Viaggio a Lampedusa: come si vive sull’isola degli sbarchi

vivere sull'isola degli sbarchi

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C’è Giancarlo che fa la lotta (disarmata) al governo. Vanessa che ringrazia perché ha trovato di che mangiare. Michele si diverte perché la sera è come giocare a guardie e ladri ed Eugenio, in silenzio, se la gode perché con gli immigrati crescono gli affari della sua panetteria. Sono poco più di 6 mila i lampedusani costretti a confrontarsi ogni giorno con la realtà degli sbarchi. Figli di emigranti, coatti, naufraghi e coloni, hanno nel dna l’abitudine ad aprire le porte allo straniero: prima che gli sbarchi dei clandestini diventassero continui, erano loro a dare da mangiare a chi ne chiedeva. Dopo 422 sbarchi e 31.249 clandestini arrivati solo nel 2008 (record) sono un po’ meno aperti.

La conversione del loro centro di soccorso e prima accoglienza in centro per l’identificazione e l’espulsione li preoccupa. Soffrono quando si descrive la loro isola come “la Guantanamo d’Italia”. Capeggiati dal sindaco Bernardino De Rubeis, si sono convinti che la permanenza (adesso il massimo è sei mesi) di tunisini, egiziani, libici in attesa di rimpatrio comprometterà il turismo.

Pino, 82 anni, all’anagrafe Giuseppe Brignone, proprietario del Bar dell’amicizia, si presenta come il poeta dell’isola: “Domenico Modugno chiamava Lampedusa la piscina di Dio e questi qui la stanno facendo diventare un carcere a cielo aperto” lamenta indicando i militari che bevono caffè e mangiano cannoli. Alle 11 di sabato mattina sono 30 i militari nel locale, oltre a un turista e due giornalisti. Nessun lampedusano.

“Non è questa la gente che vogliamo. E anche voi potreste starvene tutti a casa” dice Gianfranco Rescica, 42 anni, ex sarto reinventatosi guida turistica, mentre indica la casa dei suoi antenati. “Discendo da una delle sette famiglie di coloni trasferiti nel 1843 dai Borboni a Lampedusa e difendo la storia di questo posto, nato per accogliere e non per imprigionare” sostiene, sfoggiando pantaloni militari e anfibi, giustificati con la tesi che “anche il popolo deve iniziare a combattere”.

Fuori del coro Vanessa Masia, trentaquattrenne impiegata presso il centro contestato, vuole bene ai militari e anche ai clandestini. “Grazie a questa struttura ho vinto l’anoressia, ho trovato un lavoro e scoperto l’amore vero” confessa la ragazza madre, oggi legata a un carabiniere conosciuto proprio nel centro. “Questo posto dà da mangiare a 75 di noi: per me sono 1.200 euro al mese, 2 mila con gli straordinari. Il nostro è uno dei lavori più ambiti da chi vive qui” prosegue la giovane donna, che gioca a pallone coi clandestini. Ma non è la sola a guadagnare con la struttura: al tabaccaio dell’isola vanno 40 mila euro al mese, al panettiere, Eugenio Luca, altri 7mila.

“Se il turismo non ingrana, è per colpa di prezzi e strutture inadeguati” sentenzia ancora Vanessa. Ma sono in pochi a vederla così: “La popolazione è contraria perché ha capito che Lampedusa rischia di diventare un megacarcere circondato da centinaia di uomini armati” ribatte Mauro Buccarello, 30 anni, da una settimana assessore all’Immigrazione. “Un conto è dare soccorso a chi sa che se ne potrà andare, altro tenere in un territorio così piccolo centinaia di clandestini consapevoli di essere arrivati in un vicolo cieco. Si esasperano e diventano pericolosi” avverte. Lui conosce a menadito dati e percentuali degli sbarchi almeno dal 1997, quando, finanziere in servizio sull’isola, se ne occupò in prima persona.

La presenza di tanti uomini in divisa ha per lui un’altra controindicazione: “Si prendono l’attenzione delle poche donne libere” scherza, ma non troppo. Alle 22.30 di sabato sera, davanti al Glenadin, unico pub dell’isola animato d’inverno, Marina Nicolini, 19 anni, in ghingheri per la serata, piange sulla spalla dell’amica Marianna: l’indomani mattina il suo carabiniere lascerà l’isola e lei, a questo punto invano, lo ha aspettato per andare al 13.5, la discoteca locale, da un mese invasa da ragazzoni con gli anfibi che fanno ombra ai ragazzini del posto.

“Macché ombra, quelli non sanno neanche prendere i clandestini” polemizza Michele Graffeo, 18 anni, una Punto elaborata, al lavoro nel negozio di divani della madre. “Quando troviamo qualche tunisino evaso dal centro siamo noi ad avvicinarlo per portarlo ai militari”.

A fare il pienone oltre ai ristoranti (domenica 22 sera al Nautic, su 60 avventori, i lampedusani erano quattro) sono gli alberghi: per forze dell’ordine e giornalisti molti, normalmente chiusi in inverno, sono aperti. “Non capisco tutto questo astio verso i poliziotti” attacca Caterina Mercurio, addetta alla reception dell’hotel Baia Turchese: “Noi abbiamo 115 ospiti fissi da un mese. Mangiano nei ristoranti, affittano auto e scooter e riempiono la palestra. Ci auguriamo che per l’estate tutto rientri nella normalità e lascino il posto ai turisti”.

Nel frattempo Aimone Betti, l’unico vacanziere incontrato in questa stagione, racconta di essere scappato da uno degli alberghi più belli dell’isola: “Pagavo 87 euro a notte e si scocciavano se chiedevo il tè anziché il caffè. Ho affittato una casetta per 30 euro al giorno”. Lui è l’unico che si lamenta dell’accoglienza più che del centro di accoglienza.

Commenti

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Il 9 Marzo 2009 alle 21:23 pino.cravatta ha scritto:

Prima di tutto cambierei il titolo dell’articolo in “Lampedusa,l’isola degli sprechi”.
Poi sono certo che la signora mercurio è tutta contenta visto che l’albergo Baia Turchese è sempre pieno di militari…non solo quello però visto che ad essere pieni sono ben TRE degli alberghi gestiti dal Presidente di Federalberghi che si guarda bene dal fare lavorare gli altri alberghi dell’isola….li ignora proprio!!
C’è Sono lui e tutto è per lui, gli altri devono protestare a LUI che dovrebbe rappresentarli (o difenderli) invece li frega.
Lampedusa è un covo di mendicanti e ladroni, che fanno la voce grossa e…BUONI AFFARI!!
Il Sindaco ha dichiarato,durante l’ultinmo consiglio comunale, che gli albergatori:”…HANNO GLI ALBERGHI PIENI…” e non si devono lamentare; A Quali albergi si riferisce il Sindaco?
A Quello del Capogruppo della maggioranza o a quello del suo amico Giorgio (sempre opposizione) che fa la parte del cavaliere senza macchia e senza peccato additando tutto i tutti mentre si riempie l’albergo di militari ed anche le villette di cala croce…alla faccia di chi “…il potere non c’è l’à..” e neanche tanti soldi.
Forse può rispondere il nuovo assessore all’Istruzione (nella foto in alto),Buccarello….magari ci dirà perchè hanno riaperto le scuole che,pochi mesi prima,erano state dichiarate PERICOLANTI.
La verità è sempre dietro la porta del “nenti vitti e nenti sacciu” tanto ci sono sempre gli amici degli amici che ti tirano fuori dai guai.
Ritengo che sia vergognoso che una rivista come Panorama si presti a questa pubblicità gratuita e sconsiderata ignorando che l’Isola di Lampedusa, anche a causa degli errori di questa amministrazione e del Governo, si trova ad affrontare una delle peggiori fasi della sua storia.
mentre siamo ZITTITI dalle forze dell’ordine che,con le buone o con le cattive, ci fanno ingoiare la loro verità.
Costi quel che costi.

Il 6 Giugno 2009 alle 23:55 antolabers ha scritto:

beh,i miei più vivi complimenti al carissimo don Pino Brignone!!!che seduto al suo tavolo,tra una poesia e l’altra,capeggiato dalle tante foto ricordo fra attori,cantanti,polizia,carabinieri,finanza,esercito e aereonautica,ha la faccia di lamentarsi di noi!noi che o per piacere o per forza,siamo stati mandati su quest’isola,bella da un certo punto di vista,e poco ospitale direi viste le dichiarazioni e visti alcuni avvenimenti passati che non sto qui ad elencare perchè NON credo di avere diritto a fare cattiva pubblicità gratuita..si,cattiva perchè questa è la realtà!NOI che durante la rivoluzione eravamo in pericolo in prima persona..NOI che tutte le mattine contribuiamo a mandare avanti bar e panifici,alberghi e ristoranti,pub e tabacchini.
NOI che abbiamo tolto la “fame invernale”….faceva comodo d’inverno avere dei militari ke mangiavano,dormivano e pagavano…adesso che è arrivata l’estate siamo un peso..vi ricordo che ancora lo stato,le NOSTRE famigliè vi pagano le nostre comodità,comodità inutili ad un certo punto perchè se è cosi che la pensate allora siete proprio degli ingrati!colpa dei militari se le ragazze del posto cercano invano una via di fuga da questo posto aggrappandosi a una storia d’amore da marinaio?pensatela come vi pare cari lampedusani,ma una cosa è certa:è questione di tempo!aspettate che finiscano gli europei!staremo a vedere se ancora non avete bisogno di noi….ah,1 ultimo consiglio:date una sana regolata ai prezzi:la figura del turista non equivale a persona di tasca illimitata!

Il 16 Agosto 2009 alle 19:12 Un GOverno diviso tra gli ex AN e i ministri leghisti - Pagina 4 - Politica in Rete Forum ha scritto:

[...] Originariamente Inviato da Garat Generale bugiuardello. Secondo le fonti del ministero degli interni (il LEGHISTA maroni) si parla del 13%. Accettiamo questa cifra. Cambia molto? Paghi 5 miliardi per CERCARE di risolvere poco più del 10% del problema. Viva il governo del fare, Le ronde NON saranno ancora partite per decreto (sarà vero? I fatti di Massa smentiscono…) Ma i fondi per le FDO già sono state stabilite. E basta vedere i decreti per capire che sono sottofinanziate. Bon…quindi? Cambia la questione? Mi pare che COMUNQUE ci siano state delle risse e che COMUNQUE la violenza sia partita a causa dell’esistenza degli SSS. O credi che l’anticomunismo d’accatt sia un’argomentazione accettata da tutti? Viaggio a Lampedusa: come si vive sull?isola degli sbarchi Panorama.it - Italia il fatto che si sia liberata Lampedusa da una piaga quasi ventennale è senz’altro positivo. i fondi alle forze di polizia saranno sicuramente incrementati non appena sarà passato questo biennio terribile di crisi. credo non sia un caso che per compensare si siano dotati inquirenti e magistrati di leggi molto più severe contro tutti i fenomeni criminali, da quello migratorio a quello mafioso. faccio notare che i carc hanno aggredito quel gruppo (non una ronda), infatti sono stati arrestati solo estremisti di sinistra. questo indipendentemente dal mio anticomunismo. d’altronde, come potrei non essere anticomunista? [...]

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