
Parlano il Miur. E riporta questi dati: il 40% dei tagli sull’organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Questo sta nelle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l’anno scolastico 2009-2010. Nell’immediato, quindi,l’entità dei tagli diminuisce di 5.000 unità . In totale la riduzione interesserà 36.857 unità di personale docente: salteranno, così, 11.347 cattedre nella scuola superiore, 15.542 nella scuola media e 9.968 nella scuola primaria. “pur essendo un primo concreto risultato del confronto voluto dalle parti sociali - ha commentato il segretario generale della Cisl Scuola Francesco Scrima - non può considerarsi risolutivo della gravissima situazione che vede nei tagli al personale della scuola un attacco al diritto allo studio ed alla qualità dell’offerta formativa pubblica”.
Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell’anno scolastico in corso (circa 90.500 unità ). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. Nel provvedimento (una ventina di pagine a cui sono allegate alcune tabelle) si sottolinea l’esigenza che le Regioni e gli Enti Locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità “anche nell’ottica, ove possibile, dell’estensione del tempo pieno”.
A questo proposito “l’organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell’organico assegnato per l’anno scolastico 2009-2009″ precisando che “le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l’insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonché dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l’offerta formativa della scuola” e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per quanto riguarda l’inglese potenziato, potrà essere autorizzato “compatibilmente con le disponibilità di organico” e “solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell’ambito della scuola interessata che a livello provinciale”.
“La riduzione” evidenzia Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola “mette in ginocchio la scuola e mette a rischio il posto di lavoro di tanti precari per i quali il Governo deve dare un’immediata risposta, prorogando tutte le supplenze annuali ed immettendo in ruolo su tutti i posti vacanti disponibili”. Secondo la Cisl, infatti, gli effetti e le conseguenze della manovra incideranno sul funzionamento delle scuole che “non saranno in grado di dare risposte alle richieste delle famiglie nelle singole realtà territoriali”. Secondo Scrima, quindi, andrebbe “superato il consueto clichè, che vede gli enti locali attestati in un ruolo di pura rivendicazione e l’Amministrazione che tende ad applicare criteri e parametri solo in termini ragionieristici”. “Oggi è necessario che tutti assumano lo stesso obiettivo e lo stesso impegno: garantire il diritto allo studio e assicurare la qualità della formazione. Un impegno” conclude “che si richiede soprattutto per quelle realtà territoriali più duramente colpite dai tagli”.
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Il 31 Marzo 2009 alle 18:46 Pronto soccorso ed educazione alimentare. Il Parlamento studia la scuola del futuro » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Scuola, tra presente e futuro: non solo riforme, ma anche nuove materie all’esame (o d’esame). O meglio, nuove discipline che potrebbero entrare in vigore se le numerose proposte di legge presentate alla Camera e al Senato saranno convertite in legge dai due rami del Parlamento. [...]
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