
Intrappolati nelle nostre auto per 500 ore l’anno uno spreco di tempo che costa agli automobilisti oltre 40 miliardi l’anno. Fermi, immobili, nel serpentone di lamiere che avanza di un metro all’ora e fa predere le staffe e le speranze. Di arrivare puntuali a un appuntamneto, al lavoro, a casa…
Quantificando, monetizzando: quanto tempo, quanti soldi, quante opportunità si perdono a causa delle code sulle strade di città? La risposta viene dall’Automobile Club d’Italia (Aci), che si è basata sull’analisi dei dati dei dispositivi di localizzazione satellitare Gps.
Risultato? Romani e milanesi, secondo la ricerca trascorrono intorno alle 500 ore l’anno (per l’esattezza 503 ore nella capitale, 498 nel capoluogo lombardo) all’interno della propria vettura: in totale quasi 21 giorni all’anno all’interno della propria vettura per gli spostamenti urbani.
La situazione migliora lievemente nei centri di minori dimensioni: 450 le ore passate in auto dai torinesi, 380 dai genovesi. E se la durata media degli spostamenti nelle rispettive città è di circa 60 minuti, la metà, sottolinea l’Aci, viene persa in code e rallentamenti. Il tempo sprecato nel traffico, secondo l’Aci, ammonta in particolare a 252 ore per i romani, 237 per i milanesi, 180 per i torinesi e 178 per i genovesi e ha un costo non indifferente per gli automobilisti: rispettivamente 650, 642, 440 e 408 euro.
L’indagine è stata illustrata oggi durante l’inaugurazione della Centrale di Informazione sulla mobilità stradale “Luce Verde-Infomobilità Roma“, un servizio via radio che, secondo il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, “se fosse adottato dalle maggiori amministrazioni locali del Paese, consentirebbe agli automobilisti italiani un risparmio di tempo valorizzabile in 16 miliardi di euro”.
Già, perché code e rallentamenti non sono solo dannosi per i nervi degli automobilisti che rimangono intrappolati nel traffico cittadino, ma anche per le loro tasche. Lo stress che ora l’Aci ha monetizzato ha un valore che corrisponde a 1.300 euro l’anno per ogni automobilista, (consumo gomme, benzina, olio, freni, tanto per fare un esempio). Senza contare che, inserito in quel serpentone di lamiere e rumore che avanza a passo di lumaca, dicono gli esperti dell’Aci, il tasso di inquinamento prodotto dall’automobilista “con l’auto ferma nel traffico aumenta notevolmente”.
Dati che secondo l’Asstra (l’associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale) dovrebbero far riflettere e smettere di piangere lacrime di coccodrillo sui disastri di una mobilità tutta incentrata in modo dissennato esclusivamente sulla mobilità privata. “La soluzione per far risparmiare agli Italiani soldi e salute, liberando i centri urbani dalla morsa del traffico, c’è ma nessuno sembra accorgersene. Questa soluzione si chiama trasporto pubblico”, commentaMarcello Panettoni, presidente di Asstra.
- Giovedì 5 Marzo 2009
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