Tutto pronto: oggi via al congresso che fonderà il Popolo della Libertà

Berlusconi e Fini
La tre giorni fondativa del congresso del Popolo della Libertà si svolgerà a partire dal pomeriggio di oggi, venerdì 27 marzo (una data che richiama le prime elezioni vinte da Silvio Berlusconi). L’inizio dei lavori è previsto per le ore 17, quando porteranno il loro saluti i due rappresentanti del Partito Popolare Europeo: Hans-Gert Pöttering e Wilfried Martens. La scaletta dei tre giorni di congresso alla Fiera di Roma e lo statuto del Pdl sono state anticipate da Panorama la settimana scorsa. C’è solo da aggiungere una novità dell’ultima ora: il congresso sarà presentato dalla più giovane deputata Pdl, Annagrazia Calabria.

Il congresso non avrà una vera e classica dinamica congressuale, perché come noto il partito è saldamente in mano al Cavaliere. C’è però da affrontare la questione politica della fusione. “Il Pd ha dato vita a una fusione fredda mentre il Popolo della Libertà darà vita a una fusione più calda, basata sulla condivisione dei valori”. E’ una delle affermazioni fatte da Gianfranco Fini dal palco dell’ultimo congresso di Alleanza Nazionale domenica scorsa. Parole simili a quelle di Silvio Berlusconi: “Libertà e sussidiarietà saranno i valori del Pdl”. E che non sarà una fusione a freddo, che non verranno ripetuti gli errori fatti dal Partito Democratico, è uno dei mantra degli ultimi mesi dei dirigenti Pdl. A detta del centrodestra a sinistra sono mancati i medesimi valori, che invece ispirano la nascita del Pdl: “I nostri comuni, cioè quelli del popolarismo europeo”.

E se qualche turbolenza all’interno di An e Fi è stata ammessa dagli stessi futuri coordinatori “dipendeva dalla difficoltà” hanno detto nelle settimane scorse La Russa e Verdini “di fondere gli organismi dirigenti. La formula varata nei mesi scorsi è stata e dovrebbe continuare ad essere quella del 70-30: una sorta di 2 a 1 in favore di Forza Italia su An. Così agli azzurri andranno due coordinatori (Sandro Bondi e Denis Verdini) e uno al partito di Fini (Ignazio La Russa). Gli azzurri dovrebbero poter contare su 14 coordinatori regionali, mentre ad An ne spetteranno 6 (due regioni grandi, due medie e due piccole). La direzione del partito, che inizialmente era stata pensata per una ventina di persone, dovrebbe arrivare a contenere circa 50-60 elementi.

Il Pdl però non sarà composto solo da Fi e An. Nelle settimane scorse il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini, aveva rassicurato: “Con i piccoli abbiamo raggiunto l’intesa”. Ma la galassia di piccoli partitini e cespugli che ruotano intorno al Pdl è folta. C’è la Dc per le Autonomie del ministro dell’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, come pure Azione sociale di Alessandra Mussolini. Ma si va anche da ciò che resta del Nuovo Psi dell’onorevole Stefano Caldoro, fino ai Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova (ex Partito radicale) e ai gruppi di Mario Baccini (Cristiano popolari) e Francesco Pionati (Alleanza di centro). Tra i piccoli pure il Partito Repubblicano guidato da Francesco Nucara, il Partito Pensionati dell’eurodeputato Carlo Fatuzzo (1,1% dei consensi alle europee del 2004) e i Popolari Liberali del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi.

Nella tre giorni della Fiera di Roma sono previste presenze da record: quasi 6 mila delegati a cui si aggiungeranno giornalisti, ospiti e invitati. Una cifra che sfiorerà le 10 mila presenze al giorno all’interno dei due grandi padiglioni 6 e 8 (gli stessi dove lo scorso fine settimana si è svolto il congresso di scioglimento di An).
Se 30 pullman sono previsti solo dal Lazio è ragionevole la cifra che parla di circa 200 pullman da tutta la Penisola. 180 navette serviranno per fare la spola dagli alberghi e dai parcheggi all’interno della Fiera di Roma. 280 hostess saranno, invece, gestite da una società che si occuperà solo della logistica.

All’arrivo dei delegati, che dovranno accreditarsi presso i quasi 30 stand all’ingresso, verrà consegnato un badge elettronico e il kit del delegato: al cui interno bloc notes, penna e simbolo nuovo del Pdl. Per ordini superiori verranno riposti in cantina i vecchi vessilli di Fi e An, mentre in platea sventoleranno 5000 bandiere del Pdl.
Ma delegati e ospiti dovranno anche consumare due pasti al giorno. E allora ecco che gli chef ‘azzurri’ avranno a disposizione 3 mila kg di pasta al forno, 400 chili di mozzarella, 10mila litri d’acqua.

Nelle settimane scorse si era parlato di un gadget, una matrioska a forma di Cavaliere che avrebbe contenuto gli otto leader del centrosinistra “fatti fuor” da Berlusconi in questi 15 anni di politica. In realtà la matrioska sarà solo virtuale: soltanto scaricabile dal sito del Pdl. Sugli 80 metri di palco del Padiglione 6 della Nuova Fiera di Roma i tecnici stanno ultimando la scenografia. Anche se potrebbe essere riconfermata la formula architettonica del congresso di An.
LEGGI ANCHE: Il Pdl dalla A di Alfano alla Zeta di Zenzero - Dalla discesa in campo alla Fiera di Roma, cronologia del Pdl - Silvio, Gianfranco e quei mal di pancia prima della festa Pdl

Commenti

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Il 27 Marzo 2009 alle 19:39 Congresso a Roma, oggi nasce il Popolo della Libertà » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Prima l’inno alla gioia, poi l’inno di Mameli. Infine quando il Cavaliere ha messo piede nel salone della Fiera (da una porta laterale, evitando l’ingresso presidiato dai cronisti), per il primo e fondativo congresso del Pdl, parte un’ovazione. Tutti in piedi ad accogliere Silvio Berlusconi che entra sulle note (ma senza parole) della canzone simbolo dell’ultima campagna elettorale del nuovo partito: “Meno male che Silvio c’è”.Comincia così il primo congresso costitutivo del Pdl che viene aperto dal saluto della deputata più giovane del partito, Anna Grazia Calabria (qui la scaletta e lo Statuto): “Siamo il futuro dell’Italia. Oggi è una delle giornate più belle della mia vita, sicuramente la più emozionante. Sono consapevole di questo momento storico. Siamo noi, siamo il Popolo della Libertà”, dice tra gli applausi della platea. [...]

Il 28 Marzo 2009 alle 23:53 edocapulli ha scritto:

da http://lexcivilis.blogspot.com.....3/p…]
“Il Pd ha dato vita a una fusione fredda. Il Pdl darà vita ad una fusione più calda, basata sulla condivisione di valori”. Sono le parole di Gianfranco Fini che hanno anticipato il congresso di fondazione del nuovo Popolo della Libertà. Pare che il Partito Democratico stia già al primo posto negli slogan, se non nei pensieri, del nuovo soggetto politico. L’aggregazione delle due maggiori forze politiche del centro destra forse non sarebbe mai nata se ciò non fosse stato fatto prima dall’opposto schieramento. Nell’autunno 2008 il leader assoluto della Casa delle Libertà era ormai ai ferri corti con lo scalpitante Fini. Poi l’accelerazione della nascita del PD, la conseguente rovinosa caduta del governo Prodi, la rinascita dell’unione di interessi nel centro destra.
La nascita di un nuovo partito dovrebbe rappresentare un momento ben più alto dell’ordinario scontro politico. Probabilmente in assenza di proposte fortemente innovative, di programmi, di vero confronto per la scelta del leader, ci può più facilmente compattare additando un avversario comune. Ecco quindi che si parla del polo antagonista in modo negativo, defininendolo prodotto della “fusione fredda”. Dalla propria parte invece si realizzerebbe una cosiddetta “fusione calda”, lasciando intendere che è cosa migliore. Sarebbe meglio parlare del proprio programma, cosa certamente più interessante per gli elettori del centro destra. Questi, sentendo ancora una volta i propri leader sparlare degli avversari, quando non intenti a darsi pacche sulle spalle per dire che si è tutti d’accordo, potrebbero sospettare l’assenza di un vero progetto politico.

Mi diverte comunque la similitudine usata dal Presidente della Camera. Come fisico non posso ignorare che la fusione calda, associata da Fini alla propria parte, è ben lungi dall’essere dominata dalla scienza. Funziona da decenni solamente nelle bombe nucleari. L’uso civile è atteso, nelle stime più ottimistiche, tra almeno trent’anni. Spero che l’uso civile del PDL giunga prima di allora. Per contro la fusione fredda non può essere certo utilizzata per armi di nessun tipo. Tuttavia essa sembra misteriosamente produrre meno energia di quella che consuma. Curiosa somiglianza con l’evidente contrasto degli enormi sforzi del centro sinistra a fronte dei piccoli risultati.

Berlusconi avrà colto la sottile ironia di una battuta che in fondo sembra far più male in casa sua che in quella avversa. “Dagli amici mi guardi Iddio, ché dai nemici mi guardo io” forse potrebbe riassumere, meglio di mille pacche sulle spalle, la reale portata dell’amicizia di Fini e Berlusconi.

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