Brunetta: “Vendiamo le case ex Iacp a chi le abita. Risparmieremo miliardi”

Un quartiere di Roma

“Sogno un D-day della casa il 25 settembre prossimo. In quel giorno, 1 milione di cittadini, diventeranno proprietari di immobili degli ex Iacp”. Il ministro per l’Innovazione e la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha un progetto per “resuscitare il capitale morto degli istituti autonomi delle case popolari”.
Lo spiega in un’intervista a Panorama, sul numero in edicola da venerdì 13 marzo. L’obiettivo: risparmiare sulle spese di gestione di un patrimonio immobiliare che non rende e liberare risorse per fare investimenti su tutto il territorio nazionale.
“Questo progetto può essere operativo da subito. Non occorre inquadrarlo in una legge. È possibile vendere in tempi rapidi a prezzi contenuti, fissando il costo in base al patrimonio familiare: lo prevede già la Finanziaria del 2006. Quando regioni, province e comuni, alieneranno il loro capitale morto potranno attivare investimenti su tutto il territorio pari a 30 miliardi di euro. Solo le case degli ex Iacp sono 1 milione, a queste se ne potrebbero aggiungere un altro milione di proprietà dei comuni”.
Unico problema: gli inquilini morosi. Chi non paga l’affitto onorerà le rate del mutuo? Risponde Brunetta: “Sono convinto di sì. Inoltre saranno gli stessi condomini a vigilare che ogni residente si faccia carico almeno delle spese comuni. D’altronde il valore dei canoni non pagati è impressionante: 135 milioni di euro, circa il 30 per cento del totale. Per questo è urgente un intervento shock”. Che non riguarderà invece, dice sempre Brunetta a Panorama, gli immobili di proprietà dello Stato: “Per vendere le proprietà statali ci vuole una legge specifica. Vendendo caserme, terreni e immobili attualemnete abbandonati lo Stato potrebbe finanziare la ristrutturazione di scuole, università e musei”.

Commenti

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Il 13 Marzo 2009 alle 11:14 vincenzo.m. ha scritto:

QUALI LE MOTIVAZIONI.

Imperscrutabili le motivazioni per cui un individuo che paga un canone di affitto risibile, se paragonato all’ammontare richiesto dal mercato, dovrebbe acquisire una abitazione che lo porrebbe nella condizione di aumentare vertiginosamente le spese per la medesima abitazione.

Gli immobili offerti potrebbero essere oggetto di ristrutturazioni, forse qui si aggancia la recente proposta di consentire un incremento della cubatura, di certo se ne trae che avanti ad una scelta maturata nel desiderio di acquisire l’abitazione sognata verrà ad opporsi una necessità economica di spesa probabilmente poco in linea con la realtà delle esigenze economiche dei soggetti fruitori.

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