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	<title>Italia &#187; Archiviazione respinta: nuove indagini sulla Moratti per gli &#8220;incarichi d&#8217;oro&#8221;</title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Archiviazione respinta: nuove indagini sulla Moratti per gli “incarichi d’oro”</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 14:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il gip di Milano Ielo respinge la richiesta di archiviazione del pm e ordina una proroga dell'inchiesta fino al 30 giugno. Con il primo cittadino indagate altre quattro persone. Tra le motivazioni: le consulenze non avrebbero potuto superare il numero di 10 a differenza delle 51 effettuate e assegnate con chiamata diretta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/03/16/49be8ab2d5633_zoom.jpg" alt="Letizia Moratti" border="0" width="500" /></p>
<p>Nessuna archiviazione, per ora, per il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e altre quattro persone del Comune nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta su presunte irregolarità nell&#8217;assegnazione di 51 consulenze e su presunti episodi di &#8216;mobbing&#8217;, affinchè alcuni funzionari lasciassero il proprio incarico a favore di persone esterne.<br />
Il no alla richiesta di archiviazione è del gip Paolo Ielo che ha ordinato al pm Alfredo Robledo nuove indagini che dovranno terminare il 30 giugno prossimo: il pm dovrà risentire i funzionari rimossi o che sono andati in prepensionamento, ad eccezione di uno, in relazione ai quali gli indagati (non la Moratti che deve rispondere solo di abuso d&#8217;ufficio) devono rispondere di violenza privata aggravata e, come deciso dal gip, non più di concussione. Per quanto riguarda un episodio, &#8220;il materiale investigativo acquisito appare idoneo a sostenere l&#8217;accusa in giudizio con ragionevoli probabilità di condanna&#8221;, scrive Ielo, lo stesso materiale appare però &#8220;da integrare nei confronti degli altri testi escussi, poichè le sommarie informazioni testimoniali non hanno indicato i fatti sulla base dei quali essi si sono rappresentati probabili condotte di mobbing nel caso di mancata risoluzione consensuale del contratto&#8221;.<br />
Il giudice affronta poi l&#8217;ipotesi di abuso d&#8217;ufficio e rileva una &#8220;violazione di legge conclamata&#8221; in quanto lo Statuto comunale prevede che prima del conferimento degli incarichi ne sia data pubblicità, mentre il regolamento comunale consente di procedere per &#8220;ricerca diretta&#8221;. Il gip non ha dubbi nel qualificare &#8220;illegittimo&#8221; il regolamento, così &#8220;come tutti gli atti amministrativi che, pure conformi al regolamento, violino lo Statuto, così come è avvenuto nel caso di specie&#8221;.<br />
Di più, il Comune sarebbe ricorso alla &#8220;chiamata diretta&#8221;, nemmeno alla &#8220;ricerca diretta&#8221;, violando &#8220;pure il più blando limite previsto dal regolamento&#8221;. Valutando la volontà di favorire qualcuno (uno degli elementi dell&#8217;abuso d&#8217;ufficio), il gip scrive che non c&#8217;è stata &#8220;nessuna ricerca delle professionalità maggiormente adeguate alle funzioni da ricoprire&#8230;&#8221;. è accaduto, per esempio, nel caso del direttore del settore famiglia, Carmela Modaffari (217mila euro di remunerazione annua, annota il gip) scelta &#8220;senza una preventiva ricerca&#8221; e nonostante avesse &#8220;subito provvedimenti negativi, sia pur non definitivi&#8230; &#8220;, come la &#8220;risoluzione del suo contratto di direttore generale dell&#8217;Asl di Locri&#8221;.<br />
Il metodo, per Ielo, &#8220;evidenzia una violazione di legge, allo stato degli atti, indice di una volontà specificamente diretta a favorire la Madaffari&#8221;.</p>
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