“Fra rispondimi ti prego”: dopo il sisma, alla ricerca di notizie su internet

Ansia, paura, incertezza. E il tentativo di sapere qualcosa di amici e parenti attraverso internet. “Terremoto a L’Aquila 9 gradi Mercalli. Fra rispondimi ti prego”: è il messaggio che invia una ragazza, “asterdesign”, dopo la scossa sismica in Abruzzo. Come decine di altre persone cerca informazioni su twitter, un microblog che raccoglie brevi comunicazioni online. In queste ore, però, è diventato un diario dell’emergenza. “Una mia amica romana, originaria dell’Aquila, ha appena scritto che sua madre si è messa in salvo, ma non ha notizie della casa, dei parenti” dice “marta84″. Scrive sollevato un altro utente: “Pare che le persone che frequentavo e che vivono a L’Aquila stiano bene. Grazie per gli aggiornamenti”.

Non c’è tempo per scrivere sui blog: dopo il sisma, il popolo della rete si è affidato soprattutto a brevi messaggi, comunicazioni essenziali, ma fondamentali in ore di panico. “Un pensiero ai miei cari all’ Aquila, momento durissimo e di estrema incertezza, chiedeteci qualsiasi cosa !!!” annuncia “moaoborct”. Anche dall’estero c’è attenzione per il dramma in Abruzzo: “Penso a tutti quelli che hanno perso la vita all’Aquila. Ai sopravvissuti auguro un rifugio immediato, il mio cuore va a voi” scrive crixmusic. “Ho contattato la mia amica Laura all’Aquila. Fortunatamente sta bene” dice Malgaciapela. Su twitter la parola “Italy” è il tema principale di conversazione tra gli internauti del mondo: sono continui gli aggiornamenti dei grandi network televisivi che sollecitano reazioni, rassicurano o alimentano preoccupazioni. Un’ondata che si riversa online. E attraverso il passaparola di blog, siti d’informazione e social network si diffonde la notizia che un ricercatore del laboratorio nazionale del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, aveva previsto il rischio di un violento sisma, ma è stato denunciato dal capo della protezione civile Guido Bertolaso appena una settimana fa per l’allarmismo delle sue dichiarazioni. Dopo il terremoto, però, si solleva la rabbia e l’indignazione dei blogger.

Eppure è da ieri sera che scosse più o meno intense sono state avvertite lungo la fascia adriatica, dalle Marche all’Emilia Romagna alla Puglia. Le mappe dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia pubblicate su internet permettono di vedere come lo sciame sismico si sia propagato lungo la penisola.

Una telecamera di sorveglianza riprende gli effetti del terremoto in un’abitazione durante la notte. La porta e un interruttore tremano.

Commenti

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Il 6 Aprile 2009 alle 12:13 Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:

Ed. Starordinaria:: Rassegna stampa :: Terremoto in Abruzzo: decine di morti, paesi distrutti…

Image via Wikipedia

Terremoto in Abruzzo: decine di morti, paesi distrutti
molti dispersi tra le macerie. Caos all’ospedale dell’Aquila
“Io, sepolto per tre ore e tirato fuori a mani nude”
Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter (8…

Il 6 Aprile 2009 alle 15:30 Terremoto in Abruzzo. Storie dal sisma: il racconto di chi si è salvato » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Le mille storie della tragedia si susseguono di ora in ora. Testimonianze drammatiche che vengono a galla grazie ai racconti dei sopravvissuti o ai ricordi, ancora drammatici, di chi ha assistito alla morte di parenti, amici e conoscenti. I vigili del fuoco hanno estratto viva dalle macerie una bambina di due anni a San Gregorio, frazione del comune dell’Aquila: a salvarla, facendole scudo con il proprio corpo, sarebbe stata la madre, morta nel crollo dell’abitazione. La piccola - di cui non si conoscono esattamente le condizioni - è stata immediatamente trasportata in ospedale da un elicottero degli stessi vigili, già tornato nell’area per prestare soccorso ad altri feriti. Altra storia: la sorella lo chiama al cellulare e lui, da sotto le macerie, riesce a risponderle e a dare indicazioni perché i soccorritori possano individuarlo e portarlo in salvo. Forse deve la vita a quella chiamata lo studente universitario di Fermo nelle Marche, 20 anni, travolto con altri compagni dal crollo della Casa dello studente all’Aquila. Erano trascorsi pochi minuti dalla scossa delle 3:32: la sorella e il padre dello studente, allarmatissimi, tentano di rintracciarlo al cellulare, senza ricevere risposta. Si rivolgono al 118, i vigili del fuoco, la polizia di Fermo, e a quel punto, si riesce ad allestire un ponte telefonico con la zona del crollo. La ragazza e il fratello si parlano: lui, con un filo di voce, fornisce dati utili perché chi scava fra le macerie, al buio, possa raggiungerlo, e alla fine viene tirato fuori, incolume. È sotto choc ma sta bene, non ha riportato ferite nè traumi, ed è già rientrato a casa. Un altro compagno di alloggio invece non ce l’ha fatta. E fra quel che resta della Casa dello studente si scava ancora. [...]

Il 7 Aprile 2009 alle 0:06 Aderisci al gruppo Terremoto Aquila su Twitita e contribuisci » Twitita ha scritto:

[...] Dopo aver letto l’articolo di Panorama in cui spiegava che molti stanno usando Twitter per collegarsi con amici e parenti in cerca di informazione, ma con le difficoltà che ne possono conseguire, ho pensato che Twitita essendo meno confusionario e dedicato al popolo italiano, potesse essere d’aiuto. Se volete partecipare al gruppo di Twitita dedicato al terremoto dell’Aquila, iscrivetevi e postate notizie, link, messaggi e ogni qualsiasi informazione che possa essere d’aiuto a chi ha parenti, amici o familiari che sono rimasti coinvolti nel terremoto dell’Aquila. [...]

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