- Tags: abruzzo, casa, crollo, feriti, LAquila, magnitudo, Protezione-civile, sciame, strade, terremoto in Abruzzo, vittime
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Proseguono le ricerche tra le macerie a l’Aquila e negli altri centri abruzzesi colpiti dal sisma di questa notte; finora sono oltre 170 le vittime accertate, 1500 le persone ferite nei crolli, centinaia ancora quelle disperse e il 50% delle case inagibili. Il numero degli sfollati nel frattempo dovrebbe aver raggiunto quota 100 mila.
Questi i numeri del triste bilancio, ancora provvisorio, del terribile terremoto che ha colpito questa notte L’Aquila e molti piccoli paesi della provincia. La scossa che distrugge, che spezza vite, sogni, storie e futuro è arrivata poco dopo le 3,30 di questa notte l’Abruzzo. Utilizzando la scala di magnitudo del momento sismico, che aggiorna la Richter, l’energia scatenata dal terremoto in Abruzzo è stata pari a 6,2. In base alla classica scala Richter, il sisma ha avuto un’intensità di 5,8.
Al terremoto hanno fatto seguito altre scosse di assestamento, di minore ma comunque eccezionale intensità, che non sono ancora cessate e che rendono ancora più drammatico il lavoro dei soccorritori (qui un resoconto dettaglaito del numero delle vittime, paese per paese).
A L’Aquila, dove ci sono almeno 15 morti, è crollato un intero piano della Casa dello Studente (che ospitava circa 80 ragazzi); è stato reso inagibile l’ospedale cittadino, rimasto senza acqua potabile, ed è crollato il campanile di una chiesa del centro. I feriti più gravi de L’Acquila sono stati trasferiti con elicotteri in altre Regioni. Un ospedale da campo è stato messo in piedi presso lo stadio cittadino. Tutta la cittadinanza è in strada. E il sindaco ha invitato a lasciare immediatamente il centro storico, per non intralciare il lavoro dei soccorritori. La struttura dell’ospedale non ha retto: è inagibile al 90%. Un’ala è crollata. E il nosocomio è senza acqua potabile. Non c’è stato approvvigionamento attraverso la protezione civile, il bar dell’ospedale è inutilizzabile perchè crollato così come il deposito del nosocomio. Nonostante i problemi e i disagi centinaia di persone sono accampate in attesa di soccorsi davanti all’ospedale dell’Aquila, che non è stato evacuato. Al nosocomio sta arrivando un flusso continuo di persone, alcuni addirittura svestiti, con ferite di vario genere, sotto choc e piangenti. La cappella del San Salvatore è diventata la corsia più affollata dove i medici stanno curando i numerosi feriti. Il caos non accenna a rientrare e tutti gli spazi che non sono stati considerati a rischio da parte dei tecnici della protezione civile vengono utilizzati come ricovero per malati. Naturalmente gli spazi maggiormente occupati sono quelli all’aperto dove continuano ad arrivare feriti lievi, ma anche con gravi traumi. Questi ultimi vengono indirizzati con gli elicotteri negli altri ospedali regionali. È un via vai di mezzi aerei senza soluzione di continuità.
Anche la provincia, una delle più grandi d’Italia, è stata devastata: una delle situazioni più drammatiche è da segnalare a Onna, una ventina morti, dove il 90 per cento delle case è stata devastata e una parte della montagna è completamente crollata; a Paganica, 6 morti, con il centro storico completamente distrutto, a Tempera, a Castelnuovo Calvisio, dove l’intero centro storico raso al suolo, cinque vittime, Poggio Picenze (cinque morti, tre bambini e due mamme). In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni più recenti e anche in cemento armato.
Secondo il ministro Maroni il conto delle vittime potrebbe salire fino a 150. Numerosi i dispersi: al momento si parla di almeno un centinaio di persone, mentre i feriti superano quota 1.500.
Alcuni feriti stanno arrivando anche a Roma per essere ricoverati nelle strutture sanitarie della Capitale. In queste ore, ha reso noto la direzione sanitaria del Gemelli, “stanno giungendo dall’Abruzzo diversi pazienti, tutti con mezzi propri. Crediamo che con il passare delle ore” hanno sottolineato dal Policlinico “andrà aumentando l’afflusso negli ospedali di Roma di pazienti provenienti dalle zone colpite dal sisma”. Al trasporto dei feriti più gravi contribuiscono anche quattro elicotteri dei vigili del fuoco.
Una situazione “bruttissima” la definiscono i soccorritori giunti sul posto, che ricorda quella del terremoto dell’Umbria. La macchina dei soccorsi si è messa in moto e il ministro Sacconi ha invitato la cittadinanza a donare il sangue per i feriti. Anche i grandi ospedali romani sono stati allertati. Unità di crisi sono state già organizzate all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e al Policlinico Gemelli. Roma, infatti, potrebbe accogliere i feriti più gravi per gli interventi operatori o per i ricoveri.
“Questa è la peggiore tragedia di questo inizio millennio”, la definisce Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza della Consiglio, secondo cui l’intensità del sisma è paragonabile se non superiore al terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche nel 1997. Silvio Berlusconi (che ha rinunciato al suo viaggio a Mosca e si sta recando all’Aquila) ha firmato il decreto per lo stato di emergenza nazionale con il quale sarà nominato commissario straordinario del governo. Sono arrivati a l’Aquila anche il Capo della Polizia Manganelli e il ministro Maroni.
Il ministro dell’Interno, al termine di un incontro con il capo della Protezione civile Bertolaso, ha assicurato che “gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi”.
Colonne di soccorsi stanno arrivando all’Aquila da tutta Italia. È stato dato il via libera alla colonna mobile della Protezione civile del Comune di Roma: è composta da oltre 60 uomini della Protezione civile tutti addestrati nel montaggio delle tende, ed è pienamente autonoma, essendo attrezzata con una cucina da campo, due tende da 70 posti, due bobcat, camion e i diversi attrezzi a mano. La sua destinazione è il campo sportivo Centi Colella, non lontano dall’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove verrà allestita una tendopoli.
La Regione Lombardia ha già inviato una squadra di tecnici addetti alla verifica della situazione e all’organizzazione delle risorse sul campo, e ulteriori aiuti sono previsti per le prossime ore. La Protezione civile tra l’altro sta preparando il materiale per allestire una tendopoli per 250 persone e un posto medico avanzato con 7 operatori e tre automezzi. A breve dovrebbero inoltre partire 30 tecnici della Regione e di Arpa Lombardia per verificare l’agibilità degli edifici. Dall’Emilia-Romagna sono partiti 30 mezzi e 120 volontari coordinati dalla Protezione Civile regionale, mentre il Comune di Bologna organizzerà una raccolta di fondi.
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- Lunedì 6 Aprile 2009
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Commenti
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Il 6 Aprile 2009 alle 9:39 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Molte volte una notizia, può arrecare più danni della catastrofe stessa: ma se come dice l’esperto il gas può essere rivelatore, si deve avviare uno studio, salvo approvazione d’altri massimi esperti. Resta fermo che Bertolaso riprende chi lancia notizie false, visto che la catastrofe prevista, il 31, quanti miliardi spesi per persone da mettere in salvo e in quale parte? Ora non ci resta che aiutare tutta questa gente, l’avvio alla ricostruzione e controlli di sciacalli speculatori siano verificati mille volte, anche se apparentemente con certificazioni a posto.
vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.
Il 6 Aprile 2009 alle 10:32 cini ha scritto:
Senza perdere tempo ci sono già i primi disgustanti tentativi di sciacallaggio da parte di qualcuno dell´opposizione per politicizzare la tragedia dichiarando su RAI news 24 di primo mattino che invece di preoccuparsi di investire per rendere i vecchi edifici dei centri storici italiani ci si preoccupa a costruire il ponte sullo stretto di Messina.Il riferimento più che esplicito non può che essere diretto ad altri se non al Governo Berlusconi, un riferimento opportunistico, vergognoso ma non sorprendente conoscendo l´indole dell´opposizione e questo indubbiamente segna soltanto l´inizio.
Io direi invece che ringraziando Dio a governare c´è oggi un Centro Destra che al contrario della sinistra, ha sempre dimostrato grande responsabilità e sensibilità nel risolvere i disastri naturali e le conseguenti tragedie che di tanto in tanto colpiscono il Paese.
Anche questa calamità senza dubbi verrà affrontata con grande senso di responsabilità dal più che responsabile Governo che si è immediatamente tutto mobilizzato ed ha iniziato una energetica attività di assistenza.Il Governo sta già contemplando una ricostruzione dei paesi d´Abruzzo danneggiati, lasciando la sinistra fare la loro sporca propaganda politica, decisamente destinata a fallire di nuovo.
Il 6 Aprile 2009 alle 11:12 » Panorama.it - Italia ha scritto:
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Il 6 Aprile 2009 alle 11:16 Allarmi ignorati, polemiche sul sisma: da due mesi sciame sismico nell’Aquilano » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Lunedì 6 aprile: il disastro nella provincia dell’Aquila. Ma è da circa due mesi che la zona è interessata da un’attività sismica, anche se non si erano segnalati danni né a persone, né a cose, fino ai primi di aprile quando il comune capoluogo aveva annunciato la richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza. Fra le ultime scosse quella del 12 marzo, quando in tarda serata si è registrata una scossa di magnitudo 2,9 con epicentro nella zona dell’Aquila, Pizzoli e Villagrande. Altra scossa il 17 marzo, questa volta di magnitudo 3,6 con epicentro: Sulmona, Campo di Giove, Pettorano sul Gizio e Canziano. Una delle scosse di terremoto più forti è stata registrata il 30 marzo sempre in provincia de L’Aquila con magnitudo di 4,0 gradi, ad una profondità di 10,7 km. Le località prossime all’epicentro, sempre i comuni di Pizzoli, Collimento e L’Aquila. E lo sciame sismico non si era fermato, con scosse anche nei giorni successivi, tanto da aver fatto chiudere alcune scuole nel capoluogo e dichiarati inagibili alcuni appartamenti. A parte qualche malore dovuto allo spavento, non c’erano però mai stati feriti gravi. Nè erano stati rilevati danni importanti. Su richiesta del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si era tenuta nella sede della Regione Abruzzo all’Aquila, una riunione degli esperti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi. Obiettivo, dicono al Dipartimento della Protezione civile, era quello di “fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane”. “È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio”, si leggeva appena quindici giorni fa in una nota dello stesso Dipartimento. Secondo l’‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che è l’ente preposto alla sorveglianza della sismicità sul territorio nazionale, “le scosse avvertite nei mesi scorsi dalla popolazione facevano parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione”. [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 11:37 Ed. Starordinaria:: Rassegna stampa :: Terremoto in Abruzzo: decine di morti, paesi distrutti « Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
[...] Ancora.. Terremoto in Abruzzo, decine di morti e dispersi sotto le macerie Un terribile terremoto ha scosso questa notte, attorno alle 3:30, il Centro Italia, con epicentro in Abruzzo, provocando la morte di almeno 31 persone e il crollo di almeno diecimila case ed edifici all’Aquila e provincia. Al terremoto hanno fatto seguito altre scosse di assestamento, di minore ma comunque eccezionale intensità, che non sono ancora cessate. Il bilancio delle vittime provocate dalla scossa di 6,3 gradi sulla scala Richter che ha colpito alle 3:30 stanotte, è destinato a salire. All’Aquila è crollata parte della Casa dello Studente (sette ragazzi ancora sotto le macerie), e il campanile di una chiesa nel centro cittadino, mentre crolli ed edifici lesionati si sono registrati in diverse paesi della provincia. Una delle situazioni più drammatiche sarebbe da segnalare a Onna (6 morti), dove oltre la metà delle case è stata devastata e una parte della montagna è completamente crollata, a Paganica (6 morti, con il centro storico completamente distrutto), a Tempera, a Castelnuovo. Da Panorama.it la notizia qui… [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 11:58 Terremoto in abruzzo, le testimonianze: “Mi sento miracolato” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Oggi è la mia nuova data di nascita”. Ecco il primo commento di Maurizio Marino, componente dell’orchestra “Città aperta” che stanotte, al momento del sisma che ha letteralmente raso al suolo l’Aquila e i paesini limitrofi, si trovava in un bed and breakfast di Fossa (L’Aquila). “Mi sento un miracolato”, ha aggiunto: “adesso ci troviamo nel campo sportivo dove ci stanno rifocillando”. La struttura dove si trovava è crollata. “Per fortuna non è caduto il soffitto” ha detto “e in quel momento ho pregato ed ho pensato ai miei famigliari e a mio figlio. Ho pensato di morire”. “Ho dormito fuori e questo mi ha salvato ma adesso spero tanto che tirino fuori i miei compagni vivi”. Sono ovviamente drammatiche le testimonianze di chi si è salvato e ora può raccontare le ore di panico e tragedia della notte. Valerio, studente universitario di Tagliacozzo (L’Aquila), assiste con gli occhi bagnati di lacrime, il lavoro di una ruspa caterpillar che sposta interi blocchi della palazzina di quattro piani in via Rossi, dove i suoi cinque compagni di appartamento vivevano al secondo piano. Anche qui, come in altri punti della città, si lavora disperatamente lottando contro il tempo per estrarre dalle macerie le persone, si spera ancora in vita. Qui, dove sono crollate due palazzine attigue i soccorritori cercano una decina di persone, otto delle quali studenti universitari, e i due proprietari degli appartamenti in affitto. A quanto pare, degli studenti universitari, cinque ragazzi e tre ragazze, sono per la maggior parte della provincia di Teramo. Si sa di certo che una delle dieci persone è deceduta tra le macerie, e si aspetta di poter tirare fuori il corpo. I dirigenti medici dell’ospedale dell’Aquila che stanno gestendo l’emergenza hanno chiesto alla protezione civile l’installazione di un ospedale da campo nella zona di piazza d’Armi, mentre il governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi ha lanciato un appello urgente a tutti i cittadini affinchè compiano un grande gesto di solidarietà recandosi nei presidi ospedialieri della regione per donare sangue presso i centri trasfusionali. Al momento l’organizzazione dei soccorsi viene fatta per strada nello spazio antistante il pronto soccorso. Sono frenetici i lavori di scavo in via XX Settembre tra le maceria di una palazzina di tre piani che si è sbriciolata e quasi rasa al suolo: da sotto le macerie si è udito poco fa la richiesta di aiuto di una voce femminile che gridava: “Chi mi sente?”. Secondo la ricostruzione dei soccorritori, che sono coordinati da Giorgio De Matteis, vicepresidente del Consiglio regionale e ex assessore regionale alla protezione Civile, sotto le macerie di questa palazzina ci sarebbero almeno due persone, delle quali forse una bambina. Poco prima da sotto le macerie era stata estratta una signora che è stata trasportata in ospedale. “Pensavo ad una cosa pesante ma non di queste proporzioni. Sono passato per la città e ci sono davvero molti pezzi di città distrutti. Ci sono tanti feriti e numerosi morti”. Lo ha detto il direttore generale della Asl dell’Aquila, Roberto Marzetti, che si trova davanti al pronto soccorso per coordinare le operazioni di emergenza. “La macchina dei soccorsi - ha aggiunto - è partita subito, ci sono medici e paramedici a lavoro, chi di turno e chi no è tornato a lavoro. Abbiamo attivato due sale operatorie e quindi la reazione della città c’é stata”. Così come i dirigenti della Asl, Marzetti non era all’Aquila al momento del terremoto ma una volta saputo della scossa si è precipitato in città. Nel fare il punto della situazione, il manager ha sottolineato che sono attive due sale operatorie ma che dovranno essere trasferiti i dializzati la cui struttura si é allagata. Il reparto di neonatologia è già stato trasferito. “I delta di medicina sono da evacuare e poi ci sarà da fare la stima dei danni visto che l’ospedale non ha probabilmente problemi strutturali ma calcinacci, intonaci e suppellettili a terra. Ci vorrà qualche giorno prima che la situazione migliori, ma la cosa importante è che tutti sono a lavoro per aiutare le persone colpite da questa tremenda ferita”. Marzetti ha sottolineato che per sostenere la struttura ospedaliera che comunque è in difficoltà dovrebbe essere installato un ospedale da campo proprio nelle vicinanze del San Salvatore. [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 13:23 Cordoglio e offerte di aiuto da tutto il mondo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] A mano a mano che si diffondono, in tutta la loro gravità, le notizie sul terremoto che ha colpito l’Abruzzo, da tutto il mondo arrivano dichiarazioni di cordoglio e offerte di aiuto. Tra i paesi che hanno contattato il dipartimento della protezione civile per offrire collaborazione ci sono Russia, Germania, Francia, Grecia, Israele ed anche l’Unione Europea. Per ora comunque, ha spiegato il dirigente della protezione civile, Agostino Miozzo, ‘’non abbiamo bisogno di aiuti dagli altri paesi’’. Il presidente americano Barack Obama ha aperto oggi la sua conferenza stampa ad Ankara con il presidente turco Abdullah Gul inviando la sua solidarietà. ‘’Desideriamo porgere le nostre condoglianze alle famiglie italiane colpite dal terremoto’’, ha detto, ‘’Ci auguriamo che l’invio dei mezzi di soccorso riesca a minimizzare i danni per le vittime’’. Il Papa ha espresso ‘’viva partecipazione al dolore delle care popolazioni’’ colpite dal terremoto di stanotte, prega ‘’per le vittime e in particolare per i bambini’’ e ha incoraggiato sia i superstiti sia ‘’quanti in vario modo si prodigano’’ nei soccorsi, con un telegramma all’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari. ‘’La drammatica notizia del violento terremoto che ha scosso il territorio di questa diocesi - ha scritto il segretario di Stato Tarcisio Bertone nel telegramma inviato a nome di Benedetto XVI - ha riempito di costernazione l’animo del sommo pontefice”. Il ministro degli esteri greco Dora Bakoyannis si sta mettendo in contatto col suo collega italiano Frattini per offrire l’invio di una squadra di soccorso e aiuti materiali per assistere le vittime del sisma. Anche il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha espresso al presidente del consiglio Silvio Berlusconi le condoglianze per le vittime del sisma. Lo ha riferito a radio Gerusalemme l’ambasciatore di Israele in Italia Gideon Meir. Il sindaco di Mosca, Iuri Luzhkov, che doveva ricevere oggi la visita, poi cancellata, del premier Berlusconi, ha espresso ‘’grande dolore’’ per le vittime e ha offerto aiuto e assistenza alle popolazioni colpite. ‘’Siamo molto dispiaciuti per quello che è accaduto in Italia”, ha detto Luzhkov, ‘’Anche se l’Italia ha mezzi e capacità a sufficienza, sia Mosca sia il resto della Russia sono disposti ad inviare aiuti’’. ‘’Il governo e il popolo polacco si uniscono al dolore delle famiglie delle vittime nonché a quello di tutti gli abitanti che hanno perso le case e spesso anche il patrimonio della loro intera vita’’ ha scritto invece il premier polacco Donald Tusk in un messaggio arrivato a Berlusconi. Tra i leader mondiali che hanno contattato la presidenza del Consiglio anche il presidente della Commissione Europea Barroso. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto la telefonata del suo omologo egiziano Hosni Mubarak, che gli ha espresso i sentimenti di cordoglio per le vittime e di solidarietà e sostegno alla popolazione colpita dalla tragedia. Napolitano si è detto profondamente colpito dalle tragiche notizie le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento, ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco de L’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà. LEGGI ANCHE: Allarmi ignorati, polemiche sul sisma - Già in moto la macchina della solidarietà - Le testimonianze: “Mi sento miracolato” [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 13:32 Apocalisse in Abruzzo. Parla l’esperto: “Impossibile prevedere un sisma di tale entità” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] “Allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione certa dei terremoti, ovvero la previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento. Questo è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento”. Lo dice chiaramente a Panorama.it Massimo Cocco, dirigente Ingv e uno dei più esperti sismologi italiani, per fugare tutte le polemiche in merito all’allarme lanciato dal ricercatore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare dei laboratori del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, basato sull’analisi del gas radon sprigionato dalla crosta terrestre. “L’emissione più forte di gas non può significativamente giustificare un allarme sismico. È prevedibile, però, che una scossa che ha colpito l’Abruzzo questa notte venga normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali intense”. Lo sciame sismico nell’area aquilana, conferma Cocco, era attivo da fine ottobre - novembre scorsi ma “come ce ne sono tanti altri in Appennino e per noi sono eventi assolutamente naturali. Dall’inizio dell’anno abbiamo registrato in Italia circa 2 mila terremoti, di cui 200 in quella zona. Non si sa e non si può sapere quando ci sarà un terremoto, ma certamente dalle nostre mappe l’area appenninica è una di quelle ad altissima probabilità, ma è anche la zona dove la prevenzione è sempre stata fatta con la massima attenzione. Ecco perché escludo categoricamente che il terremoto si potesse anticipare: il rapporto tra causa ed effetto, in questi casi, non è mai dimostrabile”. [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 16:10 Sisma in Abruzzo, i precedenti: questi i terremoti più gravi in Italia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il terremoto di stanotte in Abruzzo è il più grave degli anni Duemila in Italia. Ecco una scheda sui maggiori terremoti che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi 100 anni: [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 17:17 Terremoto in Abruzzo: c’era un borgo di nome Onna. Distrutto al 90% » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E adesso, là dove c’erano le case, solo una fila di bare: 22 feretri, uno dopo l’altro. Da mettere i brividi. Da togliere il respiro, complici l’odore e la polvere che ristagnano nell’aria e avvolgono ogni cosa. Onna non esiste più. Onna è un borgo intermante distrutto, spazzato via, questa notte, dal sisma. Uno scenario apocalittico quello che si è presentato questa mattina ai primi soccorritori che sono arrivati ad Onna, un paese a circa una decina di chilometri da L’Aquila, colpito gravemente dal sisma che nella notte del 6 aprile ha fatto tremare l’Abruzzo. “Non c’è più un edificio in piedi, è crollato tutto e ci sono molte persone sotto le macerie” raccontano alcuni testimoni che sono sopravvissuti. Tutti coloro che sono scampati alla furia del terremoto si trovano in strada con le poche cose che sono riuscite a portare fuori dalle abitazioni. E chi non è rimasto ferito sta scavando tra le macerie assieme ai soccorritori. Tra i morti anche una bimba di otto mesi e pare anche un altro bambino. Non c’è neanche una abitazione che non abbia riportato gravi lesioni. All’ingresso del paese almeno tre gli edifici di cui ormai non si riconoscono più neanche i contorni. La gente del posto osserva in silenzio il lavoro dei vigili del fuoco e degli operatori della protezione civile, dei sanitari del 118 tutti impegnati a ricercare qualche segnale di vita anche flebile provenire dalle macerie. Piangono le suore di Onna che alloggiano in un edificio scolastico. Raccontano di aver fatto proprio poco tempo fa un’esercitazione antisismica insieme ai bambini del posto. Piangono e cercano di dare conforto alla popolazione, ma l’unica cosa che potranno fare questo pomeriggio sarà una messa, celebrata dal parroco arrivato dalla vicina Monticchio nell’area verde che circonda il paese. Lì dove sono allineati i corpi sotto un albero. Sono appena arrivati intanto due elicotteri, uno della Protezione Civile e un altro dei Vigili del Fiuoco, e un plotone dell’esercito armato di picconi per aiutare negli scavi. Dal primo elicottero sono scese delle unità cinofile per la ricerca tra le macerie degli eventuali sopravvissuti. [...]
Il 6 Aprile 2009 alle 19:21 Terremoto: come reagire in caso di scossa » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Continuano incessanti le comunicazioni della Protezione Civile a tutti coloro che, in qualche modo e a vario titolo, sono spinti verso le zone dell’Abruzzo colpite dal sisma. Ecco il vademecum della Protezione Civile sul comportamento da tenere in occasione di nuovi movimenti tellurici. Il Dipartimento invita a non mettersi in viaggio verso l’Abruzzo colpito dal terribile terremoto. [...]
Il 7 Aprile 2009 alle 9:52 Abruzzo: la prima notte degli sfollati tra macerie, paura e disperazione » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sono 179 i morti, di cui 40 da identificare; oltre 200 quelli che mancano all’appello; oltre 100 le persone estratte vive tra le macerie, almeno 17 mila sfollati. Per il Centro di coordinamento dei soccorsi risultano al momento anche 34 dispersi e circa 1500 feriti. A più di 24 ore dalla scossa di terremoto che - alle 03,32 di lunedì 6 aprile - ha colpito la provincia dell’Aquila continua a cambiare il bilancio di vittime e sopravvissuti. Per gli uomini dei soccorsi, è una corsa contro il tempo: con il passare delle ore si affievolisce infatti la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto le macerie. Così si è scavato per tutta la notte sia all’Aquila che nei comuni limitrofi; operazioni mai interrotte nonostante le decine di scosse che si sono succedute nel corso della notte, la più violenta della quali alle 1.15 con una magnitudo di 4.8. All’Aquila, alle 2, dopo 23 ore dal sisma è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. Si è scavato anche a Onna, il paese che non c’è più. Delle quattro persone che si pensava fossero ancora sotto le macerie due sono state estratte ormai senza vita nelle prime ore del mattino, mentre le altre due dovrebbero aver lasciato il paesino. In tutto sono 39 le vittime già recuperate nel paese, in cui il 60-70% delle case e’ crollata e il resto è considerato inagibile. Nella tendopoli, intanto, la notte è trascorsa al freddo e in molti hanno preferito dormire in auto, mentre sono proseguiti i trasferimenti verso gli alberghi della costa. Sono oltre 17 mila gli sfollati all’Aquila e provincia. Lo ha reso noto il Centro di coordinamento dei soccorsi allestito nella Scuola della Guardia di finanza alla periferia del capoluogo abruzzese. Le persone sfollate dai comuni della provincia sono 7.120 mentre più complessa è la situazione all’Aquila perché è andata perduta sia l’anagrafe sia i dati della Prefettura. In Abruzzo sono in arrivo ulteriori tende per allestire nuove tendopoli mentre molti hanno gia’ lasciato il capoluogo per trasferirsi da parenti e amici o negli alberghi messi a disposizione sulla costa. Proseguono intanto le scosse di assestamento nell’Aquilano. Dalla forte scossa distruttiva delle notte del 6 aprile sono state registrate finora 280 repliche. “La più forte è avvenuta alle 01:15, con una magnitudo di 4.8″, dice il sismologo Francesco Mele dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Prima di questa forte replica, è stata registrata alle 0:47 un scossa di magnitudo 3.6 e successivamente, alle 3:52 e alle 4:12 sono avvenute due scosse di magnitudo 3. Nel frattempo, prosegue Mele, sono partite squadre dell’Ingv per istallare sei nuove stazioni a pochi chilometri di distanza dalla zona in cui è avvenuta la rottura della faglia. Altre quattro stazioni saranno istallate nelle prossime ore. [...]
Il 7 Aprile 2009 alle 9:52 Abruzzo: la prima notte degli sfollati tra macerie, paura e disperazione » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Sono 179 i morti, di cui 40 da identificare; oltre 200 quelli che mancano all’appello; oltre 100 le persone estratte vive tra le macerie, almeno 17 mila sfollati. Per il Centro di coordinamento dei soccorsi risultano al momento anche 34 dispersi e circa 1500 feriti. A più di 24 ore dalla scossa di terremoto che - alle 03,32 di lunedì 6 aprile - ha colpito la provincia dell’Aquila continua a cambiare il bilancio di vittime e sopravvissuti. Per gli uomini dei soccorsi, è una corsa contro il tempo: con il passare delle ore si affievolisce infatti la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto le macerie. Così si è scavato per tutta la notte sia all’Aquila che nei comuni limitrofi; operazioni mai interrotte nonostante le decine di scosse che si sono succedute nel corso della notte, la più violenta della quali alle 1.15 con una magnitudo di 4.8. All’Aquila, alle 2, dopo 23 ore dal sisma è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. Si è scavato anche a Onna, il paese che non c’è più. Delle quattro persone che si pensava fossero ancora sotto le macerie due sono state estratte ormai senza vita nelle prime ore del mattino, mentre le altre due dovrebbero aver lasciato il paesino. In tutto sono 39 le vittime già recuperate nel paese, in cui il 60-70% delle case e’ crollata e il resto è considerato inagibile. Nella tendopoli, intanto, la notte è trascorsa al freddo e in molti hanno preferito dormire in auto, mentre sono proseguiti i trasferimenti verso gli alberghi della costa. Sono oltre 17 mila gli sfollati all’Aquila e provincia. Lo ha reso noto il Centro di coordinamento dei soccorsi allestito nella Scuola della Guardia di finanza alla periferia del capoluogo abruzzese. Le persone sfollate dai comuni della provincia sono 7.120 mentre più complessa è la situazione all’Aquila perché è andata perduta sia l’anagrafe sia i dati della Prefettura. In Abruzzo sono in arrivo ulteriori tende per allestire nuove tendopoli mentre molti hanno gia’ lasciato il capoluogo per trasferirsi da parenti e amici o negli alberghi messi a disposizione sulla costa. Proseguono intanto le scosse di assestamento nell’Aquilano. Dalla forte scossa distruttiva delle notte del 6 aprile sono state registrate finora 280 repliche. “La più forte è avvenuta alle 01:15, con una magnitudo di 4.8″, dice il sismologo Francesco Mele dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Prima di questa forte replica, è stata registrata alle 0:47 un scossa di magnitudo 3.6 e successivamente, alle 3:52 e alle 4:12 sono avvenute due scosse di magnitudo 3. Nel frattempo, prosegue Mele, sono partite squadre dell’Ingv per istallare sei nuove stazioni a pochi chilometri di distanza dalla zona in cui è avvenuta la rottura della faglia. Altre quattro stazioni saranno istallate nelle prossime ore. [...]
Il 16 Settembre 2009 alle 15:21 » Berlusconi a “Porta a Porta”, i quotidiani e la libertà di stampa che non c’è » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] del suo Governo che hanno permesso di consegnare una casa ai primi dei tanti sfollati vittime del terremoto in Abruzzo di cinque mesi fa. Promettendo poi di completare l’opera entro questo Dicembre, e dare un tetto a [...]
Il 31 Agosto 2010 alle 19:29 La giornata in pillole: processo breve, Berlusconi fa il punto con Alfano - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] - Torna la paura terremoto nel capoluogo abruzzese. Il Servizio emergenza sisma e ricostruzione del Comune ha [...]
Il 9 Settembre 2010 alle 15:27 The American, George Clooney killer in Abruzzo - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] volontà di girare The American in Abruzzo era nata prima del terremoto del 2009. Remota e maestosa, la regione è ”ricca di zone selvagge, un paesaggio genuino che [...]
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