- Tags: Camera, cantieri, dialogo, enti-locali, federalismo, Idv, Lega, maggioranza, opposizione, Pd, pdl, risorse, Senato, Udc
- 2 commenti

E mentre altrove e su altri temi lo scontro è durissimo, sul terreno del federalismo fiscale “sboccia” il dialogo tra Pdl e Pd. La prima mossa era stata l’astensione del Pd in Senato, oggi è stata la volta della Camera con il via libera alla mozione Franceschini. Anche da parte dell’esecutivo e della maggioranza. In attesa del voto generale alla Camera e della possibile nuova astensione dei democratici.
Con 491 voti favorevoli, nessun contrario e con la sola astensione dell’Udc (33 deputati) Montecitorio ha approvato la mozione del segretario del Pd sulla situazione economica degli enti locali, che impegnano a rivedere il patto di stabilità interno. In pratica un allentamento dei vincoli di spesa. Dopo una riformulazione, il sottosegretario all’economia, Giuseppe Vegas, questa mattina aveva dato parere favorevole.
Il testo del Pd su cui viene dato parere favorevole impegna il governo, tra l’altro, “a definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano i comuni e le province, assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordini della finanza locale volte a garantire l’autonomia finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale; a garantire l’integrale copertura del minor gettito derivante dall’abolizione dell’ici sulle abitazioni principali”. Il governo poi viene impegnato “ad adottare iniziative normative volte a superare, d’intesa con le autonomie locali, le criticità derivanti dall’applicazione del decreto legge anticrisi nella parte relativa al patto di stabilità interno, anche tenendo conto dei bilanci approvati; ad adottare iniziative per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per escludere il più possibile dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del testo unico degli enti locali; a incentivare l’utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, in particolare, eliminando i vincoli che impediscono l’utilizzo dei proventi della vendita del patrimonio per finanziare la spesa per investimenti”.
Incassato il sì bipartisan, è lo stesso Dario Franceschini a frenare sull’atteggiamento dei democratici sul federalismo fiscale: “Non c’è nessun collegamento. Sono due cose distinte”, ha commentato il segretario del Pd, spiegando che il suo partito deciderà come votare sul ddl di delega al Governo dopo “una valutazione di merito sul provvedimento che faremo oggi nell’Assemblea del gruppo”. “Finalmente, dopo una lunga serie di no, è arrivato il sì della maggioranza a un problema sentito da tutti i comuni” esulta Franceschini. “Il governo ha capito che avevamo ragione e ha accolto la nostra mozione. Se seguiranno gli atti normativi conseguenti, come deve essere, saranno sbloccati 14,5 miliardi di crediti verso le imprese: gli enti locali hanno le risorse per pagare i lavori eseguiti, ma non potevano farlo a causa dei vincoli del patto di stabilità interno” che grazie alla mozione Pd ora dovrà essere allentato. Non solo: “Potranno ripartire migliaia di cantieri, immediatamente apribili, per 4,5 miliardi di euro in cui lavoreranno principalmente le piccole imprese”.
- Martedì 17 Marzo 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 23 Marzo 2009 alle 19:41 La strada del Pd alle Europee: vietata per sindaci e governatori » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Dal canto suo, Silvio Berlusconi, nella riunione con i suoi paralemntari tenutasi la scorsa settimana a Palazzo Grazioli, avrebbe anticipato i risultati di un sondaggio di EuroMedia Reserch che accrediterebbe un vantaggio del Pdl sul Pd di circa venti punti (42,1% contro 22,5%). Il Cavaliere ci crede, considerando la forte concorrenza dell’Italia dei Valori ai Democratici e la dispersione del voto a sinistra con la nascita della formazione di Nichi Vendola e il richiamo della falce e del martello del duo Ferrero-Diliberto. L’impegno in vista del prossimo appuntamento con le urne deve quindi essere totale. E infatti non si esclude una personale candidatura del premier come capolista alle prossima tornata elettorale. Il premier ha cioè intenzione di giocarsi fino in fondo la partita di inizio estate, mutuando il metodo che alle recenti Regionali in Sardegna ha avuto un notevole successo. Senza dimenticare che la vittoria europea del Pdl servirebbe, anche, per frenare l’avanzata del Carroccio. Se ci fosse il paventato exploit del Carroccio a Strasburgo (più su del 10%) diventerebbe difficile per il Pdl tenere a bada gli affondi leghisti sulla sicurezza o sull’immigrazione e le spinte di Bossi per un dialogo con il Pd, a cominciare dal capitolo del federalismo. [...]
Il 24 Marzo 2009 alle 0:20 La strada del Pd alle Europee: vietata per sindaci e governatori. | Il voto gay ha scritto:
[...] Dal canto suo, Silvio Berlusconi, nella riunione con i suoi paralemntari tenutasi la scorsa settimana a Palazzo Grazioli, avrebbe anticipato i risultati di un sondaggio di EuroMedia Reserch che accrediterebbe un vantaggio del Pdl sul Pd di circa venti punti (42,1% contro 22,5%). Il Cavaliere ci crede, considerando la forte concorrenza dell’Italia dei Valori ai Democratici e la dispersione del voto a sinistra con la nascita della formazione di Nichi Vendola e il richiamo della falce e del martello del duo Ferrero-Diliberto. L’impegno in vista del prossimo appuntamento con le urne deve quindi essere totale. E infatti non si esclude una personale candidatura del premier come capolista alle prossima tornata elettorale. Il premier ha cioè intenzione di giocarsi fino in fondo la partita di inizio estate, mutuando il metodo che alle recenti Regionali in Sardegna ha avuto un notevole successo. Senza dimenticare che la vittoria europea del Pdl servirebbe, anche, per frenare l’avanzata del Carroccio. Se ci fosse il paventato exploit del Carroccio a Strasburgo (più su del 10%) diventerebbe difficile per il Pdl tenere a bada gli affondi leghisti sulla sicurezza o sull’immigrazione e le spinte di Bossi per un dialogo con il Pd, a cominciare dal capitolo del federalismo. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.