Strage nel Mediterraneo, centinaia di migranti dispersi al largo della Libia

immigrati
Almeno duecento dispersi, quasi sicuramente morti. Ma il bilancio potrebbe essere anche peggiore: l’ultima tragedia dell’immigrazione racconta di un barcone affondato al largo della costa libica dopo un viaggio funestato da un vento fortissimo e dalle condizioni disperate del mezzo, stracarico di migranti. Secondo quanto ha reso noto l’agenzia egiziana Mena, tutti i clandestini - molti dei quali di nazionalità egiziana - erano diretti in Italia. Una delle imbarcazioni era partita da Sid Belal Janzur, un sobborgo di Tripoli e dopo tre ore di navigazione il battello è affondato 30 chilometri al largo della Libia.
Le notizie si rincorrono da ore: si è parlato di altre due imbarcazioni naufragate, ma il dato non trova conferme. In questo caso il numero dei dispersi, e dei morti, potrebbe salire. Gli unici dati certi - diffusi dal responsabile dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) di Tripoli Laurence Hart - riguardano 20 persone annegate (di cui 6 egiziani) e 23 tratte in salvo (di cui 10 egiziani).
Le informazioni sull’accaduto sono ancora confuse. Si parla - a quanto riferito alla Reuters da funzionari locali - di quattro imbarcazioni in difficoltà non lontano dalla costa della Libia.
Di queste due sono sicuramente affondate. Delle altre due non si sa niente, anche se il ministero dell’Interno libico ha reso noto che una nave cisterna italiana ha salvato 350 clandestini che si trovavano a bordo di una imbarcazione alla deriva.
Per il momento sono state tratte in salvo 23 persone mentre di altre 21 sono stati recuperati i corpi senza vita. I dispersi: considerando che su una imbarcazione affondata si trovavano 253 persone e sull’altra 365, sono pertanto più di 500.
Delle altre i libici affermano di non avere certezza del luogo di partenza.
Quanto al salvataggio effettuato da una nave italiana, resta qualche incertezza. Fino alla tarda serata - secondo quanto si è appreso - sia del naufragio sia del soccorso da parte di una nave cisterna non era giunta alcuna segnalazione alle autorità italiane competenti per la ricerca e il soccorso in mare.
L’ennesima tragedia sulla rotta tra la Libia e la Sicilia non ha comunque fermato i viaggi della disperazione verso l’Italia: oltre 400 extracomunitari sono approdati infatti nelle ultime ore sulle coste della Sicilia orientale, dopo i 222 giunti ieri a Lampedusa. Sbarchi che, ha assicurato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, “termineranno il 15 maggio prossimo, quando entrerà in vigore l’accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste”.
Il primo barcone si è arenato nella serata di ieri sulla spiaggia di Scoglitti, una frazione di Vittoria, in provincia di Ragusa. A bordo c’erano 153 immigrati, tra cui 29 donne, che dopo le procedure di identificazione sono stati portati nella palestra comunale di Pozzallo. Una carretta di circa 20 metri con a bordo 249 persone, tra le quali 31 donne - tre incinte - e otto minori, è approdata invece all’alba a Portopalo di Capo Passero, nel siracusano. Gli extracomunitari, in gran parte somali ed eritrei, sono stati scortati in porto dall’unità navale delle Fiamme Gialle e da una motovedetta della Guardia Costiera. Un giovane somalo di 24 anni è stato arrestato dalla Guardia di Finanza, con l’accusa di essere lo scafista che ha condotto l’imbarcazione, partita dalle spiagge libiche.
Intanto a Lampedusa si registra una nuova fuga dal Centro di identificazione ed espulsione: una ventina di migranti sono riusciti ad allontanarsi dal Centro, prima di essere bloccati qualche ora dopo dai carabinieri. Due di loro, sorpresi a rubare all’interno di alcune villette disabitate, sono stati arrestati; altri cinque sono stati denunciati per violazione di domicilio.
Episodi che fanno salire nuovamente la tensione sull’isola, dove in questi momenti si trovano complessivamente 720 extracomunitari distribuiti tra il Cie di contrada Imbriacola e l’ex base Loran di Capo Ponente. Lunedì 30 marzo, il sindaco, Dino De Rubeis, aveva lamentato la mancanza di assistenza medica adeguata per i 222 migranti sbarcati nel pomeriggio.
Affermazioni seccamente smentite dal responsabile del Dipartimento immigrazione del Viminale, Mario Morcone: “Il sindaco dice il falso. Sul molo, hanno operato quattro medici e un infermiere e l’ambulanza che il dipartimento libertà civili ha acquistato e che è costantemente a disposizione delle necessità sull’isola”

Per interrompere le stragi continue durante le traversate dei disperati che tentano di raggiungere le coste italiane, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, suggerisce di creare - nonostante la crisi economica in atto - opportunità di lavoro nei paesi di origine di questi emigranti. Davis sottintende che tale investimento sarebbe, per altro, inferiore alle spese di contenimento dei flussi migratori. “Il numero delle vittime della disperazione è in continuo aumento e io ne sento il peso sulla mia coscienza”, ammonisce Terry Davis. “Duecento persone, forse anche di più, sono scomparse ieri al largo delle coste della Libia dopo il naufragio di due barconi diretti presumibilmente in Italia. Queste povere vittime si aggiungono a una lunghissima lista di migliaia di disperati che ogni anno muoiono nel tentativo di raggiungere l’Europa”. “Il Mediterraneo è ormai una trappola mortale”, conclude il Segretario Generale del Consiglio d’Europa. “Non possiamo continuare ad assistere indifferenti a tale tragedia umana. Il problema non è solo dei paesi di approdo ma di tutta l’Europa. L’unico modo per risolvere il problema è di creare risorse nei paesi da cui gli emigranti provengono”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 1 Aprile 2009 alle 17:30 Immigrata senza documenti identificata dalla questura dopo il parto » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Le hanno sottratto il bambino subito dopo il parto e non lo ha potuto allattare per undici giorni. È successo a Kante Kadiatou, una immigrata ivoriana di 25 anni all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli. Dall’amministrazione dell’ospedale, secondo il quotidiano Repubblica, sarebbe partita una segnalazione alla questura per identificare la donna. Kadiatou è in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato politico. Quando all’ospedale le hanno chiesto i documenti ha presentato la fotocopia del passaporto, l’originale era infatti già in possesso della polizia per le procedure di asilo. Ma non è bastato. Dall’ospedale è partito un fax e Kadiatou è stata convocata in questura per l’identificazione. Solo quando, dopo oltre dieci giorni, l’ufficio immigrazione ha confermato l’esistenza del fascicolo della richiesta di asilo politico, le è stato riconsegnato il piccolo Abou, il suo bambino. “Non me lo hanno dato fino a quando la questura non ha confermato la mia identità”, spiega la donna. “Ho temuto che me lo portassero via, che non me lo facessero stringere più tra le braccia”. Liana Nesta, l’avvocato che ha ricostruito e denunciato la vicenda non ha dubbi: “O qualcuno ‘più realista del re’ ha applicato la norma prevista dal ddl sicurezza ma non ancora approvata, che invita i medici a denunciare i clandestini, o siamo di fronte ad un abuso inspiegabile”. Il Fatebenefratelli puntualizza in una nota che “non ha in alcun modo e in nessun momento proceduto alla denuncia della puerpera, come erroneamente riportato dalla stampa, ma ci si è attivati ai sensi degli obblighi relativi alla dichiarazione di nascita e per il riconoscimento del nascituro, sanciti dall`articolo 250 del Codice Civile”. Identificazione che può essere effettuata “nel prioritario interesse del minore” attraverso “un valido documento di riconoscimento (esempio: passaporto in corso di validità); in mancanza di documento, mediante due testimoni (in possesso di valido documento di riconoscimento); facendo ricorso, in ultima analisi, all’autorità di polizia”. Presso l’ospedale, fa sapere la direzione sanitaria, è in corso un incontro con i servizi ispettivi della Regione Campania e della Asl Napoli Centro per chiarire la vicenda. E, sempre a proposito di sanità e immigrati, nella legge di riordino del sistema sanitario regionale della Sicilia sarà garantita “l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini che si trovino sul territorio regionale senza distinzione di sesso, razza, lingua e religione, senza che ciò implichi alcun tipo di segnalazione all’autorità”. È quanto ha affermato il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, presentando oggi a Roma la legge di riordino del sistema sanitario regionale: “Ci sarà privacy assoluta”. “In questa riforma” ha affermato Lombardo “possiamo vantarci di una norma in controtendenza che non consente di denunciare ma anzi assicura la privacy di ogni uomo che ricorre alle nostre cure, senza differenze di cittadinanza o di provenienza”. All’indomani della tragedia nel Canale di Sicilia che ha fatto registrare oltre 300 immigrati clandestini dispersi, Lombardo ha voluto sottolineare come “per noi l’obbligo è di assicurare la privacy a ogni cittadino che ricorre a cure, senza alcuna distinzione con gli immigrati”. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101