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L’ultimo round prima dell’udienza preliminare di domani (dopo il rinvio dello scorso 24 febbraio) si è giocato a colpi di scatti fotografici. Tra ieri e oggi alcuni quotidiani, come La Provincia Pavese, hanno pubblicato le immagini di Chiara Poggi e Alberto Stasi a Londra. Il ragazzo, unico indagato per l’omicidio della fidanzata, si trovava in Inghilterra col suo amico del cuore Marco Panzarasa e Chiara lo raggiunse per un fine settimana a luglio, meno di un mese prima della sua morte.
Foto uguali a quelle di tutti i ragazzi in vacanza, che ritraggono Chiara e Alberto sorridenti, se non fosse che nella stessa occasione Stasi scattò anche diverse immagini di quelle che sembrano essere la sua passione: i piedi e le scarpe di sconosciute. Anche le scarpe ai piedi di Alberto nelle foto di Londra hanno attirato l’attenzione degli inquirenti. Compaiono due paia di scarpe da ginnastica diverse, ma solo un paio fu consegnato ai carabinieri che indagano. C’è un legame col fatto che i periti dell’accusa considerano impossibile che quando Stasi trovò il corpo di Chiara, col sangue ovunque sul pavimento, le sue scarpe rimasero pulite?
Inoltre pare che dalle foto di Londra, scaricate dalla macchina fotografica al pc di Stasi, manchi un misterioso scatto. Perché Alberto avrebbe dovuto nasconderlo o cancellarlo, lasciando invece quelle “imbarazzanti” a sfondo feticista? Non solo: mancherebbe all’appello delle prove acquisite da chi indaga anche una macchina fotografica del ragazzo. A questo proposito i difensori del fidanzato di Chiara hanno fatto sapere che “quella macchina fotografica nessuno l’ha mai chiesta. Se qualcuno la chiederà verrà consegnata”. Si tratta di una Nikon Coolpix L4 che, come scrive nella sua relazione il consulente informatico di parte civile, risulta sia stata collegata il 9 agosto del 2007 al pc del giovane.
La vicenda della macchina fotografica, collegata una sola volta al computer di Stasi, e “mai trovata” e nemmeno messa a disposizione dei consulenti di parte, è stata riportata dai quotidiani. Il collegio difensivo di Stasi ha però sottolineato che non c’è alcun mistero: “La macchina non rientra tra gli oggetti di cui era stato chiesto il sequestro. Nessuna l’ha mai chiesta”. Intanto le difese stanno preparando le eccezioni, una decina, che solleveranno domani all’udienza preliminare davanti al gup Stefano Vitelli. Eccezioni corredate da una memoria scritta di 60 pagine e che riguardano l’inammissibilità e l’inutilizzabilità di una serie di documenti e di “fonti di prova”. Tra questi gli accertamenti effettuati sul pc di Stasi, a loro avviso irregolari, e le intercettazioni in cui Stasi parla con i suoi avvocati.
Nella perizia depositata dalla difesa di Stasi si parla anche di due armi utilizzate per assassinare Chiara. Un’ipotesi che va contro quella sostenuta dall’accusa in cui parla invece di un’unica arma. Gli elementi e le versioni si moltiplicano e si accavallano. Complicando, o forse al contrario aiutando, quella ricerca di “verità e giustizia” invocata dai genitori di Chiara Poggi.
- Venerdì 6 Marzo 2009
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Il 7 Marzo 2009 alle 15:28 Garlasco, scontro sulle consulenze e nuovo rinvio » Panorama.it - Italia ha scritto:
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Il 7 Marzo 2009 alle 15:36 Garlasco, scontro sulle consulenze e nuovo rinvio ha scritto:
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