Napoli e il disastro delle politiche sociali: “Famiglie abbandonate da mesi”

disabile

“Napoli è una città sociale”. La campagna pubblicitaria sulle tv locali faceva dell’attenzione a disabili, anziani e malati una bandiera per l’amministrazione comunale. Ma a Napoli da mesi la realtà è un’altra: operatori sociali senza stipendio, cooperative del settore fuori legge o bloccate, servizi a singhiozzo e in alcuni casi sospesi. Di conseguenza famiglie con disabili gravi e malati lasciate a loro stesse, nonostante abbiano diritto a un aiuto. Una situazione definita “disastrosa” dai sindacati e passata praticamente sotto silenzio.

Qualche settimana fa il Corriere della Sera ha scritto dell’imminente chiusura per mancanza di fondi delle case famiglia che accolgono ragazzi con problemi. Solo i media locali però si sono occupati del caso Adi, assistenza domiciliare integrata. La denuncia arriva dai lavoratori delle cooperative che avevano ricevuto in appalto dal Comune questo servizio.

A Napoli l’Adi è affidata a tre consorzi, Solco, Magnifica 1 e Gesco, che in tutto assistono a domicilio un migliaio di portatori di handicap e anziani non autosufficienti in condizione di disagio economico. Gli operatori di questi consorzi sono diverse centinaia, molti di loro non ricevono lo stipendio da oltre un anno. “Nonostante le nostre proteste (poco prima di Natale i lavoratori di Solco hanno anche occupato la sala consiliare, ndr) e nonostante le continue promesse del Comune”, spiega Giuseppe Martorano, segretario provinciale della Fpl Uil, “gli operatori aspettano ancora gli stipendi arretrati di 30 mesi. Inoltre Solco e Magnifica hanno cessato l’attività e 160 dipendenti sono stati licenziati”.

I mancati pagamenti degli stipendi hanno portato gli operatori a sospendere le proprie prestazioni. “Molti di noi”, racconta un ex dipendente Solco, “sono andati avanti per mesi senza essere pagati, soprattutto per senso di responsabilità verso i malati. Ma quando ci sono mancati persino i guanti in lattice e i soldi per la benzina, abbiamo dovuto rinunciare”. Quante sono le famiglie rimaste senza assistenza? E per quanto tempo? Più o meno 400 per circa cinque mesi, secondo i sindacati. Dal Comune non quantificano i malati abbandonati, ma non negano che il disagio c’è stato. Per circa un mese e mezzo.

Fuori dalle polemiche a dalle eventuali strumentalizzazioni parlano le famiglie. “Angela ci dava un grande sollievo”, dice Maria, madre di un ragazzo di 18 anni sulla sedia a rotelle, “veniva due volte la settimana e accompagnava mio figlio a fare la terapia o a passeggio, dandomi la possibilità di sbrigare le commissioni o di uscire un po’. L’operatrice lavorava con noi da cinque anni e ha continuato per un po’ anche senza stipendio. Ma da cinque mesi ormai non viene più e nessuno ci spiega il perché. Come si fa, una volta dato un servizio utile, a toglierlo in questo modo?”. “Separarsi da un figlio autistico e affidarlo, anche per poche ore, a una persona esterna alla famiglia è un piccolo trauma”, aggiunge Lucia, un’altra mamma senza più aiuti da prima di Natale. “Ma il trauma più grande è stato dover fare a meno dell’operatore di cui ormai ci fidavamo. Una famiglia non può farcela da sola in queste condizioni”.

La patata bollente è toccata a Giulio Riccio, assessore alle Politiche sociali. “Le famiglie hanno pagato il prezzo più alto”, ammette, “la sospensione del servizio è stata particolarmente grave. Tuttavia proprio in questi giorni abbiamo raggiunto un accordo coi sindacati e i lavoratori rimasti senza lavoro sono stati riassorbiti da Gesco. Le attività quindi sono quasi tutte riprese”, assicura Riccio. Che cosa si era inceppato? “Abbiamo scoperto che alcune delle cooperative titolari dell’appalto, non avevano i requisiti. Si sono verificate forti irregolarità, come l’assunzione di lavoratori in nero e il mancato versamento dei contributi previdenziali. C’è poi un problema più generale, che purtroppo non riguarda solo Napoli: i fondi per il sociale sono sottoposti a precisi vincoli di cassa e questo comporta ritardi nei pagamenti degli operatori che arrivano a 18 mesi. È un limite degli enti locali e non siamo i soli a chiedere che i contributi per l’assistenza delle persone disagiate cessino di essere assimilati a quelli per servizi come la cura del verde o i parcheggi”.

I lavoratori si chiedono chi dovesse vigilare sui requisiti delle cooperative appaltatrici e si augurano che i controlli siano più attenti alla prossima gara, da 20 milioni di euro, che si terrà a fine marzo e cui parteciperanno società anche da fuori regione. Stando alle assicurazioni del Comune, tutto dovrebbe tornare a marciare. Forse lo scandalo Romeo e i rimpasti nella giunta Jervolino hanno evitato che il caso Adi finisse sulle prime pagine dei giornali. “Le vittime sono malati mentali, disabili gravi, famiglie con problemi economici. Proprio quelle persone che di solito non alzano la voce”, conclude un assistente.
Un silenzio che non rende meno gravi questi fatti.

Commenti

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Il 26 Marzo 2009 alle 23:27 Napolibit »  Napoli e il disastro delle politiche sociali: “Famiglie … ha scritto:

[...] Ma a Napoli da mesi la realtà è un’altra: operatori sociali senza stipendio, cooperative del settore fuori legge o bloccate, servizi a singhiozzo e in alcuni casi sospesi. Di conseguenza famiglie con disabili gravi e malati lasciate a … Leggi la notizia alla fonte » [...]

Il 28 Marzo 2009 alle 10:08 milliced ha scritto:

Grazie Cristina,
in qualità di operatore che ha lavorato per mesi senza percepire stipendi, e per tutti gli utenti in difficoltà che non ricevono il servizio da mesi ci hai dato la possibilità di non finire nel dimeticatoio, malattia anch’essa sociale che da anni affligge l’Italia , ma soprattutto il sud.

Il 28 Marzo 2009 alle 11:24 luip ha scritto:

Siamo alle solite: i servizi sociali, servizi che qualificano una società civile, a spese degli operatori. Rosa Iervolino li definì “angeli” ma ha dimenticato che “anche gli angeli mangiano fagioli”.
Vergogna! Tagliate spese inutili e sprechi (…e ce ne sono) ma non toccate i servizi sociali

Il 28 Marzo 2009 alle 13:20 angeliks63 ha scritto:

Si parla di crisi,politica,tagli…ma nessuno si ferma a pensare che il settore assistenziale sia quello maggiormente colpito.L’assistenza è uno dei pilastri della società che garantisce alle persone diversamente abili e agli aniziani una migliore qualità della vita cercando di prevenire le condizioni di disabilità,di bisogno,e di disagio individuale e familiare.Pochi conoscono le problematiche di questo settore di cui spesso non ne viene garantita la sua giusta visibilità e conoscenza,(i media si interessano solo di costume.)Gli operatori sociali sono i primi a lottare per i loro diritto-dovere(diversamente dai politici),lavorando anche senza essere stipendiati da 30 mesi!La mancanza di garanzie economiche spinge gli operatori ad “abbandonare al proprio destino”le famiglie,le quali hanno bisono di forti aiuti fisici e psicologici ma soprattutto DI SICUREZZA!per il futuro dei loro cari(Ricordo che stiamo parlando di disabili gravemente malati e di famiglie che non possono permettersi assistenza privata!)Stpendi miseri o nulli x gli operatori che amano quello che fanno lavorando con professionalità e competenza!Vergogna non tutelate uno dei pricipali diritti sociali.Simo convinti di viverein uno Stato sociale che non garantisce il riconoscimento della dignità di ogni persona?Il walfere State è ormai un lusso?Perchè non si parla di legislazione sociale?Vergognatevi!

Il 28 Marzo 2009 alle 18:27 gigi67 ha scritto:

L’assessore Riccio farnetica. Ma avete letto?
“cooperative che non avevano i requisiti”
Ma è stata fatta una gara? E le attestazioni che comprovavano i requisiti? False?
“l’assunzione di lavoratori in nero e mancato versamento dei contributi previdenziali”
E il Comune dove era? Che controllava? E le innumerevoli denunce fatte al suo assessorato? E le manifestazioni che risalgono già a qualche anno?
L’assessore Riccio? Sbaglio o ha cambiato partito pur di non lasciare la poltrona? Di sinistra ha ben poco, di “sinistro” tanto

Il 29 Marzo 2009 alle 14:12 almir ha scritto:

Napoli: più che definirla una città sociale, la definirei una città “asociale”. Mentre centinaia di famiglie rimanevano senza servizio assistenziale, altrettante famiglie rimaste senza lavoro e senza stipendio sono entrate a far parte delle fasce deboli. Chi doveva tutelare, governare, farsi carico del “sociale” cosa ha fatto? Un sindaco completamente sordo al grido di dolore che hanno, durante questi mesi, lanciato disabili ed operatori, dove era? I fondi destinati al sociale nelle tasche di chi sono finiti? L’assessore Riccio solo oggi si rende conto che le coop non avevano i requisiti? Ma chi doveva controllare? Pensate che qualche dirigente salti per non aver controllato? Altro che caso Romeo, sarebbe il caso di smuovere la melma e vedrete cosa ne uscirebe! Sarebbe da ridere, se ne vedrebbero delle belle.
Finalmente una testata nazionale che denuncia; neanche il quotidiano storico cittadino “Il Mattino” si è mai degnato di affrontare il problema o rispondere alle innumerevoli segnalazioni.
Come ha detto Saviano “per fare del male, basta anche non fare niente” Ringrazio una giornalista e un direttore che non si tirano mai indietro.

Il 29 Marzo 2009 alle 14:53 fercas ha scritto:

Cari napoletani, perchè non vi radunate tutti dico tutti davanti alle sedi istituzionali locali e fermate con manifestazioni pacifiche non, dico non, violente questi politici incapaci e li mandate a casa impedendo loro di accedere alle poltrone per continuare a fare quello che s’inora hanno fatto? Sperate forse in un prossimo sussidio come la plebe romana sperava nella distribuzione gratuita delle granaglie? Domando. Cordialità.

Il 30 Marzo 2009 alle 13:05 luip ha scritto:

Caro Fercas
1) “Fermare” e “manifestazione pacifica” sono termini che a Napoli e non solo sono in contraddizione, provate a Roma o ad Aosta ad impedire l’accesso di consiglieri ai loro uffici e vedete la reazione delle forze dell’ordine.
2) Mandarli a casa significherebbe che alle prossime elezioni ne eleggessimo degli altri, ma sai bene come vengono formate le liste. Non votare? Serve? Non so
3) Non aspettiamo il sussidio, pretendiamo che lavoratori che svolgono la loro attività fra innumerevoli difficoltà vengano retribuiti. E’ chiedere troppo?

Dopo tante denunce, dovrebbe essere la magistratura (purtroppo) a metterci mano, dovrebbero essere i mezzi di informazione a svolgere bene il loro lavoro, ma è ancora un altro discorso, vero?

saluti

Il 30 Marzo 2009 alle 14:10 fercas ha scritto:

Caro Luip, lo so non mi dici nulla di nuovo, la mia era una semplice provocazione perchè, come ben tu dici, solo la magistratura può tappare le falle ma, come si constata di continuo, in certe aree essa è asssente (a Milano è efficientissima! A Napoli “a da passà a nuttata!”. Così come stanno le cose, l’unica cosa che può servire è NON VOTARE!!! Te lo immagini se alle prossime elezioni nessuno votasse o, se lo facesse, scrivesse sulla scheda ciò che veramente pensa dei politici in lista! Allora e solo allora qualcuno sarebbe obbligato a prendere provvedimenti! Se queste cose, al momento giusto, il popolo BUE se le ricordasse!!! Cordialità.

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