Per le Acli il Lazio è la regione più povera di tutta l’Italia centrale

Un clochard a Roma

Più povera delle altre regioni dell’Italia centrale. Sorprendente la fotografia scattata dall’Acli per il Lazio, alle prese con una crisi ancora più profonda rispetto alle regioni limitrofe. Lo attestano i dati del cosiddetto “indice Gini“, il metodo statistico più semplice messo a punto per misurare la disuguaglianza di reddito: quello del Lazio è il più alto d’Italia, 0,339 a fronte di quello nazionale che è pari a 0,332.
L’incidenza della povertà, che nel centro Italia è pari al 6,4 per cento, nel Lazio raggiunge il 7,9 per cento. Non solo. Secondo le Acli, per quanto riguarda il precariato, il 15,34 per cento del totale delle posizioni nazionali alla gestione separata vive nel Lazio e di questi precari circa il 90 per cento si concentra nella sola provincia di Roma. Non va meglio per la casa: per acquistare un appartamento di 50 metri quadrati nel centro di Roma servono in media 26 anni, mentre in Germania, a parità di reddito, ne bastano cinque. La situazione appare ancora più grave per le famiglie straniere che, nella sola provincia di Roma, sono oltre 321 mila, pari all’82,3 per cento del totale regionale.
Un altro indicatore di crisi è dato da un’indagine condotta da Unioncamere e Infocamere, secondo la quale nel 2008 il Lazio registra una diminuzione di titolari di imprese al femminile dello 0,43 per cento. Andamento che conferma la tendenza nazionale dove, a esclusione di Lombardia e Calabria, nel resto d’Italia il numero di imprese “rosa” registra un segno meno, anche se la tenuta è ancora abbastanza stabile.
E con la crisi sempre più forte, aumentano i casi in cui le famiglie romane cadono nella rete degli usurai. Lo denuncia il Codici in un rapporto presentato ieri. In base alle richieste di aiuto arrivate al centralino del numero verde antiusura della Provincia di Roma, gestito in collaborazione con l’associazione dei volontari a sostegno dei consumatori, nel 2008 il 55 per cento delle chiamate riguardava proprio le famiglie, impiegati per il 26,1 per cento, operai al 19 per cento e casalinghe per quasi l’8 per cento. Un trend di crescita che parte dal 1999 e che è arrivato “a superare le denunce fatte da liberi professionisti e commercianti”, dicono dal Codici. È il Municipio XIII, quello di Acilia e Ostia, da dove arrivano il maggior numero di chiamate (64 per cento): qui, spiegano dal Codici, l’usura è gestita direttamente dalle organizzazioni criminali. Dal rapporto, è inoltre possibile stabile la tipologia della persona che si rivolge agli usurai: maschio, età tra i 46 e i 65 anni, sposato e con un buon livello di istruzione. Segnale allarmante che e difficoltà economiche colpiscono proprio tutti.

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