L’attacco del Cardinale. Bagnasco: “Il Papa mai più irriso e offeso”

Angelo Bagnasco

La Cei contrattacca. Nonostante Ratzinger avesse detto, all’inizio del suo viaggio in Africa, di non sentirsi solo, ecco uscire un un duro documento letto dal Cardinale Angelo Bagnasco proprio in difesa del Papa “irriso e offeso”. Nel suo discorso di apertura al Consiglio permanente della Conferenza episcopale il cardinale e arcivescovo di Genova invita i vescovi italiani a fare muro intorno al pontefice.
Le critiche piovute su Ratzinger prima per la riabilitazione dei Lefebvriani e il caso Williamson e poi per le frasi dette in Africa sui preservativi hanno convinto il successore di Ruini a difendere il suo superiore. “Si è prolungato oltre ogni buon senso” ha detto “un pesante lavorio di critica, dall’Italia e soprattutto dall’estero, nei riguardi del nostro amatissimo Papa” in occasione dell’imbarazzo intorno alle frasi del reverendo Williamson. “Polemiche proseguite” dice Bagnasco “in maniera pretestuosa, fino a configurare un vero e proprio disagio”. Espresso da Benedetto XVI nella lettera ai vescovi di qualche giorno fa in cui diceva “nella chiesa ci si divora”.
E poi la polemica sui preservativi, che, secondo il capo dei vescovi italiani “ha sovrastato nell’attenzione degli occidentali il pellegrinaggio in Africa, un viaggio impegnativo e ricco di speranza”. Insomma, la gerarchia della Chiesa non ha gradito affatto tutta l’attenzione su quella singola frase detta dal Papa, “francamente la polemica non aveva ragione di essere e si è arrivati” prosegue Bagnasco, “ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici”.
Per la Cei si è esagerato, nei media ma non solo: Bagnasco parla anche di “organismi sovranazionali”, come l’Unione Europea ed “esponenti politici europei”. L’uscita di papa Ratzinger è stata poco commentata in Italia (sia Berlusconi che Franceschini hanno rilasciato nei giorni seguenti dichiarazioni molto concilianti nei confronti della Chiesa) ma nel resto d’Europa ha scatenato critiche poco sommesse. “Invitiamo i nostri interlocutori” continua Bagnasco, “a non abbandonare il rispetto che è indice di civiltà e vorremmo dire, sommessamente ma con energia, che non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso”.
Ma il discorso del presidente della Cei ha toccato molti temi che guardano da vicino la politica italiana. Sul caso Englaro, ad esempio, “ha rappresentato un’operazione tesa ad affermare un diritto di libertà inedito quanto raccapricciante” e cioè ”il diritto a morire”: ”darsi e dare la morte in talune situazioni da definire”. Motivo per cui la Chiesa chiede che si arrivi presto a una legge sul fine vita (è prevista per martedì 24 la discussione in Senato, ndr): “Spetta alla politica agire nell’approntare e varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che - in seguito al pronunciamento della Cassazione - preservi il Paese da altre analoghe avventure, ponendo attenzione a coordinarlo con l’altro sospirato provvedimento relativo alla cure palliative, e mettendo mano insieme alle Regioni ad un sistema efficace di hospice, che le famiglie attendono non per sgravarsi di un peso ma per essere aiutate a portarlo”. L’intervento di Bagnasco ha affrontato su scala più ampia il tema dello scontro di civiltà “Non esiste uno scontro di civiltà derivante da diverse matrici religiose” secondo il capo dei vescovi, invece ‘’si fronteggiano sostanzialmente due culture riferibili all’uso della ragione”.
Da una parte, Bagnasco vede ”la cultura che considera l’uomo come una realtà che si differenzia dal resto della natura in forza di qualcosa di irriducibile rispetto alla materia”. Dall’altra, ”una cultura per la quale il soggetto umano è un mero prodotto dell’evoluzione del cosmo”. Un frutto, quindi, del darwinismo, la cui ”interpretazione esasperata e unilaterale” può portare ad un ”nichilismo gaio e trionfante” che ”induce alla disgregazione dell’uomo e ad una società individualista fino all’ingiustizia e alla violenza”.
Il presidente della Cei ha parlato anche della crisi economica: ”Nessuno è in grado di dire con certezza a che punto si è della perigliosa attraversata” ma ‘’si rivela sempre più urgente e necessario affermare in modo chiaro e forte e riscoprire a livello concreto, l’anima etica della finanza e dell’economia”. Parallelamente, la Cei ha annunciato, in seguito all’ultimo consiglio permanente, “l’istituzione di un fondo di garanzia per le famiglie in difficoltà, che nascerà da una colletta comune da farsi nei modi che decideremo”.

Commenti

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Il 23 Marzo 2009 alle 22:11 vincenzo.m. ha scritto:

EVOLUZIONE DELLA FINANZA.

Se si dovesse procedere ad un rivisitazione degli elementi espressi si potrebbe evincere che le critiche sono piovute da una nazione che è l’Italia come pure da fonti estere precise ma dall’identità nazionale sconosciuta. Si presuppone che eventuali irriverenze ritenute inaccettabili comporteranno azioni legali alla stregua di quelle di altre religioni i cui rappresentanti, nel recente passato, ebbero ad usufruirne per esprimere la loro sofferenza. Per quanto concerne la legge sul fine di vita, senza orma di dubbio, appare chiaro che la legge o è quella che si desidera e lo dovrà essere per tutti o non sarà accettata. Un sistema di hospice sembra palliativo poiché la realtà italiana è ben lungi dall’essere rappresentata nella sua verità vera. L’uomo, nella sua interpretazione esasperata, si colloca nel mondo nella incerta incertezza delle risposte che riesce ad ottenere dai modelli visibili.
Nell’economia della crisi, dalla quale si è cooptati, non si dimentichi che l’onesto cittadino “italiano” non può ottemperare al sano e fruttuoso desiderio di acquistare del favillante e sostanzioso oro.

Lungi dal cadere nella confusione in relazione a vacui riferimenti a scontri religiosi o di civiltà: pare piuttosto che si delinei la vetusta, storica e ciclica evoluzione della finanza.

Il 24 Marzo 2009 alle 0:04 artisticamente ha scritto:

Il Porporato Cardinal Bagnasco, Principe del Vaticano, Eminenza e presidente della Cei: Tuona contro i laici!

Si rivolge “incazzato” con dei richiami severi per quanti - “in Italia e all’estero” - nei giorni scorsi hanno criticato Ratzinger per il caso del vescovo negazionista della Shoah, monsignor Williamson, uno dei 4 adepti lefebvriani ai quali il pontefice ha tolto la scomunica; critiche altrettanto severe per le polemiche esplose - “specialmente nei paesi occidentali” - sul riferimento all’”inutilità” dell’uso del preservativo per la lotta all’Aids fatta da Ratzinger la settimana scorsa all’inizio del viaggio in Africa e per gli “attacchi” al Vaticano sul recente caso di Eluana Englaro.

Libero Stato in libera Chiesa!!!!!!!!!!!!!

Il 24 Marzo 2009 alle 8:20 Johnny7 Blog » 11° comandamento: non offendere o irridire il papa tuo ha scritto:

[...] “Invitiamo i nostri interlocutori” continua Bagnasco, “a non abbandonare il rispetto che è indice di civiltà e vorremmo dire, sommessamente ma con energia, che non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso”.(fonte panorama) [...]

Il 24 Marzo 2009 alle 10:49 giordanob. ha scritto:

Il Papa, in quanto tale, non necessita delle difese d’Ufficio del buon Cardinale nè di qualsiasi altro. La difesa, quindi, di Bagnasco non fa altro che peggiorare la situazione creata da affermazioni poco condivisibili effettuate dal Papa stesso, che non conosce nè potrebbe in aderenza al suo voto di castità il preservativo che non può, come asserito inverosimilmente, assolutamente peggiorare la situazione infettiva di contagio. Quando la Chiesa si farà un pò più Chiesa e meno Partito di potere certamente avrà più fedeli.

Il 24 Marzo 2009 alle 11:20 lordmax ha scritto:

Non capisco perché se una persona dice una cosa sbagliata non possa essere ripreso.
Anzi, più importante è la persona e maggiormente DEVE essere ripreso.
Mi chiedo quanti porporati vorrebbero ristabilire le care buone vecchie leggi inquisitorie (che non sono mai state abolite solo non vengono applicate).

Il 24 Marzo 2009 alle 14:29 carldg ha scritto:

Non conosco le misure che la CEI vorrà adottare contro i detrattori del Santo Padre; vorrei dire solo questo: nessuna meraviglia che ambienti laicisti o esponenti di nazioni ormai sostanzialmente atee si scaglino contro il Papa, neppure da parte sua che, quando ha accettato l’elezione al soglio pontificio, ben sapeva quanto e come sarebbe stato esposto. Ma che critiche piene di autosufficienza vengano dal mondo cattolico e, ancor più e peggio, dall’ambiente ecclesiastico, magari romano, beh! questo è veramente inaccettabile! Non è obbligatorio essere cattolici ma per chi ci tiene ad esserlo e a rimanerlo l’accettazione della parola del Papa non è facoltativa! E’ questione di serietà e di coerenza!

Il 24 Marzo 2009 alle 18:17 La Francia replica a Bagnasco: “Ribadiamo: sul preservativo il Papa sbaglia” » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] È ancora polemica tra la Francia e il Vaticano. Questa volta, a provocare la reazione di Parigi, è stata la presa di posizione del presidente della Cei Angelo Bagnasco («Non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso») contro quelle Nazioni europee che avevano polemizzato con il no del pontefice all’uso del preservativo in Africa. «Non volevamo fare alcuna polemica. Abbiamo detto soltanto, e lo ripetiamo, che la frase del Papa sul preservativo - che non è una parte della soluzione, ma un problema per l’Aids - può avere conseguenze drammatiche sulla politica mondiale in favore della salute», ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri francese, Eric Chevallier, durante il consueto incontro con la stampa al Quay D’Orsay. «Non abbiamo mai detto che il preservativo è l’unica soluzione del problema. Ce ne sono altre, l’assistenza medica, quella sociale, i test per individuare la presenza del virus, il sostegno psicologico. Ma il preservativo fa parte di questi elementi di risposta. Tutti i discorsi che vanno in direzione diversa, fatti in più da una persona che ha enorme influenza, vanno contro l’interesse della salute pubblica». [...]

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