
Silvio Berlusconi è entrato nella caserma della Guardia di Finanza di Coppito, una frazione de L’Aquila verso le 14, poco dopo aver sorvolato le zone colpite dal sisma. Il Cavaliere era visibilmente provato e addolorato per quanto accaduto nella notte in Abruzzo.
Accanto a lui nella scuola della Gdf sedevano i ministri dell’Interno e delle Infrastrutture, Roberto Maroni e Altero Matteoli, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il presidente della provincia e il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente.
Durante la conferenza stampa una lieve scossa di terremoto ha spaventato il premier, che stava parlando in una sala visibilmente lesionata. Berlusconi, che ha annullato tutti i suoi impegni compresa la visita a Mosca, ha spiegato ai giornalisti i danni subiti e ha rassicurato che “Nessuno sarà lasciato solo”.
Rendendo conto della situazione, il premier ha detto che la scossa di terremoto dell 03,32 della mattina “è stata di intensità del nono-decimo grado della scala Mercalli, per una durata di venti secondi”. Il presidente del Consiglio ha detto che “l’epicentro” del terremoto in Abruzzo “ha avuto un’estensione di circa 15 chilometri, colpendo l’Aquila e una parte estesa di sue frazioni. Registriamo un numero record di soccorritori”, ha aggiunto il premier, sottolineando che “nessuno sarà lasciato solo” dall’opera dei soccorritori. Il premier ha precisato che l’epicentro del sisma si è verificato a circa 10-15 km nel sottosuolo.
“Il centro storico dell’Aquila e tutti gli edifici pubblici della città sono inagibili”, ha quindi spiegato Berlusconi chiarendo: “Tutte le scuole che non avranno la certificazione di agibilità resteranno chiuse”.
“Il messaggio che vogliamo mandare è che nessuno deve restare nelle case lesionate”, ha rimarcato il presidente del Consiglio aggiungendo che l’area del terremoto è stata suddivisa in quattro zone, ognuna delle quali avrà un responsabile per i soccorsi e le operazioni necessarie a venire incontro ai bisogni della popolazione.
Verrà allestito un ospedale da campo proprio all’Aquila di fronte all’ospedale, del quale si cercherà di continuare ad usufruire dei servizi rimasti funzionanti. E ha avvertito: ”Nessuno può dire che non ci saranno altre scosse nelle prossime ore o nei prossimi giorni”.
E rimarca: “Credo che adesso sia il momento di non dare luogo a nessuna discussione, bisogna reagire con i fatti, con l’azione, e poi quando avremo sistemato tutte le cose si potrà anche cominciare a discutere sulla prevedibilità o meno di questo terremoto”. “I senza casa sono diverse migliaia - spiega il premier - ma non abbiamo ancora la possibilità di dare un numero che abbia una qualche certezza di approssimazione”.
Quindi l’annuncio: il Consiglio dei ministri si riunirà stasera per “varare gli aiuti economici” relativi agli interventi necessari per l’Aquila e provincia, colpita dal terremoto di stanotte. “Rimango qui a seguire la situazione e a valutare tutto ciò che può essere utile”, ha assicurato Berlusconi al termine della conferenza stampa.
Il premier ha ringraziato le numerose testimonianze di solidarietà che sono arrivate a partire da quella del presidente statunitense, Barack Obama, e di quello russo Dmitri Medvedev.
Il capo del governo ha quindi firmato il decreto per dichiarare lo stato di emergenza nazionale con il quale ha nominato commissario straordinario del governo il responsabile della protezione civile Guido Bertolaso per gestire la situazione.
- Lunedì 6 Aprile 2009

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Il 7 Aprile 2009 alle 15:43 Abruzzo, Berlusconi torna: “Oltre 7mila soccorritori. Aiuti internazionali? No” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È tornato, il premier. Silvio Berlusconi vuole stare vicino agli abruzzesi. E nel giro di 24 ore rieccolo sui luoghi sventrati dal sisma del 6 aprile. “Al momento, ci sono 190 vittime identificate e 17 non ancora identificate e 15 dispersi che non sappiamo se siano morti o meno. Potrebbero essersi allontanati da casa senza aver detto nulla. Non lo sappiamo”, ha Berlusconi in una conferenza stampa all’Aquila, precisando che il lavoro di “ricerca dei superstiti continuerà per 48 ore da oggi”. Drammatico anche il bilancio dei feriti: “Sono poco più di 1.000″ e di queste “100 in condizioni purtroppo difficili”. “Centosettantanove sono stati trasferiti in ospedali abruzzesi” in modo che possano stare vicini ai parenti. Poi: “abbiamo avuto 150 persone estratte vive dalle macerie e questo è il fatto più positivo”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, dopo un sopralluogo nelle zone colpite dal terremoto in Abruzzo. L’Italia ha ricevuto molte offerte di aiuto dagli Stati esteri, abbiamo detto “grazie” ma abbiamo chiesto di “non inviare i loro aiuti”. Berlusconi ha assicurato che “siamo in grado” di fare da soli. Le squadre di soccorso hanno allestito 20 tendopoli in grado di ospitare in tutto 14.500 persone. Sono 16 le cucine da campo attualmente in funzione nei centri di accoglienza che ospitano le persone rimaste senza tetto. “La prima preoccupazione, il primo compito dello Stato è stare vicino ai cittadini in momenti come questo”, ha sottolineato il premier nella conferenza tenuta nella frazione di Coppito, presso la sede della Gdf. Il presidente del Consiglio ha aggiunto: “Uso uno slogan che avevo sentito in qualche campagna elettorale anglosassone, ‘people first’, per indicare la nostra filosofia di governo. Bisogna, cioè, stare vicino alla gente”. “C’è la gente prima di tutto - ha insistito Berlusconi -. Questa è la nostra filosofia per la crisi economica e per situazione come questa”. [...]
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