Smascherata la rete del doping, arrestato dai Nas il ciclista Da Ros

Una volante dei Carabinieri

I carabinieri del Nas di Milano, dopo una lunga indagine sul traffico illecito di sostanze dopanti coordinata dal pm Gianluca Prisco, questa mattina hanno arrestato 12 persone ed eseguito 60 perquisizioni in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Tra gli arrestati c’è anche il ciclista professionista Gianni Da Ros, 23 anni, di Pordenone. Da Ros verrà interrogato domani dal gip Andrea Pellegrino, il giudice che ha emesso le ordinanze di custodie cautelare in carcere.

Le indagini hanno coinvolto sportivi, professionisti e dilettanti, oltre che gestori di palestre e di attività commerciali, e hanno portato ad acquisire gravi indizi di colpevolezza per illecita importazione, detenzione, vendita, ricettazione e utilizzo di farmaci a effetto dopante, esercizio abusivo delle professioni sanitarie (del farmacista e del medico) e falsificazione della documentazione sanitaria consegnata presso farmacie che non erano al corrente del traffico.

Per una tredicesima persona è stato disposto l’obbligo di firma, mentre gli indagati sono in tutto 64, tra cui un ciclista dilettante, preparatori atletici, frequentatori di palestre di body building e anche due transessuali. L’inchiesta è partita un anno fa dalla diffusione delle sostanze anabolizzanti (ormoni gh, testosterone, nandrolone e altri) in alcune palestre di Milano. Da lì è stato individuato il canale di distribuzione e di approvvigionamento. Le sostanze sono state importate illecitamente anche da paesi extracomunitari.

L’inchiesta antidoping è nata da un servizio tv delle Iene andato in onda il 7 marzo 2008 e intitolato “Muscoli e doping”. Nel servizio uno degli inviati del programma per circa 700 euro acquistava in un Vitamin Store di Milano prodotti come il Sustanon, il Proviron o il Winstrol. Da qui sono stati identificati i venditori. Poi, tramite intercettazioni e pedinamenti effettuati dai carabinieri del Nas, sono state individuate tre filiere di distribuzione. Nelle intercettazioni telefoniche gli indagati usavano frasi e termini in codice come “Aggiungi due buttafuori da mettere a destra del palco” oppure “Mi serve Debora” o “due ufficiali”. Tra le 60 perquisizioni, due hanno riguardato altri due ciclisti dilettanti.

In una prima fase le indagini avevano portato al sequestro di diverse confezioni di sostanze ad effetto dopante importate illecitamente dai paesi dell’Est Europa e dal nord Africa o acquistate su Internet. Oggi, oltre ai 12 arresti e a un obbligo di firma, il gip Pellegrino ha emesso 64 decreti di perquisizione anche presso abitazioni private e palestre relativi a 81 luoghi sparsi tra Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Novara, Pordenone, Torino, Treviso, Varese e le loro province.

Da Ros è stato arrestato a Padova, dove si trovava con la Nazionale per allenamenti. Era diventato professionista da pochi mesi con la squadra Liquigas, con la quale ha già disputato alcune corse in Australia, in Qatar e, la scorsa settimana, in Friuli. Lo scorso anno l’atleta si era laureato campione italiano con la sua formazione (la Marchiol) nella gara “Open” di inseguimento a squadre su pista. Già nel 2002, da Allievo, con la maglia del Fontanafredda, aveva vinto il tricolore nell’inseguimento individuale su pista. Passista veloce, era considerato una promessa del ciclismo nazionale. In questi giorni era impegnato in un raduno della Nazionale in previsione dei Mondiali su pista, in programma a fine mese in Polonia: la sua convocazione nel quartetto dell’inseguimento su pista era praticamente scontata. Il ciclista, che compirà 23 anni in agosto, è iscritto alla Facoltà di Chimica dell’Università di Padova.

I destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, oltre a Da Ros, sono dieci. Si tratta di Giovanni Paolo Facchi, 45 anni, Pierangelo Colelli, 40 anni, Volodymyr Bushchyk, 41 anni, Vito Angelo Guerrieri, 33 anni, Davide Lucato, 29 anni, Stefano Marchesi, 42 anni, Fabrizio Pendesini e Leopoldo Romano, entrambi 37 anni, Walter Vaghi, 41 anni, e Antonio Verde, 45 anni. Altre due persone sono state colte in flagranza perché trovate in possesso di un ingente quantitativo di sostanze anabolizzanti. Per uno dei due il gip ha disposto solo l’obbligo di firma mentre l’altro, di intesa con la procura, è stato fermato.

Per quanto riguarda il giro di affari legato a questo traffico di sostanze dopanti si parla di diverse centinaia di migliaia di euro. Il comandante dei Nas di Milano, capitano Paolo Belgi, oltre a sottolineare che il fenomeno è diffusissimo, ha spiegato che queste sostanze “danno problemi cardiaci, al sistema scheletrico, renale, nervoso centrale. Inoltre l’assunzione di un ormone blocca la produzione naturale creando così una sorta di dipendenza”.

Le persone arrestate usavano nomi o frasi in codice come “ballerino sul palco” o “ballerino che trema” oppure “cd masterizzati” per indicare l’iniziale del nome della sostanza dopante. Nomi e frasi in codice come “due Viviana”, che stava per doppia W e cioè l’iniziale del Winstrol, sono emersi dalle intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia cautelare. Intercettazioni che per il procuratore aggiunto di Milano Nicola Cerrato sono state “fondamentali” e che protratte per alcuni mesi hanno consentito di allargare l’indagine che rischiava di rimanere circoscritta a pochi episodi. Le intercettazioni hanno anche consentito di accertare il coinvolgimento di Gianni Da Ros.

“A quanto è dato sapere, l’arresto di Da Ros s’inserisce in una più ampia operazione riferita ad un presunto traffico di sostanze dopanti nelle palestre. Liquigas, così come la Federazione ciclistica italiana, è dunque totalmente estranea alla vicenda. Lo staff tecnico della Nazionale ha offerto la massima collaborazione per facilitare il lavoro dei Nas”. Così si legge in un comunicato congiunto diffuso dalla Federciclismo e dalla Liquigas (la squadra dell’atleta finito in manette), in relazione alla vicenda che ha coinvolto l’azzurro. “Liquigas Sport”, fa sapere la Federciclismo, “ha disposto l’immediata sospensione del corridore. Qualora le responsabilità di Da Ros venissero provate, il gruppo sportivo procederebbe al suo immediato licenziamento e si riserverebbe di citarlo per danni. La Federazione ciclistica italiana ha sospeso l’atleta per l’attività della Nazionale”.

Il VIDEO servizio:

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