
Battute parlamentari: “La voluminosa biografia di von Verdini racconta che un giorno il centrodestra italiano passò dal Parteienstaat teorizzato da Hans Kelsen al Gazebostaat…”. Evocato al cospetto dei gonfi arancini di riso della buvette di Montecitorio, il von Verdini (per la storia contemporanea di nome fa Denis), ultimo coordinatore dell’età di mezzo di Forza Italia, prossimo triumviro con Sandro Bondi (sì, a volte ritornano) e Ignazio La Russa dell’età del partito unico, il Popolo della libertà che il 27 marzo prossimo alla Nuova Fiera di Roma celebra il congresso fondativo. Sarà un venerdì, giorno dedicato a San Ruperto, predicatore itinerante dell’Ottavo secolo, a tenere a battesimo il Pdl. Due i padrini: Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, tanti gli invitati a un evento che però è più interessante nella preparazione piuttosto che nella celebrazione. Partiamo comunque da quest’ultima, visto che Panorama è in grado di anticipare la scaletta della due giorni congressuale. Possono cambiare ancora i nomi di alcuni personaggi, ma la sceneggiatura del film è scritta. Chi immagina un’assemblea che sia occasione per un confronto tra correnti, visioni del mondo differenti o più modestamente visioni del partito, può chiudere il taccuino. La ferraglia del partito novecentesco, superstrutturato, è archiviata. Il partito secondo Berlusconi è la fucina di due prodotti: nuova classe dirigente ed esperienza di governo. Fine dell’ideologia, spazio al pragmatismo.
Il programma. I lavori si apriranno alle 17 con i saluti dei rappresentanti del Partito popolare europeo (Hans-Gert Pöttering e Wilfried Martens), ai quali seguiranno gli interventi di cinque giovani rappresentanti di circoli, fondazioni culturali, associazioni del mondo del lavoro e della scuola. I giovani, insieme al governo, rappresentano il leitmotiv dell’assemblea. Berlusconi già a Palazzo Chigi ha rinnovato la sua squadra nell’anagrafe e nella sostanza, nell’immagine del Pdl che verrà proiettata durante il congresso questo aspetto sarà accentuato. Il presidente del Consiglio prenderà la parola alle 18.30 per ripercorrere le tappe dell’avventura politica del centrodestra: “Dal 1994 a oggi: la storia del Popolo della libertà ”. Il primo giorno si chiude così, con la prima performance del Cavaliere. Punto e a capo.
Si riparte sabato, dopo aver consumato cappuccino e cornetto è il turno di quattro parlamentari trentenni (per Forza Italia saranno Simone Baldelli e Beatrice Lorenzin) ai quali poi seguirà il primo blocco dei big: Franco Frattini, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello, Stefania Prestigiacomo, Giorgia Meloni, Claudio Scajola, Italo Bocchino, Altero Matteoli. Sono ministri e capigruppo, non esponenti del vecchio apparato di Forza Italia e An.
E Gianfranco Fini, socio fondatore, alleato-concorrente del Cav? Il Fini day sarà proprio sabato e forse dal suo intervento verranno gli spunti più stimolanti rispetto alla futura dialettica interna del Pdl. Qualcuno si attende scintille, ma è difficile che il presidente della Camera (destinato a essere l’ambasciatore del Pdl dentro la famiglia dei Popolari europei) voglia esibirsi in un discorso ad alto voltaggio. Ci sarà qualche scarica, ma non il cortocircuito.
Pomeriggio “a specchio”: altri quattro giovani e seconda tranche di big: Giulio Tremonti, Fabrizio Cicchitto, Mariastella Gelmini, Gianni Alemanno, Mara Carfagna, Angelino Alfano, Maurizio Gasparri, Raffaele Fitto, Elio Vito e Andrea Ronchi. Ancora ministri e capigruppo con l’eccezione della figura istituzionale del sindaco di Roma, uno degli astri della futura galassia postberlusconiana e postfiniana. La seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani, parlerà subito dopo; quindi si aprirà una serie di interventi ancora da definire.
Il terzo giorno nella Genesi “nelle acque inferiori viene separata la terra e viene generato il regno vegetale”, nella storia del Pdl invece sarà domenica e dopo aver votato l’ufficio di presidenza e i coordinatori, cioè lo stato maggiore del partito, ci sarà l’intervento di chiusura del congresso di Berlusconi dal titolo: “Il nuovo partito e il futuro”. Bottiglia che s’infrange sulla chiglia, varo del partito-transatlantico, apoteosi finale.
A tutto questo si arriva attraverso un percorso lungo, difficile, a tratti tormentato, che in queste ore giunge al rush finale. Forza Italia e An hanno storie profondamente diverse: partito pragmatico con le sue radici nella rivoluzione reaganiana il primo, figlio della drammatica storia del Novecento, post-fascista, poi approdato alla destra europea il secondo. È lo scontro-incontro di culture diverse e sistemi di potere ormai consolidati. Una fusione tutt’altro che fredda (i lettori pensino all’esperimento malriuscito del Partito democratico); piuttosto, rovente. La ripartizione della rappresentanza tra Forza Italia e An sarà quella racchiusa nella formula 70-30. Così agli azzurri andranno due coordinatori (Bondi e Verdini) e uno al partito di Fini (La Russa). Forza Italia avrà 14 coordinatori regionali e sei ne spetteranno ad An (due regioni grandi, due medie e due piccole). Con un occhio all’incrocio fra poteri, perché dove c’è una forte presenza istituzionale ci sarà un bilanciamento. Per esempio a Roma, dove An esprime il sindaco, il coordinamento dovrebbe essere di Forza Italia.
In ogni caso al Nord An avrà un suo proconsole, probabilmente nel Veneto, superando così un gap che costringerebbe la classe politica proveniente da An a riversarsi nel Centro-Sud.
Il diavolo si annida nei dettagli e in queste ore si curano proprio questi: la direzione del partito, inizialmente di 20 elementi compresi i ministri, sarà allargata a 50-60 persone per evitare lo schiacciamento sul governo. Da questo organismo poi uscirà un comitato esecutivo, l’ufficio di collegamento tra il leader e la macchina del partito.
L’esperimento del Pdl è un caso unico. Un partito carismatico strutturato su vari livelli: eletti, iscritti e, come aveva spiegato Mario Valducci su Panorama il 21 gennaio scorso, “partito dei registrati che non sono interessati a impegnarsi nella vita politica, ma vogliono dire la loro”. I primi nelle istituzioni, i secondi nel partito, i terzi nella società civile che di volta in volta si mobilita ai gazebo per scegliere i suoi rappresentanti. Funzionerà ? La risposta arriverà con il tempo, di certo per la politica italiana è qualcosa di nuovo, di moderno. Vedremo, e non solo per il Pdl, se sarà il futuro.
- Sabato 14 Marzo 2009
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Commenti
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Il 15 Marzo 2009 alle 0:06 gek ha scritto:
E’passato appena un anno dalla splendita vittoria alle elezioni politiche del 2008, che oltre a polverizzare una sinistra arcaica, paludosa, e priva d’idee, aveva spalancato vasti orrizzonti di speranza democratica, economica, e aspettativa di quelle riforme base del cambiamento che milioni d’Italiani aspettano ormai da decenni.
Merito di un progetto-idea incredibile, inventato in una piazza di Milano da Silvio Berlusconi, e che successivamente un libero referendun popolare del popolo del centro-destra aveva ribatezzato P.D.L. Popolo della Libertà , quale miglior nome per sintetizzare tutte le speranze e le aspettative che la vittoria elettorale che di li a poco si sarebbe palesata, peraltro in un modo insperato, cancellando in un sol colpo, verdi, comunisti, ed estrema sinistra tutta, e riducendo ai minimi termini il Partito Democratico erede ultimo del fu P.C.I.
Poi è arrivata la crisi, le prime ripicche tra alleati, da una parte PDL dall’altra la LEGA NORD, poi come non bastessero queste schermaglie, anche tra componenti del PDL, AN contro FI, insomma del tutti contro tutti.
Ormai tutti i giorni si legge, anche sui giornali notoriamante favorevoli al centro destra, di queste baruffe di Goldoniana memoria, mentre delle riforme tanto sbandierate prima delle elezioni, non si sente più nulla, se non per il solito “Federalismo” che ormai non è più nemmeno il pallido fantasma dell’originale proposta, cavallo di battaglia della LEGA NORD, e nonostante questo “annacquamento” non è ancora stato approvato, e chissa mai se lo sarà .
Ora si sta per assistere ad un matrimonio che, viste le premesse, probabilmente non sarebbe da fare, e cioè la nascita ufficiale del PDL mediante fusione di AN e FI, ma che ci fanno questi due partiti assieme viste le continue lite tra Berlusconi e Fini, nonchè tra i colonelli dei due schieramenti, e ancora cosa fanno questi due partiti assieme a un alleato ome la LEGA NORD, tutta presa a realizzare i propri obiettivi senza guardare in faccia nessuno, alleati e non.
Dove è andato a finire lo spirito che animava il centro destra solo un hanno fa? qualcuno di lor signori e in grado di darmi una risposta, anche perchè io non sono un elettore a voi avverso, ma sono un vostro elettore, vi ho sempre votato, e anche un anno fa, ho creduto ancora in voi e vi ho rivotato.
Ma attenzione, a breve ci saranno delle altre elezioni, ed è probabile che queste le perderete, non perchè le vinceranno gli altri, ma solo perchè tanti come me non vi voteranno perchè si asterranno.
Ne abbiamo tutti le tasche piene delle vostre stronzate e delle voste beghe, alla fine non siete diversi dai comunisti, verdi, dipietristi ecc., siete inequivocabilmente anche voi parte di quella “casta” che tutti vogliono combattere, ma solo a parole.
Non so come andrà a finire questa crisi, sicuramente per molti non finirà bene, ma alla fine finirà , e spero che con la fine di questa congiuntura, finsca anche un modo non più tollerabile di fare politica, e insieme scompaiano definitivamente, politici e partiti, che non dovrebbero già da tempo più esistere.
Il 15 Marzo 2009 alle 7:15 bruno1946 ha scritto:
C’e’ da augurarsi che l’amalgama riesca perche’ il paese ha bisogno di stabilita’, che solo coalizioni compatte possono garantire. E’ auspicabile che anche la sinistra riesca a compattarsi, perche’ oltre alla maggioranza c’e’ bisogno di un’opposizione che sorvegli il governo e si prepari all’alternanza come qualsiasi paese normale.
Il 26 Marzo 2009 alle 16:44 Regole, deputati e procedure: torna alta la tensione tra Fini e Berlusconi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tensione da vigilia del congresso del Partito delle Libertà ? Può essere. Di fatto, a 24 ore dalla nascita del Pd, è ancora botta e risposta tra Berlusconi e Fini. E stavolta a poche ore dall’inizio del congresso Pdl. [...]
Il 27 Marzo 2009 alle 10:12 Tutto pronto: oggi via al congresso che fonderà il Popolo della Libertà » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La tre giorni fondativa del congresso del Popolo della Libertà si svolgerà a partire dal pomeriggio di oggi, venerdì 27 marzo (una data che richiama le prime elezioni vinte da Silvio Berlusconi). L’inizio dei lavori è previsto per le ore 17, quando porteranno il loro saluti i due rappresentanti del Partito Popolare Europeo: Hans-Gert Pöttering e Wilfried Martens. La scaletta dei tre giorni di congresso alla Fiera di Roma e lo statuto del Pdl sono state anticipate da Panorama la settimana scorsa. C’è solo da aggiungere una novità dell’ultima ora: il congresso sarà presentato dalla più giovane deputata Pdl, Annagrazia Calabria. [...]
Il 10 Febbraio 2010 alle 11:43 Caso Englaro, quale futuro per laici e cattolici nel Pdl? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] del maggiore partito italiano. Fra poco più di un mese, infatti, il Pdl compierà un anno, dal primo congresso ufficiale di marzo 2009. E ora la domanda è sul suo futuro: che cosa vorrà diventare da grande? [...]
Il 4 Marzo 2010 alle 17:08 Ecco il libro di Berlusconi, l’amore vince sempre sull’odio. La carta d’identità del Pdl - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] discorso della “Discesa in campo”, la parte del discorso del presidente Berlusconi al congresso fondativo del Pdl del 27 marzo 2009 e la sintesi delle realizzazioni del governo da maggio 2008 a gennaio [...]
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