Sono in molti a pensare, a conclusione della seconda giornata del congresso fondativi del Pdl alla Fiera di Roma, che i leader del partito siano due. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Tanto che dopo l’intervento della terza carica dello Stato il Cavaliere sale sul palco e abbraccia l’amico “Gianfranco per scacciare via le malignità di chi dice che io e lui non ci vogliamo bene”. Fini ha comunque fatto quella che al padiglione 8 hanno definito una vera e propria ‘controrelazione’: una sorta di manifesto politico in cui ha esposto la sua linea a 360 gradi, senza nascondere i punti di contrasto con l’ortodossia berlusconiana (e con le sensibilità della Lega Nord) su temi come il testamento biologico, la laicità dello Stato, l’immigrazione, il referendum elettorale, la crisi economica, il federalismo. Il tutto arricchito dalla proposta di rilanciare una stagione costituente per la riforma della seconda parte della Costituzione.
E la conclusione della mattinata del congresso Pdl alla Fiera di Roma è simbolica: il Cavaliere abbraccia Fini per spazzare via tutte polemiche delle settimane scorse. D’altra parte Berlusconi arrivando alla Fiera di Roma aveva detto che si aspettava dal presidente della Camera “un discorso di incoraggiamento”. E a dire la verità, così è stato. Fini ha cercato di far virare le polemiche spiegando che è “necessario rilanciare una grande stagione costituente, che possa evitare le continue polemiche che non hanno ragione di esistere tra cariche istituzionali”. Anche perché oggi “io e il presidente del Senato difendiamo, essendo un nostro obbligo, la Costituzione che c’e', mentre il governo giustamente chiede piu’ poteri per operare”. Insomma ognuno fa il proprio ruolo e allora una nuova stagione costituente potrebbe spazzare via le polemiche. Proprio sulla Costituzione Fini ha spiegato che va cambiata la seconda parte, ma non la prima “che non va toccata perché rappresenta un valore che è valore di tutti gli italiani”. La terza carica dello Stato ha dato atto a Berlusconi di essere il leader e il creatore del Pdl “che non ci sarebbe senza la sua lucida follia”.
Poi il Sud “che è quello che rischia di pagare più di altri la crisi”. Fini ha detto di non temere il federalismo fiscal, che “potrà essere una grande opportunità per rompere le clientele e la logica del favore, a patto che lo Stato ci sia e riaffermi la sua presenza”. Altrimenti – ha ammonito Fini - il federalismo fiscale è solo elemento di disgregazione. Sempre facendo riferimento al Mezzogiorno e alla criminalità il presidente della Camera ha esclamato a voce alta dal palco che “il Pdl deve far sventolare al Sud la bandiera della legalità”. Poi un pallino dell’ex leader di An. L’integrazione degli immigrati stranieri: “Nei prossimi anni i cittadini di colore, quelli con i tratti orientali, quelli con genitori stranieri, saranno sempre di più e noi non dobbiamo guardare a questa prospettiva con paura. Dobbiamo avere invece la presunzione di guidare questo processo”, per questo “il Pdl dovrà suggerire al governo nuovi percorsi per la concessione della cittadinanza agli immigrati”. Quindi il passaggio sui bambini – che Berlusconi seduto in prima fila ha applaudito con convinzione - “Di fronte a un bambino e un ammalato viene prima di tutto la dignità della persona, altrimenti si rischia di essere travolti e alimentare la xenofobia”.
Quindi le parole finali. L’Affondo. Che – è probabile - farà molto rumore. “Siamo proprio sicuri, amici del Pdl, che il ddl sul testamento biologico approvato al Senato – ha chiosato Fini - sia davvero ispirato alla laicità? Perchè una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico”.
Nel pomeriggio poi hanno parlato quasi tutti i ministri che hanno rivendicato l’importanza storica della nascita della grande forza politica che rappresenta il Pdl. Quindi l’atteso intervento dell’altra carica dello Stato, il presidente del Senato, Renato Schifani. Che con le sue parole sul testamento biologico ha risposto a quelle del mattino del suo collega di Montecitorio, Fini.
Schifani ha sottolineato che “al Senato è stata data la libertà di voto e di coscienza. La laicità dello Stato deve essere garantita in tutte le nostre scelte, ma lo Stato deve intervenire quando ci sono dei vuoti normativi da colmare”.
Però per l’inquilino di palazzo Madama “la laicità dello Stato non si deve trasformare mai in omissione di responsabilità”. Parole forti. A cui è seguita un’apertura sulla legge: “Tutto è perfettibile. Ma in Senato - ha aggiunto Schifani - volevamo prendere atto del vuoto normativo in cui era entrata la magistratura che si era surrogata alla volontà di Eluana Englaro. Magistratura che ha deciso che Eluana doveva morire di fame e di sete”.
Applauditissimo anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che parafrasando il suo libro ha attaccato la sinistra: “Noi, il Pdl, siamo il partito della speranza, mentre loro, la sinistra, sono il partito della paura”.
Il Guardasigilli, Angelino Alfano, ha riaffermato una promessa fatta in campagna elettorale: “Faremo la riforma della giustizia. L’abbiamo promesso agli elettori”. Quindi un attacco alla sinistra: “Nella battaglia per la riforma della giustizia – ha detto Alfano - ci siamo trovati contro la sinistra: una cosa prevista ampiamente. Ma ciò che mi fa venire l’orticaria è la loro capacità di dirci cosa dobbiamo fare, come dobbiamo governare e qual è la storia del nostro paese”.
Domani mattina Silvio Berlusconi, che verrà ovviamente eletto presidente Pdl, chiuderà il congresso guardando al futuro.
Guarda la diretta dei lavori
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Il 30 Marzo 2009 alle 11:04 E Berlusconi, acclamato presidente Pdl, chiede riforme e più poteri al premier » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Pdl, Schifani risponde a Fini: “Laicità non è omissione di responsabilità” - Pdl, il giorno di Fini che chiede più laicità - Berlusconi: “Siamo il partito degli italiani di buon senso [...]
Il 30 Marzo 2009 alle 17:45 Papà Englaro a Firenze: cittadino onorario, cittadino contestato » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Già nei giorni scorsi, l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori aveva definito la cittadinanza “un’offesa alla città”, parole evidentemente non condivise da altri parroci, come Don Alessandro Santoro della comunità delle Piagge, che dopo aver chiesto “perdono”, ha aggiunto: “se la Chiesa è quella che in questo tempo hanno fatto vedere i vertici, il mio vescovo, non mi ci riconosco più”. Al netto di alcune posizioni radicali - proprio oggi, durante l’assegnazione, si sono svolte a Firenze manifetazioni di protesta - , il tema resta comunque al centro del dibattito politico. Anche in casa Pdl si sono però registrate posizioni differenti. L’intervento di sabato di Gianfranco Fini al primo congresso del Pdl, cui è seguito quello, di tenore e accenti opposti, del presidente del Senato Renato Schifani, ha registrato bene la dialettica interna che probabilmente si riprenseterà durante la votazione alla Camera del ddl sul testamento biologico. [...]
Il 10 Maggio 2010 alle 1:00 Notizie dai blog su Intervista a Marino: PD, laicità, presente e futuro ha scritto:
[...] Pdl, Schifani risponde a Fini: “Laicità non è omissione di responsabilità” Sono in molti a pensare, a conclusione della seconda giornata del congresso fondativi del Pdl alla Fiera di Roma, che i leader del partito siano due. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
Il 1 Giugno 2010 alle 11:30 Notizie dai blog su Napolitano deve intervenire su Fini ha scritto:
[...] che i leader del partito siano due. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. blog: canale italia | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
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