Pronto soccorso ed educazione alimentare. Il Parlamento studia la scuola del futuro

Scuola elementare

Scuola, tra presente e futuro: non solo riforme, ma anche nuove materie all’esame (o d’esame). O meglio, nuove discipline che potrebbero entrare in vigore se le numerose proposte di legge presentate alla Camera e al Senato saranno convertite in legge dai due rami del Parlamento.

Internet, le lingue straniere, educazione civica e forse educazione sessuale le più conosciute, ma quanti sanno che ci sono deputati e senatori che spingono per inserire i rudimenti del primo soccorso, oppure corsi di educazione alimentare? O ancora l’insegnamento delle “specificità culturali, geografico, storiche e linguistiche delle comunità territoriali” piuttosto che “attività teatrali e di intelligenza emotiva”?
Il tema della scuola ha da sempre suscitato l’attenzione e l’interesse di molti parlamentari italiani. Così, se negli anni novanta le proposte di legge più singolari in materia potevano arrivare a poche decine per legislatura, oggi, scorrendo rapidamente i siti internet di Camera e Senato, se ne possono ritrovare quantomeno un centinaio. Maggioranza e opposizione spingono, ad esempio, per inserire i rudimenti del pronto soccorso alle medie e al liceo. Le cifre, del resto, parlano chiaro: ogni anno in Italia 60 mila persone muoiono per un arresto cardiaco, 23 mila sono vittime di un trauma improvviso e 6 mila di un incidente stradale. Un intervento di primo soccorso può salvare il 30 per cento delle persone colpite, sottolineano i firmatari delle due iniziative legislative, il deputato del Pd Gerolamo Grassi e il senatore del Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri.
Ma i legislatori non si fermano qui: altri testi scolastici potrebbero finire sui banchi degli studenti, come l’educazione alimentare. L’Italia è ai primi posti in Europa per numero di bambini e adolescenti in sovrappeso. Ecco perché Antonio Razzi, deputato dell’Idv, propone di istituire, fin dalla scuola primaria, corsi di educazione alimentare per “formare una cultura alimentare basata su informazioni complete e corrette, ancora poco diffusa nel nostro Paese”. Il deputato Fabio Granata (Pdl) e la senatrice Anna Maria Carloni (Pd) chiedono, invece, che nei programmi scolastici trovi posto anche l’insegnamento dell’educazione civica ambientale perché, spiegano, “tende a sviluppare nello studente la consapevolezza di soggetto attivo e protagonista della comunità attraverso i valori costituzionali della cittadinanza, dell’ambiente, della salute, della legalità”. Gli zaini degli studenti potrebbero appesantirsi ulteriormente se saranno approvate altre due proposte di legge della deputata della Lega Paola Goisis, che propone l’insegnamento delle “specificità culturali, geografico, storiche e linguistiche delle comunità territoriali e regionali“. Così, si legge nella proposta di legge, “lo studio della realtà Sabauda per gli studenti piemontesi può assumere un’importanza non inferiore a quella che riveste lo studio della realtà Borbone per gli studenti delle regioni meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della Sicilia”.
Molto simile il ddl presentato da Angela Napoli (Pdl), che chiede l’introduzione della storia locale. La Napoli, tra l’altro è molto attiva sull’argomento scuola: solo in quest’ultima legislatura si contano una decina di provvedimenti presentati alle commissioni di competenza, che vanno dalla “disciplina del sistema nazionale di istruzione”, alle “Disposizioni concernenti i dirigenti scolastici, fino alle “Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche”

Più controverso, invece, il progetto di legge presentato da Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della camera dei Deputati ed ex sottosegretario all’Istruzione del precedente Governo Berlusconi, che chiede “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”.
Il progetto di legge, prevede, infatti, oltre ad una serie di novità sostanziali che potrebbero sconvolgere l’attuale assetto organizzativo scolastico, un maggior carico di responsabilità (e di potere) proprio per i dirigenti. A presidi verrebbe infatti demandato prima di tutto il compito di bandire concorsi per nuovi docenti, specifici per ogni istituto, oltre che di scegliere personalmente (senza più graduatoria pubbliche) i docenti supplenti. Anche loro, i capi d’istituto, saranno comunque sottoposti a verifiche sull’operato svolto: lo stesso ministro ha ricordato come i nuovi concetti “di responsabilità e merito” non andranno applicati solo agli studenti, “ma anche ai docenti e ai dirigenti, che vanno valutati e incentivati”. Il testo ha ricevuto forti critiche da parte dei dirigenti scolastici, mentre il Forum degli insegnanti ha cominciato una raccolta di firme per fermarne l’iter parlamentare. E se il deputato dell’Idv Fabio Evangelisti ed il parlamentare del Pdl Enrico Pianetta insistono perchè nei programmi scolastici venga inserito “l’insegnamento dell’educazione ai diritti umani”, la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci si spende perchè tra le materie di studio vi sia anche “attività teatrali e intelligenza emotiva“. Il teatro “ha da sempre una straordinaria funzione di educazione alla cultura ed è diventato un elemento nuovo della nostra cultura educativa, grazie anche all’apporto di moderne discipline socio psicologiche”, si legge nel testo della proposta di legge presentato lo scorso 26 maggio, quando la nuova legislatura era cominciata da appena un mese.

LEGGI ANCHE: Inghilterra, Twitter e Facebook sui banchi di scuola

Commenti

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Il 1 Aprile 2009 alle 1:16 laofa ha scritto:

Lo sforzo maggiore dovrebbe essere diretto al contrasto delle ideologie “gender” che ormai sono imposte nelle scuole occidentali per promuovere il relativismo etico, l’assuefazione a considerare l’aborto come una scelta opzionale naturale da scegliere senza che possano sorgere nell’individuo remore di alcun genere e l’idea che tutto sia permesso.
Ora nelle scuole inglesi è vietato per legge dire: “comportati da uomo”. Ciò fa il paio con il divieto di dire “mamma” e “papà”, termini sostitui con la parola “genitori” e, seguendo strategie accuratamente pianificate dalle grandi agenzie internazionali (ONU e CEE, in balia di potenti lobbies che dettano tutto ciò che vogliono) arrivare ad una società di androgini in cui i “genitori” potranno essere, ad esempio, una provetta ed una lesbica, due omosessuali, un utero artificiale e un padre di cento anni.
In Germania si spendono già milioni di euri per plasmare i cervelli dei bambini con queste ideologie, pianificando scientificamente la cosa e cercando di convincere i genitori che, a partire dagli asili nido, i bambini possano essere meglio educati da insegnanti asserviti all’ideologia, anzichè direttamente da essi (i genitori legittimi!). Nei Paesi Scandinavi il femminismo radicale diffonde nelle scuole, fra le adolescenti, il disprezzo per il maschio, contribuendo a creare una società di maschi complessati al livello di eunuchi, dopo aver fatto loro subdolamente e vigliaccamente credere di essere la causa di millenni di persecuzioni nei confronti delle femmine. Cifre fasulle sulla violenza alle donne sono spacciate a ruota libera in tutti i consessi, quasi a ritmo continuo, un vero e proprio vergognoso lavaggio del cervello, anche in Italia e, naturalmente, nelle scuole, dove una preparazione impostata sulla femminizzazione forzata e sul convincimento che la figura paterna sia estranea al processo di maturazione dei ragazzi sta creando una società di individui non più capaci di recidere il complesso grande-materno per capire che la vita è anche dovere e regole da rispettare per poter diventare adulti: ciò che il permessivismo senza limiti, frutto di decenni di femminizzazione imposta a tutti i livelli ha causato nei giovani è sotto gli occhi di tutti, basta vedere che cosa succede nelle scuole, allo sbando per disciplina e capacità di inculcare la conoscenza quale maniera per un’elevazione spirituale. Ma tanto a che serve? L’individuo androgino del futuro non dovrà pensare molto: solo consumare!
Queste ideologie sono portate dalla cultura che ha dominato gli ultimi decenni; non per nulla al Papa non è stato consentito di parlare alla “Sapienza” ed i giornali, del suo ultimo discorso all’ ONU, hanno srigativamente riportato solamente ciò che faceva loro comodo: ossia ciò che non urtava il “politicamente corretto” che sta conducendo l’intera civiltà occidentale allo sfascio completo in nome del liberismo senza freni. Occorre bene indagare su ciò che viene inculcato nei cervelli duttili dei nostri ragazzi nelle scuole. Quelle ideologie di cui sopra sono già imposte subdolamente in alcune delle regioni cosiddette “progressiste”, come la Toscana, senza che si sia passati attraverso uno scambio dialettico coi genitori ed i cittadini ignari!

Il 1 Aprile 2009 alle 11:32 L’aranciata perde il succo, il vino non ha l’uva. I trucchi Ue sulle tavole italiane » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Bevande che non hanno frutta e vino che non è vino. Se questo è il futuro, è bene vigilare molto attentamente, afferma Confagricoltura: “Difendiamo la legge 286, ma educhiamo i ragazzi di tutte le scuole. Inserire nei programmi scolastici l’educazione al consumo sarebbe il vero passo in avanti che ci consentirebbe di affrontare con maggior serenità argomenti delicati come questo”. L’approvazione della riforma comunitaria del mercato ha sancito inganni vecchi e nuovi: dal consenso all’aggiunta di zucchero nei vini prodotti nel nord Europa, al rosè ottenuto miscelando vini bianco e rosso al posto della tradizionale vinificazione in bianco delle uve rosse senza obbligo di indicarlo. Norme che vanno in contrasto con le cifre diffuse dal centro studi di Mediobanca, secondo cui i consumi familiari di vino a denominazione di origine sono cresciuti del 7 per cento nel 2008, in netta controtendenza rispetto all’andamento generale. Anche grazie alla vendemmia nazionale che ha toccato i 45 milioni di ettolitri (+ 5 per cento) mettendo a segno uno storico sorpasso sulla Francia dove la raccolta dell’uva è stata stimata in calo del 5 per cento per un quantitativo di 44 milioni di ettolitri. [...]

Il 1 Aprile 2009 alle 14:54 rudimenti del poco o niente « lo scorfano ha scritto:

[...] Sono queste le nuove materie che, secondo le più recenti proposte di legge depositate alla Camera e al Senato, meritano di entrare nei curricula scolastici delle scuole medie inferiori e superiori (e attenzione: non si tratta di corsi una tantum, ma proprio di discipine, con 60 ore annue… cioè due ore alla settimana, per capirci, come la chimica al liceo scientifico). [...]

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