovviamente di soffocare il diritto di sciopero, ma di armonizzarlo con l’esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un’opera di bilanciamento che deve tenere conto dell’evoluzione sociale”.
Questo è il nocciolo dell’intervento del numero uno di Montecitorio alla presentazione della relazione annuale della Commissione di Garanzia sull’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. E i dati presentati da Antonio Martone, presidente della commissione di Garanzia, parlano chiaro: nel 2008 sono stati effettuati 856 scioperi tra nazionali e locali, oltre la metà dei quali nei trasporti; in crescita quindi rispetto ai 731 del 2007 è stata del 17%. Gli stop del lavoro con rilevanza nazionale sono stati 201, 77 dei quali nei trasporti.
Hanno scioperato soprattutto i lavoratori del trasporto aereo con 171 fermate nel complesso e 57 di rilevanza nazionale (quasi una ogni sei giorni) in forte crescita rispetto alle 39 del 2007 soprattutto a causa della vicenda Alitalia. Proprio questi ultimi casi, secondo Martone, mostrano “le anomalie e l’inadeguatezza” dell’attuale normativa sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. La verifica potrebbe essere affidata alla stessa commissione di Garanzia e il referendum preventivo, analogamente a quanto proposto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “potrebbe essere previsto solo per le proclamazioni di sciopero da parte di organismi privi di una data rappresentatività”.
Parlando del caso Alitalia, Martone ha sottolineato come in questo settore “si sono verificati scioperi dove, pur essendo la percentuale di adesione estremamente bassa, si è verificata, nella stessa occasione, un’altissima percentuale di assenza dal servizio dei dipendenti e, di riflesso, la soppressione di centinaia di voli”. E lo stesso Martone ha citato il “caso emblematico” del 30 novembre 2007 “quando sono stati soppressi ben 220 voli, con nessuna adesione da parte dei lavoratori previsti in turno mentre risultavano assenti per altri motivi 263 sui 790 in turno e 749 assistenti di volo su 1.750 unità”. Secondo il presidente della Commissione di Garanzia: “questi esempi hanno dimostrato come, in particolare nel settore del trasporto aereo, la sola proclamazione dello sciopero in mancanza di attendibili previsioni sul grado di partecipazione, può incidere pesantemente sul servizio, indipendentemente dalla percentuale della concreta adesione” e “questa conseguenza è ancor più ingiustificata in caso di revoca quando l’informativa all’utenza si rivela di scarsa utilità”. Anche qu i dati: nel biennio 2007/08 sono arrivate alla Commissione oltre 4.000 dichiarazioni di sciopero (2.017 nel 2007 e 2.195 nel 2008) mentre gli scioperi effettivamente realizzati sono stati nel complesso 1.587, poco più di un terzo (731 nel 2007 e 856 nel 2008).
Per attenuare gli effetti negativi dell’effetto annuncio, bisognerebbe assicurare “la proporzionalità tra l’esercizio del diritto di sciopero e i danni agli utenti, in applicazione di criteri elaborati dalle stesse parti sociali, oltre che sulla base dei dati relativi a precedenti proclamazioni di sciopero da parte della medesima organizzazione”. Questa soluzione, per Martone, consentirebbe di poter prevedere il grado di partecipazione allo sciopero e “la tempestiva informativa all’utenza”. Martone, come il Governo nel ddl Sacconi, si detto favorevole allo sciopero virtuale.
Il provvedimento dovrebbe essere discusso nella riunione del Consiglio dei ministri di venerdì. Stando a quanto ha precisato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intervistato da Canale 5, nel prossimo futuro non sarà più possibile fare scioperi selvaggi nei servizi pubblici: “È nel testo di legge che probabilmente approveremo domani nel consiglio dei ministri presentato dal collega Sacconi che ha perfettamente ragione” ha detto l’esponente del governo. “Non è possibile che una minoranza tenga in ostaggio una maggioranza. Anche qui bisogna essere molto chiari. Lo sciopero è un diritto tutelato dalla Costituzione (all’articolo 40, ndr) ma anche la mobilità, la vita, il lavoro sono valori tutelati dalla Costituzione. Quando ci sono due valori tutelati dalla Costituzione che entrano in conflitto, cosa che può succedere, serve la regola, la regolazione, la legge e la legge deve definire la priorità. In questo caso la priorità è la vita, la mobilità, l’economia dei cittadini rispetto al diritto di sciopero che potrà essere comunque espletato secondo regole tali da non incidere nella libertà degli altri”. La Cgil ha già annunciato un parere negativo, ma Brunetta non sembra preoccuparsene: “Ce ne faremo una ragione”.

La nuova normativa sullo sciopero: arriva quello “virtuale” nei trasporti

Sciopero mezzi

Niente più fermi selvaggi, basta con i sindacati che con, forti di “quattro iscritti” fermano un Paese intero, stop ai ai ribelli del tram, delle metrò, delle ferrovie. Almeno questo è l’intento del governo che ha analizato i dati della Commissione di garanzia sugli scioperi, che proprio in questi giorni presenta la nuova relazione sul 2007-2008, la conflittualità nel settore dei trasporti si è mantenuta a livelli altissimi, si è calcolato che tra vertenze nazionali e proteste locali, in media si contano circa 3 scioperi proclamati ogni giorno, mille in un anno.
E allora ecco l’inevitabile stretta: il ministero del Lavoro ha messo a punto una bozza di riforma che approda domani al Consiglio dei ministri e che di fatto riscrive la legge 146 del 1990. La novità principale? Si chiama sciopero “virtuale” (si proclama, ma si lavora ugualmente) per le categorie cosiddette “essenziali”.
La norma è contenuta nella bozza di disegno di legge delega sulla regolamentazione dello sciopero nei trasporti che il consiglio dei ministri esaminerà nella prossima seduta di venerdì 27. Lo rivela l’Adnkronos che spiega i contenuti del provvedimento. Contenuti che sembrano corrispondere alle indiscrezioni che già circolavano e che avevano messo in allarme i sindacati. Ecco i punti principali del testo.

1) Referendum consultivo obbligatorio
Le nuove norme prevedono il referendum consultivo preventivo obbligatorio prima dello sciopero, a meno che non si tratti di proclamazioni da parte di organizzazioni sindacali complessivamente dotate di un grado di rappresentatività superiore al 50% dei lavoratori. per servizi o attività di particolare rilevanza è prevista anche la dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero stesso da parte del singolo lavoratore.

2) Sciopero virtuale
Per alcune categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale, arriva lo sciopero virtuale. lo sciopero virtuale prevede che un lavoratore dichiari l’astensione dal lavoro ma in realtà presti comunque la sua attività, perdendo però la retribuzione. questa, insieme alla somma che deve erogare l’azienda, viene poi destinata a fini sociali. in questo modo non si danneggiano i cittadini e si fa comunque una pressione sull’azienda.

3) Norme anti-effetto annuncio
È prevista la comunicazione con un ampio anticipo della revoca dello sciopero.

4) Nuova commissione e nuovi poteri
Al posto della commissione di garanzia nascerà la commissione per le relazioni di lavoro a cui saranno attribuiti competenze di natura arbitrale e conciliativa. avrà anche il compito di verificare l’effettivo grado di partecipazione agli scioperi e scambierà informazioni con le autorità amministrative competenti per l’adozione della ordinanza di precettazione.

5) Tipi di proteste vietate
Addio all’occupazione di strade, autostrade linee ferroviarie o aeroporti in seguito a uno sciopero. È previsto infatti anche il divieto di forme di protesta o astensione dal lavoro lesive, anche per la durata o le modalità di attuazione, del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione anche attraverso l’individuazione, nei contratti e negli accordi collettivi relativi a servizi non essenziali, di specifiche formalità e procedure per la proclamazione.

6) Autotrasporto
Regole specifiche riguarderanno l’autotrasporto, con riferimento specifico alle prestazioni essenziali da garantire e la durata massima delle astensioni nel comparto.

7) Sanzioni
Il governo sarà delegato a rivedere e aggiornare il regime sanzionatorio, (le multe), nel caso di violazione delle regole sul conflitto da parte dei promotori del conflitto, delle aziende che tengono comportamenti sleali e dei singoli lavoratori, con specifico riferimento al fenomeno degli scioperi spontanei. le sanzioni individuali previste dalla normativa sulla regolamentazione del diritto di sciopero sono riscosse da equitalia e non più dai datori di lavoro.

Ma quanto piace la riforma? A Cisl e Ugl abbastanza: da loro arriva un via libera di massima; d’accordo anche la Uil che però boccia il meccanismo dell’adesione preventiva. La Cgil, invece, è preoccupata: “Mi auguro che a guidare l’iniziativa del governo sul diritto di sciopero non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi” afferma il segretario confederale Fabrizio Solari. Il Pd, con Cesare Damiano, chiede al governo di concertare le nuove misure coi sindacati, mentre il segretario di Rifondazione Ferrero attacca a testa bassa: “È una controriforma, siamo pronti alle barricate”.

Il VIDEO servizio:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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