“State alla larga dagli omosessuali”. Roma, bufera sulle parole di un insegnante

Un momento del corteo

“Gli omosessuali sono persone che non condivido, e se mi capitasse di incontrarne ne starei bene alla larga, certe persone devono essere evitate meno male che qui in classe non ci sono”. Lezione di omofobia all’Istituto tecnico industriale Armellini di Roma?
Stando alla denuncia fatta da alcuni studenti, che hanno segnalato le frasi alla Gay Help Line dell’Arcigay di Roma, sembrerebbe di sì.
Ma tutto è ancora da verificare: il prof. (o una prof.) deve essere ascoltato dal preside dell’istituto per sapere se abbia dato veramente questo consiglio agli studenti o se, invece, non si sia trattato di un tiro mancino degli alunni verso un insegnante antipatico.
La notizia della frase omofoba è stata resa pubblica ieri dal presidente dell’Arcigay Roma e responsabile del numero verde 800.713.713, Fabrizio Marrazzo: “Circa 15 giorni fa” racconta Marrazzo “la Gay Help Line di Arcigay ha ricevuto la prima di tre distinte telefonate susseguitesi nei giorni seguenti per segnalare la dichiarazione di un insegnante di un Istituto tecnico nei pressi del quartiere San Paolo-Ostiense.
“Dichiarazioni fortemente discriminatorie verso lesbiche, gay e trans” sostiene il presidente di Arcigay Roma “che hanno provocato un duplice effetto, da un lato l’indignazione da parte degli studenti lesbiche e gay, e dall’altro un rafforzamento della condizione dei bulli della classe, che ora si sentono maggiormente liberi di prendere in giro le lesbiche ed i gay”.
Il preside dell’Istituto tecnico ha convocato immediatamente l’insegnante per chiarire quanto è successo: “Non ne ero a conoscenza fino a ieri pomeriggio quando mi ha telefonato l’Arcigay” spiega il dirigente. “È una frase che mi fa inorridire ma ho parlato con l’insegnante e mi ha dato un’altra versione dei fatti”.
Il docente - contattata da Repubblica, chiedendo l’anonimato - smentisce categoricamente l’accaduto: “Con anni di insegnamento ed esperienza alle spalle, non avrei mai avuto l’ingenuità di dire una cosa del genere, né in classe né fuori, neanche se lo pensassi. È importante riflettere su ciò che l’alunno, chiunque egli sia, ha recepito delle mie spiegazioni poiché non ho veramente idea di cosa possa aver generato questo equivoco”.
Spiegazioni che sembrano non convincere Marrazzo. Che ha contattato la scuola per chiedere di fare delle “azioni di formazione. I casi di discriminazioni nelle scuole sono in crescita, per questo chiediamo” ha concluso “l’intervento delle istituzioni”.
“La nostra è una scuola democratica, ma è chiaro che non posso avere il controllo su cosa dicono tutti i nostri insegnanti” spiega il preside “ma dispiace che gli studenti non siano venuti a parlarmene di persona. Li avrei ascoltati. Avvierò un procedimento amministrativo, per valutare se ci sono gli estremi per una sanzione disciplinare, che può andare dall’ammonizione alla censura” spiega ancora. “Chiederò di confermare l’accaduto e poi deciderò”. Chiede di fare piena luce l’assessore provinciale alla Scuola, Paola Rita Stella.

Commenti

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Il 19 Marzo 2009 alle 14:00 lapolide ha scritto:

EUREKA !
Propongo al Presidente della Repubblica Italiana di insignire con Medaglia d’Oro Honoris Causa, quell’Insegnante dell’Istituto tecnico Armellini di Roma che ha saputo tenere alta
l’onorabilità dei “Maschi” Italici, per aver detto pubblicamente:
STATE ALLA LARGA DAGLI OMOSESSUALI !
Un Plauso sincero dalla Società Civile.
Ci voleva in questa società corrotta, materialista ed atea, un esempio di orgoglio della mascolinità.
lapolide.

Il 20 Marzo 2009 alle 0:20 tignolino ha scritto:

Ma voi di panorama non dite niente ?!?!?!
Ma possibile che il primo che passa di qui puo’ dire la prima cazzata che gli viene in mente ?

A.G. Vesentini

Il 23 Marzo 2009 alle 22:00 shift ha scritto:

Mi congratulo con l’insegnante, finalmente qualcuno che insegna i veri valori ai loro discenti.

Nessuno dice che gli omosessuali non abbiano diritto all’esistenza e a godere di ciò che la vita ci dona, come per chiunque di noi, ma di sicuro non sono persone cui rapportarsi normalmente e di cui raccomandare un rapporto a menti ancora immature e impreparate, come possono essere degli allievi di una scuola.

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