Si riparte da zero. Il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli, ha gentilmente declinato l’offerta di andare a sedersi sulla poltrona più alta della Rai. Dopo un fine settimana fitte discussioni, di retroscena e di accordi mancati, Gianni Letta e Dario Franceschini erano arrivati domenica al patto della mimosa, che nell’immaginario politico avrebbe dovuto sostituire, e aggiornare, il patto della crostata (siglato a casa Letta alcuni anni or sono sulle riforme istituzionali).
Ma la mimosa è sfiorita in poche ore. E questa mattina è stato lo stesso direttore del Sole, dopo un colloquio con l’amministratore del gruppo Claudio Calabi, a dire no: “Ringrazio Franceschini e Letta per l’offerta di presiedere la Rai, azienda patrimonio del Paese”. De Bortoli ha confermato che c’era stata una sua disponibilità “si sarebbe trattato di un incarico di grande prestigio per il quale mi ero reso disponibile. Dopo attenta riflessione” conclude il presidente mancato “ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista”.
Nella tempistica prevista per completare il Cda di viale Mazzini domani, l’azionista di riferimento, il ministero dell’Economia, dovrebbe designare l’ottavo consigliere: che salvo sorprese sarebbe Angelo Maria Petroni. Poi in serata è convocata la commissione di Vigilanza Rai proprio per eleggere (sono necessari i 2/3: ecco perché Letta e Franceschini hanno trattato per raggiungere un accordo) il presidente.
Ma sul totonomi è tutto da rifare.
Giuliano Amato nei giorni scorsi ha detto no, perché appena nominato al vertice della Treccani, mentre l’ex direttore di Panorama, Pietro Calabrese, viene considerato dai bene informati di Montecitorio ormai fuori gioco perché legato al vecchio accordo con Walter Veltroni.
E allora si ritorna a parlare della conferma dell’attuale presidente Claudio Petruccioli. Letta e Franceschini, preso atto della rinuncia di De Bortoli, si sono incontrati ancora questa mattina presso la sede del Pd per fare ripartire le trattative.
Il “no, grazie” del direttore del Sole 24Ore rimette in gioco l’intera partita del vertice Rai, ma dal colloquio tra Letta e Franceschini, sembrerebbe emergere la comune volontà di stringere i tempi per riuscire a chiudere la partita domani come impone la tabella dei tempi parlamentari. In serata, però, il governo per bocca di Gianni Letta ha fatto sapere la propria contrarietà alla riconferma di Petruccioli. “Una scelta in contrasto stridente con le parole del presidente del Consiglio” ha commentato il Pd in una nota.”Il no a Petruccioli e le parole di Berlusconi rendono ancora più difficile l’individuazione di un nome condiviso, previsto dalla legge”. Insomma, si torna alle barricate per viale Mazzini.
Tempi che il Cavaliere conosce. E infatti, per agire in fretta, il premier ha aperto all’opposizione. Commentando la rinuncia del direttore del Sole, Silvio Berlusconi ha infatti detto “Per Ferruccio de Bortoli avevamo dato il nostro benestare invece lui ci ha ripensato”. Alla domanda se ci sia già il nome per un nuovo candidato, Berlusconi ha replicato: “No, ce lo devono dare i signori della Sinistra”. Immediata la replica del segretario del Pd Dario Franceschini a Berlusconi: “Pensavo che la legge imponesse la ricerca faticosa di un nome condiviso tra maggioranza e opposizione, richiedendo i due terzi della commissione di Vigilanza per eleggere il presidente della Rai. Se invece Berlusconi intende dire che accetterà qualsiasi nome dall’opposizione, ho molte idee in proposito”. In serata, però, il governo per bocca di Gianni Letta ha fatto sapere la propria contrarietà alla riconferma di Petruccioli. “Una scelta in contrasto stridente con le parole del presidente del Consiglio” ha commentato il Pd in una nota.”Il no a Petruccioli e le parole di Berlusconi rendono ancora più difficile l’individuazione di un nome condiviso, previsto dalla legge”. Insomma, si torna alle barricate per viale Mazzini.
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Commenti
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Il 9 Marzo 2009 alle 12:25 Kagliostro » Blog Archive » Timido, furbetto o… Celestino? ha scritto:
[...] Sarà che è sempre una bella notizia quando due parti trovano un accordo tra loro, ieri sera ero andato a letto un pizzico più contento, pur non andando in delirio per De Bortoli. Poi stamattina la notizia della sua rinuncia. Rinuncia che non può non ricordare quella fatta da Mieli sempre per la presidenza della RAI anni fa. Un po’ ci si rimane male, perché il sospetto che in entrambi i casi si tratti di due scelte “opportuniste” per non sporcarsi le mani è molto forte. Ed il brutto è che a non sporcarsi le mani sono quelli che tutti i giorni stanno a fare la morale agli altri rinfacciando le “scelte di parte”. Forse mi sbaglio, ma a questo punto mi sembra tempo perso dire che i politici devono chiamare persone di qualità e disinteressate: bisogna anche dire dove andarle a cercare… [...]
Il 10 Marzo 2009 alle 12:45 Rai, il Pd insiste su Petruccioli. Il Pdl: “Più nomi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il Partito Democratico ha proposto la candidatura di Claudio Petruccioli a presidente Rai ma il governo, tramite il sottosegretario Gianni Letta, gli ha detto no. Questa, a fine serata, la nota diramata dal Pd: “Il contrasto è stridente con le parole del presidente del Consiglio, che poche ore fa aveva detto di attendere dall’opposizione l’indicazione di un nome. Il no a Petruccioli e le parole di Berlusconi rendono ancora più difficile l’individuazione di un nome condiviso, previsto dalla legge”. E il capogruppo del Pd alla Vigilanza Rai, Fabrizio Morri, insiste: “Vogliamo Petruccioli. Il veto del governo è inaccettabile. Noi diamo un giudizio buono della presidenza Petruccioli, equilibrata e piena di passione e competenza. Non è in alcun modo accettabile che il Partito Democratico possa digerire questo come se nulla fosse. Chiediamo quindi che il veto venga rimosso e per quanto ci riguarda non ci sono assolutamente altri nomi”. Diversa la ricostruzione dei fatti della maggioranza. Al Teatro Capranica sono riuniti i gruppi parlamentari del Pdl per un incontro in vista del congresso fondativo del nuovo soggetto politico e, prima dell’inizio degli interventi c’è l’occasione per una battuta sulla vicenda Rai. Il presidente dei deputati Fabrizio Cicchitto chiede “una rosa di nomi”. “Ci aspettiamo una rosa di nomi per chiudere il più rapidamente possibile la vicenda”. Un nome, sottolinea, che sia espressione dell’opposizione ma che sia gradito alla maggioranza. In sintonia il presidente dei senatori Maurizio Gasparri il quale auspica che “la partita si chiuda presto” ricordando inoltre che “la norma dei due terzi per l’elezione del presidente fu concepita a garanzia delle minoranze”. Infine, anche il vicepresidente dei deputati Pdl Italo Bocchino ribadisce quella che è l’aspettativa del centrodestra: “Ora” dice “ci attendiamo un nome all’interno di una rosa di nomi presentata dalle opposizioni”. Questo l’epilogo di una giornata di colloqui, protagonisti Franceschini e Letta, seguiti alla rinuncia di Ferruccio De Bortoli alla poltrona di presidente della Rai. Un ripensamento che ha riportato in alto mare una trattativa che, dopo sei mesi, sembrava essere arrivata in porto con un’intesa bipartisan. “Ora il nome del nuovo candidato ce lo devono dare i signori della sinistra”, tagliava corto il premier Silvio Berlusconi lanciando la palla in campo avversario, ma lasciando a Gianni Letta il mandato di trattare con il segretario del Pd Dario Franceschini, che ora, prima di tirare fuori dal cilindro nomi nuovi (girano quelli del giurista Francesco Paolo Casavola, del giornalista Fabiano Fabiani, di Andrea Manzella, Paolo Ruffini, dell’editorialista del Sole Stefano Folli e di Marcello Sorgi, ex direttore del Tg1 e della Stampa), puntava sulla riconferma dell’attuale presidente Claudio Petruccioli. Ed invece la giornata è stata per Franceschini un susseguirsi di contatti e di incontri in una sorta di corsa contro il tempo per cercare di indicare il candidato per l’assemblea degli azionisti Rai, convocata per domani pomeriggio, e per la commissione di Vigilanza di mercoledì sera. Anche il clima di dialogo che si era riaperto nei giorni scorsi tra maggioranza e opposizione su De Bortoli è sembrato svanire con la sua candidatura. “La legge impone la ricerca faticosa di un nome condiviso, ma se Berlusconi intende dire che accetterà qualsiasi nome dall’opposizione, ho molte idee in proposito”, replica al premier il leader del Pd, lasciando intendere che è ora che Berlusconi dica con chiarezza se su Petruccioli c’è un veto oppure no. [...]
Il 23 Marzo 2009 alle 22:41 Rai, c’è l’ accordo: la presidenza a Paolo Garimberti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Alla quarta, forse è la volta buona. Dopo Ferruccio De Bortoli (autoesclusosi), Claudio Petruccioli e Angelo Guglielmi (poco graditi alla maggioranza), l’accordo per la presidenza della Rai è stato raggiunto sul nome di Paolo Garimberti. Non c’è stato bisogno della “rosa di nomi” richiesta dal Pdl: l’editorialista di Repubblica proposto dal leader Pd Dario Franceschini ha trovato d’accordo Gianni Letta e Silvio Berlusconi. Si chiude così (a meno di ripensamenti dell’ultima ora) una vicenda iniziata più di nove mesi fa e complicata dal disaccordo tra maggioranza e opposizione prima sul presidente della commissione di vigilanza sulla tv di stato, spettante all’opposizione (la prima proposta era stata Leoluca Orlando, poi era stato eletto Riccardo Villari con i voti del Pdl, solo dopo mesi i due schieramenti erano riusciti a imporre all’epatologo napoletano le dimissioni e a mettere al suo posto Sergio Zavoli). Garimberti, noto come editorialista di Repubblica è stato anche vicedirettore del quotidiano e direttore del Tg2 e in precedenza corrispondente da Mosca e inviato speciale per “La Stampa”. La notizia è stata accolta con commenti positivi dal leader di An Gianfranco Fini e dal portavoce di Forza Italia Capezzone. Ora tocchera’ al ministro dell’ Economia Giulio Tremonti avanzare il nome all’assemblea degli azionisti Rai, convocata per mercoledì prossimo, per poi arrivare al voto in commissione di Vigilanza. Per l’altra poltrona importante di Viale Mazzini, quella di direttore generale, in pole position sebra esserci Mauro Masi, già segretario generale della presidenza del Consiglio. Con la probabile nomina di Garimberti, manca solo l’ottavo consigliere del Cda in aggiunta ai sette già nominati (Giovanna Bianchi Clerici, Rodolfo De Laurentiis, Alessio Gorla, Nino Rizzo Nervo, Guglielmo Rositani, Giorgio Van Straten e Antonio Verro). Probabilmente si tratterà di Angelo Maria Petroni. [...]
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