
Il testamento biologico continua a suscitare polemiche trasversali. Le divisioni, già emerse sul caso drammatico di Eluana Englaro, tornano a spaccare maggioranza e opposizione. Non c’è identità di vedute né all’interno del Pdl né in seno al Pd. Del resto attorno a un tema così delicato che attiene la coscienza sarebbe difficile immaginare il contrario. Al Senato, dunque, si cerca di limare il testo del ddl, cercando al contempo di prendere tempo. L’obiettivo è quello di raffreddare gli animi prima che la spinosa questione arrivi al voto di Palazzo Madama. L’arrivo in aula è stato fissato al 19 marzo.
In realtà il Popolo della libertà ha riformulato il ddl, togliendo: il riferimento alla non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari, il riferimento all’accanimento terapeutico e l’obbligo di sottoscrivere il testamento biologico davanti ad un notaio.
Novità presentate mercoledì mattina dal relatore del ddl, Raffaele Calabrò, in commissione sanità del Senato. In pratica è stato emendato il testo sostituendo i primi tre articoli con un nuovo riferimento normativo, facendo sparire anche l’articolo 10, sostituito con un provvedimento che ne ribalta totalmente il contenuto. Una decisione che arriva dopo i malumori di alcuni parlamentari del centrodestra e dopo i rilievi della commissione Affari costituzionali.
Modifiche che l’opposizione sta valutando con attenzione e cautela. “Il relatore Calabrò ha dato un’apertura: vediamo se è sostanziale o soltanto formale. Noi di questo ne prendiamo atto” dice Dorina Bianchi, capogruppo Pd in commissione: “L’emendamento della maggioranza ci è stato appena consegnato. Naturalmente i tempi sono brevissimi: noi dobbiamo iniziare a votarlo domani mattina, quindi quella di oggi sarà una giornata intensa di esame dell’emendamento presentato dal relatore che annulla ben tre articoli e li riunisce in uno”.
Il testo iniziale stabiliva infatti che l’attività medica “non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”.
La maggioranza introduce nel ddl anche la previsione delle cure palliative. Un secondo emendamento elimina il ricorso al notaio per la stesura delle Dichiarazioni anticipate di trattamento e, riscrivendo l’articolo dieci del testo originale, stabilisce che il paziente che lo desidera ricorra al solo medico di base. L’opposizione ha tempo fino a stasera alle 20 per presentare eventuali subemendamenti. Il Pd terrà una riunione nel pomeriggio.
Anche perché il problema per Franceschini è sempre il “solito”: trovare una mediazione, tentare una sintesi tra le varie anime del partito. E, dopo i battibecchi dei giorni scorsi, in una riunione convocata a Largo del Nazzareno ha invitato Ignazio Marino e Dorina Bianchi a evitare di fare uscite sui giornali per ribadire le loro posizioni divergenti. E, dato che il Senato si è concesso un po’ di tempo, li ha invitati a cercare una mediazione possibile che riavvicini le posizioni nel Pd.
- Mercoledì 4 Marzo 2009
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Il 5 Marzo 2009 alle 17:39 Bio-testamento, al Senato si vota. E Bossi chiede “Il necessario accordo” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Anche perché al Senato il tempo stringe: le votazioni in Commissione Sanità sono cominciate e si cerca ancora di limare il testo del ddl, modificato 24 ore fa dalla maggioranza. Ed ecco che Bossi fa sapere che l’accordo non solo è auspicabile ma “necessario”, cioè “bisogna assolutamente trovarlo”. Come? “Ragionando”, risponde il Senatùr ai giornalisti che nel Transatlantico del Senato lo interrogano sulle divisioni tra maggioranza e opposizione. Anche se il leader centrista Pier Ferdinando Casini sottolinea che il lavoro fatto da Calabrò (Pdl) in commissione va assecondato: “Il relatore Calabrò ha fatto un buon lavoro, che noi cerchiamo di assecondare in tempi brevissimi”. Dai microfoni di Radiotre Rai, il leader dell’Udc, spiega di appoggiare il testo messo a punto dal relatore sul testamento biologico e aggiunge: “Il diritto alla vita va difeso senza se e senza ma. È assolutamente sbagliato dire che ognuno è padrone della sua vita”. [...]
Il 5 Marzo 2009 alle 17:42 Bio-testamento, al Senato si vota. E Bossi chiede “Il necessario accordo” ha scritto:
[...] Anche perché al Senato il tempo stringe: le votazioni in Commissione Sanità sono cominciate e si cerca ancora di limare il testo del ddl, modificato 24 ore fa dalla maggioranza. Ed ecco che Bossi fa sapere che l’accordo non solo è auspicabile ma “necessario”, cioè “bisogna assolutamente trovarlo”. Come? “Ragionando”, risponde il Senatùr ai giornalisti che nel Transatlantico del Senato lo interrogano sulle divisioni tra maggioranza e opposizione. Anche se il leader centrista Pier Ferdinando Casini sottolinea che il lavoro fatto da Calabrò (Pdl) in commissione va assecondato: “Il relatore Calabrò ha fatto un buon lavoro, che noi cerchiamo di assecondare in tempi brevissimi”. Dai microfoni di Radiotre Rai, il leader dell’Udc, spiega di appoggiare il testo messo a punto dal relatore sul testamento biologico e aggiunge: “Il diritto alla vita va difeso senza se e senza ma. È assolutamente sbagliato dire che ognuno è padrone della sua vita”. [...]
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