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- Un commento

La risposta alla Robin Tax una tantum di Dario Franceschini arriva in serata.
Direttamente dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in quella che ormai è diventata una consuetudine: la cena fra governo e manager (in massima parte banchieri e del settore assicurativo) a Villa Madama. Perchè il premier è convinto che uno scambio virtuoso di informazioni fra esecutivo e mondo delle imprese debba avere scadenze periodiche. “Io mi ricordo che da imprenditore vedevo il mondo della politica come un mondo distante, non c’era un giusto collegamento. Ora, come dimostra questa cena, non è così”, ha detto in apertura dell’incontro il premier, rivolto agli ospiti. Ad ogni tavolo, come nelle scorse occasioni, era seduto un ministro (tra gli altri Giulio Tremonti, Claudio Scajola, Angelino Alfano, Raffaele Fitto, Mara Carfagna), presentato come appartenente a “una squadra piena di uomini del fare, composta da giovani molto capaci”. Nel salutare gli ospiti il Cavaliere si è rivolto fra gli altri all’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, per il ruolo svolto nella partita Alitalia: “Lui e Colaninno (presidente di Cai, assente alla cena, ndr) si sono messi a capo di una cordata di coraggiosi, permettendo alla compagnia di bandiera di continuare a portare il turismo in Italia”.
A loro, il premier rinnova l’appello affinché le banche continuino a fare il loro dovere e non restringano i cordoni del credito di fronte alla crisi economica: “Voi dovete continuare a dare una mano alle aziende”.
Per parte sua, ha detto il premier, mai come ora il governo è vicino al mondo delle imprese e per dimostrarlo ha portato l’esempio dell’accordo con la Libia, particolarmente difficile soprattutto per la pessima immagine che l’Italia aveva in quel paese visto che “i nostri nonni” laggiù “ne hanno combinate di tutti i colori”. E poi: “Diteci cosa possiamo fare in più”, ha aggiunto il Cavaliere ricordando i 12 miliardi già stanziati a sostegno del settore creditizio.
Parlando della crisi, Berlusconi ha ribadito la linea dell’ottimismo: “é dovere del governo quello di diffondere fiducia” anche perché “con il pessimismo non si combina nulla di buono”.
E per sottolineare quanto il governo abbia fatto per sostenere le imprese anche all’estero, il Cavaliere ha citato l’esempio dell’intesa con Tripoli. “L’accordo con la Libia - ha detto con riferimento alla sua recente visita al Colonnello Gheddafi - ha garantito la priorità alle imprese italiane nell’assegnazione degli appalti per la ricostruzione del paese”. Un’impresa non facile, ha aggiunto, visto che “in Libia ne abbiamo combinate davvero di tutti i colori: altro che ‘Italiani brava gente’, ne abbiamo fatte di tutti i colori, certo non noi, i nostri nonni”. Il premier ha quindi proseguito: “abbiamo messo 130 mila persone in un campo di concentramento, abbiamo messo bombe avvelenate nelle oasi, i nostri aerei hanno mitragliato questi poveracci lasciando una serie incredibili di cadaveri e migliaia di persone sono state portate alle Tremiti”. Insomma, ha concluso, nonostante le difficoltà “credo che questo governo debba essere soddisfatto di quanto ha fatto”.
- Giovedì 12 Marzo 2009
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Commenti
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Il 12 Marzo 2009 alle 14:50 whitepower ha scritto:
e LE FAMIGLIE CHI LE AIUTA?
“Le “defiscalizzazioni” per acquisto Elettrodomestici, auto, ecc… ?
Signori: la crisi è crisi, e la fame è alle porte.
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