Basta slot nei locali pubblici? Sono “Mini casinò senza regole”

Videopoker

“Le slot machines all’interno dei bar sono un ‘casinò diffuso’ senza nessuna regolamentazione”. Per questo, Donato Di Ponziano, vice presidente di Federgioco e presidente del Casinò di Sanremo chiede l’eliminazione delle macchinette dai locali pubblici.

“Sul territorio nazionale oltre ai quattro casinò municipali di Saint Vincent, Venezia, Sanremo e Campione d’Italia funzionano una miriade di ‘mini case da gioco’ prive di qualsiasi legislazione che ne stabilisca il funzionamento e soprattutto tuteli i giocatori” spiega Di Ponziano “una presenza talmente massiccia e capillare da costituire un vero e proprio ‘casinò diffuso’”.
“Ormai è da molto tempo che si discute a livello ministeriale e parlamentare sull’opportunità o meno di aprire nuove case da gioco legalizzate, come quella a Taormina”, continua il presidente “ma prima di decidere occorrerebbe prendere atto dei nuovi casinò che sono già stati aperti in modo ’sotterraneo’”.
Secondo i dati dell’Agicos, solo a dicembre 2008 questa realtà avrebbe incassato 2.156 milioni di euro rispetto ai 1.951 del 2007. Nei dodici mesi dello scorso anno con le news slot gli italiani hanno speso 21,7 miliardi di euro, circa il 45 per cento di quanto viene speso in generale in tutta Italia per dare la caccia alla dea bendata. Solo nella provincia di Imperia l’incasso ha superato i 42 milioni di euro, una somma in parte sottratta all’entrate del Casinò sanremese.
Una realtà che la stessa Federgioco, l’associazione che rappresenta i quattro casinò d’Italia, definisce estremamente pericolosa sotto il profilo sociale: “Non esiste nessuna regolamentazione che permetta di tutelare i giocatori, di allontanarli nel caso in cui giochino in maniera compulsiva e al di sopra delle proprie possibilità economiche e soprattutto nessuna disposizione che possa impedirne l’utilizzo da parte dei minorenni” precisa Ivo Collè, segretario generale della Federgioco.
Insomma nessun tipo di controllo. Secondo uno studio della Società italiana d’intervento sulle patologie compulsive (Siipac) negli ultimi anni si registrerebbe un aumento delle patologie legate alla diffusione del gioco d’azzardo ed in particolare tra le donne. I giocatori problematici sono circa 700-900 mila, di questi il 53 per cento sono uomini e il restante donne. Due gli elementi di novità per il Siipac: uno è proprio l’aumento della popolazione femminile interessata al gioco d’azzardo e l’altro aspetto è costituito dalla loro giovane età. Infatti, il 57 per cento delle donne ha meno di 35 anni. Un altro dato allarmante è sicuramente quello che riguarda gli ’studenti giocatori’: il 5,1 per cento è affetto da atteggiamenti compulsivi e il 9,7 per cento, invece, risulta a rischio di dipendenza. Un rischio difficile da poter controllare se, puntualizza Federgioco, è possibile giocare ovunque tanto in un bar mentre si sta prendendo un caffè che in un qualsiasi altro esercizio pubblico prima di tornare a casa o in ufficio.
Una situazione preoccupante che ha già spinto Francia e Svizzera, ad emanare un provvedimento governativo che vieta le slot all’interno di locali pubblici e ne autorizza l’uso solo all’interno dei Casinò. Un atteggiamento che Federgioco si augura possa essere seguito anche dal Parlamento italiano. “Assieme ad una regolamentazione di questo segmento di mercato e dei giochi online, altro aspetto al quale occorre prestare massima attenzione, speriamo che il parlamento possa rivedere anche la legge antiriciclaggio adeguandola a quella in vigore negli altri paesi europei” puntualizza Collè. “L’interpretazione attuale, molto più restrittiva, penalizza le case da gioco italiane favorendo l’esodo dei giocatori oltre il confine”.
Federgioco, infine, punta il dito sulla normativa per la registrazione dei clienti delle sale slot che, così come è, riduce l’afflusso degli scommettitori e di conseguenza anche gli incassi.
La crisi congiunturale a livello internazionale ha colpito anche i casinò italiani; il primo nella “classifica nera” è quello di Saint Vincent seguito da quello di Sanremo e Venezia. Migliore è la situazione registrata, invece, nel casinò di Campione che per il momento non ha subito flessioni. Secondo Federgioco i primi segnali di ripresa si potranno avere solo nella seconda metà del 2010. Un periodo da dimenticare anche gli storici casinò di Las Vegas che assieme a quelli francesi hanno subito una perdita pari al 30 per cento mentre quelli inglesi hanno registrato un meno 35 per cento.

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Il 23 Marzo 2009 alle 14:03 L’Italia che gioca: “Vogliamo essere milionari” » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] La crisi? E chi l’ha vista? Se le banche soffrono, le fabbriche traballano e la cassa integrazione aumenta, per il settore dei giochi è sempre primavera. Quarantasette miliardi e mezzo di euro di giocate nel 2008, più 12,7 per cento, 50 miliardi a fine 2009 secondo le previsioni degli esperti confermate dall’andamento dei primi mesi dell’anno. Nel primo bimestre sono stati complessivamente giocati altri 8,6 miliardi, più 9,5 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Non sono fiammate o bolle destinate a rapido sgonfiamento. è una tendenza stabile, il fenomeno di massa più vistoso degli ultimi anni. “La crescita non sembra destinata a fermarsi, almeno in tempi brevi” sintetizza Paolo Franci, direttore dell’Agipronews, agenzia di stampa specializzata in giochi e scommesse. Nel 2008 sono stati venduti 2 miliardi e mezzo di tagliandi del Gratta e vinci, i giocatori sono stati 17 milioni, un italiano su tre compresi bambini e lattanti. Le “new slot”, le macchinette di bar e tabaccherie, hanno incassato da sole quasi 22 miliardi di euro (più 15,2 per cento). Le scommesse sportive sono cresciute del 51 per cento rispetto all’anno precedente e il Superenalotto, che sembrava destinato a una tranquilla maturità, è tornato a correre grazie al montepremi da 100 milioni dell’inizio d’autunno, e tuttora fila spedito sfruttando l’onda lunga di quel fortunato successo. A ottobre 2008 è stato lanciato in rete il poker e l’impatto è stato così travolgente, a colpi di decine di milioni di giocate di euro in più da un mese all’altro, da lasciare esterrefatti i più ottimisti. Anche le donne sono entrate in partita, protagoniste di tornei seguitissimi, tanto che ora sta nascendo una specie di Facebook del poker in rosa, un luogo dove le giocatrici si scambiano esperienze e consigli. [...]

Il 13 Aprile 2009 alle 11:20 e.b. ha scritto:

Le rammento infine la differenza fra le apparecchiature presenti nei pubblici esercizi e quelle da casinò:

Spett.Le
Redazione
Di Panorama

Vi scrivo in merito all’articolo - Basta slot nei locali pubblici? Sono “Mini casinò senza regole”

Vi rammento che i cosi detti ‘videopoker’ sono stati eliminati dal 1° maggio 2004, visto che la foto dell’articolo riproduce un vecchi pseudo”videopoker”

Come vi dicevo gli apparecchi con vincita in denaro si definiscono A.W.P. (Amusement With Prizes) le cosi dette new slot comma 6, omologate e certificate con parametri certi (vincita del 75% su un ciclo di 14.000 partite, massima vincita 50 euro e giocata 50 euro centesimi, ne sono presenti in Italia circa 320.000 .

Cifre e considerazioni, quelle che precedono, senza delle quali non sarebbe possibile compiere una analisi corretta dei risultati del settore in termini erariali e che si ritiene fondamentale premettere, in quanto la realtà industriale dei giochi di Stato in quanto gestiti sotto il controllo di AAMS - Monopoli di Stato - SOGEI non appare direttamente nei dati ufficiali relativi al gioco , ( la tassazione PREU del 12%, ora al 13,4% da febbraio ritornerà al 12,6% per salvare la disastrata amministrazione dell’Unire e aiutare il CONI) sull’ingresso, unici al mondo, equivalente a una tassazione di oltre il 50% ) , ci sono impiegati migliaia di tecnici e maestranze nelle circa 5.000 aziende di gestione sparse sul territorio, oltre 300 aziende di produzione e i 10 concessionarie di rete .

Sono in commercio le nuove New Slot 2 con giocata di 1 euro, vincita di 100 euro e ciclo di 140.000 partite e percentuale sempre del 75%, macchine ancora più controllate avendo all’interno un chip – smart card che se non collegate si spengono, dovranno sostituire entro il 15 dicembre 2009 tutte le precedenti installate, circa 240.000.

I gestori iscritti alle diverse associazioni SAPAR, ASSOTRATTENIMENTO, ACMI e tutto il settore del gaming o coin-up gradirebbero che le cose fossero chiamate con il loro giusto significato e terminologia e soprattutto non forviate da informazioni errate.

Le Associazioni di categoria attraverso l’adozione di un codice etico a cui aderiscono le imprese fornitrici di servizi nel settore del gioco e operatori di gioco qualificati nella offerta di gioco pubblico mediante la messa a disposizione nei pubblici esercizi di apparecchi da gioco da intrattenimento e le c.d. New Slot, è da anni sono impegnate nel contrasto al gioco illegale, anche attraverso la promozione presso i propri associati di comportamenti ispirati a legalità e rispetto delle Istituzioni.

Sono a rammentarVi infine che esistono anche due Decreti ( uno già dall’ottobre 2003 e non da ora e uno dal 18 gennaio 2007) che contingentano, giustamente, l’installazione degli apparecchi nei locali pubblici e che ne limitano il numero e le tipologie, in base alla superficie, fra giochi comma 6 – 6/a ( a premio con vincita in denaro, con un massimo di 4 per esercizio pubblico, numeri e proporzioni diverse per sale giochi, sale scommesse e sale Bingo ) e comma 7 ( videogiochi, gru, flipper, freccette e tutti i giochi elettromeccanici e meccanici).

Come anche voi spesso scrivete, subiamo giornalmente molti furti, su cui comunque dobbiamo corrispondere la tassazione del Preu, ripagarci i danni e la stampa ci considera sempre come ‘videopokeristi’, mentre siamo fra i primi contribuenti dello Stato, terza industria italiana per fatturato, posso comprendere certi moralismi verso i giochi che gestiamo ( comunque sotto legida dello Stato come in altre nazioni europee, Inghilterra, Spagna, Germania e Olanda) .
Comprendo i problemi di dipendenza ma se il gioco é morale, sono morali tutti i giochi, purtroppo c’è un metro e una misura della moralità, spesso falsato anche dai media che ne sono coinvolti (vedi trasmissioni televisive sul gioco).

Se la pena deve essere commisurata al reato, i nostri giochi che funzionano a 50 centesimi di euro ( o a 1 euro), contro le giocate iperboliche degli altri giochi, vedi numeri ritardatari al Lotto e ora dei gratta e vinci a 5 e 10 euro a grattino ( e non vietati ai minori come le nostre apparecchiature) come dovrebbero essere considerati!!”.

Perché gli AWP non sono Random Machines?

AWP (Amusement With Prizes)

Gioco da trattenimento a premio, predominante in Inghilterra, che consiste tradizionalmente in 3, 4, 5, ruote sulle quali sono stampati dei simboli( anche video riprodotte), le varie combinazioni di simboli danno luogo a diversi livelli di vincita, oppure la possibilità di accedere ad ulteriori giochi specifici, che offrono premi variabili.

Il termine e’ applicato in campo internazionale a qualsiasi gioco a premio in denaro con software residente su scheda o computer.

Mi capita spesso di dover spiegare perché la maggior parte degli Awp non sono completamente random machines, a differenza delle slot da casino che lo sono allo stato puro, anche per legge. Gli Awp ingannano i giocatori? Perché non ne facciamo delle random?
Che cosa significa precisamente “random”? A voler trovare una traduzione, bisognerebbe dire “casuale”: un evento “random” è un evento che ha una certa probabilità di accadere che però non dipende da quanto accaduto prima. Ad esempio, se inserisci una moneta cento volte, la probabilità che ad ogni lancio esca o testa o croce è il 50% e non ha niente a che vedere con quanto accaduto prima.
Dopo una, due o dieci “testa” di fila, la probabilità che esca ancora testa è sempre la stessa: esattamente il 50%. Il concetto è a volte difficile da capire, perché molti di noi hanno già un’idea di cosa sia “random”, ma che non sempre corrisponde al vero. Quindi, tutti quei “sistemi” per vincere alla roulette giocando una serie di rossi o neri sono, per fortuna dei casino, pure fantasie. In parole povere, ci sono le stesse identiche probabilità che esca dieci volte di fila il rosso o nove volte rosso e una nero. Non cambia niente.
La maggior parte degli apparecchi a premio europei, non sono completamente random. Perché? Perché le leggi permettono, o addirittura esigono, che non siano random? Per spiegarlo, bisognerebbe comprendere l’essenza delle leggi matematiche che governano il calcolo delle probabilità, cosa che non cercherò di fare ora. Ad ogni modo, fatemi spiegare cosa accadrebbe se fossero totalmente random.
Per semplificare, presumiamo che ci sia un paese in cui siano installati 100.000 Awp in 50.000 tra bar e pub, con due apparecchi per ogni locale, e che siano apparecchi totalmente random. In effetti, sono slot da casino, ma con premi più bassi. Se gli apparecchi sono random, non possono essere programmati per pagare le vincite per mezzo di ripetizioni forzate, perché ogni partita deve essere indipendente dalla storia precedente.
Quindi, deve esserci un premio massimo che i giocatori provano a vincere, che si dimostrerà casuale ogni volta. L’unica cosa che può fare chi progetta la macchina è programmare la probabilità di vincita del premio massimo.
Supponendo che ogni apparecchio giochi circa 1000 partite giornaliere, se vogliamo che il premio massimo appaia in media, una volta al giorno per ogni locale, dobbiamo impostarla in modo tale che garantisca una vincita con una probabilità di uno su 2000. È tutto quello che possiamo fare. Poi incrociamo le dita e aspettiamo di vedere che succede.
Dopo due settimane, controllando il resoconto dei 50.000 locali, scopriremo che in circa 500 di essi il premio massimo è stato vinto meno di 7 volte e che gli apparecchi, allo stato attuale, hanno pagato meno del 60% della somma giocata. Invece, in altri 500 locali il jackpot è stato pagato più di venti volte, con i giocatori che hanno ottenuto più soldi di quanti ne abbiano giocati tutti quanti messi insieme.
Nel primo caso, ci saranno giocatori frustrati, mentre nel secondo gestori infelici.
Cosa è accaduto? In effetti niente; è semplicemente quello che si sarebbero aspettati i matematici: la distribuzione statistica ha degli estremi che, pur non essendo molto frequenti, accadono. Per quanto possa sembrare strano, per quanto le probabilità siano basse, a furia di provare possono presentarsi. In questo caso, stiamo parlando di problemi che si verificano solo nel 2% dei locali. Eppure sono problemi reali e, in quanto tali, vanno evitati. Se non ci fossero questi estremi, le cose filerebbero lisce. Ed è esattamente ciò che accade con gli Awp: si autocontrollano e riadattano le vincite per evitare, su un certo numero di partite, di pagare troppo o non abbastanza. Tale sistema di controllo non va ad influenzare la distribuzione di premi a breve termine, che continuano ad essere casuali (random), ma evita i problemi nel caso di diverse migliaia di partite. La maniera in cui lo fanno, varia da distributore a distributore, ma è sempre più o meno la stessa: su un numero prestabilito di partite consecutive, la percentuale di vincita è controllata e adattata in modo da mantenersi nel valore nominale con sole piccole variazioni e le vincite più alte sono aggiunte o tolte da un fondo per evitare che siano troppe o troppo poche.
Ma se si tratta di questo, perché le slot dei casino sono random? Non hanno gli stessi problemi?
Certo. Ma sono diluiti nell’elevato numero di apparecchi per locale. Il principio statistico si applica anche ai casino, come sanno bene i gestori. In un casino con, diciamo, 200 slot, ce ne saranno alcune che pagano il 120% nel giro di 7 giorni, mentre altre il 70%. Quando ci sono abbastanza apparecchi per ogni locale, diciamo sei o più, possono essere tranquillamente random, perché si compensano l’uno con l’altro. I problemi nascono quando se ne hanno una o due.
È il meraviglioso mondo delle statistiche e delle probabilità.

T.E. Eugenio Bernardi
Consulente Tecnico - Giuridico
ESPERTO IN TECNOLOGIE ELETTRONICHE
APPLICATE ALL’INTRATTENIMENTO
GIOCHI , VIDEOGIOCHI, FUN GAMES, AWP – New slot
Esperto di direttive Comunitarie 98/34/CE -98/48/CE .
Registro dei rappresentanti di interessi della Commissione europea
Numero di identificazione 872332582-69

Il 13 Aprile 2009 alle 11:21 e.b. ha scritto:

AS.TRO E ACMI RISPONDONO A DONATO DI PONZIANO E FEDERGIOCO CHIEDENDO A PANORAMA.IT DI COINVOLGERE IL MINISTERO DELLE FINANZE
Ufficio Stampa AS.TRO
Riportiamo nel seguito la lettera inviata dalle Associazioni AS.TRO e ACMI per rettificare e precisare alcune posizioni emerse sul noto settimanale italiano sul settore delle New Slot.

Spett. le Direzione Panorama.it
Spett. le Federgioco
Spet. Le Signor Donato Di Ponziano
p.c.
Spett. le Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato
In persona del Direttore generale pro tempore
In persona del Direttore dell’ufficio XII – Apparecchi da Intrattenimento.
Spett. le MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
In persona: del Ministro pro tempore: on.le Giulio Tremonti
In persona del sottosegretario con delega ai giochi: on. le Giorgetti.

AS.TRO, Associazione degli operatori del Gioco Lecito e ACMI, Associazione dei costruttori italiani di apparecchi da intrattenimento, replicano alle dichiarazioni del Presidente di Federgioco apparse su panorama.it il 2marzo 2009, rilevando l’assoluta falsità delle affermazioni riportate dall’articolo in questione.
Le dichiarazioni a cui in questa sede si replica sono infatti diffamatorie e denigratorie, meritevoli di reazione formale e giuridica, necessitanti una smentita per “onore di verità”.
Secondo il Signor Donato Di Ponziano, infatti, le new slot gestite dalla rete telematica dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato sono
- un casinò diffuso e sotterraneo;
- un fenomeno privo di regolamentazione;
- un fenomeno che ha sottratto 42 milioni di euro alle casse del casinò di SANREMO;
- un fenomeno che “non ha bisogno” di autorizzazioni per funzionare e che non possiede un codice di regolamentazione a protezione dei giocatori (“che non vengono allontanati se giocano in modo compulsivo, o al di sopra delle loro possibilità, o se sono MINORENNI;
- macchinette con ridotta percentuale di vincita (75%) se paragonata alla percentuale del 92% che i Casinò dichiarano.
Tali affermazioni sono ingiuriose nei confronti di tutto il sistema del Gioco Lecito Italiano, che in realtà è STRACOLMO di norme, regolamenti, procedure di verifica preliminari e permanenti, e si rivelano come astuto escamotage per nascondere le magagne dei Casinò Italiani, in preda all’incapacità irreversibile di adeguare l’immunità al gioco d’azzardo di cui beneficiano all’effettiva domanda di divertimento che si sta affermando sul mercato Italiano. Quanto al profilo del c.d. gioco patologico la falsità delle considerazioni a cui si replica troverà scientifica conferma delle valutazioni che seguiranno.
Andiamo con ordine:
Una legge dello Stato Italiano disciplina gli apparecchi a premio con vincita in denaro, aventi le seguenti nove caratteristiche (art. 110 T.U.L.P.S, comma sei lett. (a), come modificato dalla legge n. 244 del 24 dicembre 2007):
a) attestazione; di conformità alle disposizioni vigenti rilasciato dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato;
b) obbligatorio collegamento alla rete telematica di cui all’articolo 14-bis, comma 4, del d.p.r. n. 640/1972, e succ. modificaz.
c) attivabilità con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato,
d) compresenza dell’elemento aleatorio e di elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco,
e) costo della partita non superiore a 1 euro,
f) durata minima della partita pari a quattro secondi;
g) erogabilità di vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina.
h) Computo delle vincite da parte dell’apparecchio in modo non predeterminabile su un ciclo complessivo di non più di 140.000 partite, in ragione di percentuale non inferiore al 75 per cento delle somme giocate.
i) Divieto di riproduzione del gioco del poker o comunque delle sue regole fondamentali.
L’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, sempre in forza di formale legittimazione legislativa, traduce, poi, i precetti legislativi in specifiche tecniche, a mezzo di regolamenti amministrativi a cui dovranno attenersi i produttori di schede di gioco (preventivamente selezionati e accreditati presso l’Amministrazione, sulla base di requisiti morali e professionali), e i costruttori degli apparecchi.
L’innovazione più significativa rispetto ai “paletti legislativi”, introdotta dalle disposizioni tecniche è costituita dalla previsione di un dispositivo di sicurezza del tipo “scatola nera”, distribuito direttamente dall’Amministrazione ed idoneo a rendere non manipolabili i contatori di gioco e a “bloccare” da remoto il congegno, qualora se ne ravvisi la necessità.
La new slot, pertanto, “prima di nascere” è sottoposta alla verifica tecnica di conformità eseguita da un ENTE OMOLOGATORE selezionato e convenzionato con l’Amministrazione, e solo dopo il positivo esito delle verifiche e dei test sul protocollo di comunicazione con la rete telematica, vi è il rilascio del certificato di conformità.
La new slot, per funzionare, deve essere collegata alla rete telematica pubblica gestita dai Monopoli di Stato per il tramite dei suoi Concessionari aggiudicatari di un bando di selezione e vincolati dalla convenzione di concessione. Ciò significa che il Concessionario acquisisce i dati dell’esercizio pubblico, verifica l’idoneità del locale a installare i congegni (ovvero LICENZA ex art. 86 o 88 del TULPS), controlla quante apparecchiature possono essere installate nel locale in virtù del decreto dell’Amministrazione sul contingentamento dei congegni, e, se tutto è a norma, abilita il Punto di Accesso dati.

I minorenni non possono giocare alle slot e l’esercente che non sorveglia su tale circostanza va incontro alla chiusura del locale.
La verità, quindi, è la seguente: il c.d. casinò diffuso e sotterraneo di cui parla il signore a cui si replica, è il sistema di controllo più grande ed efficiente del mondo “meta di studio” da parte delle agenzie governative di mezza Europa, soggetto a procedure di omologazione su ogni step che precede ed accompagna la messa in distribuzione e la messa in esercizio di ogni singolo congegno.
La slot del casinò Italiani pagano di più? E allora perché nessuno ci gioca più ?
La verità è ovviamente un’altra, e anche sul punto il pubblico (quello che ancora resiste dal disertare le sale da gioco a gestione comunale) ha un diritto di informazione.
Quello che pagano le slot del casinò è ignoto al casinò stesso, o, meglio, loro stessi lo scoprono a fine anno. Tali macchine, infatti, provenienti dalle industrie di mezzo mondo, non devono rispettare alcuna regola “preventiva”, sono rimesse alla genialità del programmatore e sono giudicate solo sull’incasso che totalizzano. Le macchine da casinò sono concepite secondo la normale e fisiologica regola dei giochi d’azzardo, in virtù della quale la percentuale di pagamento è meramente indicativa delle potenzialità di vincita, perché non si riferisce a quanto il programma di gioco comanda di retrocedere al giocatore nell’ambito di un determinato ciclo di partite (peculiarità esclusiva delle sole new slot italiane).
Un esempio potrà far comprendere tutto a tutti: il giocatore che si intrattiene alla slot del casinò potrà anche totalizzare alcuni esiti vincenti (diciamo che vince X EURO). Ai fini della percentuale di pagamento non importa se l’utente ritiri la vincita o la rigiochi, conta il fatto che il programma abbia offerto una vincita. Per questo motivo le macchine da casinò sono “tarate” al 92 % (per la verità a Las Vegas è il 96%, ma quello è un mondo a parte dove è previsto il carcere per irregolarità nella gestione di una sala), perché tale regolazione non attiene alla percentuale di RETROCESSIONE comandata, ma alla sola gestione degli eventi, che non impedisce al congegno di non erogare nulla a fronte di migliaia di euro ingurgitati avidamente a suon di banconote da 500 euro.

E tali congegni, che ben possono anche essere videopoker, sarebbero messi in crisi da slot funzionanti a 1 euro al colpo e che promettono come vincita massima per ciascuna partita al massimo 100 volte la posta ????? (sic!).
Sin qui il confronto si è basato su dati inconfutabili, forse troppo seriosi, e quindi ci concediamo una breve evasione nel campo del “faceto”.
Oggi scopriamo che i Casinò sono gli unici posti dove dovrebbero essere alloggiate le slot machine, perché in tali luoghi c’è controllo e presidio sanitario a portata di quei giocatori che, dopo essersi intrattenuti a SLOT dal ciclo aperto e indefinito, funzionanti con BET sino a 20 euro al colpo, possono contare sull’intervento di uno psicologo allertato dal personale di sala dopo aver ravvisato un comportamento compulsivo e isolazionista del cliente perdente (si raccomanda anche la faccia triste e la desolata fissazione del portafoglio vuoto).
Se non fosse in ballo una cosa seria, ovvero la salute di migliaia di persone che, per la refrattarietà della società civile a formare personalità dotate di autocontrollo e spirito critico, rischiano di accedere in modo inconsapevole e disinformato a forme di divertimento a pagamento, l’argomento verrebbe relegato all’ilarità.
La scienza psichiatrica (e ci dispiace che oggi alcuni psicologi non la pensino così), è chiara nel sancire che l’involuzione in patologia della propensione al gioco di sorte, è un effetto generato da altre cause (farmaci, carenze affettive, depressione, difficoltà relazionali, problematiche psicologiche), e non è il gioco in sé ad essere causa della ludopatia: non esiste pertanto un medico che possa curare la ludopatia con terapie ad hoc (ovvero curando l’effetto), senza intervenire sulla causa che ha posto il soggetto nella condizione di trovare nel gioco uno sfogo per altre problematiche.
Se questo è il punto fermo della scienza, che grazie al cielo (o purtroppo a seconda dei punti di vista), non parla italiano, ma rigorosamente inglese (e quello forbito delle migliori università del regno unito), allora si inizi a salvaguardare la dignità del giocatore, smettendo di chiamarlo vizioso, smettendo di pretendere che debba giocare in un sottoscala (dove, tra l’altro non troverebbe apparecchi per il gioco lecito, ma di altra natura), e cominciamo a chiamarlo consumatore, e come tale depositario di diritti tanto incontestabili quanto sacri per chi, come gli operatori rappresentati da AS.TRO e ACMI, non potrebbero esercitare la loro attività in assenza di certezze sul prodotto offerto.
Per concludere.
Lungi da chi scrive l’idea di prendere posizione sull’apertura di nuovi Casinò in Italia, anch’esso motivetto classico dei primi otto – dodici mesi di ogni Legislatura, ma ogni operatore internazionale che dovesse essere interpellato sul punto direbbe la stessa cosa: la ragione per cui non si aprono nuovi Casinò in Italia va trovata nelle modalità attraverso le quali le attuali sale da gioco sono gestite, ovvero con procedure distanti ANNI LUCE da quelle seguite nei Paesi c.d. evoluti, dove i Casinò sono sottoposti a controlli di Agenzie Governative con poteri di Polizia Giudiziaria, e dove la selezione della clientela tra USER (potenziale compulsivo o ludopatico) e GAMBLER (giocatore consapevole in grado di perdere senza creare nocumento alla società civile), costituisce condizione di mantenimento della licenza (e non solo un marketing aziendale).
Personalmente, infatti, crediamo che in Italia si possano anche aprire nuovi Casinò, purché in numero non inferiore a 100 (perché solo la concorrenza garantisce il consumatore), e nell’ambito di una normativa di stampo anglosassone (perché un Casinò non può essere disciplinato con norme assimilabili a quelle di un teatro comunale).
Siamo personalmente interessati a conoscere la scienza che giudica non controllate le NEW SLOT, censite al sistema centrale di AAMS sin dalla loro costruzione, per poi essere seguite nel percorso di distribuzione, installazione, gestione telematica, sotto il monitoraggio continuo di cinque corpi di polizia amministrativa di ausilio all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.
Siamo curiosi di capire perché lo Stato dovrebbe investire nella GHETTIZZAZIONE del gioco, trasformandolo in azzardo da sala dedicata, rinunciando alla più grande rete telematica di controllo del mondo in grado di far emergere e mettere alle corde il gioco sommerso degli ultimi 20 anni in Italia, creando la terza industria del Paese per volume di gettito erariale.
Siamo curiosi di sapere perché lo Stato, di contro, non dovrebbe investire sull’evoluzione culturale degli Italiani, sulla loro responsabilizzazione e sulla loro idoneità a godersi il divertimento (peraltro fruito nell’ambito di leggi severe approvate dal Parlamento Italiano) secondo modalità consapevoli e informate.
Siamo curiosi di sapere quale legge economica consiglia di smantellare un sistema che genera la terza risorsa del Paese, piuttosto che salvaguardarlo, introducendo la carta dei diritti del consumatore dei servizi di gioco.
Ognuno è libero di fare i propri interessi e di farsi la pubblicità che vuole, ma quando si va contro il settore bisogna trovare argomenti e contenuti un po’ più seri.
Ad ogni buon conto il messaggio si spera che arrivi forte e chiaro: le migliaia di imprese del comparto gioco lecito non sono alla mercé dei velluti verdi e rossi, e non si lasceranno impunemente diffamare.
AS.TRO
ACMI

Il 28 Dicembre 2009 alle 1:34 Zione ha scritto:

Ennesima vergogna dell’Italica Ingiustizia; dove si dimostra che Costituzione, Corte Costituzionale e Presidente della Repubblica sono da cambiare.

Napoli: festa con bisca: blitz a Posillipo. Sequestrati 13 mila euro in via Petrarca. La festa era in pieno svolgimento quando sono arrivate le volanti della …

http://www.ilmattino.it/artico.....sez=NAPOLI

Si può sapere perchè per la medesima azione (quì immorale e illegale), questi giovani che hanno organizzato una festa con dei tornei di gioco, fra l’altro in un contesto di particolare bellezza e Signorilità come villa Mazzarella, devono essere considerati peccatori, puniti e trattati come delinquenti, mentre altrove e sempre in Italia, altri giocatori, facendo la stessa azione (ivi morale e legale), vengono considerati a posto.

Ordunque, in Italia esiste una Costituzione ed anche una Corte Costituzionale e un Presidente della Repubblica che dovrebbe vigilare su entrambe; evidentemente le trè Istituzioni non funzionano come dovrebbero, in quanto non pongono rimedio a questa grave discriminazione; per cui è ora di fare le Riforme, a cominciare da questa della Giustizia; di cui questo caso rappresenta solo la punta del gigantesco iceberg sommerso.

Il 13 Luglio 2010 alle 17:15 Notizie dai blog su I casinò di Atlantic City sforbiciano il parco slot ha scritto:

[...] Basta slot nei locali pubblici? Sono “Mini casinò senza regole” “Le slot machines all’interno dei bar sono un ‘casinò diffuso’ senza nessuna regolamentazione”. Per questo, Donato Di Ponziano, vice presidente di Federgioco e presidente del Casinò di Sanremo chiede l’eliminazione delle macchinette dai locali pubblici. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]

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