Maturità più severa. Gelmini: “Con un cinque sarà vietato l’esame di Stato”

Mariastella Gelmini

Basta un cinque, e in una qualsiasi materia, per non essere ammessi all’esame di maturità. Poi: resta determinante poi ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente. Anche con un ottimo profitto si dovrà ripetere l’anno.
La conferma serviva, dopo il susseguirsi (anche un po’ caotico) delle interpretazioni delle ultime settimane. E la conferma è arrivata. Direttamente dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, che nel corso di un convegno a Milano ha ribadito che “con un cinque non si viene ammessi agli esami di maturità”. Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere “maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti”, spiega il ministro che ritiene indispensabili tali elementi “per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri”.
La titolare dell’Istruzione ha poi precisato che anche questo provvedimento è stato preso per formare una scuola “della responsabilità e del merito”. “L’egualitarismo e il livellamento che c’è stato fino ad oggi” ha concluso la Gelmini “è frutto della cultura del ‘68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro”.
Sono state, in modo più specifico, chiarite dal ministro anche tutte le circostanze (assenze frequenti; mancanza di rispetto nei confronti dei docenti, dei compagni o del regolamento di istituto; danneggiamento del patrimonio scolastico) che possono portare ad un voto insufficiente in condotta. Valutazione che potrà essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti.
Lo studente che commette una grave mancanza però avrà una seconda chance. Nel regolamento infatti viene specificato che “per prendere un’insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare”: un asorta di “cartellino giallo”, un’ammonizione, insomma, per dirla in gergo calcistico. Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere “il consiglio di classe (non quindi il singolo insegnante, ndr) può decidere per l’attribuzione del cinque”.

Commenti

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Il 19 Marzo 2009 alle 14:49 vincenzoaliascontadino ha scritto:

SELEZIONARE I PIU’ BRAVI, ALTRO IL VOTO POLITICO!
Nel mio periodo oltre ventennale a Milano come Dirigente Rsu - Politico, mi ricordo che i piloti Alitalia, lasciamo la compagnia di bandiera per l‘altro lavoro in compagnie private o da Peperone, con flotte private. Così accadeva in ATM-Mi che prendevano la Patente lasciavano Comune e Paese, in altre parole, pantalone i debiti per l’addestramento pagare il conto. Così anche per i cervelli: che lo stato paga gli studi, poi senza prospettive, vanno in cerca di fortuna nello zio d’America. Mai visto, Sindacalisti o Politici scappare salvo i Battista e soci che, dovevano fucilare per terrorismo! Ora, a differenza dell’Inghilterra (oro non so) che, si otteneva le iscrizioni all’Università ottenendo un punteggio o borsa di studio! Non dimenticate che il Principe Carlo dovette abbandonare Università e studi, oltre al fatto non indossava divisa e maniera d’uso per questo lo gavettarono. Qui ESSERE O NON ESSERE, LEVATRICI DI MELE MARCE? Si sentono voci: SORO SORU-gato Leggi Fasciste, ma dimentica quanto sono Kompagnuzzi, avere tanti pregiudizi, anche se Berlusconi dice una battuta: Legge razziste o criminali che vanno a scuola questi che pagano quattro soldi per civilizzarsi o solo studiare come diventare “ Mele Marce ” che lanciano scarpe senza chiedere il permesso di copy al giornalista Irakeno Muntazer al-Zaidi e diritti a Zapatero e Nikita Crusciov?vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera

Il 19 Marzo 2009 alle 19:57 Brunetta contro l’Onda: “Sono guerriglieri e saranno trattati come tali” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E non si fa attendere la risposta del Pd:’’Il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene” dice l’ex titolare dell’Istruzione Beppe Fioroni “che ascoltare gli studenti anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere. Ma additarli genericamente come guerriglieri, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva’’.[...]

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