Stupro della Caffarella: arrestati altri 2 romeni. Incastrati dal dna

Polizia al parco della Caffarella

Svolta, con sorpresa, nel “giallo” del parco della Caffarella.

Due romeni di 18 e 27 anni sono stati arrestati con le accuse di stupro contro la ragazzina di 14 anni e aggressione nei confronti del giovanissimo fidanzato. Il loro Dna, questa volta, corrisponde a quello trovato sui vestiti della ragazzina. Inoltre sia lei che il fidanzato li hanno riconosciuti come autori della violenza.
Si tratta di A.I., da poco 18enne, e di G.O., 27enne, entrambi originari della città di Calarasi, in Romania, e entrambi ospitati negli ultimi mesi a Roma in un padiglione della vecchia fiera.
A condurre gli investigatori sulle lore tracce, la pista che aveva preso corpo dopo la localizzazione dei cellulari rubati la sera dello stupro ai due fidanzatini aggrediti. Uno era stato rintracciato a Roma, l’altro in Romania.
I cellulari, dai quali i violentatori avevano tolto e buttato le schede, sono rimasti muti per settimane. Poi hanno ripreso a funzionare e la Squadra mobile ha fatto scattare le intercettazioni, andate avanti nel più stretto riserbo per parecchi giorni. Proprio grazie alle intercettazioni, nel mirino degli investigatori è finito un gruppo di albanesi, il cui ruolo però fino ad oggi non è stato ancora chiarito.

Per lo stupro della Caffarella furono arrestati lo scorso 18 febbraio, con l’accusa di violenza sessuale e rapina due cittadini romeni, Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz. Il Tribunale del Riesame il 10 marzo scorso ha annullato però l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due romeni che comunque sono ancora in carcere con altre accuse: Loyos per calunnia ed autocalunnia (per gli inquirenti si sarebbe autoaccusato per coprire i veri responsabili dello stupro) e Racz per un’altra violenza, quella ai danni di una donna di 40 anni avvenuta nel quartiere periferico di Roma di Primavalle. Nei giorni scorsi, dopo una pesante battuta d’arresto nelle indagini, la Questura aveva avviato accertamento sui ricettatori che avrebbero venduto i due telefonini della ragazzina violentata e del fidanzato.

“Ce lo aspettavamo”, risponde ora Lorenzo La Marca, il legale di Karol Racz - il romeno indagato insieme ad Alexandru Loyos per lo stupro della Caffarella - alla notizia che altri due romeni sono stati fermati per accertamenti in relazione alla violenza di San Valentino. “Sapevamo che la questura stava cercando”, spiega l’avvocato che in merito alla posizione del suo assistito aggiunge: “Speriamo che ora si chiuda anche l’altra storia, quella di via Andersen, che dipendeva dalle indagini della Caffarella. Spero che adesso non ci siano più atti persecutori”.

Commenti

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Il 21 Marzo 2009 alle 10:43 liongi ha scritto:

Si, c’è da fare un commento: innanzitutto complimenti al Dottor Rizzi( così mi pare si chiami il Direttore della investigativa di Roma) e a tutta la squadra che ha preso i delinquenti. Poi a Voi del giornale una nota di biasimo ma molto educata: evitate di raccontare, come in un romanzo di infima categoria, i particolari, spiegando che il cellulare viene rintracciato anche senza le schede. Quella è notizia da tralasciare:limitatevi a dare la notizia e punto. Io proibirei questo vezzo di curiosità di basso livello e molto pernicioso. Poi vorrei dire che ho trovato altrettanto di pessimo gusto la “riunione” indetta da Vespa a “Porta a Porta” che ha voluto, a tutti i costi, anticipare ciò che era in corso di indagine, come del resto ha fatto notare l’avvocato della controparte, pure lui presente alla trasmissione.
Lasciate lavorare la Polizia in santa pace. Dateci le notizie, questo si, ma in modo semplice e senza i tanti particolari che contribuiscono ad un pessimo indirizzo educativo della gente, al pettegolezzo.E qualche volta a disturbare le indagini.
Grazie

Il 23 Marzo 2009 alle 20:04 Stupro della Caffarella, i due romeni confessano tutto » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Hanno risposto e hanno ammesso i reati di rapina e violenza della Caffarella. Il più giovane ha fornito più dettagli, il più grande ha fornito una motivazione che sarà vagliata”. Lo ha detto il pm Vincenzo Barba, lasciando il carcere di Regina Coeli al termine dell’interrogatorio di garanzia di Jean Ionut Alexandru, 18 anni, e Oltean Gavrilia, 27 anni, i due romeni (incastrati da Dna e intercettazioni), fermati venerdì scorso per lo stupro di San Valentino a Roma. “Hanno fornito anche dei particolari” ha aggiunto Barba “e questo è importante per avere la certezza delle loro responsabilità oltre alla prova del dna”. Il pm ha anche sottolineato che “non si è parlato dei legami con gli altri due romeni ma loro sostengono di non conoscerli”. [...]

Il 27 Aprile 2010 alle 13:46 uniromatv ha scritto:

Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “Il caso della Caffarella” http://www.uniroma.tv/?id_vide.....o=15788

Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv

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