
29 giugno 1993: Viene costituita, presso lo studio del notaio Roveda a Milano, dal fondatore e proprietario della Fininvest Silvio Berlusconi, assieme a Marcello Dell’Utri, Antonio Martino, Gianfranco Ciaurro, Mario Valducci, Antonio Tajani, Cesare Previti e Giuliano Urbani: Forza Italia! Associazione per il buon governo.
23 novembre 1993: Silvio Berlusconi, a Casalecchio di Reno (Bo), durante l’inaugurazione di un ipermercato, dichiara ai giornalisti che “Se il centro moderato non dovesse organizzarsi, non potrei non intervenire direttamente, mettendo in campo la fiducia che sento di avere da larga parte della nostra gente”. E poi sulle elezioni comunali di Roma dice che, se potesse votare, voterebbe per Gianfranco Fini, segretario del Movimento Sociale Italiano. Tre giorni dopo nasce l’Associazione nazionale dei club di Forza Italia
9 dicembre 1993: Berlusconi inaugura il primo club Forza Italia e presenta l’inno degli “Azzurri”. E il 15 dicembre viene aperta la sede centrale di Forza Italia in via dell’Umiltà a Roma, nel palazzo che fu la sede del Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo.
18 gennaio 1994: Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, Luigi Caligaris, Antonio Martino e Mario Valducci danno vita ufficialmente al Movimento Politico Forza Italia.
26 gennaio 1994: con un messaggio televisivo Silvio Berlusconi annuncia la sua “discesa in campo”. Definisce Forza Italia un movimento politico piuttosto che un partito vero e proprio e con esso si candida alla guida del Paese.
6 febbraio 1994: al Palafiera di Roma, si tiene la prima convention di Forza Italia e Berlusconi pronuncia il primo discorso da leader politico.
27-28 marzo 1994: i risultati delle elezioni politiche sanciscono la vittoria di Silvio berlusconi. Forza Italia si afferma come il primo partito italiano con il 21% dei voti e va alla guida del Governo insieme ad altri partiti dell’area di centrodestra: al Nord l’alleanza è denominata Polo delle Libertà (Forza Italia, CCD, Lega Nord); mentre al Sud, Polo del Buon Governo (Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD). Escono sconfitte la coalizione di sinistra dei Progressisti e la coalizione centrista del Patto per l’Italia (Partito Popolare Italiano e Patto Segni).
22 dicembre 1994: il primo governo Berlusconi va in crisi. Sempre in diretta televisiva Silvio Berlusconi dichiara che il patto sancito con la Lega all’inizio dell’anno era stato tradito e chiede di tornare immediatamente alle urne. Il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, però non ritiene di sciogliere le camere. Nasce un governo tecnico presieduto da Lamberto Dini, appoggiato da Lega, e dai parlamentari popolari e della sinistra.
27 gennaio 1995: il Movimento Sociale Italiano celebra il congresso di Fiuggi. La prima svolta di Fini, che abbandona l’etichetta di post-fascismo e si trasforma in Alleanza Nazionale. Attraverso questa svolta, pensata da Pinuccio Tatarella insieme a Fini, la destra diventa conservatrice e democratica.
21 aprile 1996: Consumata la rottura con la Lega, nel 1996, lo schieramento del Polo per le Libertà composto da Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD e CDU, perde le elezioni. Si costituisce il governo dell’Ulivo, la coalizione avversaria, presieduto da Romano Prodi. Inizia la lunga traversata del deserto.
13 giugno 1999 e 16 aprile 2000: Forza Italia e il Polo vincono le elezioni Europee e le elezioni regionali. I consensi per Berlusconi cominciano a crescere. E si ricompone la frattura con la Lega di Bossi.
13 maggio 2001: La Casa delle Libertà (Forza Italia, Allenaza Nazionale, CCD-CDU, Lega Nord e altre forze minori) trionfa alle elezioni politiche. Nasce il secondo governo Berluscconi, che conquisterà il primato del governo più longevo nella storia della Repubblica. Dura in carica 1.422 giorni.
9-10 aprile 2006: la coalizione di centrodestra, guidata da Berlusconi, perde le elezioni politiche contro l’Unione di Romano Prodi. Alla Camera dei deputati il centrosinistra ottiene con 24.755 voti in più, il premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale varata nel 2005. Al Senato, la situazione si ribaltata: la CdL ottiene nel complesso circa 147.000 voti in più (il 49,57% contro il 49,16%), ma per il sistema degli sbarramenti e con l’apporto del voto della circoscrizione Estero, l’Unione riusce comunque a conquistare due seggi in più.
18 novembre 2007: Silvio Berlusconi, a margine di un’iniziativa di Forza Italia contro il governo Prodi e dal predellino della sua macchina, in piazza San Babila a Milano, dichiara il prossimo scioglimento del partito che confluirà in una formazione maggiore, il partito del Popolo della Libertà. Irritazione e disaggio da parte di An e Udc. La Lega si tira subito fuori.
22 gennaio 2008: Mastella si dimette da ministro. Berlusconi chiede elezioni anticipate e dice che il Pdl sarà alleato con chi non vorrà confluire, Fini precisa che, con questa legge elettorale, An sarà nel centrodestra.
8 febbraio 2008: improvvisa accelerata. Berlusconi e Fini decidono che Fi e An unite si presenteranno nella lista del Pdl e invitano l’Udc a confluire. L’Udc chiede invano di potersi alleare senza entrare nel Pdl, come la Lega, ma gli viene negato.
16 febbraio 2008: La direzione di An ratifica l’accordo già concluso da Fini con Berlusconi.
8 marzo 2008: Prima manifestazione del Pdl, che apre la campagna elettorale al Palalido di Milano.
13-14 aprile 2008: Il Pdl e la Lega vincono le elezioni politiche col 46,8%. Il Popolo della Libertà è il primo partito con il 37,3% dei consensi. Silvio Berlusconi, il giorno dopo, conferma che entro il 2008 vuol completare la nascita del Pdl.
11 maggio 2008: Gianfranco Fini nuovo presidente della Camera dei Deputati lascia la guida del partito. La Russa è il reggente con il mandato di concludere il percorso di adesione al Pdl.
5 settembre 2008: Gli stati maggiori di Fi e An stabiliscono la road map per la creazione del partito unico. An esclude un allargamento all’Udc, come auspicato da Fi, prima che il Pdl sia nato e si sia consolidato.
21 novembre 2008: Consiglio nazionale di Forza Italia approva per acclamazione la confluenza nel Pdl. Berlusconi rilegge il discorso della “discesa in campo” del 1994.
25 novembre 2008: Gianfranco Fini avverte che senza democrazia interna nel Pdl c’è il rischio di ‘cesarismo’.
16 gennaio 2009: Un vertice Berlusconi-Fini scioglie le tensioni fra i partiti, e conferma la road map fino al congresso.
21-22 marzo 2009: si celebra alla Nuova Fiera di Roma l’ultimo Congresso di An: il partito si scioglie e vota l’ingresso nel Pdl. Gianfranco Fini riconosce la leadership di Silvio Berlusconi ma si schiera contro il “pensiero unico” nel nuovo partito.
- Venerdì 27 Marzo 2009
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