
Tema delicato, di coscienza, foriero di divisioni anche in senso trasversale. Continua infatti il braccio di ferro fra maggioranza e opposizione sul disegno di legge, mentre slittano a martedì le votazioni sugli emendamenti previste inizialmente per oggi
E ci si mette anche il ministro delle riforme e leader della Lega, Umberto Bossi, a chiedere che sul “testamento biologico” destra e sinistra trovino la necessaria sintesi per varare una legge che possa essere ampiamente condivisa, come da molti auspicato dopo il dramma del “caso Englaro”. Bossi fa sapere che l’accordo non solo è auspicabile ma “necessario”, cioè “bisogna assolutamente trovarlo”. Come? “Ragionando”, risponde il Senatùr ai giornalisti che nel Transatlantico del Senato lo interrogano sulle divisioni tra maggioranza e opposizione. Anche se il leader centrista Pier Ferdinando Casini sottolinea che il lavoro fatto da Calabrò (Pdl) in commissione va assecondato: “Il relatore Calabrò ha fatto un buon lavoro, che noi cerchiamo di assecondare in tempi brevissimi”. Dai microfoni di Radiotre Rai, il leader dell’Udc, spiega di appoggiare il testo messo a punto dal relatore sul testamento biologico e aggiunge: “Il diritto alla vita va difeso senza se e senza ma. È assolutamente sbagliato dire che ognuno è padrone della sua vita”.
Non sarà facile dare seguito all’auspicio del leader del Carroccio (che i leghisti vorrebbero anche mutuare per le altre riforme, quella federalista in primis), soprattutto dopo che proprio il relatore Raffaele Calabrò ha definito “inaccettabile” l’emendamento presentato dal Pd al ddl relativo al consenso informato del paziente: “Il consenso informato è normato molto bene nel disegno di legge”, afferma Calabrò. “Com’è attualmente l’emendamento del Pd non è accettabile, se si trovano soluzioni migliori saranno accettate”.
Il giudizio di Calabrò arriva nonostante le aperture del collega di partito Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, sul consenso informato, una delle “note dolenti” del Ddl secondo l’opposizione: “Ho raccomandato Governo e relatore” spiega Tomassini lasciando la seduta della Commissione dove sono stati illustrati i subemendamenti, ben 352, alle due proposte di modifica al testo illustrate ieri da Raffaele Calabrò “di dare la massima disponibilità per accogliere uno o due emendamenti che l’opposizione reputa molto importanti”. In particolare, “quello che ha come prima firmataria Anna Finocchiaro”.
Da parte loro, i Democratici annunciano un ostruzionismo il “più duro possibile” se nel ddl sul testamento biologico non verrà superato il nodo del consenso informato. Lo dice a chiare lettere il senatore Pd, Ignazio Marino, lasciando la Commissione Sanità di Palazzo Madama dove sono stati illustrati i subemendamenti presentati ieri al testo Calabrò. “Bisogna chiarire questo aspetto - spiega Marino -. Se la maggioranza vuole una legge che impedisca la possibilità di dire no a delle terapie, o di ritirare il proprio consenso, allora l’ostruzionismo da parte mia sarà più duro possibile, perchè si tratta di un punto che va contro la nostra Costituzione. Se la maggioranza - ribadisce - vuole una legge che regola il fine vita attraverso le dichiarazioni anticipate di trattamento, allora deve chiarire con fermezza questo punto, contenuto nell’articolo 1″. Critico, Marino, anche sull’emendamento Calabrò che fa confluire in un unico articolo i primi tre del testo originario. “Il nodo sul consenso informato resta comunque, benchè l’articolo in cui era originariamente contenuto sia stato cancellato”.
A rincarare la dose ci pensa Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, ieri era intervenuta sul tema del testamento biologico: “Credo che l’apertura di cui parla il Pdl sul testamento biologico sia una finta. C’è infatti un’assoluta diversità di approccio alla questione”. “Le proposte del partito Democratico” spiega Anna Finocchiaro “pur nella diversità di articolazione, attengono tutte all’attuazione del secondo comma dell’articolo 32 della Costituzione, che stabilisce che nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la propria volontà , e puntano a far sì che il principio valga anche quando il paziente non è più in grado di manifestare la propria volontà . Il disegno di legge Calabrò nega questa possibilità , nega la possibilità di disporre con il testamento biologico in ordine al trattamento sanitario”.
Le operazioni di voto sugli emendamenti, inizialmente previste per oggi pomeriggio, sono slittate a martedì in Commissione Igiene e Sanità al Senato, secondo quanto deciso dall’ufficio di presidenza. Lo scopo è continuare a cercare una mediazione su alcuni punti critici del ddl, modificato 24 ore fa dalla maggioranza, in particolare su alimentazione e idratazione artificiale e, appunto, consenso informato. Tommasini ha annunciato la convocazione per martedì mattina dei capigruppo per un “confronto informale al fine di concordare possibili punti in comune tra il testo e gli emendamenti”. Il testo approderà in Aula il 18 marzo.
- Giovedì 5 Marzo 2009
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Commenti
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Il 5 Marzo 2009 alle 18:57 vincenzo.m. ha scritto:
UN CASO DI COSCIENZA.
Si resta basiti, nell’ambito di una analisi in relazione al testamento biologico, prendendo atto della posizione dei politici. Solerti e ligi nell’applicare, ciò che a causa di terzi addiviene a loro conveniente che enfatizzino, leggi morali che li pongono ad essere punti di riferimento etico.
Tanto solerti quanto solerti non appena un problemino di salute invita gli stessi a correre a gambe levate presso altri Stati che, delle leggi tanto accanitamente propugnate dai pazienti nostrani, ne assicurano l’invalidità .
Sarebbe bello, quanto sarebbe bello quanto opportuno che i nostri politici nel momento di usufruire della Sanità se ne stessero a casa loro non occultando lo viaggio verso ospedali esteri sotto l’egida della privacy.
Un caso di coscienza impone che i politici usufruiscano delle cure presso gli ospedali italiani.
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