Sessantuno minuti di discorso, interrotti da sessantuno appassionati applausi della platea dei seimila delegati a cui si aggiungevano circa altri tremila ospiti del primo congresso nazionale del Popolo della Libertà. Questo il tributo a Silvio Berlusconi, che in mattinata era stato acclamato all’unanimità primo presidente del Pdl. E proprio i delegati sono stati investiti direttamente dal leader ‘missionari delle libertà’. Nel lungo intervento il Cavaliere ha toccato tutti gli aspetti della politica nazionale e internazionale, ma ha anche voluto dare una spiegazione sulla nascita del Pdl. In apertura subito l’omaggio all’unico big non presente (ma Berlusconi ne era al corrente) al padiglione 8 della Nuova Fiera di Roma, il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che dice Berlusconi “mi ha riconosciuto una lucida follia. Un po’ matto lo sono stato davvero” ma senza questa lucida follia che viene da quella descritta da Erasmo da Rotterdam “non sarebbe mai nato il Pdl. Non vi deluderò”.
Subito la prima stoccata alla sinistra “è arretrata e faziosa, fa opposizione non al governo ma al Paese”. Grande lo spazio che il premier ha riservato alla crisi economica internazionale in atto “diffusa nel mondo – ha detto – ad opera di un virus venuto dagli Stati Uniti. Nessuno al mondo può avere una ricetta sicura per debellare questo virus”, e ha rivendicato i meriti dell’esecutivo “abbiamo agito tempestivamente e con saggezza facendo in modo che non venisse modificata la certezza del consumo e anche per il welfare a sostegno della parte povera della società per la quale” altra stoccata all’opposizione “i governi di sinistra non avevano fatto nulla”. Ecco per il premier questa è la strada su cui proseguire. Compito del Pdl sarà quello di “guidare la terza ricostruzione dell’Italia” perchè “la crisi non ci impedirà di andare avanti, cambiare il Paese e costruire per i nostri figli un nuovo miracolo italiano come avvenne nel ‘94”. Poi la solenne promessa “usciremo dalla crisi più forti di prima”.
Ed ecco un attacco alla sinistra “noi abbiamo introdotto nella politica la vera moralità, quella del fare”. Non basta eleggere i politici, bisogna sempre pretendere che chi è stato eletto onori il programma sul quale ha avuto la fiducia”. Perché se per “loro il programma è un pezzo di carta da stracciare, per il Pdl il programma è un patto vincolante”. Tra i temi toccati dal Cavaliere il federalismo (“quando andrà a regime, porterà a una riduzione delle spese inutili. Tutto ciò che sarà risparmiato verrà utilizzato per diminuire le tasse.”), l’università (“deve cambiare”. No alla moltiplicazione dei corsi di laurea a vantaggio di parenti e amici per dare gli incarichi da docenti e ricercatori. Sì, invece, a premi solo per le università migliori: “135mila studenti meritevoli di fasce sociali più deboli avranno vere borse di studio per andare avanti”), e sull’ambiente dice sì alla proposta del presidente americano “Barack Obama di organizzare un forum sull’energia e sui cambiamenti climatici abbiamo dato il nostro via libera affinché si tenga la riunione durante il G8 alla Maddalena”.
Quindi il decoro urbano: bisogna far rispettare il divieto di lordare le strade con mozziconi e cartacce, di imbrattare i muri. E il piano casa? Berlusconi dice che ci sarà a breve. E sarà anche per i giovani: “mettere insieme una famiglia – dice il leader del Pdl – è una decisione diventata una scelta diciamolo pure coraggiosa. Per questo una parte importante del piano casa che realizzeremo tra breve sarà dedicata proprio alle giovani coppie per cui la ricerca di un’abitazione non dovrà rappresentare più un freno all’uscita dal guscio rappresentato dalla famiglia da rinnovare”. Insomma, stop alla logica dei ‘bamboccioni’.
Ma l’intervento del Cavaliere ha tenuto a sottolineare l’importanza delle riforme istituzionali e costituzionali. “La Costituzione va rivitalizzata e arricchita. Una delle missioni della nostra maggioranza – ha aggiunto – è ammodernare l’architettura istituzionale dello Stato”. Ha dato ragione a Fini, che aveva usato la metafora del calabrone e della farfalla. “È il tempo di passare dal calabrone alla crisalide ed è tempo che la crisalide diventi finalmente farfalla. E che l’Italia, come una farfalla, possa spiccare finalmente il volo”. Le riforme dovranno dare più poteri al premier, che “al contrario delle favole scritte su di me dalla sinistra, non ho poteri, se non quelli che derivano dalla mia autorevolezza”. I poteri che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio sono praticamente inesistenti (li ha definiti “finti”).
Il punto di partenza deve essere la riforma dei regolamenti parlamentari, che per il Presidente del Consiglio sono “immutati dai tempi della prima Repubblica. Non è più rinviabile e non mortificherà il Parlamento ma gli restituirà il giusto ruolo e la piena dignità”. Una riforma necessaria che il Cavaliere ritiene necessaria “per evitare che i regolamenti siano lo strumento e il pretesto per l’ostruzionismo da parte dell’opposizione. Il Parlamento potrà così valutare i provvedimenti secondo tempi che non sono posti dal governo ma dall’urgenza delle circostanze”. Poi, confermando la sua discesa in campo alle europee, sferra un altro attacco diretto a Dario Franceschini: “Non ho esitazioni ad impegnarmi concretamente alle prossime europee. Un leader – ha sottolineato – deve avere il coraggio di farlo. Dicono che è una candidatura di bandiera? Ma è una bandiera dietro la quale ogni vero leader chiama a raccolta il proprio popolo”. E lo sfida: “Se è un vero leader faccia lo stesso”. Conferma che “le prossime elezioni europee sono molto importanti. Puntiamo – dice Berlusconi – a diventera il primo gruppo nel Ppe”. E rivela che “in Italia ora siamo al 44%, ma un grande partito non si accontenta e si candida a ottenere il 51 per cento dei consensi”.
Rivolgendosi alla platea chiede “Cos’è dunque il Popolo delle Libertà?” Il Cavaliere non ha dubbi e spiega: “Siamo il Popolo della libertà e alla libertà, alla dignità dell’uomo, ai pari diritti tra uomo e donna, alla sacralità della vita e alla difesa della famiglia naturale, noi non rinunciamo. Gli altri – attacca – chiamo tutto questo ‘berlusconismo’ ma i nostri riferimenti sono gli stessi del Partito dei popoli europei”. Il Premier si dice convinto che “Il Pdl sarà fucina di idee e programmi e durerà nel tempo. Sopravviverà ai suoi fondatori”. Finale con tutti sul palco. Inno alla gioia e di Mameli. Prima della chiusura di Berlusconi, il congresso aveva approvato lo Statuto con 4 voti contrari e 5 astenuti. E oltre ai 34 membri dell’ufficio di presidenza a governare il nuovo partito, insieme al Cavaliere, ci sono i tre nuovi coordinatori: Ignazio La Russa, Denis Verdini, e Sandro Bondi.
I triumviri avevano parlato nella mattinata. L’ex reggente di An aveva sottolineato che “non è una colpa avere tanti leader. E poi tra la coppia Fini-Berlusconi e quella Franceschini- Veltroni passa la stessa differenza che c’è tra il giorno e la notte”. Quindi un avviso all’Udc: “Casini non accetta il bipolarismo, ma noi non torniamo indietro”. Il ministro della Cultura, Sandro Bondi – che ha promesso che sarà “coordinatore con tenerezza” - ha aperto sul testamento biologico dicendo “un fermo no all’eutanasia, ma un altrettanto cristiano no all’accanimento terapeutico che deve lasciare il posto ad un atto di libera volontà della famiglia in accordo con i medici”. Infine l’ex coordinatore azzurro, Denis Verdini, ha parlato di “fusione riuscita tra An e Fi”, e ha rivendicato l’importanza e la grande innovazione dello statuto che “ci permetterà di consultare i nostri elettori in maniera costante anche grazie al web”.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 29 Marzo 2009 alle 19:32 roverna ha scritto:
Il Pdl è Berlusconi.Tutti gli altri sono dei burattini totalmente asserviti al capo.
Costoro, pur di salvaguardare la ” POLTRONA ” hanno rinnegato i principi fondamentali dei loro partiti di provenienza.
Il risultato della votazione del Ddl Calabrò in Senato ne è dimostrazione emblematica.
Dove sono finiti i principi di libertà, di laicità degli ex socialisti e/o liberali confluiti nel Pdl?
Si vergognino.
Se la Camera dei Deputati non emenderà il testo approvato in Senato in modo da garantire l’autodeterminazione dell’individuo in ordine alle -proprie- scelte di vita e di fine vita, saremo chiamati ad un Referendum abrogativo dell’emananda legge.
I retrogadi bigotti, subordinati alle gerarchie ecclesiastiche subiranno una sonora sconfitta, similmente a quanto accadde per la legge sul divorzio.
Certo, constatare l’inaudito attacco dell’attuale maggioranza alla -laicità- delle Istituzioni Repubblicane suscita nei cittadini democratici e libertari sentimenti di sconforto, ma anche uno stimolo a reagire nei modi adeguati.
Purtroppo i mezzi di comunicazione, in generale non operano, a mio avviso, in modo da informare i cittadini con obiettività, né possono farlo, considerato che la maggior parte degli stessi dipende dall’attuale premier..
cosa impensabile in qualsiasi altro paese democratico del mondo.
A me sembra che l’Italia si sia avviata verso una forma di Stato teocratico-dittatoriale con pesanti ripercussioni in ordine ai diritti fondamentali sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
Gli elettori riflettano attentamente prima di esrcitare il loro delicato diritto/dovere, scegliendo, ove ciò fosse reso possibile da una nuova legge elettorale, quantomeno candidati incensurati !
Attualmente il nostro Parlamento conta numerosi _soggetti- pregiudicati, con sentenza passata in giudicato ed altri con condanne in primo e secondo grado .. L’attuale legge elettorale ha di fatto cancellato la -sovranità- popolare, in quanto gli elettori hanno dovuto ratificare rigidamente le scelte dei segretari dei vari partiti..
Il 30 Marzo 2009 alle 10:15 vincenzoaliascontadino ha scritto:
LIBRO DEI SOGNI DI CASINI E BERSANI
DISTANZA SIDERALE O MARXIANA?
Bersani intendeva, distante con il Paese Siberiano o Marxiano a loro vicino?
Berlusconi, il Cavaliere che prende forza da un corpo celeste che ha potere dal Centro? In poche parole, non Centro col buco casiniano, adatto per fare una ciambella, due sono le cose Centro con bucato o un Centro Sinistrato, con elementi massa estranea dentro il Paese, i cosiddetti bamboccioni e Sindacalisti che, senza arte, nè parte, tanto meno, uno straccio di titolo di studio, salvo col voto Politico che ci occupano, sistematicamente Rai-TV, Banche, Presidenze, ospedali, scuole, Università e Magistratura che, con movimenti e atti contro lo Stato frenano lo sviluppo del Paese è l’Italiano che n‘è il Popolo? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Pisticci, Matera.
Il 30 Marzo 2009 alle 10:55 lapolide ha scritto:
Da una Città Italiana il 30 marzo 009.
“L’ Inno alla Gioia”…ne sarà degno il PdL ?
L’Inno “Alla Gioia”.
Sì, fu scelto ”sine laude” dall’Europa….. ma a Plasmarlo, Ingigantirlo, Impreziosirlo Orgogliosamente, sarà il Popolo del “Partito delle Libertà” !
lapolide
“INNO ALLA GIOIA”…
Ecco il Suo alato Messaggio.
Gioia, bella scintilla divina, / figlia degli Elisei, / noi entriamo ebbri e frementi, / celeste, nel tuo tempio. / La tua magia ricongiunge / ciò che la moda ha rigidamente diviso, / tutti gli uomini diventano fratelli, / dove la tua ala soave freme./ L’uomo a cui la sorte benevola, / concesse di essere amico di un amico, / chi ha ottenuto una donna leggiadra, / unisca il suo giubilo al nostro!/ Sì, - chi anche una sola anima / possa dir sua nel mondo !/ Chi invece non c’è riuscito, / lasci piangente e furtivo questa compagnia !/ Gioia bevono tutti i viventi / dai seni della natura; / tutti i buoni, tutti i malvagi / seguono la sua traccia di rose !/ Baci ci ha dato e uva, un amico, / provato fino alla morte ! / La voluttà fu concessa al verme, / e il cherubino sta davanti a Dio ! / Lieti, come i suoi astri volano /attraverso la volta splendida del cielo, / percorrete, fratelli, la vostra strada, / gioiosi, come un eroe verso la vittoria. / Abbracciatevi, moltitudini ! / Questo bacio vada al mondo intero Fratelli, / sopra il cielo stellato / deve abitare un padre affettuoso. / Vi inginocchiate, moltitudini ? / Intuisci il tuo creatore, mondo ? / Cercalo sopra il cielo stellato ! / Sopra le stelle deve abitare!
L’Inno alla gioia, su testo del poeta Friedrich von Schiller, è contenuto nel Quarto Tempo della Nona Sinfonia di Beethoven: è una marcia di gioia, festante, scintillante di colori argentini, che accompagna l’uomo che percorre il cammino gioioso della vita. Infatti, l’Inno alla gioia ,oltre ad essere un capolavoro della musica classica, è soprattutto un grandissimo messaggio di pace e di fratellanza. Con tale composizione Beethoven volle formulare un aperto invito alla fratellanza universale: e proprio per rendere tale messaggio il più chiaro possibile egli decise di far cantare nel finale un testo del poeta tedesco a lui contemporaneo, Friedrich von Schiller. L’ode “An die Freude (Alla Gioia)” è una lirica nella quale la gioia è intesa non come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l’uomo giunge quando si libera dal male, dall’odio e dalla cattiveria.Proprio per questa esortazione alla fraterna amicizia la melodia su cui viene intonato l’ Inno alla gioia è stata adottata come “Inno europeo” dal Consiglio d´Europa nel 1972 e oggi rappresenta anche la speranza di una pacifica integrazione tra i popoli d´Europa.
“ L’Inno alla Gioia” contiene dunque un chiaro messaggio: gli uomini devono essere fratelli, devono vivere in armonia e in pace gli uni con gli altri. Ognuno deve allora interiorizzare le idee che questa meravigliosa opera ci comunica: la pace non è una prospettiva irrealizzabile, anzi, con l’impegno di tutti noi sarà più facile costruire un mondo di fratellanza e di armonia”.
ANEDDOTO
Si racconta che Beethoven, dopo l´ultima nota della prima esecuzione della Nona Sinfonia, rimase per parecchi secondi assorto nella sua sordità, seduto vicino al direttore con le spalle rivolte al pubblico che applaudiva furiosamente. La cantante Caroline Unger, che appena ventenne aveva preso parte come solista all’esecuzione, per costringerlo a voltarsi affinché vedesse l´esultanza della folla e capisse quale grande successo aveva riscosso, lasciò il suo posto e gli si avvicinò, lo prese amabilmente per mano e lo voltò verso la folla che acclamava entusiasta sventolando un mare di fazzoletti bianchi.
Anche ammettendo che l´aneddoto sia stato confezionato per caratterizzare meglio l´immagine della solitudine e dell´isolamento del genio, è vero che Beethoven rispose con l´Inno alla gioia ad uno dei periodi più tristi della sua vita.
( ricavato da Google).
*********
Contro il ” Maligno”….
Sarà il “Tempo”, nostro unico bene concessoci, a risponderci in futuro se noi, Popolo tutto , ne saremo stati degni di appropriarcene…..
lapolide
Il 30 Marzo 2009 alle 15:15 Fini, il presidente anti mafia: “È una dittatura, ribellatevi” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tornando invece su temi di politica interna Fini insiste sulle riforme. “So perfettamente che su alcune questioni che ho sollevato al congresso ci sono opinioni dissimili, sfumature e valutazioni diverse nel Pdl”, ha detto il presidente della Camera, a Bagheria. Riguardo all’intervento conclusivo di Berlusconi al congresso del Pdl, Fini ha aggiunto: “Credo che il presidente Berlusconi abbia ribadito nella sua replica la necessità di riammodernare le istituzioni, se non ricordo male ha usato l’espressione ‘rinvigorire la costituzione’; ha detto che è opportuno che vi sia il confronto con l’opposizione. Vedremo se nelle prossime settimane questo obiettivo sarà raggiunto, io continuo a sostenere che questa legislatura puo’ essere una legislatura costituente”. [...]
Il 30 Marzo 2009 alle 19:28 Franceschini e il guanto della sfida: “Berlusconi è vecchio, lo sfido a tre duelli” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E poi: “Berlusconi sarà l’unico premier europeo a fare campagna elettorale, anzichè affrontare la crisi. Ma voi ve l’immaginate Sarkozy e Angela Merkel che si candidano per le europee, anziché occuparsi della crisi?”. Il leader del Pd ha commentato così, nella sala stampa estera, la decisione del presidente del Consiglio di candidarsi come capolista per le prossime elezioni europee. “Berlusconi mi sfida a candidarmi” ha continuato Franceschini “ma la sua sarebbe una sfida a chi imbroglia meglio gli italiani: io non mi candiderò, ma affronterò la crisi insieme agli italiani. Farò come fa Gianfranco Fini, che è un uomo di destra, ma è una persona seria e non si candida”. La bocciatura è arrivata anche sui contenuti del discorso di Berlusconi, al termine del congresso del Pdl, e della sua proposta politica: “Berlusconi fa un nuovo partito non per fare più riforme, ma per chiedere più potere per se stesso. Noi”, ha continuato Franceschini “abbiamo portato a votare 3,5 milioni di persone con tanto di documenti e firme autenticate, non come la gente dei gazebo… e con un congresso solo di immagine dove tutti si commuovevano o piangevano. Ha pianto persino Brunetta…”. [...]
Il 31 Marzo 2009 alle 12:13 Nasce il PdL, Muore il popolo | Ora Muoio Dammi Tempo ha scritto:
[...] Hanno parlato di 61 minuti di discorso e di 61 interruzioni a causa degli applausi per il discorso di Silvio Berlusconi. Si è detto di circa 9000 presenze, hanno parlato di numeri al primo congresso nazionale del Popolo della Libertà. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 13:08 Lombardo vira a Destra: con Storace per superare l’asticella europea del 4% » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Noi alleati con La Destra di Storace? Si parla di tutto e anche del contrario. Certo, noi un’alleanza la dobbiamo fare, perché, ahimè, da soli non arriviamo al 4%”. Era il 14 marzo scorso. Così il governatore siciliano Raffaele Lombardo commentava la posssibilità di stringere un patto elettorale con il partito nato a destra del Pdl. Sembrava una soluzione solo figurata, una di quelle che si formulano per fare tattica, magari in vista di un’intesa (auspicata) con un partito più grande, in questo caso il Pdl di Silvio Berlusconi. Epperò il recente congresso del Popolo della libertà (con tanto di dichiarazione esplicita del premier di puntare al 51%) ha impresso una evidente svolta bipartica al sistema, svolta che del resto era stata già sancita con l’accordo bipartisan (Pdl-Pd) che prevede lo sbarramento al 4% per le elezioni di Strasburgo. [...]
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