Procreazione, la Consulta boccia la legge 40: “Parzialmente illegittima”

Un ricercatore in un laboratorio per la fecondazione assistita a Napoli
Il limite massimo dei tre embrioni nella fecondazione assistita è incostituzionale. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, che oggi era chiamata ad esaminare i ricorsi contro la legge 40 del 2004, quella sulla procreazione assistita che era stata sottoposta a referendum nel 2005 senza che venisse raggiunto il quorum per la sua abrogazione.
La Consulta ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 14 della legge ”limitatamente alle parole ‘ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre”’ embrioni. La Corte ha anche dichiarato incostituzionale il comma 3 dello stesso articolo ”nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna”.
I giudici della Consulta hanno invece bocciato il ricorso sulla legittimità del comma 3 dell’art. 6 della legge, dove si stabilisce che la volontà di una coppia di accedere alle tecniche di fecondazione assistita ”può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati fino al momento della fecondazione dell’ovulo”, stabilendo quindi un divieto successivo. Ugualmente inammissibili le questioni di legittimità dei commi 1 e 4 dell’ articolo 14: il primo comma vieta la crioconservazione di embrioni al di fuori di ipotesi limitate, mentre il comma 4 vieta la riduzione embrionaria di gravidanze plurime salvo nei casi previsti dalla legge sull’ interruzione volontaria dela gravidanza.
A fare ricorso alla Corte, con tre distinte ordinanze, sono stati il Tar del Lazio e il Tribunale di Firenze, ai quali si erano rivolti, rispettivamente, la World association reproductive medicine (Warm) e una coppia non fertile di Milano affetta da esostosi, una grave malattia genetica (con tasso di trasmissibilità superiore al 50%) che genera la crescita smisurata delle cartilagini delle ossa.
Poco dopo il pronunciamento della Consulta si sono registrate le dichiarazioni di molti esponenti politici, divisi sui due fronti: da una parte i movimenti per la vita e cattolici, dall’altra a favore della scienza e della laicità. Schieramenti trasversali all’interno dei due principali partiti: nel Pdl ad esempio Maurizio Gasparri dice “difenderemo sempre le ragioni della vita” ma poi ammette “bisognerà adeguare la norma”, mentre esultano i deputati Margherita Boniver che sostiene “smantellata una legge reazionaria” e Benedetto Della Vedova: “i limiti che la legislazione impone nel campo della ricerca, della sperimentazione e della pratica medica non possono essere arbitrari e stabiliti secondo criteri puramente discrezionali”. I Radicali ovviamente accolgono con favore la notizia e rilanciano, “Nella sentenza sulla legge 40 la Corte Costituzionale richiama il rispetto degli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione- dice Emma Bonino- sono gli stessi che vengono violati dal ddl Calabrò sul testamento biologico”. Mentre all’interno del Pd i teodem sono critici: “Si tratta” osserva Paola Binetti, “di una correzione su una indicazione che, però, salva l’impianto complessivo della legge. Non vorrei che interpretazioni stravaganti la stravolgessero”. Esulta per la decisione della Corte tutta la sinistra, dall’Idv al Pdci. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella che ha difeso a più riprese la legge, ha annunciato l’emanazione di “nuove linee guida” dopo la decisione dei giudici. Livia Turco, ministro della Sanità nel precedente governo, aveva già cambiato in parte l’applicazione della legge 40 consentendo la diagnosi pre-impianto degli embrioni.
Dall’entrata in vigore delle norme sulla procreazione, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, è aumentato il numero di coppie che si sono rivolte a tali tecniche e anche il numero di nati. Ma un aumento esponenziale c’è stato anche nei viaggi delle coppie che con la speranza di concepire un figlio si sono recate all’estero. Un vero e proprio boom (+200% secondo il centro Artes di Torino, 4173 coppie nel 2006), con mete preferenziali le cliniche di Spagna, Francia e Svizzera.

Il VIDEO servzio:

LEGGI ANCHE: I numeri della legge 40

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Il 2 Aprile 2009 alle 0:18 Massimo rispetto per le Istituzioni. « D-Avanti ha scritto:

[...] Fecondazione assistita: per la Corte è parzialmente incostituzionale. Ripeto, parzialmente incostituzionale, non pericolosamente eversiva.  [...]

Il 2 Aprile 2009 alle 18:39 Fecondazione, la Consulta ribalta la politica: Rutelli contro, Fini a favore » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Se il presidente della Camera, Gianfranco Fini, prende una posizione che in molti definiranno di sinistra, e quasi femminista, l’ex leader del centrosinistra, Francesco Rutelli, invece, si schiera quasi nell’altro campo. Di ieri è la decisione della Consulta che ha dichiarato la parziale illegittimità dell’ art. 14 comma 2, della legge 18 febbraio 2004, n. 40, (la legge sulla fecondazione) dice una nota della Consulta, “limitatamente alle parole ‘ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre’ embrioni”. [...]

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