Le gole profonde si confidano ormai su internet. Un giudice di Filadelfia, negli Stati Uniti, rivela le sue incertezze su una sentenza durante la discussione in camera di consiglio: non ne parla al telefono, ma su Facebook. Ed è ormai abitudine per avvocati e giudici scrivere su twitter, un microblog che permette di tenersi in contatto con gruppi di amici. Il rapido successo dei social network rende più sfumato il confine tra pubblico e privato. Con conseguenze inattese.
Centinaia di fan hanno fondato gruppi in sostegno dei magistrati italiani su Facebook: è Luigi de Magistris a raccogliere il maggio numero di sostenitori online con 3mila persone riunite in “ex pm Luigi de Magistris” e “Sosteniamo Luigi de Magistris“. Ma il giudice del tribunale del riesame di Napoli (ora in aspettativa perché ha scelto l’attività politica con l’Italia dei valori) può consolarsi, dall’aver appreso di essere indagato nell’ambito della “guerra” tra le Procure di Salerno e Catanzaro relativa all’inchiesta “Why not”, con decine di gruppi affini: come “La società sparente”, nato da un libro che racconta le inchieste dell’ex pubblico ministero in Calabria, con la prefazione bipartisan del filosofo Gianni Vattimo e della parlamentare del Pdl Angela Napoli (qui il .pdf).
Non poteva mancare Henry John Woodcock, sostituto procuratore a Potenza, che ha portato avanti le inchieste su Vallettopoli. Ma anche altri protagonisti delle prime pagine dei quotidiani hanno raccolto consensi tra i gruppi di Facebook: circa mille persone sostengono Clementina Forleo, giudice per le indagini preliminari che si è occupata dei “furbetti del quartierino”. Ma il social network che appassiona gli italiani è soltanto uno tra gli spazi di internet dove il pubblico sostiene o critica i magistrati: centinaia di blog e video su Youtube rivelano una vasta audience che segue con attenzione l’attività dei pubblici ministeri e dei giudici.
- Giovedì 19 Marzo 2009
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Commenti
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Il 23 Giugno 2010 alle 16:01 Notizie dai blog su La laboriosità dei magistrati. Alla procura di Catanzaro per esempio ha scritto:
[...] E su Facebook è tutto un tifo per i magistrati anticorruzione Le gole profonde si confidano ormai su internet. Un giudice di Filadelfia, negli Stati Uniti, rivela le sue incertezze su una sentenza durante la discussione in camera di consiglio: non ne parla al telefono, ma su Facebook. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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