L’uscita di Giovanni Galli: in campo per il Pdl a Firenze

Giovanni Galli

“Manca solo la stretta di mano”: a sentire alcuni dei dirigenti locali del Pdl, per la candidatura di Giovanni Galli a sindaco di Firenze, è ormai questione di ore.

L’ex portiere della nazionale (e storica “figurina” di Fiorentina, Milan, Napoli, Torino, Parma e infine Lucchese), infatti, pare che abbia ormai messo d’accordo tutti, a cominciare dal senatore di An Achille Totaro e dal consigliere regionale di Forza Italia Angelo Pollina.
Già, dettaglio non da poco “la benedizione” definitiva dei vertici di via del Plebiscito, ma l’ex calciatore avrebbe dato la sua disponibilità: “Sto studiando molto”. Come riferisce riferisce La Stampa, il premier, “esaminerà al suo rientro in Italia le candidature”, spiega Paolo Bonaiuti, che ha rinunciato a scendere in campo.
Firenze, Giovanni Galli, la conosce piuttosto bene: con la maglia dei viola ha giocato più di duecentocinquanta partite, trascorrendovi quasi dieci anni della sua vita, e contribuendo al secondo posto dei gigliati (dietro la Juventus) nella stagione 1981/1982. Lì, tra l’altro, ha conosciuto la moglie dalla quale ha avuto tre figili, di cui uno, Niccolò, grande promessa del calcio nostrano, è scomparso tragicamente a diciasette anni a causa di un incididente col motorino.
Quel lutto ha però dato a Galli la forza di reagire, portando qualche mese dopo alla costituzione di una fondazione intitolata al figlio.
Ad ore, dovrebbe dunque arrivare la definitiva conferma delle numerose indiscrezioni: a favore dell’ex portiere (che nelle vesti di commentatore appare settimanalmente nella trasmissione sportiva Controcampo di Rete4) giocherebbe la popolarità e la capacità di stare davanti ad una telecamera. Qualità necessarie per sfidare l’altro outsider, Matteo Renzi (Pd), già presidente della provincia fiorentina, e ora scelto dalle primarie del centrosinistra come candidato per la poltrona di primo cittadino del capoluogo toscano.

Dai primi sondaggi di opinione, i trascorsi da calciatore di Galli - su cui qualcuno ha ironizzato: “con un portiere come candidato il capo staff sarà il massaggiatore?” - dai fiorentini non sarebbero affatto considerati penalizzanti. Anzi, l’amarcord dei bei tempi viola gioverebbe all’ex calciatore, sebbene sia nato a Pisa (nel ‘58) e non a Firenze. Dal canto suo, l’assessore cittadino alla sicurezza Graziano Cioni (Pd) ha già avvertito i suoi compagni di partito a non storcere il naso: “Non sottovalutate Galli. Ha ottimi rapporti con la Curia e la sua Fondazione fa assistenza vera”.

E l’ex portierone del Milan di Sacchi ammette: “Se il presidente darà il suo via libera ora si apre un altro capitolo e un’altra storia. Anche se io personalmente son sempre stato in ottimi rapporti anche con Domenici e Cioni, che hanno molto aiutato la Fondazione dedicata a mio figlio”. Proprio la Fondazione e i buoni rapporti con la cittadinanza sarebbero le armi di Galli, che plaude al suo possibile avversario: “Sono stato contento della vittoria di Matteo alle primarie, ha rotto con i riti della sinistra, io l’ho conosciuto e c’è un rapporto di simpatia”.

Commenti

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Il 13 Marzo 2009 alle 18:49 Berlusconi schiera Galli, l’ex portiere per conquistare Firenze » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Serviva solo una telefonata. Quella decisiva, con il premier. E il contatto con Silvio Berlusconi alla fine c’è stato. Esito: positivo (ma non ancora ufficiale). Salvo sorprese dell’ulima ora, il Pdl ha nell’ex portiere di Fiorentina, Milan e nazionale Giovanni Galli, 50 anni, il proprio candidato a sindaco di Firenze. Il suo nome era circolato molto nelle ultime settimane, e lui, commentatore sportivo per le reti Mediaset, si era subito detto disponibile a “scendere in campo”. Ma qualcuno, all’interno del centrodestra, aveva storto la bocca per la sua inesperienza politica. E qualcun’altro aveva posto resistenza. Poi gli appoggi del coordinatore nazionale di Fi Denis Verdini (convinto della necessità di un candidato “civico” per pescare voti anche nell’elettorato di sinistra deluso dalla maggioranza) e del ministro aennino Altero Matteoli hanno fatto pendere la bilancia in favore di Galli. E alla fine il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lo ha contattato, affidandogli il compito di guidare il Pdl nel tentativo - difficile ma non impossibile, pensando alla storica vittoria di Guazzaloca a Bologna del 1999 - di strappare Palazzo Vecchio alla sinistra e al candidato del Pd, Matteo Renzi. La chiamata del premier è avvenuta giovedì in tarda serata. E, secondo le indiscrezioni, Berlusconi avrebbe chiamato anche i deputati Gabriele Toccafondi e Paolo Amato, che erano altri due nomi circolati come possibili candidati del Pdl, chiedendo loro di fare squadra. “È stata una telefonata tra due persone che si stimano e si rispettano”, ha detto Galli interpellato sul colloquio telefonico avuto con il premier: “non si sa ‘’se ero piu’ entusiasta io o lui”. L’incontro tra i due sarà lunedì o martedì, ma Galli non vuole ancora parlare di programmi: “L’unica cosa che dico è che voglio fare le cose per bene per Firenze: ho un progetto per la città che condividerò e porterò avanti anche con l’aiuto del presidente e del governo”. Silenzio anche nei confronti del candidato a sindaco avversario Matteo Renzi: “Io” osserva “non devo confrontarmi con nessuno, il mio è un piano diverso da quello solo politico”. “Con Berlusconi” ha proseguito Galli “ho parlato della determinazione che vogliamo mettere tutti per vincere e, durante l’incontro che avrò con lui, sicuramente parleremo di impegni e di programmi”. Sposato, tre figli, la sua vita personale venne sconvolta nel 2001 quando Niccolò, promessa delle giovanili del Bologna, morì a soli 17 anni in un incidente stradale. Da allora l’ex portiere è impegnato in prima persona nel sociale con la fondazione “Niccolò Galli”, con la quale è presente in molte iniziative di solidarietà a Firenze e non solo. Tra gli altri candidati sindaco correranno, sostenuti da alcune liste civiche, l’ex ministro Valdo Spini (Insieme per Firenze) e Mario Razzanelli (Firenze c’è), mentre la sinistra radicale è ancora alla ricerca di un nome unitario con cui scendere in campo. [...]

Il 9 Giugno 2009 alle 18:40 Il Pdl strappa 15 province al Pd. Sindaci: ballottaggi a Firenze e Bologna » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] A Napoli Luigi Cesaro del Pdl batte col 59% il professore del Pd Luigi Nicolais (ex ministro dell’era Prodi alla Funzione Pubblica, già segretario provinciale del Pd a Napoli e dimessosi da questa carica il 5 gennaio del 2009 perché non soddisfatto del rimpasto della giunta comunale operato dal sindaco Rosa Russo Iervolino); a Milano Guido Podestà del Pdl ipoteca il ballottaggio con un 48,8 contro il 38,8 di Filippo Penati del Pd. Ballottaggio anche a Torino e Venezia. Al comune Firenze, il golden boy Matteo Renzi (giovane e antistema del centrosinistra) al 47,57% va al ballottaggio contro il portiere del Milan e della nazionale Giovanni Galli (centrodestra) fermo al 32%. A Bologna Flavio Delbono (margheritino e candidato, tra mille polemiche, nel centrosinistra in stile prodiano) non supera per un soffio la soglia del 50% (49,40%) ed è costretto ad andare al secondo turno contro il candidato del centrodestra Alfredo Cazzola, ex mister Motorshow e patron dei rossoblu (29,10%). Ballottaggi anche per le comunali a Bari (con 307 seggi scrutinati su 345 Michele Emiliano, sindaco uscente di centrosinistra sta al 49,1% dei voti e il deputato della PdL Siemone Di Cagno Abbrescia al 45,8%.) e Padova, dove il sindaco-sceriffo Zanonato non molla la presa, l’ex campione di scherma Marco Marin risponde colpo su colpo: 45,6 contro il 44,9. Come da pronostico la sfida per la poltrona di sindaco si deciderà all’ultima stoccata, tra 15 giorni. Sfide rimandate anche per le province di Venezia e Torino per le provinciali. Nel capoluogo piemontese Antonino Saitta (centrosinistra) raggiunge il 44,33% contro il 41,5% della candidata del centrodestra Claudia Porchietto. Al secondo turno la provincia di Venezia vedrà invece il presidente uscente del centrosinistra Davide Zoggia (41,88%) contro la leghista Francesca Zaccariotto (48,37%). Mentre il centrodestra si aggiudica Pescara con Guerino Testa eletto presidente della Provincia con il 53,24% contro il 41,52% del candidato del centrosinistra Antonella Allegrino. [...]

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