- Tags: 101, clandestini, congresso, ddl, dicurezza, fronda, governo, immigrati, maggioranza, manovre, pdl, Roberto Maroni
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Continua a tenere banco il dibattito sul ddl sicurezza, all’indomani della lettera dei 101 parlamentari del Pdl che, capitanati da Alessandra Mussolini, chiedono al governo di non porre la fiducia sul disegno di legge.
Intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno su Canale 5, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, si è detto “sorpreso” della lettera firmata da 101 deputati della maggioranza contro una parte del ddl sicurezza. La norma che toglie per i medici il divieto di denunciare un clandestino “è stata introdotta non dal governo ma dal Senato con l’unanimità del Pdl e della Lega. Non abbiamo mai avuto intenzione di porre la fiducia sul disegno di legge” ha detto. “Vogliamo che sia discusso dal Parlamento. È un’iniziativa strana, non è mai stata intenzione del Governo porre la fiducia”.
Maroni ha poi ribadito che il ddl non introduce alcun obbligo dei medici a denunciare i clandestini. “Noi - ha sottolineato - togliamo il divieto di denuncia che esiste solo in Italia. Poi, chi vuole denunciare lo fa, chi non vuole non lo fa”. Il ministro ha quindi bollato come “falsità” l’ipotesi che con l’introduzione del ddl i figli di clandestini non possano essere registrati all’anagrafe. “Si tratta di una errata informazione” ha detto “messa in giro per fare polemica”.
A chi ipotizza che la lettera dei 101 parlamentari sia l’effetto di problemi all’interno della maggioranza Maroni ha poi risposto: “Ogni volta che ci si avvicina ad un congresso, e questo del Pdl è molto importante perché sancirà la fusione di due partiti, ci sono fermenti. Ma quando si parla di sicurezza e di immigrazione clandestina bisogna valutare serenamente e nel merito le norme senza altri scopi”.
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Commenti
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Il 19 Marzo 2009 alle 12:45 vincenzoaliascontadino ha scritto:
CAVALIERE:GRAZIE DELLO SDOGANAMENTO
Morale? Nessuna, ma scaturiscono 2 cose: il Partito come AN conta e resiste, il progresso innovativo, represso: come dire darsi la zappa sui piedi! Gia la Mussolino ebbe a confrontarsi, quando nel 1993 nel periodo di tangentopoli, a Napoli, nella corsa di Sindaco Mussolino - Bassolino non si oppose, ma collaborò, forse, con livori d’odio per Craxi, l’Italia era travolta dagli scandali di ” Mani Pulite “, Bassolino ottenne scranni di Sindaco e Governatore, poi la svolta dimenticata degli stessi epistolari: lo “ sdoganamento “ che ora ripagano Berlusconi, con lettere della carica dei randagi dei 100! Così nel ‘93 s’avverò il marcio, facendo arrivare l’avversario, Bassolino alla poltrona di Governatore che fu monnezza a sciuè sciuè: questi nemmeno Napolitano l’ha potuto scalfirlo per non danneggiare il suo Partito che l’ha eletto? Volete che Fini non finalizza questo momento? Ergo, Politica del Kaiser: secondo voi, chi ci gode? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera
Il 19 Marzo 2009 alle 19:35 Berlusconi punge gli amici della Lega: “Non possono volere sempre tutto” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’occasione è la riunione del Ppe a Bruxelles. Ma i temi sono molto italiani: “Agli amici della Lega dico che non possono volere sempre tutto”. Parole del premier Silvio Berlusconi, a margine del vertice, raccolte dai cronisti che gli chiedevano se ci fosse una qualche forma di insofferenza del Pdl nei confronti della Lega Nord. [...]
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