
Nel suo curriculum ha Bernardo Provenzano (l’11 aprile 2006: il suo successo più grande), Giuseppe De Stefano, Gioacchino Piromalli (e tutto il clan), Rocco Gallico, Achille Palmi. Li ha presi tutti Renato Cortese, lo specialista nella cattura dei latitanti (qui una sua intervista VIDEO). È il capo della Squadra mobile di Reggio Calabria che ha arrestato Giovanni Strangio. Quarantaquattro anni, originario di Santa Severina (Crotone), in polizia da oltre 20 anni, è stato a lungo a Palermo, dove ha diretto la Squadra mobile. È passato poi al Servizio centrale operativo (Sco), incarico nel corso del quale ha arrestato Provenzano. Dopo l’arresto del boss di Cosa nostra, Cortese, promosso per meriti di servizio primo dirigente, nel 2007 è stato nominato dirigente della Squadra mobile di Reggio Calabria, dove ha coordinato le indagini sulla faida di San Luca e sulla strage di Duisburg del giorno di Ferragosto del 2007. “La determinazione e la caparbietà ” ha detto Cortese, raccontando l’esperienza della cattura di Provenzano “sono essenziali per raggiungere un obiettivo. Alla fine vengono sempre premiati e non bisogna mai arrendersi davanti alle prime difficoltà ”.
E anche nell cattura di Strangio queste armi hanno pagato: “Giovanni Strangio risiedeva in un quartiere ubicato a nord-est di Amsterdam. Poco dopo le 23.15 è iniziata l’operazione”, racconta Renato Cortese nel corso di una conferenza stampa stamattina a Reggio Calabria, presenti il questore ed il procuratore della repubblica, Santi Giuffrè e Giuseppe Pignatone.
“Nell’appartamento” ha proseguito Cortese “ha fatto irruzione la polizia olandese ed i nostri uomini. Dentro abbiamo individuato Giovanni Strangio, con la moglie e il figlio e uno dei suoi cognati, Francesco Romeo, latitante dal 1997. A loro siamo giunti ricucendo una serie infinita di elementi probatori, fino a chiarire, già nel dicembre 2007, il coinvolgimento di almeno 50 persone nella faida di San Luca. Tutto questo è stato anche possibile perché siamo riusciti a diventare un unico team investigativo insieme ai colleghi delle polizie tedesca e olandese. Abbiamo quindi sottoposto a vaglio investigativo centinaia di nomi, di targhe di auto e di bigliettini. Poi, dopo il 23 novembre 2008, dopo avere individuato Francesco Romeo lo abbiamo pedinato a lungo fino ad individuare l’appartamento in cui viveva ad Amsterdam e quindi abbiamo monitorato a lungo l’abitazione e finalmente dopo diversi giorni da lì usciva Giovanni Strangio. Si muoveva con cautela travisandosi con occhiali e cappellino e conducendo una vita assolutamente irreprensibile. Quando abbiamo avuto la certezza della sua identità ci siamo confrontati con la polizia olandese ed abbiamo agito di conseguenza. Voglio sottolineare che sono stati mesi di duri sacrifici di cui sono stati protagonisti gli uomini della squadra mobile da me diretti, tra i quali, il vicequestore Renato Panvino ed il commissario Francesco Stampecchia. Oggi, con l’arresto di Giovanni Strangio abbiamo fissato un punto fermo per la chiusura delle indagini sulla strage di Duisburg”.
Gli inquirenti hanno trovato in casa almeno un milione di euro in contanti. La rivelazione è venutadalla polizia di Duisburg durante una conferenza stampa tenuta venerdì mattina nella città tedesca. Oltre ai contanti, nell’appartamento di Amsterdam, al secondo piano di una palazzina con sette appartamenti in tutto, c’erano inoltre alcuni passaporti falsi e un apparecchio per realizzarli.
- Venerdì 13 Marzo 2009
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