Rifugiati: boom di domande. Italia quarta al mondo per richieste di asilo politico

Rifugiati in Italia

L’Italia è il quarto paese al mondo scelto dai richiedenti asilo, con oltre 31 mila richieste presentate nel 2008, il 75% delle quali presentato da immigrati clandestini sbarcati sulle coste meridionali. Il dato emerge da un rapporto dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, pubblicato in questi giorni.

Davanti all’Italia, gli Stati Uniti, che continuano a rappresentare anche nel 2008 il principale paese di destinazione per i richiedenti asilo, di qualsiasi nazionalità, con circa 49 mila nuove richieste, poi il Canada con 36.900 domande e la Francia con 35.200. Dietro il Regno Unito, a quota 30.500.
Ogni anno i rifugiati politici costano in media agli italiani, secondo i dati del ministero dell’Interno, circa 25 euro al giorno per il loro mantenimento nelle strutture di accoglienza, circa la metà della spesa media per un clandestino nei centri di permanenza, dove si aggiunge l’addizionale per la sicurezza. Ma quanto tempo rimangono in Italia? Dei richiedenti asilo, secondo i dati della sezione italiana dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, solo al 10 per cento viene riconosciuto lo status con un relativo permesso di soggiorno per 5 anni, mentre il restante 40 per cento riesce ad ottenere altri benefici, come la protezione sussidiaria (permesso di soggiorno di 3 anni) e la protezione umanitaria (permesso di soggiorno di un anno).

Un sistema che funziona rispetto a quelli vigenti in altri paesi europei e che ha spinto circa il 75 per cento circa dei 36 mila migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2008 - due su tre - a presentare domanda d’asilo, sul posto o successivamente.
A richiedere asilo in Italia nel 2008 sono stati soprattutto i cittadini provenienti dalla Nigeria, seguiti da persone in fuga dalla Somalia e dall’Eritrea, dall’Afghanistan, dalla Costa d’Avorio e dal Ghana.
Nel mondo gli iracheni restano in testa alla classifica dei richiedenti asilo, seguiti dai somali dai russi dagli afghani e dai cinesi. Nel 2008 c’è stato un incremento del 12% delle domande d’asilo in termini assoluti sono state 383 mila le nuove richieste in 51 paesi industrializzati.

LEGGI ANCHE: Rifugiati, Boldrini: ecco perché l’Italia è un modello

Commenti

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Il 24 Marzo 2009 alle 20:38 Rifugiati, Boldrini: ecco perché l’Italia è un modello » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Molti rifugiati scelgono come approdo le coste dell’Italia, quarto paese al mondo per numero di domande di asilo. Nel 2008, le richieste sono state 31 mila, il 75 per cento delle quali da clandestini sbarcati nelle coste del Meridione. Una cifra molto alta. Panorama.it ha sentito Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite in Italia, nel giorno della presentazione dei dati mondiali sulle richieste di asilo. Perché questo afflusso sulle coste italiane? C’è stato un aumneto delle domande dovuto alla presenza di conflitti vicini al nostro paese. Un fenomeno analogo si è regitrato nel 1999 con la guerra in Kosovo (sono 10 anni oggi da quando l’aviazione della Nato iniziò i bombardamenti acui partecipò anche l’Italia, allora retta dal governo D’Alema, ndr), quando in Italia le richieste di asilo furno addirittura 33 mila. Insomma, quando c’è una guerra è naturale che molte persone cerchino di mettersi in salvo, soprattutto nei paesi più vicini. In Italia è più facile fare domanda di asilo e ottenerlo? Da noi il tasso di riconoscimento di una qualche forma di protezione delle persone arrivate via mare è stato di circa il 50 per cento, ossia ottengono lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria o umanitaria. Chi gestisce questo processo? È intermanete gestito dallo Stato conla supervisione delle Nazioni Unite. L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa dove i commissari delle Nazioni Unite lavorano in stretto coordinamento nelle commissioni governative di valutazione delle domande di asilo, con gli enti locali e le prefetture. Possiamo dire che siamo un modello, anche se ogni paese Ue ha la propria struttura legislative e amministrativa. Per questo ci vorrebbe una maggiore omogeneità: non è possibile che la Grecia non riconosca alcun iracheno come rifugiato, mentre la Svezia ne riconosca circa il 90 per cento. Questo spiega i flussi maggiori verso i paesi dove il riconoscimento è più veloce. Quanto tempo restano da noi? I rifugiati hanno un permesso di 5 anni e sono mantenuti dallo Stato solo nei primi sei mesi. Poi, devono cercarsi un lavoro e una casa come tutti gli immigrati regolari. Per questo chiediamo un maggiore impegno finanziario da parte dello Stato. Oggi, devo dire che c’è una tendenza a rimanere e ad integrarsi, mentre anni fa l’Italia era considerata un paese di transito verso altre mete in Europa. Considerando i dati, gli italiani sono molto ospitali… Non dobbiamo parlare di ospitalità. Non si tratta di una questione morale, ma siamo nel campo del diritto. È un nostro dovere dare il diritto di asilo e riconoscere varie forme di protezione umanitaria. Se l’Italia ha ratificato dei trattati internazionali, allora deve rispettare tutti gli oneri e i doveri che ne conseguono. E devo dire che il nostro paese lo sta facendo bene. [...]

Il 25 Marzo 2009 alle 13:30 nhico ha scritto:

E’ cosa buona è giusta. Aprire le porte del paradiso è sempre una gran bella cosa. Indipendentemente da chi bussa alla porta. A patto, però, che per un nuovo arrivato non si butta all’inferno uno che lì c’è nato. Cosa che da noi sempre più spesso accade. Un esempio per tutti. L’italiano, anche il non abbiente, se ha necessità di farsi subito una radiografia o un’ ecografia deve mettere mano al portafoglio, l’extracomunitario no. Le famiglie povere, e sono sempre più numerose, trovano difficoltà a comprare perfino il pane per i propri figli. Nelle mense per i minori extracomunitari la carne o il pesce è sempre presente. E non manca neppure la paghetta.

Il 12 Maggio 2009 alle 14:55 Berlusconi con Maroni: flussi con regia criminale. Ma l’Onu stoppa la linea del governo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Maroni esegue gli accordi presi da me con Gheddafi”. Da Sharm el Sheikh, dove è in corso un vertice bilaterale tra Italia ed Egitto, il premier Berlusconi torna sulla questione dei respingimenti in mare dei migranti. Lo fa dopo le critiche di ieri del Consiglio d’Europa e del presidente della Camera Fini, che avevano chiesto di rispettare il diritto d’asilo delle persone sui barconi. Berlusconi non ha risposto direttamente al numero 2 del Pdl ma ha osservato che “sui barconi che arrivano in Italia ci sono pochissimi casi che potrebbero godere di un diritto d’asilo”. ‘’Ci sentiamo in dovere di dare accoglienza a chi fugge da una situazione pericolosa per la sua vita e la sua libertà’’, ha detto oggi ai cronisti, ‘’Non credo che ci sia nessuno che avendo i requisiti per chiedere di essere accolto in Italia possa dire di non essere stato accolto’’. Affermazione contestata dal leader Pd Dario Franceschini: “Sui 36 mila sbarcati nel 2008 circa 31 mila hanno fatto domanda di asilo politico, metà dei quali hanno avuto, in base alle procedure, la protezione umanitaria”. Secondo Franceschini si tratta del rispetto della legge Bossi-Fini che prevede che ‘’quando ci sono gli sbarchi’’ si avviino le procedure di riconoscimento e ‘’per chi fa richiesta di asilo oppure per i rifugiati si prevedano le procedure di protezione umanitaria’’. [...]

Il 13 Maggio 2009 alle 12:56 Ddl sicurezza: 3 fiducie in un colpo. L’opposizione sulle barricate » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Mentre l’Idv, dopo la richiesta di fiducia fatta in Aula dal ministro Elio Vito, diserta i lavori del comitato dei nove, preparatorio alla discussione, sottolineando che il governo “impedisce il dibattito e le votazioni libere su tante parti del provvedimento che violano la Costituzione e altamente lesive della dignità della persona e della maestà dello Stato”. Da Sinistra e Libertà arriva invece la proposta di una maratona oratoria davanti alla Camera con politici ed esponenti del mondo dello spettacolo come Dario Vergassola e Moni Ovadia, contro il ‘pacchetto sicurezzà, mentre l’Arci, sempre davanti a Montecitorio, darà il via con i suoi dirigenti e operatori, a uno sciopero della fame contro i respingimenti. In effetti, anche dopo il richiamo dell’Onu a “riammettere i respinti”, non accenna a placarsi la polemica sul rimpatrio dei clandestini diretti dalla Libia alle nostre coste. L’opposizione è tutta schierata sulla linea espressa ieri anche da Fini: non fare entrare i clandestini ma garantire il diritto d’asilo. Mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, rivendica “i respingimenti” come “un diritto del nostro Paese”. E il ministro della Difesa, Ignazio La Russa bolla come “chiacchiere” le polemiche sulla questione. Sempre il numero uno di Montecitorio, durante una pausa dei lavori d’aula per il voto di fiducia, trova il modo di richiamare ancora il ministro dell’Interno Maroni: il problema esiste e si può trovare la soluzione in diversi modi, coinvolgendo anche Onu e Ue, ma “bisogna evitare eccessi propagandistici”, risponde Fini ai cronisti che gli fanno notare come siano state espresse anche dall’Onu alcune sue riflessioni sul respingimento dei migranti. “Non è un problema di punti di vista” ha spiegato Fini “ci sono le norme di diritto internazionale. Esiste il problema del respingimento dei migranti ed esiste il diritto all’asilo. Solo che va verificato. Se si verifica sul territorio nazionale esistono i Cie, se si verifica durante il trasferimento deve essere certo che sia fatto in modo esaustivo e completo. Forse bisognerebbe pensare a istituire dei centri anche nei paesi notoriamente di transito, coinvolgendo le organizzazioni internazionali come l’Onu e la Ue”. Sull’argomento, duqnue, il presidente della Camera continua a pungere la Lega, che però sembra irremovibile: “Cominciamo a respingere, poi si vede” è stata la risposta del leader del Carroccio Umberto Bossi a chi gli chiedeva dei rilievi delle Nazioni Unite. Dall’Egitto, tra l’altro, il premier Berlusconi, va all’attacco e sottolinea che “su questi barconi, come dicono le statistiche, persone che hanno diritto d’asilo non ce n’è praticamente nessuna. Solo casi eccezionalissimi”. Non solo, il premier accusa: vi sono “persone reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali” sui barconi. Parole alle quali replica il numero uno del Pd, Dario Franceschini. “Sui 36 mila sbarcati nel 2008″ dice carte alla mano “circa 31 mila hanno fatto richiesta di asilo politico, metà dei quali hanno avuto, in base alle procedure, riconosciuta la protezione umanitaria”. E l’intera opposizione, in Senato, chiede che il governo riferisca in Aula sulla questione. [...]

Il 29 Ottobre 2009 alle 14:21 Immigrati, l’Italia oltre la media Ue: “Quelli regolari sono 4,5 milioni” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] 2008 sono stati registrati 37.000 sbarchi con quasi 18.000 rimpatriati. Il 50% dei casi chiedeva asilo e protezione [...]

Il 15 Gennaio 2010 alle 13:45 Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Rifugiati [...]

Il 15 Gennaio 2010 alle 20:04 Circolo Luce Del Sud » Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” ha scritto:

[...] 4,8, per l’Istat gli immigrati residenti erano 3.891.295, il 6,5% della popolazione italiana. Rifugiati Sono 47 mila. Permessi di [...]

Il 26 Marzo 2010 alle 18:16 Notizie dai blog su Il falso boom dei richiedenti asilo in Europa ha scritto:

[...] per i Rifugiati delle Nazioni Unite, pubblicato in questi giorni. blog: canale italia | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]

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